Archivi del mese: gennaio 2017

Un fanciullino a Prato di Campoli

Fiori di ricordi profumano la mente di un fanciullino, avvolta da valli sconosciute e alberi smarriti, nel silenzio che si annida sui solitari pendii dei monti, addossati da nuvole custodite nel tempo, raccolto a Prato di Campoli.
La cornice di una foto scrive quello che gli anni delle persone hanno dimenticato, dimorandola tra i sorrisi e gli abbracci vissuti del proprio giardino. Colori e sapori hanno calpestato la terra di un pezzo di mondo, attanagliato a cavallo tra il sempreverde e le ferite autunnali. Ma i passi degli uomini, dipinti nello spazio di una valle, hanno fatto sicché le compagnie di voci e musiche adornassero un letto consumato e senza spine. Non esiste testimonianza più forte e reale di un pastore che porta il suo gregge a curare le ferite inferte, tra l’erba cresciuta a mezzodì; poiché le attenzioni sorte dalle crepe della vita, compensano una parte di anima privata della sua naturale ricchezza.
Famiglie di alberi colorano generazioni di uomini e donne vaganti, riportando alla luce cuori immobili da un rosso amalgamato alla vita e un verde suggellato dalla propria speranza, di poter nuovamente abbracciare quei monti, nelle parole di un figlio dette ad un sorriso di un padre: di restare lì tra quelle valli per sempre, mantenendo un fanciullino che cancellerà il tempo che dimora Prato di Campoli.

Alessio Silo1585089_m

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Qualità dell’aria in provincia di Frosinone nel 2016

Le particelle sottili – PM10

Nel mese di dicembre le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno fatto registrare un elevato numero di superamenti nelle stazioni di Frosinone Scalo e Ceccano (29), Cassino (25), Alatri (20), Ferentino (16), Frosinone via Mazzini (15) ed Anagni (5). Nessun ulteriore superamento è invece stato registrato nella stazione di Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia.

Le stazioni di Ceccano, Frosinone Scalo, Cassino, Alatri e Frosinone via Mazzini, pertanto, hanno fatto registrare nel 2016 un numero di superamenti delle medie giornaliere superiore al limite imposto dalla normativa (35 superamenti massimi annuali). Situazione che appare accettabile soltanto a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Viene confermato quindi il peggioramento registrato in novembre, dopo la lunga striscia positiva rilevata dal mese di aprile a quello di ottobre: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

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Relativamente alla media annuale il quadro appare meno critico, ma anche per questo parametro si conferma il peggioramento rilevato in novembre. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media annuale registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu).

Il limite nel 2016 è stato quindi superato nelle stazioni di Ceccano e Frosinone scalo e si evidenzia che in tutte le stazioni sono stati rilevati aumenti delle medie rispetto al periodo gennaio/novembre: Ceccano e Frosinone scalo (+7), Cassino (+5), Alatri (+3), Ferentino e Frosinone via Mazzini (+2), Anagni e Fontechiari (+1) (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione gennaio – 25 dicembre PM10

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Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

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Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese di dicembre un nuovo aumento delle concentrazioni medie in tutte e tre le stazioni considerate rispetto al periodo gennaio/novembre con la conseguenza che la stazione di Cassino fa rilevare nel 2016 un valore superiore alla soglia massima consentita (figura 4). La media rimane su valori molto bassi a Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

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Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

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Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti undici mesi, abbondantemente al di sotto del limite annuale, figura 7), e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media annuale che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6), tranne che a Frosinone Scalo dove viene registrato un valore pari al massimo consentito.

Per questo inquinante sono stati registrati aumenti delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni ad eccezione di Fontechiari, con aumenti maggiori a Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini (+2) (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

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Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

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Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

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Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo e la concentrazione media annuale è risultata entro i limiti di legge (figura 9), anche se in aumento rispetto al periodo gennaio – novembre (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

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Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

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Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato di dicembre non è noto per cui si rinvia a quanto riportato nel precedente articolo.

Ozono

Non sono noti i dati del mese di dicembre pertanto si rinvia a quanto riportato nel precedente articolo.

Conclusioni

PM10: registrati numerosi superamenti in tutte le stazioni, ad eccezione di Fontechiari. Nel 2016 le stazioni di Ceccano, Frosinone Scalo, Cassino, Alatri e Frosinone via Mazzini hanno fatto registrare un numero di superamenti delle medie giornaliere superiori al limite normativo. La media annuale è risultata superiore al consentito nelle stazioni di Ceccano e Frosinone scalo

PM2,5: la stazione di Cassino ha fatto registrare una media annuale superiore al consentito

Biossido di azoto: i dati sono ottimi relativamente al numero dei superamenti (con nessun valore oltre il limite di legge) e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media annuale (inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni ad eccezione di Frosinone scalo che fa rilevare un valore pari al limite di legge).

Benzene: concentrazione media annua entro i limiti di legge.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

Rifiuti urbani: in Ciociaria non servono nuovi impianti

Lo scorso 20 dicembre ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente, ha presentato il nuovo rapporto sui rifiuti urbani in Italia, con dati aggiornati all’anno 2015.

In questo articolo analizzeremo la situazione della nostra provincia e faremo alcune valutazioni e confronti con le medie regionali e nazionali.

Innanzitutto, evidenziamo che dal 2011 la produzione di rifiuti urbani nella regione è diminuita dell’8%, un valore decisamente alto e che rispetto al 2014 la diminuzione è stata pari quasi al 2%: emerge quindi il fatto che i rifiuti sono in diminuzione!

Un altro dato di rilievo è, al contrario, quello dei quantitativi raccolti in modo differenziato: dal 2011 l’aumento è stato notevole e pari a circa il 70%. Rispetto al 2014, l’aumento è stato pari a circa il 12%. Emerge chiaramente, quindi, come sia in aumento la quota dei rifiuti differenziati!

Un primo dato di interesse è quindi che i rifiuti nel complesso diminuiscono ed aumentano quelli differenziati: una prima conclusione, peraltro verosimile, è che c’è sempre meno bisogno e ce ne sarà sempre meno di impianti di smaltimento quali le discariche, inutili e dannose. E questo ci rincuora!

Il quantitativo procapite di rifiuti della provincia di Frosinone è nettamente il più basso di tutta la regione (357 kg/abitante*anno) mentre il record spetta alla provincia di Roma con 544,3 kg/abitante*anno. La media regionale di 513,4 kg/abitante*anno.

Da questo secondo dato emerge che la provincia di Roma, potenzialmente, è quella che può innescare i maggiori problemi rispetto soprattutto alla nostra provincia anche in considerazione della sotto dotazione impiantistica della prima provincia rispetto a quella di Frosinone che, come vedremo, può agevolmente chiudere il ciclo senza esportare i rifiuti in altre zone d’Italia o d’Europa!

Le percentuali di raccolta differenziata delle 5 province del Lazio sono tutto sommato confrontabili: il massimo è stato registrato a Viterbo (44%) ed il minimo di Rieti (26%). Frosinone si attesta sul 34% con un valore confrontabile con la media regionale (37%).

Da questo dato quindi emerge come tutte le province del Lazio siano piuttosto in ritardo rispetto agli obiettivi normativi (65% che doveva essere conseguito nel 2012) ma con livelli tra di loro confrontabili.

Più nel dettaglio, emerge che nella nostra provincia i rifiuti raccolti in modo differenziato siano aumentati del 143%, mentre nella provincia di Roma l’aumento seppur consistente è stato inferiore (circa 67%). Da questo dato emerge quindi un maggior sforzo della nostra provincia rispetto a quello messo in campo nella provincia di Roma.

Da questi primi dati quindi possiamo trarre delle conclusioni:

  • I rifiuti diminuiscono e le raccolte differenziate aumentano pertanto saranno sempre meno necessari gli inutili impianti di smaltimento quali le discariche
  • La provincia di Frosinone è quella che produce meno rifiuti a livello procapite
  • Lo sforzo per aumentare la raccolta differenziata della nostra provincia in questi anni è stato notevole e superiore a quello della provincia di Roma

E passiamo ora alla dotazione impiantistica.

Dai dati del rapporto rifiuti emerge che nella provincia di Frosinone abbiamo i seguenti impianti:

  • Una linea per il trattamento dei rifiuti organici a Colfelice con una quantità autorizzata pari a 35.000 t, che obiettivamente appare troppo modesta. Ipotizzando un grande sviluppo delle raccolte differenziate fino ai livelli previsti dalla normativa e considerando altresì la grande presenza di rifiuti organici necessiterebbe un impianto in grado di trattare circa 60.000 tonnellate di organico l’anno. Quindi emerge che effettivamente la nostra provincia avrebbe bisogno di raddoppiare la capacità di trattamento della frazione organica, nell’ottica della tanto citata economia circolare
  • Un impianto di TMB, trattamento meccanico biologico, sempre a Colfelice con una quantità autorizzata pari a circa 330.000 t. Questo impianto, che nel 2015 ha ricevuto circa 220.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, in futuro sarà sempre meno utilizzato, stante lo sviluppo delle raccolte differenziate e quindi emerge che la nostra provincia non necessita di altri impianti di questo tipo
  • Un impianto di incenerimento con recupero di energia a San Vittore del Lazio che nel 2015 ha trattato circa 240.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento di rifiuti urbani. Anche per questa tipologia di impianti, per quanto detto sopra, la nostra provincia è, come suol dirsi, a posto
  • Una discarica a Roccasecca che nel 2015 ha ricevuto circa 200.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento di rifiuti urbani. Alla fine del 2015 la capacità residua di questa discarica era pari a circa 460.000 metri cubi: vista la diminuzione dei rifiuti, visto l’aumento delle raccolte differenziate, vista la presenza di un impianto TMB a Colfelice e vista la presenza di un inceneritore a San Vittore è plausibile ritenere che, una volta esaurita, non sia assolutamente necessario né utile realizzare altre discariche nel nostro territorio.

Da questa seconda parte dell’articolo emerge quindi che:

  • La nostra provincia avrebbe bisogno di aumentare solo la capacità impiantistica per l’organico, producendo o compost o ancora meglio biometano
  • La nostra provincia non ha bisogno di altri impianti di TMB
  • La nostra provincia non ha bisogno di altri impianti di incenerimento
  • La nostra provincia non ha assolutamente bisogno di un’altra discarica.

Ed ora, cortesemente, tutti a fare, e bene, la raccolta differenziata!

Riccardo Viselli