Viburnum lantana – Viburno

Foto: da “Flora informatizzata del Lazio” per gentile concessione di Bruno Petriglia

 

DESCRIZIONE:

Pianta arbustiva legnosa e perenne, autoctona molto diffusa in Italia di facile colonizzazione. Possiede foglie decidue, e tronco contorto e ramificato fin dal basso, una chioma ampia e densamente globosa. Specie eliofila e termofila predilige terreni freschi e fertili, calcarei e ben drenati. È specie che vive sporadica in radure e ai margini di boschi e pianure e boschi montani, lungo le strade e nelle siepi presso gli insediamenti umani.

Le radici sono rizomatose-fascicolate che si estendono in profondità emettendo numerose radici secondarie.

La corteccia è liscia e di colorazione giallastra in età giovanile poi bruno-rosata e legnosa.

I rami sono flessibili giallastri e glabri, tendono a diventare rugosi e bruno-rosati.

Le foglie sono decidue, opposte e picciolate con una lamina ovale e margine dentato e apice acuminato, di colore verde scuro e rugose superiormente, pubescenti e verde-grigiastra inferiormente. Se stropicciate le foglie emanano un odore sgradevole data la presenza di composti velenosi.

I fiori sono ermafroditi di colorazione bianco-giallognola, piccoli molto profumati e riuniti in infiorescenze a corimbo dotate di peduncoli, con calice campanulato e piccolo, e una corolla a 5 petali di forma ovale bianchi o giallognoli, 5 stami intercalati ai petali con antere gialle. L’impollinazione dei fiori è entomofila e tra gli insetti impollinatori vi è un forte richiamo delle api e altri pronubi.

I frutti sono drupe globose raggruppate in infruttescenze a peduncolo rossastro e lignificato. Le bacche sono provviste di 1 solo seme bruno appiattito e velenoso, inizialmente le bacche sono verdi poi a maturazione diventano rosse infine nere e lucenti. La fruttificazione avviene tra i mesi di Agosto-Settembre e i frutti non maturano tuti insieme ma sono presenti nello stesso momento frutti di diversa colorazione.

UTILIZZI: 

La pianta dato il suo aspetto ornamentale di rilievo (colori, fiori e bacche) viene utilizzata come arbusto per l’abbellimento di parchi e giardini nonché come pianta da siepe.

La pianta è tossica per l’uomo soprattutto i frutti, i quali contengono un glucoside saponinico la viburnina pertanto non devono essere ingeriti, per via dell’elevato contenuto in tannini tra l’altro i frutti sono molto amari e gli uccelli e altri frugivori non ne vanno particolarmente ghiotti (Konarska and Domaciuk 2017, Protoplasma).
I frutti contengono anche carotenoidi, oli essenziali, steroidi e saponine, polifenoli (tannini, flavonoidi e antociani), pectine e proteine.

La pianta ha proprietà astringenti, antisettiche e antinfiammatorie, utili per la bocca come sciacqui orali in caso di gengiviti, tonsilliti e faringiti.

PREPARAZIONE DECOTTO (uso esterno): si fanno bollire 20 g di bacche nere mature insieme a 2-3 foglie in 1 litro di acqua per 10-15 minuti, poi si effettuano degli sciacqui orali o dei gargarismi per 3 volte al giorno;

TRATTAMENTI FITOSANITARI. I trattamenti biologici naturali contro i parassiti della pianta sono reperibili sulla pagina TRATTAMENTI FITOSANITARI 

A cura di
Dott.ssa Sara Leo
Biologa Nutrizionista

Attenzione: si declina ogni responsabilità sull’utilizzo a scopo curativo o alimentare delle applicazioni officinali e alimurgiche le quali sono indicate a mero scopo informativo.