Un’isola tra le onde

Con le tre rivoluzioni industriali che si sono verificate negli ultimi 250 anni, l’Umanità si è trasformata enormemente. Queste nuove conquiste hanno creato il nuovo fenomeno del Consumismo che ha, a sua volta, creato quello dell’Inquinamento. Novità assolute da quando la vita si è impiantata sulla Terra.

Possiamo dire che con la rivoluzione industriale si sia verificato un avvicendamento di tappe evolutive importante. Si è passati infatti dall’Homo Sapiens all’Homo Inquinans, anche se gli scenziati dell’evoluzione non ne prendono atto facilmente.

Si è passati progressivamente da una civiltà di fatto naturale, basata sull’artigianato e sullo scambio etico ad una civiltà impropriamente definita avanzata o tecnologica, che utilizza pesticidi, processi chimici, OGM, e che necessita di macchinari, imballaggi, pubblicità e spedizioni.

Anche l’approccio è cambiato. Dietro il consumismo si nasconde il Capitalismo e quindi tutti i processi produttivi hanno finalità di lucro e questo alimenta il consumo indiscriminato ed ingiustificato di prodotti inutili, progettati per rompersi e non essere piu aggiustati ma riacquistati. Insomma verrebbe da chiedersi se veramente questo si possa chiamare progresso.

Alle forme tradizionali di inquinamento che tutti conoscono, come ad esempio la discarica a cielo aperto sulla superstrada Sora-Frosinone, si affiancano quelle nuove come l’inquinamento elettromagnetico.

È interessante prendere atto che quando si parla di elettrosmog, generalmente la gente si fa prendere dal panico e quando qualcuno disgraziatamente muore di tumore tutti collegano senza cognizione di causa la disgrazia alle radiazioni eletromagnetiche.

Questo nome “esotico”, che sembra così distante dalla realtà, fa immediatamente pensare alle radiazioni ionizzanti, quelle di Chernobyl, che però sono un fenomeno molto diverso e decisamente pericoloso.
Inoltre il fatto che le onde elettromagnetiche siano invisibili e impalpabili le rende misteriose ai non addetti ai lavori. E si sà, l’uomo ha più paura dei grandi misteri che delle stupide lattine che inavvertitamente butta via dal finestrino della propria auto. Ne è un esempio il fatto che è spaventato dall’improbabile e rara eruzione di vulcani ma non percepisce il rischio che corre ogni giorno nelle attività di routine.

Guardando un prato pieno di buste di plastica e rifiuti siamo abituati ormai a considerarlo uno scenario normale e pensiamo tra noi è soltanto un po’ di sporcizia. Invece non riuscendo a percepire le onde elettromagnetiche e non vedendole tendiamo a pensare che siano loro la causa di tutti i nostri mali e questo, erroneamente, giustifica i comportamenti sbagliati di tutti i giorni.

Tutti si indignano e denunciano i grandi sprechi ed i grandi inquinamenti ambientali, ma nessuno si rende conto che siamo tutti inquinatori quotidiani, anche quando accendiamo il cellulare o usiamo la lavastoviglie o magari la tv.

C’è da dire però che l’inquinamento elettromagnetico è fortunatamente estremamente volatile. Infatti basterebbe spegnere l’interruttore della fonte di irradiazioni elettromagnetiche per ripristinare immediatamente la normalità. La stessa cosa, però, non si può fare con i rifiuti abbandonati per strada, che verranno pian piano trascinati via dalle pioggie e portati nei fiumi e poi nei mari.

E sapete dove andrà a finire la spazzatura che abbandoniamo per strada?

Nel futuro dei nostri figli, su incredibili isole artificiali negli oceani, realizzate però non da sceicchi o megacostruttori, ma dalla nostra incoscienza.
Così ci preoccupiamo per Fukushima (per cui non possiamo ormai fare nulla), ma non diamo il nostro contributo magari  facendo seriamente la raccolta differenziata o insegnando agli altri l’amore per l’ambiente.

FONTI

LICENZA

© Questo articolo, denominato “Un’isola tra le onde” di Giovanni Gasparri  è fornito integralmente sotto licenza internazionale Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0.

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Data di Pubblicazione 26 Gennaio 2014

Ultima Revisione: 29 Gennaio 2014

Autori: Giovanni Gasparri

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2 risposte a “Un’isola tra le onde

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