Incontro con l’orto sinergico

permacultura-1Impensabile che in Veroli esistesse una realtà come quella portata avanti dai due ambientalisti Luca e Laura, protagonisti dell’incontro di questa mattina con il circolo Legambiente Lamasena di cui fanno parte. I due protagonisti infatti, sono promotori di un metodo di coltivazione basato su principi ecologici, in grado di avvicinare la realtà agricola a quella dell’ecosistema naturale, di autorinnovarsi senza ausilio di agrochimici o altri tipi di artefatti antropici, con basso impiego di energia e di tempo. Un metodo di coltivazione ideato da Bill Mollison, quando nel 1974 in Tasmania, ormai docente universitario, cosciente della distruzione ambientale portata avanti dal sistema industriale e politico, decise di mettere appunto insieme a David Holmgren suo studente, un sistema di agricoltura sostenibile, che definì “Permacoltura”, ricco di ampie varietà, una pluricoltura a favore della biodiversità e dei cicli naturali delle sostanze nutrienti e autoperpetuante. Luca e Laura hanno rivisto il metodo originario di Bill Mollison e con opportune modifiche, originato un metodo del tutto innovativo, che permette di coltivare le varietà botaniche, sempre in linea con i principi della permacultura, in modo molto più agevole e  risolutivo a piccoli inconvenienti lambiti nel metodo originale. I due ambientalisti infatti si preoccupano di rispettare i principi elargiti da tale sistema di coltivazione, che prevedono la cura della terra e delle persone e la condivisone equa delle risorse, attraverso la redistribuzione delle eccedenze.
Alcuni aspetti colturali menzionati nell’incontro di oggi su questa pratica sono stati:

  • L’esclusione dei fitofarmaci e/o concimi di sintesi e naturali;
    L’eliminazione delle lavorazioni meccaniche del terreno e la riduzione del calpestamento di esso  in quanto si genera asfissia;
  • Il mantenimento permanente della coltura nel terreno attraverso un rinnovo continuo delle specie coltivate;
  •  Il ricorso alla pacciamatura per il controllo delle erbe infestanti  in modo da evitare una traspirazione eccessiva del terreno e dunque la disidratazione nei periodi più secchi;
  • La fertilizzazione del terreno favorita con la degradazione delle componenti organiche non eduli, quelle rimanenti come scarto della raccolta, come radici, fusti o foglie.

L’adozione di queste ed altre misure, che verranno illustrate in futuro da Luca e Laura, permettono ai fattori agrari coinvolti nella buona riuscita di un raccolto, di agire in sinergia anziché in competizione, impattando minimamente sulle componenti ambientali, le  risorse, le energie e le influenze esacerbate da parte dell’uomo.

I due esperti, hanno affermato di aver avviato una sperimentazione per arricchire in modo alternativo, lo strato di humus sottostante un uliveto impoverito dal punto di vista dei nutrienti, attraverso la piantumazione di piante erbacee spontanee come trifoglio e veccia.

permacultura-5Inoltre hanno presentato un modello di produzione artigianale di farine integrali, ricavate attraverso una macina in miniatura, a partire da chicchi di grani antichi da loro coltivati in sinergia, di cui le varietà Solina e Senatore Cappelli, farine da cui l’abile Laura, ha elaborato sottoprodotti come pane e crostate integrali, che sono state degustate è notevolmente apprezzate durante l’incontro.

Infine le rese di un orto sinergico, sono sia qualitativamente sia quantitativamente migliorate, per cui l’attuazione di tale pratica, trascende un senso di socialità, volto alla collaborazione, allo sviluppo di una economia locale di abbondanza, di approvvigionamento di prodotti sani qualitativamente superiori a quelli esistenti in qualunque tipo di commercio attuale, ecosostenibili  in cui la condizione dì ecosostenibilità viene acquisita fin dal principio, dalla nascita di quella determinata coltura, e si trasmette oltre la coltura, sconfina nel suolo, nelle risorse e nelle persone che ne traggono nutrimento.

Si tratta di una rivoluzione culturale che non condivide la pratica delle monocolture, l’uso di agrochimici, lo spreco delle risorse, la standardizzazione degli alimenti, in sostanza disaccorda il sistema industriale che governa ormai da decenni, la produzione delle sementi, la messa a dimora di queste, la composizione dei suoli in funzione degli infestanti e dei nutrienti, la produzione in termini di resa e tipologie in funzione della domanda sul mercato globale. Una rivoluzione che tiene a cuore la salute dell’ambiente che ci circonda e degli esseri viventi che lo popolano, senza chiedere troppo, senza particolari oneri o mastodontici quantitativi di tempo, ringrazio Luca e Laura per averlo reso fruibile a noi, fino ad oggi  ignari della sua esistenza.

Sara Leo

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