Archivi del mese: gennaio 2016

Inquinamento luminoso e tutela del cielo notturno

giuntaSabato 16 gennaio, presso la bellissima e gremita Sala Consiliare del comune di Boville Ernica, si è svolto un incontro, organizzato dal Circolo Legambiente Lamasena, con il patrocinio del comune di Boville Ernica e della Pro Loco ed in collaborazione con l’Osservatorio astronomico di Campo Catino, per ragionare sui temi e le criticità dell’inquinamento luminoso. In una cornice di pregio assoluto, si è distinta la partecipazione della giunta comunale del comune ernico che ha riportato la positiva esperienza svolta sul tema della riduzione dell’inquinamento luminoso e sulla conseguente riduzione dei costi di erogazione del servizio.
Il convegno, attraverso le circostanziate ed interessanti relazioni dei tecnici intervenuti – l’avv. Mario Di Sora Direttore dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino e l’ing. Giovanni Di Meo della “Sezione agenti fisici” dell’Arpa Lazio Frosinone, ha guidato l’interessatissimo ed numerosissimo pubblico nell’analisi delle cause del problema, nei problemi che reca alla salute umana, all’ambiente ed alla ricerca scientifica e nella indicazione delle possibili soluzioni.Di Sora
E’ stato infatti evidenziato che l’inquinamento luminoso non è solo un problema per la scienza astronomica: in numerose specie animali e vegetali, ed anche nell’uomo, è stato infatti riscontrata una alterazione del ritmo veglia/sonno ed addirittura un aumento sensibile di casi di tumori della mammella in lavoratrici dei turni di notte. Inoltre, studi condotti negli U.S.A., hanno dimostrato che l’eccesso di illuminazione dei grattacieli causa ogni anno la morte di oltre 100 milioni di uccelli tanto che nella municipalità di New York, nei periodi migratori, è stato imposto lo spegnimento delle luci nei piani più alti degli stessi.
Le relazioni si sono poi soffermate sulle cause dell’inquinamento luminoso: uso di corpi illuminanti disperdenti, con luce cioè indirizzata inutilmente verso il cielo, uso di corpi illuminanti in numero superiore al necessario, utilizzo di potenze decisamente superiori a quelle effettivamente necessarie, mancanza di dispositivi atti a ridurre la luce durante le ore centrali della notte, progettazione spesso assente. Come spesso accade su altri temi, è stato poi illustrato come l’Italia abbia consumi decisamente superiori alle medie europee: ogni anno il nostro Paese spende oltre 1,3 miliardi di euro nel solo comparto pubblico impiegando 104 kWh per ogni abitante, contro una media europea di 51 ed un valore della Germania pari a 42. E’ stato mostrato, ad esempio, il paradossale caso del parcheggio delle Fiere di Roma, completamente deserto nelle ore notturne, in cui l’illuminazione è 3 volte superiore a quella del centro di Berlino!
presidente relatoriNella regione Lazio il tema è stato affrontato nel 2000 con l’emanazione della legge n. 23, una buona normativa alla quale ha dato un importante contributo l’Osservatorio astronomico di Campo Catino. In questo settore la nostra regione, almeno a livello normativo, si distingue positivamente: confrontando infatti in suoi effetti con quelli della norma piemontese emerge come sia decisamente più efficace nella riduzione dell’inquinamento luminoso e nel contenimento dei costi per i comuni.
Sicuramente interessante è stata poi la trattazione e la confutazione di alcuni “luoghi comuni” sulla minore diffusione della criminalità e sulla maggiore sicurezza stradale in presenza di massiccia illuminazione: a titolo di esempio, uno studio americano del 2000 ha dimostrato una correlazione tra potenziamento dell’illuminazione ed aumento dei crimini del 21% nel noto West Garfield Park di Chicago ed in Francia, lo spegnimento per un serio guasto della illuminazione in un lungo tratto autostradale provocò una diminuzione degli incidenti del 15% (si riscontrò che l’assenza della illuminazione causò una sensibile riduzione della velocità media).Pubblico
I relatori si sono anche soffermati su alcuni aspetti che rendono questo tipo di inquinamento decisamente singolare: è infatti una forma di inquinamento reversibile e la cui riduzione comporta vantaggi indiscutibili per tutte le parti interessate. Ridurre l’inquinamento luminoso, infatti, consentirebbe di recuperare la bellezza del firmamento – tema centrale per le attività di una associazione ambientalista come Legambiente che si propone di “costruire bellezza” – comporterebbe un miglioramento in termini di salute umana e di tutela di molte specie vegetali ed animali, consentirebbe una più efficace ricerca astronomica – che nella nostra provincia è svolta egregiamente dall’Osservatorio di Campo Catino – e, non da ultimo, consentirebbe agli enti locali di risparmiare considerevolmente sulle bollette elettriche. Illuminazioni più efficienti ed installate effettivamente solo dove necessario sarebbero più economiche e consentirebbero di contribuire all’abbattimento della emissione di gas climalteranti, stante la ancora massiccia dipendenza energetica dell’Italia dalle fonti fossili.
AlbimontiToccante è stato, infine, l’intervento della professoressa Maria Adelaide Albimonti, docente di lettere, che ha ricordato la figura del grande astronomo Giuseppe Armellini, scienziato che visse per diverso tempo a Boville Ernica e nel cui cimitero è sepolto che diresse per lunghi anni l’osservatorio astronomico di Roma Monte Mario.

Riccardo Viselli

SCARICA LA RELAZIONE DELL’AVV. MARIO DI SORA
Mario Di Sora

SCARICA LA RELAZIONE DELL’ING. GIOVANNI DI MEO

Giovanni Di Meo

SCARICA LA PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO DI RICCARDO VISELLI
Riccardo Viselli

SCARICA LA PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO DI MARIA ADELAIDE ALBIMONTI
Maria Adelaide Albimonti

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L’inquinamento atmosferico: cosa è e come si misura

In questi ultimi tempi lo stato della “nostra” aria è balzato al centro delle cronache: la persistenza dell’alta pressione nel mese di dicembre, con assenza di venti ed aria sempre più pesante che si accumula al suolo, ha contribuito a far aumentare la concentrazione delle sostanze inquinanti nelle città e nei borghi causando preoccupazioni, innescando l’attivazione di contromisure da parte delle amministrazioni e anche l’istituzione di un’apposita “task force” governativa per cercare di arginare e risolvere il problema. Nella nostra provincia, che vanta il triste primato negativo in termini di presenza di particelle sottili (le celebri PM10) il monitoraggio viene svolto ufficialmente dall’Arpa Lazio – Sezione di Frosinone che dispone di diverse centraline di rilevamento fisse e svolge altresì campagne straordinarie nei centri nevralgici della Ciociaria.

Le centraline fisse e le campagne di monitoraggio

Le centraline fisse, i cui dati sono consultabili giornalmente sul sito www.arpalazio.it, sono ubicate nei seguenti centri:

  • Frosinone (in località Scalo ed in via Mazzini)
  • Alatri
  • Anagni
  • Cassino
  • Ferentino
  • Fontechiari

Nel 2015, inoltre, l’Arpa ha condotto delle campagne straordinarie nei seguenti paesi:

  • Ceprano (2 campagne, una dal 20 febbraio al 17 marzo ed una dall’8 al 27 agosto)
  • Guarcino (dal 3 al 28 luglio)
  • Sora (2 campagne, una dal 13 dicembre 2014 al 13 gennaio 2015 ed una dal 19 marzo all’8 aprile)

Quali sostanze vengono rilevate

Le centraline, sia fisse che mobili, provvedono a rilevare le sostanze che, in base alla normativa vigente, devono essere controllate onde verificare il rispetto dei limiti imposti dalle leggi. Inoltre, vengono misurati ulteriori parametri utili per definire le cause di eventuali accumuli di inquinanti nei siti controllati (piovosità, umidità relativa, presenza e velocità del vento). I parametri che vengono misurati e che potrebbero cagionare danni alla salute umana e ad altre specie animali e vegetali sono:

  • Gli ossidi di azoto
  • Le particelle sottili (cosiddette PM10 e PM2.5)
  • L’ozono
  • L’ossido di carbonio
  • Il benzene
  • Gli ossidi di zolfo

Cosa prevede la normativa

La normativa di riferimento è costituita dal decreto legislativo 155 del 2010 (scaricabile a questo link: www.normattiva.it) e la cui rubrica recita “Per un’aria più pulita in Europa”.

Oltre ad essere individuate le sostanze che per la loro tossicità sono considerate inquinanti, vengono definiti anche i limiti massimi di concentrazione per ciascuna di esse. Le sostanze sono:

  • il biossido di zolfo
  • il biossido di azoto e gli ossidi di azoto
  • il monossido di carbonio
  • l’ozono
  • il benzene
  • il particolato (PM10 e PM2.5)
  • il piombo
  • arsenico
  • cadmio
  • mercurio
  • nichel
  • gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA)

I limiti, definiti in base alle attuali conoscenze scientifiche, sono quei valori al di sotto dei quali è possibile evitare o quanto meno ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente e vengono definiti in maniera diversa in funzione della sostanza ed in funzione dell’obiettivo (protezione della salute umana e protezione degli ecosistemi). Questi valori sono riportati nella tabella 1: si tenga presente che il microgrammo è una quantità molto piccola (è pari a un milionesimo di grammo, in altre parole per fare un grammo necessita un milione di microgrammi) e che il milligrammo è 1.000 volte più grande del microgrammo e 1.000 volte più piccolo del grammo (servono mille microgrammi per fare un milligrammo e mille milligrammi per fare un grammo).

Per avere una idea, anche se approssimativa, dei rapporti tra questi pesi si immagini che un elefante pesi un grammo: il milligrammo sarebbe allora rappresentato da un bambino di circa 2 anni ed il microgrammo da una mosca!

Figura 1 – Comparazione tra grammo, milligrammo e microgrammo

tabella pesi

Tabella 1 – Limiti massimi degli inquinanti atmosferici

limiti

Inoltre, per il biossido di zolfo e di azoto sono state previste anche le cosiddette soglie di allarme, livelli oltre i quali vi è un elevato rischio per la salute umana anche per esposizioni di breve durata: una volta raggiunti tali limiti è necessario intervenire immediatamente. Tali valori sono riportati nella tabella 2

 Tabella 2 – Soglie di allarme per i biossidi di zolfo e azoto

soglie di allarme

Discorso a parte merita inoltre l’ozono, sostanza così importante per la vita sulla Terra (ma solo se confinato alla cosiddetta ozonosfera, tra 15 e 35 km di altezza) ma che, se presente nei bassi strati, può causare notevoli problemi. Per esso vengono previsti 4 limiti che sono:

  • valore obiettivo: fissato per evitare o comunque ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana
  • valore obiettivo a lungo termine: valore da raggiungere nel lungo periodo al fine di assicurare una efficace protezione della salute umana
  • soglia di informazione: valore oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizioni per brevi durate in persone particolarmente sensibili
  • soglia di allarme: livello oltre il quale vi è rischio per la salute umana anche per esposizioni di breve durata per l’intera popolazione e raggiunto il quale è necessario intervenire

Questi valori limite sono riportati nella tabella 3

Tabella 3 – Valori limite per l’ozono

ozono

Inquinamento luminoso e tutela del cielo notturno

Inquinamento Luminoso e Tutela del Cielo Notturno.jpgIl 16 gennaio, con inizio alle 16.15, presso la Sala Consiliare del comune di Boville Ernica si terrà un incontro organizzato dal Circolo Legambiente Lamasena, con il patrocinio del comune di Boville Ernica e della Pro Loco ed in collaborazione con l’Osservatorio astronomico di Campo Catino.

L’evento è promosso con l’intento di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento luminoso e, in linea con lo spirito dell’ambientalismo scientifico che anima fin dalla sua fondazione Legambiente, di indicare alcune possibili soluzioni.

Tra gli autorevoli relatori, infatti, è prevista la presenza dell’Avv. Mario Di Sora, direttore dell’Osservatorio di Campo Catino, che illustrerà le criticità di questo tipo di impatto ambientale sia relativamente ai danni arrecati alla salute umana che a diverse specie vegetali ed animali sia riguardo alle attività di ricerca svolte in campo astronomico. Il direttore si soffermerà inoltre sulle possibili soluzioni tecnologiche che, oltre ad apportare indubbi benefici in termini di salubrità, comporterebbero non trascurabili effetti positivi anche in termini economici per gli Enti Locali.

Seguirà la relazione dell’Ing. Giovanni di Meo, del Settore Agenti Fisici di Arpalazio Frosinone, che illustrerà la metodologia degli interventi sul territorio adottata dall’Agenzia di protezione ambientale per il controllo di questo fenomeno fisico.

Interessantissimo sarà anche l’intervento della Prof.ssa Maria Adelaide Albimonti, docente di Lettere, che introdurrà i protagonisti che forniranno testimonianze dirette sulla figura del grande astronomo Giuseppe Armellini, seppellito nel cimitero di Boville Ernica, e che tra le altre attività è stato anche Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Roma – Monte Mario.

In caso di cielo sereno, il convegno si concluderà nel Parco dell’Emigrante, al centro di Boville, dove si potranno apprezzare alcune delle bellezze del firmamento grazie ad alcuni telescopi messi a disposizione, a titolo gratuito, dall’Osservatorio Astronomico di Campo Catino e sotto la guida esperta dei ricercatori di questa importante struttura di ricerca scientifica del nostro territorio.

Per informazioni e contatti:
http://www.lamasena.net – email: Legambiente.lmasena@gmail.com   tel. 349/5986873
oppure
science@campocatinobservatory.org – 0775/833737.