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Puliamo il Mondo 2017

Con gli amministratori di Veroli

L’appuntamento annuale con Puliamo Il Mondo,  si è  tenuto sabato e domenica 23 e 24 Settembre. Della manifestazione ricorre , quest’anno , la venticinquesima edizione.  Il circolo Lamasena , in rappresentanza di Legambiente , ha dedicato la prima giornata  al recupero dell’ antica fontana Sparavigna, utilizzata in passato dalla comunità di Scifelli in Veroli.    La giornata ha visto la partecipazione , in primis , dell’assessore all’ambiente del comune di Veroli Alessandro Viglianti. Inoltre, ha partecipato il vicesindaco Cristina Verro e l’assessore Patrizia Viglianti. I volontari del circolo Lamasena hanno riportato alla luce l’antica fontana che era in uno stato di notevole  abbandono nonché invasa da rifiuti che sono stati rimossi  e conferiti in uno scarrabile fornito dalla ditta  Sangalli.  L’amministrazione comunale di Veroli, che ha patrocinato l’evento, ha ulteriormente sostenuto la manifestazione attraverso un’auto tassazione dei propri assessori e consiglieri il cui ricavato è stato donato all’associazione per finanziare l’iniziativa.  La giornata di domenica è stata dedicata alla pulizia dell’imponente fontanile Malanome del comune di Strangolagalli. Anche in questo caso,  è stata proficua e determinante la sinergia con l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Giovanni Vincenzi e dai consiglieri Patrizio Perciballi e Michele Tomassi. Nel proseguo della mattinata i volontari si sono spostati nel comune di Boville Ernica per dedicarsi alla pulizia  dell’antica fontana Peticchia. Qui, i volontari sono stati accolti dalla delegazione comunale guidata dal sindaco  Piero Fabrizi e da diversi consiglieri che,  insieme ai legambientini locali,  si sono dedicati al risanamento di tutta la banchina stradale che dalla chiesetta della Madonna del Latte conduce fino al fontanile.

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SERR 2017

Mentre in Italia si diffondono nuove forme di valorizzazione territoriale che mettono in risalto la cultura, i beni naturalistici , la storia e l’archeologia dei luoghi c’è da sottolineare la controtendenza di Monte San Giovanni Campano che con fare di imperdonabile superficialità perde l’ennesimo appuntamento con lo svilluppo sostenibile del territorio.

Il territorio Comunale montano pur essendo caratterizzato da luoghi di bellezza naturalistica, da testimonianze archeologiche , da una biodiversità impareggiabile si trova in una situazione di abbandono e di degrado che sono inenarrabili che inficiano qualsiasi lodevole  iniziativa di valorizzazione.

Le Associazioni di Protezione Ambientale Fare Verde, Lamasena Circolo di Legambiente, l’ANC Nucleo di Monte San Giovanni Campano e Civilmonte Associazione di Protezione Civile hanno capito lo stato in cui versa il territorio e il giorno 6 Maggio 2017 nell’ambito della SERR 2017 Let’s Clean Up Europe – Dove passano i nuovi barbari – hanno deciso di iniziare a ripulire dai rifiuti quella terra di nessuno per sensibilizzare la popolazione ad una maggiore considerazione dei beni paesaggistici, storici, archeologici e naturalistici presenti da ottenere anche  mediante un virtuoso ciclo dei rifiuti

Purtroppo e senza alcun dubbio le Associazioni Monticiane si sono trovate al cospetto di una situazione di bruttura che al momento supera la bellezza del Confine Storico tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie; il degrado ambientale vince il paragone con l’attrazione del percorso immerso nella Natura che conduce nel sito Archeologico di Pozzo Faito dove è presente la famosa epigrafe scolpita sulla roccia e perfino le sorgenti che caratterizzano quei luoghi e che hanno dato nome alle località antropizzate vengono eclissate da tutti quei rifiuti presenti   che l’uomo scientemente è riuscito ad abbandonare.

Alle Associazioni di Protezione Ambientale non resta altro che denunciare la grave situazione presente lungo la SP 221 all’altezza del Km 8.500 in quanto  non può essere ignorata una discarica imponente ove sono presenti rifiuti speciali pericolosi, ingombranti, pneumatici, materiale di risulta edile, RAEE e tutto quello che lo scibile umano riesce ad immaginare. La Provincia di Frosinone non può far finta di nulla visto che ci sono leggi ben precise che impongono la bonifica dei luoghi come del resto non è neppure possibile lasciare una marea di rifiuti in quell’area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico.

Durante la giornata ecologica del 6 Maggio 2017 i volontari delle Associazioni Monticiane hanno avuto la collaborazione dell’Ufficio Tecnico Manutentivo del Comune di Monte San Giovanni Campano e della Società Sangalli che cura l’igiene urbana ma purtroppo l’impegno dei tanti volontari accorsi è riuscito a pulire in icto oculi circa il 5% di quanto è presente.

Sono stati raccolti quaranta bustoni di rifiuti indifferenziati strappati letteralmente dalla vegetazione. Recuperati dal dirupo pneumatici di camion,di auto, di biciclette ed è stata isolata una grande quantità di eternit. Sono stateaccantonate le guaine usate in edilizia, sono stati raccolti diversi televisori, frigoriferi, congelatori recuperati dal dirupo con le corde d’acciaio e constatata la presenza di tanti topi.

In buona sostanza quella che doveva essere una giornata ecologica come le tante altre fatte sul territorio si è trasformato in un intervento pericoloso per tutti ii volontari che hanno partecipato.

In quell’angolo remoto del Comune di Monte San Giovanni Campano la Natura ha perso contro il degrado: non si percepiscono più gli odori delle erbe aromatiche e delle ginestre che sono sovrastati dal puzzo orribile dei rifiuti.

Per tutti questi motivi le Associazioni Monticiane , nell’interesse collettivo, con un’azione congiunta chiederanno alla Provincia di Frosinone, alla Regione Lazio e al Comune di Monte San Giovanni Campano la caratterizzazione e la bonifica di questa nuova discarica anche perché per ironia della sorte a meno di 500 metri è presente la discarica di rifiuti interrati di Montecastellone nell’apoteosi della profanazione del nostro patrimonio paesaggistico, idrogeologico, storico e archeologico che rappresentano un valore inestimabile per l’identità dell’intera popolazione

Inciviltà di pochi

Una bellissima giornata di primavera, è tempo di asparagi e per camminare un pochino sono andato in un bellissimo posto situato lungo la strada statale che da Colli porta a Monte san Giovanni Campano, all’altezza del  Pozzillo (Gl’pzgli), giù per la scarpata.  Un sole splendente, una campagna rigogliosa, il bosco, l’acqua e tanta verde erbetta.

Ad un tratto qualcosa comincia a stonare, i resti di un elettrodomestico tutto arrugginito, buste di nylon colorate sparse sul terreno, rifiuti generici sparsi, ombrelli rotti, pneumatici per bici, il posto diventa visibilmente brutto, sono accidentalmente entrato in una mini discarica abusiva. Mi domando, può l’uomo (essere intelligente, dotato di un cervello per pensare, arrivare a commettere tale bruttura?) Ebbene si può succedere.

I rifiuti da soli non si spostano, quindi qualcuno molto diligente dopo averli caricati in macchina, arrivato sul posto si è accostato al ciglio stradale e via con il disfarsi dei rifiuti.

Ha ben pensato di disfarsene in tale brutale modo, senza minimamente pensare che già paga un dazio annuale per il ritiro dell’immondizia e che tale servizio viene regolarmente svolto, ha pulito la sua casa ma ha sporcato ciò che la circonda.

Posso pensare che colui che ha compiuto tale gesto, piaccia vivere in un’ambiente ordinato e pulito ma ha una visione molto limitata, domani potrebbe andare insieme ai suoi figli a fare una passeggiata ma troverà quel bel paesaggio che lui ha creato e cosa dirà loro.

In quel posto nessuno andrà a fare pulizia e quei rifiuti resteranno li per l’eternità, certo non bello da vedersi e da fare, vivere nell’immondizia non è piacevole.

Complimenti, l’ignoranza di pochi rovina il bello di tutti (ignoranza da ignorare, non conoscere), allora è necessario far un lavoro di conoscenza e di sensibilizzazione

Augusto Ferretti

RAEE@LAMASENA: parte il campionato di raccolta dei piccoli rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) nelle scuole

Il 13 marzo scorso l’amministrazione comunale di Strangolagalli, rappresentata dal delegato alla pubblica istruzione Patrizio Perciballi ed il circolo Legambiente Lamasena, rappresentato del segretario Riccardo Viselli, hanno presentato ai bambini ed ai ragazzi delle scuole primaria e secondaria di primo grado “Costanza Viselli” di Strangolagalli, il progetto RAEE@LAMASENA, che li vedrà coinvolti, da protagonisti, nel primo campionato di raccolta dei piccoli Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di cui le nostre case sono piene e che non dovrebbero mai essere conferiti nel rifiuto indifferenziato.

I giovani scolari hanno accolto con grande entusiasmo l’avvio del campionato che li vedrà confrontarsi in una caccia al tesoro dei tesori nascosti nei piccoli Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: hanno seguito con attenzione la descrizione del torneo e dei materiali didattici forniti ed hanno sommerso positivamente i rappresentanti del comune e del circolo con moltissime domande e curiosità. Un buon segnale che consente di sperare in una ottima riuscita dell’iniziativa che si concluderà con le vacanze pasquali.

Sabato 11 marzo, presso la Sala consiliare del Comune di Strangolagalli,  il progetto/campionato era stato presentato alla cittadinanza ci ed agli amministratori locali del territorio con l’introduzione del presidente del circolo Lamasena, Remo Cinelli, i saluti istituzionali del Sindaco Giovanni Vincenzi e del baby sindaco Antonio Paniccia, l’illustrazione delle caratteristiche educative ambientali del progetto da parte del delegato all’istruzione Patrizio Perciballi e della dirigente dell’Istituto comprensivo “Giovanni Paolo II” Nunzia Milite, la spiegazione della normativa di riferimento per la corretta gestione dei RAEE da parte del titolare della VI.ECO Stefano Villani e l’illustrazione delle modalità di svolgimento del campionato da parte del segretario del circolo Lamasena Riccardo Viselli.

In questa prima, di una auspicabile lunga serie di edizioni, si confronteranno, nella raccolta dei piccoli rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i bambini della scuola primaria “Costanza Viselli” e della scuola secondaria di primo grado “Costanza Viselli” di Strangolagalli, la cui amministrazione comunale ha aderito convintamente all’iniziativa distinguendosi ancora una volta per il notevole impegno che sta mettendo in campo sui temi della tutela dell’ambiente.

I giovani scolari potranno conferire negli appositi contenitori messi a disposizione dal comune i piccoli rifiuti elettrici che porteranno da casa (asciugacapelli, giochi elettrici, sveglie, rasoi elettrici, caricabatterie, smartphone ecc.). L’azienda VI.ECO. provvederà a svuotare i contenitori e ad effettuare la misurazione dei quantitativi raccolti dalle due scuole: alla fine del torneo verrà dichiarata vincitrice, in una cerimonia ufficiale, la scuola che avrà raccolto il maggior quantitativo procapite di rifiuti.

Il logo dell’iniziativa, che richiama alle componenti elettroniche dei rifiuti con l’utilizzo della “chiocciola”, si ispira a quello del circolo con il torrente Lamasena che alimenta una lampadina e le dà nuova vita.

L’educazione ambientale nelle scuole è un tema sul quale Legambiente Lamasena ed il comune di Strangolagalli credono tantissimo: con questo campionato i piccoli potranno essere coinvolti in un tema fondamentale per la salubrità del loro ambiente come la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici utilizzando il sistema accattivante della sana sfida con i loro compagni.

I RAEE sono allo stesso tempo una ricchezza se raccolti in modo differenziato per le grandi quantità di materiali pregiati che contengono, ma anche un pericolo se gettati nel rifiuto indifferenziato perché quelle stesse sostanze potrebbero disperdersi nell’ambiente e causare notevoli danni. Il progetto si pone quindi l’ambizioso obiettivo di sensibilizzare circa il corretto conferimento dei RAEE, soprattutto di piccole dimensioni, nella speranza che altri comuni ed altri istituti comprensivi manifestino l’interesse ad iscriversi per partecipare alla seconda edizione del campionato.

Ai fini di una maggiore diffusione del progetto il circolo Legambiente Lamasena mette a disposizione sul proprio sito la descrizione dettagliata del progetto ed una sintesi per gli istituti scolastici. Nei documenti vengono forniti dettagli sugli obiettivi, sui soggetti da coinvolgere, sulle varie fasi del progetto ed inoltre vengono fornite pratiche schede informative per professori, amministratori comunali, insegnanti e scolari. Sempre sul sito del circolo sarà possibile scaricare le presentazioni dei relatori della conferenza stampa dello scorso 11 marzo. Vengono inoltre rese disponibili le presentazioni di Stefano Villani che ha illustrato la normativa di riferimento per la corretta gestione dei RAEE e di Riccardo Viselli che ha illustrato come si svolgerà il campionato ed i vantaggi del corretto trattamento di queste tipologie di rifiuti.

STEFANO VILLANI – VI.ECO.

RICCARDO VISELLI – LEGAMBIENTE LAMASENA

RAEE@LAMASENA a Strangolagalli: presentazione pubblica del progetto

Il prossimo sabato 11 marzo presso la Sala consiliare del Comune di Strangolagalli, con inizio alle ore 17.30, verrà pubblicamente presentato alla cittadinanza ed agli amministratori locali del territorio il progetto RAEE@LAMASENA che nella sua prima edizione vedrà confrontarsi nella raccolta dei piccoli rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche i bambini della scuola primaria “Costanza Viselli” e della scuola secondaria di primo grado “Costanza Viselli” di Strangolagalli.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giovanni Vincenzi e del baby sindaco Antonio Paniccia, il delegato all’istruzione Patrizio Perciballi e la dirigente dell’Istituto comprensivo “Giovanni Paolo II” Nunzia Milite illustreranno l’importanza educativa del progetto.

Seguirà l’intervento di Stefano Villani, titolare della VI.ECO., l’azienda che svolge il servizio di igiene urbana nel comune di Strangolagalli, che illustrerà la normativa ambientale e tecnica di riferimento per la corretta gestione dei RAEE.

Concluderà i lavori il presidente del Circolo Legambiente Lamasena, Remo Cinelli, che illustrerà nel dettaglio il progetto, come si svolgerà la prima edizione del campionato e che si soffermerà sull’importanza della corretta raccolta dei RAEE ai fini della protezione ambientale e dell’attuazione dell’economia circolare.

Il progetto verrà poi presentato ai bambini ed alle insegnanti lunedì 13, quando avrà ufficialmente inizio il torneo.

Vi aspettiamo!

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SCARICA LA LOCANDINA DELLA CONFERENZA

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RAEE@LAMASENA: scaricabili i documenti per la replicazione del progetto

Ai fini di una maggiore diffusione del progetto dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado il circolo Legambiente Lamasena mette a disposizione la descrizione dettagliata del progetto ed una sintesi per gli istituti scolastici.

Si ritiene utile conoscere eventualmente i comuni e gli istituti scolastici che realizzeranno il progetto e, se disponibili, i dati dei piccoli RAEE raccolti nello svolgimento del campionato (le informazioni potranno essere inviate commentando questo articolo o inviando una e-mail al circolo)

Nei documenti vengono forniti dettagli su:

  • Obiettivi
  • Soggetti da coinvolgere
  • Fasi del progetto
  • Impegno economico
  • Scheda per professori ed amministratori comunali
  • Materiali preziosi recuperabili dai RAEE
  • Scheda per predisposizione materiale didattico
  • Cronoprogramma

Rimaniamo comunque a disposizione (consultare la pagina Chi siamo per i contatti) per qualsiasi supporto di tipo tecnico e comunicativo

SCARICA IL PROGETTO

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SCARICA LA SINTESI PER GLI ISTITUTI SCOLASTICI

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RAEE@LAMASENA: parte il campionato di raccolta dei piccoli rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) nelle scuole

Nei prossimi giorni il circolo Legambiente Lamasena, con la collaborazione delle amministrazioni comunali, delle aziende di raccolta dei rifiuti e degli istituti comprensivi, darà il via al campionato di raccolta dei piccoli rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Il logo dell’iniziativa, che richiama alle componenti elettroniche dei rifiuti con l’utilizzo della “chiocciola”, si ispira a quello del circolo con il torrente Amaseno che alimenta una lampadina e le dà nuova vita.

logo-iniziativa

La prima edizione del torneo vedrà di fronte, nel comune di Strangolagalli, che ha aderito convintamente all’iniziativa distinguendosi ancora una volta per il notevole impegno che sta mettendo in campo sui temi della tutela dell’ambiente, la scuola primaria “Costanza Viselli” e la scuola media “Costanza Viselli”: dal 13 marzo e fino alle vacanze pasquali i piccoli scolari potranno conferire negli appositi contenitori messi a disposizione dal comune i piccoli rifiuti elettrici che porteranno da casa (asciugacapelli, giochi elettrici, sveglie, rasoi elettrici, caricabatterie, smartphone ecc.). L’azienda VI.ECO., che svolge il servizio di igiene urbana nel comune di Strangolagalli, provvederà a svuotare i contenitori e ad effettuare la misurazione dei quantitativi raccolti dalle due scuole: alla fine del torneo verrà dichiarata vincitrice, in una cerimonia ufficiale, la scuola che avrà raccolto il maggior quantitativo procapite di rifiuti.

L’educazione ambientale nelle scuole è un tema sul quale Legambiente Lamasena ed il comune di Strangolagalli credono tantissimo: con questo campionato i piccoli potranno essere coinvolti in un tema fondamentale per la salubrità del loro ambiente come la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici utilizzando il sistema accattivante della sana sfida con i loro compagni.

I RAEE sono allo stesso tempo una ricchezza se raccolti in modo differenziato per le grandi quantità di materiali pregiati che contengono, ma anche un pericolo se gettati nel rifiuto indifferenziato perché quelle stesse sostanze potrebbero disperdersi nell’ambiente e causare notevoli danni. Il progetto si pone quindi l’ambizioso obiettivo di sensibilizzare circa il corretto conferimento dei RAEE, soprattutto di piccole dimensioni, nella speranza che altri comuni ed altri istituti comprensivi manifestino l’interesse ad iscriversi per partecipare alla seconda edizione del campionato.

Il torneo verrà ufficialmente presentato alla cittadinanza nel pomeriggio del prossimo 11 marzo ed agli scolari nella mattina del 13: maggiori dettagli delle iniziative di presentazione e del torneo stesso verranno forniti con successivi articoli.

 

Gestione dei rifiuti urbani in provincia di Frosinone: trattiamo più rifiuti di quanti ne produciamo

In questo secondo articolo dedicato all’analisi dei dati relativi alla gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Frosinone concentreremo l’attenzione sui flussi di rifiuti dalla produzione fino all’ingresso negli impianti presenti nel nostro territorio. La fonte dati è il Rapporto rifiuti urbani di Ispra, che riporta dati relativi all’anno 2015. Considereremo la totalità dei rifiuti prodotti, suddivisi per tipologia, ed i quantitativi trattati, sia direttamente che previo trattamento, nell’impianto di trattamento meccanico – biologico di Colfelice, nell’inceneritore di San Vittore del Lazio e nella discarica di Roccasecca. Lo scopo è dimostrare che la nostra provincia sta già dando un elevato contributo alla gestione di rifiuti provenienti da altri territori e che quindi è impensabile la localizzazione in Ciociaria di ulteriori impianti di trattamento o smaltimento.

La produzione di rifiuti urbani e la raccolta differenziata

Nel 2015 nella nostra provincia sono stati prodotte 176.740 tonnellate di rifiuti urbani, pari a 357 chilogrammi per abitante: le tonnellate raccolte in modo differenziato sono state 60.594 (pari ad una percentuale del 34,3% decisamente lontana dall’obiettivo del 65% che doveva essere raggiunto alla fine del 2012). I flussi dei rifiuti differenziati sono riportati nella tabella 1.

Tabella 1 – Produzione rifiuti urbani in provincia di Frosinone nel 2015

Frazione Quantità (tonnellate) % sul totale della raccolta differenziata
Imballaggi (carta, cartone, plastica, vetro, legno, metalli) 31.219 52%
Organico 26.832 44%
Ingombranti avviati al recupero 1.180 2%
RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) 666 1%
Altre raccolte differenziate 697 1%
Totale RD 60.594 100%

Gli impianti presenti nella provincia

Nella nostra provincia sono presenti 4 tipologie di impianti per la gestione dei rifiuti urbani

Tabella 2 – Impianti per la gestione dei rifiuti urbani in provincia di Frosinone

Impianto Località Capacità autorizzata (tonnellate)
Linea per il compostaggio della frazione organica Colfelice 35.000
Trattamento meccanico – biologico (TMB) Colfelice 327.273
Inceneritore con recupero di energia San Vittore del Lazio 323.230
Discarica Roccasecca Capacità residua al 31 dicembre 2015 circa 580.000 t

In funzione delle capacità autorizzata e delle quantità trattate nel 2015, la disponibilità residua dei suddetti impianti è riportata nella tabella 3.

Tabella 3 – Disponibilità residue di trattamento degli impianti della provincia di Frosinone

Impianto Località Disponibilità residua (tonnellate)
Linea per il compostaggio della frazione organica Colfelice 5.600
Trattamento meccanico – biologico (TMB) Colfelice 104.000
Inceneritore con recupero di energia San Vittore del Lazio 84.000
Discarica Roccasecca Capacità residua al 31 dicembre 2015 circa 580.000 t pari a circa 2 anni di vita ai ritmi di lavoro dell’ultimo anno

I rifiuti trattati dall’impianto di TMB (trattamento meccanico – biologico) di Colfelice

L’impianto ha ricevuto 222.836 tonnellate di rifiuto urbano, di cui 222.757 indifferenziato. Dall’impianto, la principale destinazione dei rifiuti in uscita è rappresentata nella tabella 4.

Tabella 4 – Output impianto TMB di Colfelice

Destino Percentuale rispetto a tutti i rifiuti in uscita dal TMB
Discarica 52%
Incenerimento 43%
Percolato ad impianto di depurazione 3%
Riciclaggio 2%

I rifiuti trattati dall’inceneritore di San Vittore del Lazio

L’impianto ha trattato 239.871 tonnellate di rifiuti urbani trattati

I rifiuti smaltiti nella discarica di Roccasecca

Nella discarica sono state smaltite 211.912 tonnellate di rifiuti urbani trattati e 35.399 tonnellate di rifiuti speciali

 Analisi dei dati: il flusso principale

Considerando che la nostra provincia ha prodotto 176.740 tonnellate di rifiuti, che 60.594 tonnellate sono state raccolte in modo differenziato e quindi conferite ai consorzi per il riciclaggio degli imballaggi, dei rifiuti elettrici ed elettronici ed alla linea di compostaggio del TMB di Colfelice, che non sono stati inviati rifiuti direttamente in discarica o all’inceneritore senza alcun trattamento sarebbero in teoria rimasti da inviare al TMB di Colfelice 116.146 tonnellate di rifiuti. Il suddetto impianto ha invece ricevuto 222.836 tonnellate di rifiuti: si evince che verosimilmente tale impianto ha importato circa 107.000 tonnellate di rifiuti non prodotti pertanto dalla nostra provincia (questo equivale a circa il 60% della produzione provinciale di rifiuti).

Figura 1 – Schema flusso principale rifiuti urbani in provincia di Frosinone

schema-flusso-generale

Analisi dei dati: il flusso del recupero energetico

L’impianto di trattamento meccanico – biologico di Colfelice ha prodotto circa 80.606 tonnellate di rifiuti avviati all’incenerimento; l’inceneritore di San Vittore del Lazio ha gestito circa 240.000 tonnellate di rifiuti urbani trattati. Si evince che verosimilmente il suddetto impianto ha importato da altre province circa 160.000 tonnellate di rifiuti.

Figura 2 – Schema flusso recupero energetico in provincia di Frosinone

schema-flusso-recupero-energia

Analisi dei dati: il flusso dell’organico

I dati della raccolta differenziata dell’organico provinciale e dell’organico trattato a Colfelice sono coincidenti.

Analisi dei dati: il flusso della discarica

La discarica di Roccasecca ha ricevuto circa 212.000 tonnellate di rifiuti trattati. Dal TMB di Colfelice sono stati inviate in discarica circa 101.000 tonnellate di rifiuti. Se ne deduce che la discarica di Roccasecca ha importato rifiuti urbani trattati da altre province.

Figura 3 – Schema flusso rifiuti in discarica in provincia di Frosinone

schema-flusso-discarica

 

Conclusioni

Dall’analisi di tutti i flussi si evince che la nostra provincia oltre che trattare i propri rifiuti riceve flussi anche da altri territori: il TMB di Colfelice riceve più rifiuti di quelli provinciali residuali dalla raccolta differenziata, l’inceneritore di San Vittore del Lazio riceve urbani trattati in quantità superiore a quelli in uscita dal suddetto TMB e la discarica di Roccasecca smaltisce più urbani trattati di quelli in uscita dallo stesso TMB.

La nostra parte pertanto la stiamo ampiamente facendo: tra circa un anno si esaurirà la capacità della discarica di Roccasecca (quindi inizierà la gestione trentennale post – chiusura per la captazione dei gas e del percolato e per il ripristino dei luoghi) e nel contempo aumenterà e di molto la percentuale di raccolta differenziata.

Necessiterebbe un incremento della capacità di trattamento della frazione organica, ragionevolmente da attuare nello stesso sito di Colfelice senza costruzione di nuovi impianti sfruttando gli spazi che verranno lasciati dai rifiuti che verranno raccolti in modo differenziato ed avviati al riciclaggio.

I rifiuti rimanenti dalla raccolta differenziata di imballaggi ed organico potranno essere agevolmente trattati nell’impianto di TMB di Colfelice, a quel punto decisamente sovradimensionato, per poter essere avviati al recupero energetico nell’impianto di San Vittore del Lazio.

E a quel punto la provincia chiuderebbe il cerchio, trattando efficacemente sul suo territorio i propri rifiuti, riciclando materia e recuperando energia.

Riccardo Viselli

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Rifiuti urbani: in Ciociaria non servono nuovi impianti

Lo scorso 20 dicembre ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente, ha presentato il nuovo rapporto sui rifiuti urbani in Italia, con dati aggiornati all’anno 2015.

In questo articolo analizzeremo la situazione della nostra provincia e faremo alcune valutazioni e confronti con le medie regionali e nazionali.

Innanzitutto, evidenziamo che dal 2011 la produzione di rifiuti urbani nella regione è diminuita dell’8%, un valore decisamente alto e che rispetto al 2014 la diminuzione è stata pari quasi al 2%: emerge quindi il fatto che i rifiuti sono in diminuzione!

Un altro dato di rilievo è, al contrario, quello dei quantitativi raccolti in modo differenziato: dal 2011 l’aumento è stato notevole e pari a circa il 70%. Rispetto al 2014, l’aumento è stato pari a circa il 12%. Emerge chiaramente, quindi, come sia in aumento la quota dei rifiuti differenziati!

Un primo dato di interesse è quindi che i rifiuti nel complesso diminuiscono ed aumentano quelli differenziati: una prima conclusione, peraltro verosimile, è che c’è sempre meno bisogno e ce ne sarà sempre meno di impianti di smaltimento quali le discariche, inutili e dannose. E questo ci rincuora!

Il quantitativo procapite di rifiuti della provincia di Frosinone è nettamente il più basso di tutta la regione (357 kg/abitante*anno) mentre il record spetta alla provincia di Roma con 544,3 kg/abitante*anno. La media regionale di 513,4 kg/abitante*anno.

Da questo secondo dato emerge che la provincia di Roma, potenzialmente, è quella che può innescare i maggiori problemi rispetto soprattutto alla nostra provincia anche in considerazione della sotto dotazione impiantistica della prima provincia rispetto a quella di Frosinone che, come vedremo, può agevolmente chiudere il ciclo senza esportare i rifiuti in altre zone d’Italia o d’Europa!

Le percentuali di raccolta differenziata delle 5 province del Lazio sono tutto sommato confrontabili: il massimo è stato registrato a Viterbo (44%) ed il minimo di Rieti (26%). Frosinone si attesta sul 34% con un valore confrontabile con la media regionale (37%).

Da questo dato quindi emerge come tutte le province del Lazio siano piuttosto in ritardo rispetto agli obiettivi normativi (65% che doveva essere conseguito nel 2012) ma con livelli tra di loro confrontabili.

Più nel dettaglio, emerge che nella nostra provincia i rifiuti raccolti in modo differenziato siano aumentati del 143%, mentre nella provincia di Roma l’aumento seppur consistente è stato inferiore (circa 67%). Da questo dato emerge quindi un maggior sforzo della nostra provincia rispetto a quello messo in campo nella provincia di Roma.

Da questi primi dati quindi possiamo trarre delle conclusioni:

  • I rifiuti diminuiscono e le raccolte differenziate aumentano pertanto saranno sempre meno necessari gli inutili impianti di smaltimento quali le discariche
  • La provincia di Frosinone è quella che produce meno rifiuti a livello procapite
  • Lo sforzo per aumentare la raccolta differenziata della nostra provincia in questi anni è stato notevole e superiore a quello della provincia di Roma

E passiamo ora alla dotazione impiantistica.

Dai dati del rapporto rifiuti emerge che nella provincia di Frosinone abbiamo i seguenti impianti:

  • Una linea per il trattamento dei rifiuti organici a Colfelice con una quantità autorizzata pari a 35.000 t, che obiettivamente appare troppo modesta. Ipotizzando un grande sviluppo delle raccolte differenziate fino ai livelli previsti dalla normativa e considerando altresì la grande presenza di rifiuti organici necessiterebbe un impianto in grado di trattare circa 60.000 tonnellate di organico l’anno. Quindi emerge che effettivamente la nostra provincia avrebbe bisogno di raddoppiare la capacità di trattamento della frazione organica, nell’ottica della tanto citata economia circolare
  • Un impianto di TMB, trattamento meccanico biologico, sempre a Colfelice con una quantità autorizzata pari a circa 330.000 t. Questo impianto, che nel 2015 ha ricevuto circa 220.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, in futuro sarà sempre meno utilizzato, stante lo sviluppo delle raccolte differenziate e quindi emerge che la nostra provincia non necessita di altri impianti di questo tipo
  • Un impianto di incenerimento con recupero di energia a San Vittore del Lazio che nel 2015 ha trattato circa 240.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento di rifiuti urbani. Anche per questa tipologia di impianti, per quanto detto sopra, la nostra provincia è, come suol dirsi, a posto
  • Una discarica a Roccasecca che nel 2015 ha ricevuto circa 200.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento di rifiuti urbani. Alla fine del 2015 la capacità residua di questa discarica era pari a circa 460.000 metri cubi: vista la diminuzione dei rifiuti, visto l’aumento delle raccolte differenziate, vista la presenza di un impianto TMB a Colfelice e vista la presenza di un inceneritore a San Vittore è plausibile ritenere che, una volta esaurita, non sia assolutamente necessario né utile realizzare altre discariche nel nostro territorio.

Da questa seconda parte dell’articolo emerge quindi che:

  • La nostra provincia avrebbe bisogno di aumentare solo la capacità impiantistica per l’organico, producendo o compost o ancora meglio biometano
  • La nostra provincia non ha bisogno di altri impianti di TMB
  • La nostra provincia non ha bisogno di altri impianti di incenerimento
  • La nostra provincia non ha assolutamente bisogno di un’altra discarica.

Ed ora, cortesemente, tutti a fare, e bene, la raccolta differenziata!

Riccardo Viselli

 

 

GUIDA AL RILEVAMENTO DELL’INQUINAMENTO LUMINOSO

Dopo il convegno organizzato lo scorso mese di gennaio a Boville Ernica in collaborazione con l’Osservatorio astronomico di Campocatino, continua l’impegno del Circolo Legambiente Lamasena sul fronte del contrasto all’inquinamento luminoso.

Come noto, questa forma di inquinamento, sensibilmente diffuso anche nei nostri centri urbani, ha effetti rilevanti su diverse matrici ambientali:

  • impedisce la fruizione della bellezza offerta dal firmamento;
  • ostacola la ricerca astronomica;
  • comporta danni per fauna e flora;
  • ha rilevanti impatti sulla salute umana.

Recentemente è stato condotto un censimento delle sorgenti luminose inquinanti nel comune di Ceprano che sarà il documento di discussione, con le Autorità locali, per pianificare eventuali interventi di risanamento.

Il censimento è una operazione sicuramente lunga, ma di agevole conduzione che ognuno potrebbe realizzare nel proprio comune. Ed è a tale proposito che pubblichiamo questa breve guida al rilevamento delle sorgenti inquinanti: chiunque fosse interessato ad operare in tale senso può mettersi in contatto con il circolo, agli indirizzi riportati su questo sito, al fine di concordare le modalità operative.

Le fonti luminose inquinanti possono essere schematicamente raggruppate in 5 categorie.

 1 – LANTERNE DECORATIVE

Queste lanterne (foto 1) sono solitamente installate nei centri storici: sono caratterizzate dal fatto di avere la fonte luminosa posta in basso con fascio luminoso pertanto diretto verso l’alto e spesso non presentano alcuna schermatura. Una valida alternativa, con stessa valenza estetica, potrebbe essere offerta dalle lanterne con schermo posizionato nella parte superiore in cui è installata la lampadina che quindi dirige il fascio luminoso verso il piano stradale con notevoli incrementi dell’efficienza, risparmi energetici ed annullamenti dell’inquinamento (foto 2).

Foto 1 – Lanterna inquinante

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Foto 2 – Lanterna non inquinante

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2 – SFERE

Sono tra le sorgenti maggiormente inquinanti e possono essere divise in 3 sotto categorie:

  • sfere trasparenti non usurate
  • sfere trasparenti usurate (foto 3)
  • sfere bianche (foto 4)

In questi casi l’inquinamento può essere contrastato dotando le sfere di schermatura nella parte superiore: questo intervento è pero praticabile solo per le sfere trasparenti non usurate. Negli altri due casi, infatti, l’usura della sfera o il suo colore bianco comportano l’insorgere di fenomeni di rifrazione con deviazione della luce verso l’alto anche a seguito della installazione della schermatura. Pertanto l’unica soluzione consiste nella sostituzione dell’apparato.

Foto 3 – Sfere trasparenti usurate

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Foto 4 – Sfere bianche

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3 – LAMPADE A VETRO PIANO MA CON ECCESSIVA INCLINAZIONE RISPETTO AL PIANO STRADALE

La presenza del vetro piano è una garanzia in termini di riduzione dell’inquinamento luminoso a patto però che la sorgente luminosa non sia troppo inclinata rispetto al piano stradale (le sorgenti luminose dovrebbero essere parallele alla strada): in questo caso, infatti, una parte del fascio luminoso sarà inevitabilmente diretto verso l’alto con annullamento degli effetti positivi dovuti alla presenza del vetro piano. Questa tipologia di sorgente può essere suddivisa in 2 sotto – categorie:

  • apparato che necessita di sostituzione (foto 5)
  • apparato erroneamente montato (foto 6)

Nel primo caso, non essendo possibile intervenire sulla inclinazione, il blocco lampada va sostituito mentre nel secondo caso è sufficiente intervenire sull’inclinazione

Foto 5 – Vetro piano, ma gruppo lampada eccessivamente inclinata e da sostituire

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Foto 6 – Vetro piano, ma gruppo lampada eccessivamente inclinata per errato montaggio

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4 – LAMPADE A VETRO CURVO

Il vetro curvo è fonte di inquinamento luminoso in quanto produce fenomeni di rifrazione con invio del fascio luminoso anche verso l’alto. Possono essere suddivise in 2 sotto – categorie:

  • Lampade a vetro curvo ma orizzontali al piano stradale (foto 7)
  • Lampade a vetro curvo ed inclinate rispetto al piano stradale (foto 8)

Nel primo caso la sostituzione del vetro curvo con un vetro piano annulla l’inquinamento luminoso mentre nel secondo caso è necessario sostituire tutto il blocco lampada analogamente al caso riportato in foto 5.

Foto 7 – Vetro curvo, ma gruppo lampada orizzontale (basta sostituire il vetro)

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Foto 8 – Vetro curvo e gruppo lampada eccessivamente inclinata e da sostituire

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5 – FARI

Solitamente queste sorgenti vengono utilizzate per illuminare chiese e monumenti e spesso sono erroneamente installate in quanto, oltre all’oggetto che dovrebbe essere illuminato, una porzione del fascio, piuttosto potente, è diretto verso l’alto. L’inquinamento potrebbe essere agevolmente annullato correggendo l’inclinazione del faro ed altresì riducendone la potenza o addirittura programmandone lo spegnimento negli orari in cui l’illuminazione del monumento è sostanzialmente inutile (foto 9).

Foto 9 – Fari monumentali

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Riccardo Viselli