Noi siamo ciò che mangiamo

L’era geologica in cui viviamo è denominata Età del Silicio, anche se la novità piu’ grande che distingue la nostra civiltà da quella dell’Età del Ferro è probabilmente la plastica e non il silicio. Questo perchè mentre il silicio è un elemento chimico presente in natura, le materie plastiche invece sono state interamente sintetizzare dall’uomo attraverso un processo evolutivo che è iniziato nel 1855 con la sintesi del rayon.

L’invenzione della plastica ha indubbiamente rivoluzionato positivamente le abitudini dell’Umanità, introducendo però anche alcune problematiche per la salute.

Ad esempio il Bisfenolo A, conosciuto anche come BPA, è un composto utilizato per sintetizzare alcune materie plastiche, come ad esempio il poliestere, il pvc, le resine epossidiche ed il policarbonato, e sembrerebbe essere coinvolto in numerose patologie della sfera sessuale di bambini ed adulti.

Il policarbonato, di cui il BPA è un componente chiave, è utilizzato per la produzione di tantissimi prodotti, tra i quali giocattoli per bambini, bottiglie, dispositivi medicali, lattine alimentari e tutti quei prodotti plastici in cui sono richieste qualità come trasparenza, durezza e resistenza.

Sono stati pubblicati più di cento studi sulle interazioni del BPA con il sistema endocrino ed alcuni, a partire dal 2008, avrebbero dimostrato la sua tossicità, gli effetti cancerogeni e neurotossici, incluso l’aumento del rischio di obesità. Alcune aziende hanno già eliminato il BPA dai biberon e dai giocattoli per bambini, tuttavia il monomero è largamente impiegato su scala industriale, tanto che è presente praticamente ovunque, anche negli shampoo.

Diversi studi avrebbero evidenziato che esponendo gatti e topi anche a bassi dosaggi di bpa si sarebbero riscontrati effetti come:

  • cambiamenti permanenti nei genitali;
  • cambiamenti nel tessuto mammario che predispongono le cellule all’azione degli ormoni e sostanze cancerogene;
  • effetti avversi sulla riproduzione e cancerogeni a lungo termine;
  • incremento del peso della prostata del 30%;
  • perdita di peso, riduzione dell a distanza ano-genitale in entrambi i sessi, segni di pubertà precoce;
  • diminuzione del testosterone nei testicoli;
  • cellule del seno predisposte al cancro;
  • cellule della prostata più sensibili agli ormoni e cancro;
  • diminuzione dei comportamenti materni;
  • inversione delle normali differenze sessuali nella struttura del cervello e comportamento (tendenza all’omosessualità);
  • disturbi nello sviluppo ovarico;
  • effetti avversi neurologici.

La cosa che dovrebbe farci riflettere è che il Bisfenolo A è in grado di attraversare il rivestimento in plastica di prodotti alimentari in scatola, specialmente se trattati con alte temperature o con sostanze acide (come l’acido citrico delle bevande gassate), è contaminare i cibi.

Secondo delle ricerche il 93% della popolazione mondiale avrebbe tracce di BPA nelle urine. Inoltre bere da bottiglie di policarbonato aumenterebbe del 66% i livelli di BPA nelle urine.

Le associazioni di consumatori raccomandano alle persone che vogliono ridurre l’esposizione al BPA di evitare gli alimenti in scatole di plastica o policarbonato. Invece il National Toxicology Panel raccomanda anche di evitare di mettere contenitori di plastica nei forni a microonde o di lavarli nelle lavastoviglie o utilizzando detergenti aggressivi.

Aveva ragione il filosofo hegeliano Feuerbach quando affermava che l’uomo è ciò che mangia.

Facciamo attenzione a cosa compriamo, a cosa mangiamo e ricordiamo sempre che quando gettiamo via rifiuti di plastica nell’ambiente in qualche modo tornano sul nostro piatto.

Ci torneranno prima o poi, anche se prima di farlo finiscono magari sull’isola di plastica nel Pacifico (leggi articolo di approfondimento dal titolo “Un’isola tra le onde”) e poi nello stomaco di qualche sventurato tonno (leggi articolo di approfondimento dal titolo “Tonno, olio e cesio radioattivo. Cosa c’`e di vero”) ripescato ed inscatolato.

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  1 Settembre 2014
Ultima Revisione: 1 Settembre 2014

Prima di stampare questa pagina considera l’impatto che avrà sull’ambiente

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