Archivio dell'autore: Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-NOVEMBRE 2016

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno fatto registrare un elevato numero di superamenti nelle stazioni di Frosinone Scalo (19), Ceccano (18), Cassino (9), Alatri e Frosinone via Mazzini (3), Anagni e Ferentino (2). Nessun ulteriore superamento è invece stato registrato nella stazione di Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia. Le stazioni di Ceccano e Frosinone Scalo, pertanto, sono abbondantemente oltre il limite imposto dalla normativa (35 superamenti massimi annuali) e Cassino ed Alatri vi sono piuttosto vicine. Situazione che appare accettabile a Ferentino, Fontechiari ed Anagni e da monitorare attentamente a Frosinone via Mazzini.

Si interrompe pertanto la lunga striscia positiva registrata dal mese di aprile a quello di ottobre: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha superato il limite massimo annuale, anche se continua ancora a mantenersi ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

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Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico ma anche per questo parametro di registra l’interruzione della lunga serie positiva rilevata da aprile. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per gli undici mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in ottobre). Si evidenzia che in 6 delle 8 stazioni sono state registrati aumenti delle medie rispetto al periodo gennaio/ottobre: Ceccano e Frosinone scalo (+3), Alatri, Ferentino, Cassino e Frosinone via Mazzini (+1). Stabilità invece ad Anagni e Fontechiari (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione undici mesi PM10

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Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

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Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 47 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, ma nessuno nel mese di novembre (analogamente ad ottobre) e nella seconda 20 superamenti, ma nessuno nel mese di novembre (analogamente al mese di ottobre). Nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso non è stato registrato alcun ulteriore superamento, analogamente ad ottobre, della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili (i superamenti annuali finora pertanto sono in numero di 2).

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso un nuovo aumento delle concentrazioni medie in due delle tre stazioni considerate rispetto al periodo gennaio/ottobre. In tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4), anche se molto vicina al consentito a Cassino. La media è rimasta invariata a e su valori molto bassi a Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

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Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

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Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti nove mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media degli undici mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6), anche se piuttosto vicina al massimo a Frosinone Scalo, Cassino ed Alatri

Per questo inquinante sono state registrate stabilità delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni ad eccezione di Frosinone via Mazzini (+1) (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

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Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

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Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

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Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è abbondantemente entro i limiti di legge (figura 9), anche se il leggerissimo aumento registrato in ottobre viene confermato anche in novembre (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

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Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

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Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in settembre.

Conclusioni

PM10: registrati numerosi superamenti nella stazioni di Frosinone Scalo e Ceccano (che sono oltre il limite massimo annuale) e nella stazione di Cassino (che però rimane ancora all’interno della quota annuale permessa). Sia Frosinone che Ceccano si mantengono comunque ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015. La media di periodo è inferiore al valore massimo in tutte le stazioni

Ozono: non sono stati registrati ulteriori superamenti nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini dopo le crisi dei mesi precedenti.

PM2,5: in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima; la media è però aumentata a Cassino e Frosinone via Mazzini

Biossido di azoto: il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media degli undici mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni, ma con Frosinone scalo, Cassino ed Alatri molto vicini al massimo di legge.

Benzene: concentrazione abbondantemente entro i limiti di legge.

Ossido di carbonio, biossido di zolfo: in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi.

Riccardo Viselli

RITORNO ALLA TERRA – ORTI DIDATTICI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA – I BIMBI HANNO MESSO A DIMORA LE PIANTINE

Nei giorni scorsi i bambini delle scuole dell’infanzia di Ceprano frequentanti i plessi “Fornaci”, “Fraschetti” e “Colletassetano”, con la sapiente direzione delle insegnanti, hanno messo a dimora i primi ortaggi, quelli invernali, nei loro orti preparati nel mese di novembre dai volontari di Legambiente Lamasena.

Con i fondamentali “p’zzuch”, realizzati a mano, i bimbi hanno posizionato nei solchi degli orti circa 40 piantine di aglio, cipolla, lattuga invernale e cicoria ed hanno provveduto alla iniziale operazione di irrigazione.

Nei prossimi giorni i volontari Legambiente effettueranno dei sopralluoghi nei plessi per verificare che tutto proceda bene.

E’ partita così la fase fondamentale di questo progetto educativo in cui i bambini, in così tenera età, impareranno facendo, sperimentando e divertendosi vedendo crescere, sotto le loro amorevoli cure, gli ortaggi.

Riccardo Viselli

Uno degli orti con le piantine

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Orti nelle scuole dell’infanzia a Ceprano: terminata la fase 1

Si è conclusa la prima fase del progetto “Orti nelle scuole dell’infanzia” nei tre plessi dell’Istituto Comprensivo di Ceprano.

Sono stati realizzati i recinti in paletti di castagno abbelliti con cordoncini di colore diverso a seconda della specie vegetale alla quale è stato dedicato ciascun orto e sono state apposte le tabelle informative.

Le operazioni di vangatura, riportando simbolicamente in vigore una antica tradizione che vedeva gli abitanti dei comuni vicini venire a Ceprano per aiutare gli agricoltori locali in questa dura attività preliminare, sono state svolte con il fondamentale aiuto degli esperti Silvano Veronesi (di Monte San Giovanni Campano, vice presidente del Circolo), Vincenzo Silo (di Monte San Giovanni Campano) e Pietro Sordilli (di Boville Ernica) che hanno operato nei plessi “Fornaci” e “Fraschetti” nella giornata di sabato 5 novembre e Daniele Di Folco (di Ceprano) e Giovanni Manna (di Pico) che hanno predisposto l’orto nel plesso “Colletassetano” nella giornata di sabato 12 novembre.

Ora verrà dato avvio alla fase 2 in cui i bambini diventeranno, sotto la guida delle insegnanti, i protagonisti del progetto. Verranno fornite ad ogni plesso 28 piantine invernali che non temono il gelo (7 per ognuno dei solchi realizzati in ogni orto): aglio, cipolla, lattuga invernale e cicoria. Verranno inoltre forniti i fondamentali p’zzuch’ ed alcuni innaffiatoi che potranno essere agevolmente utilizzati dai bambini per curare il loro orto.

I bambini provvederanno a mettere a dimora le piante e ad effettuare le prime operazioni di innaffiatura e successivamente di reinterro.

Un grazie quindi all’Istituto comprensivo di Ceprano che ha creduto ancora una volta in questo fondamentale progetto educativo, alle insegnanti, ai vangatori e soprattutto ai bambini che, siamo certi, impareranno facendo, sperimentando e divertendosi.

Riccardo Viselli

Orto rosso pomodoro “Fornaci”, giallo peperone “Fraschetti”, verde zucchino “Colletassetano”

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Vincenzo Silo, Pietro Sordilli, Silvano Veronesi, Daniele Di Folco, Nunzio Colella

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I solchi e l’uso degl’ p’zzuch’

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Il messaggio lasciato ai bambini

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QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-OTTOBRE 2016

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 47 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, ma nessuno nel mese di ottobre (in settembre erano stati registrati 3 superamenti ed in settembre 26) e nella seconda 20 superamenti, ma nessuno nel mese di ottobre (nel mese di settembre ne erano stati registrati 3 ed in agosto 4). Nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso non è stato registrato alcun ulteriore superamento (dopo quello di agosto) della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili (i superamenti annuali finora pertanto sono in numero di 2).

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno registrato ulteriori 2 superamenti nella stazione di Frosinone Scalo (che quindi supera il limite massimo annuale) e nella stazione di Alatri (che però rimane ancora all’interno della quota annuale permessa) ed un ulteriore superamento nella stazione di Ceccano (che già in marzo aveva sforato il limite massimo annuale). Si conferma in buona sostanza il segnale di miglioramento registrato in settembre, ma con situazione da monitorare visto la comparsa di nuovi superamenti dopo un consistente periodo di tempo: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha superato il limite massimo annuale, ma mantenendosi ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. In queste ultime due stazioni, è bene evidenziare, non sono più stati registrati superamenti dal mese di aprile.

Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

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Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico e, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in settembre. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in agosto). Si evidenzia che in 2 delle 8 stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/settembre (Alatri e Frosinone via Mazzini) e nelle altre 6 stabilità (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione dieci mesi PM10

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Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

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Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/settembre ed in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita a Cassino (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

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Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2-5-variazione-concentrazione

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti nove mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), sia per quanto concerne la concentrazione media dei dieci mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6).

Per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo a Ceccano e Frosinone Scalo, aumenti leggeri ad Alatri e Frosinone via Mazzini e stabilità in tutte le altre (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

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Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto-superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

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Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

 Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è abbondantemente entro i limiti di legge (figura 9), anche se con leggerissimo aumento rispetto al valore registrato nei nove mesi gennaio/settembre (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene-concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

 benzene-variazione-concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in settembre.

Conclusioni

Ozono: non sono stati registrati ulteriori superamenti nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini dopo le crisi dei mesi precedenti.

PM10: registrati ulteriori 2 superamenti nella stazione di Frosinone Scalo (che quindi supera il limite massimo annuale) e nella stazione di Alatri (che però rimane ancora all’interno della quota annuale permessa) ed un ulteriore superamento nella stazione di Ceccano (che già in marzo aveva sforato il limite massimo annuale). Sia Frosinone che Ceccano si mantengono comunque ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015). A Cassino e Frosinone via Mazzini non sono più stati registrati superamenti dal mese di aprile.

PM2,5: in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima; la media è inoltre diminuita a Cassino.

Biossido di azoto: il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti sia per quanto concerne la concentrazione media dei dieci mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni.

Benzene: concentrazione abbondantemente entro i limiti di legge

Ossido di carbonio, biossido di zolfo: in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

ORTI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA

Legambiente Lamasena lancia, in collaborazione con alcuni Istituti Comprensivi del territorio, un progetto ambizioso e dall’indubbio valore educativo: “Ritorno alla terra – Orti didattici nelle scuole dell’infanzia”.

Verranno infatti realizzati piccoli orti nelle scuole dell’infanzia di Ceprano, Boville Ernica e Stangolagalli.

L’obiettivo che il circolo e le istituzioni scolastiche si pongono è di far apprezzare, da parte dei bambini, l’attività della coltivazione, uno dei gesti più antichi della civiltà umana che introdurrà i piccoli scolari alla conoscenza del loro territorio, al funzionamento delle attività che consentono di avere a tavola cibi sani, ai meccanismi della natura.

I bambini, sotto la guida delle insegnanti e dei volontari Legambiente, “impareranno facendo”, svilupperanno la manualità e prenderanno coscienza degli elementi naturali ed ambientali: saranno loro a prendersi cura dell’orto seminando le piantine, rimuovendo le erbacce, irrigando quando necessario.

Inoltre, i bambini impareranno a conoscere ciò che mangiano quotidianamente producendo da soli alcune tipologie di verdure nel rispetto delle risorse del loro giardino.

Le attività inizieranno domani, sabato 5 novembre, in tre dei quattro plessi della Scuola dell’infanzia di Ceprano (Fornaci, Fraschetti, Colletassetano) con le operazioni di vangatura a mano e realizzazione di un piccolo recinto in paletti di castagno, realizzati faticosamente e sapientemente da Nunzio Colella, che servirà a delimitare l’area e a conferirle la giusta importanza all’interno dell’area scolastica.

Gli orti saranno caratterizzati da un colore dominante, richiamato nelle tabelle illustrative e nelle strutture utilizzate per realizzare il recinto: orto rosso pomodoro alle Fornaci, giallo peperone alla Fraschetti e verde zucchino a Colletassetano.

L’operazione di vangatura verrà condotta rigorosamente a mano, riportando in auge uno strumento, la vanga, che nei tempi antichi era l’unico ausilio per i coltivatori della terra di Ciociaria: a tal proposito verrà rievocata anche una antichissima usanza che vedeva abitanti dei comuni delle colline ciociare (Monte San Giovanni Campano, Boville Ernica, Veroli) scendere nella vallata per dare una mano nel durissimo lavoro agli amici di Ceprano.

Una importante delegazione di “vangatori”, infatti, guidata dall’instancabile vice presidente del circolo Silvano Veronesi, renderà possibile la dura ma bellissima operazione della prima preparazione dei terreni che saranno adibiti ad orti.

Nei prossimi mesi pubblicheremo ulteriori articoli con descrizione delle attività che verranno portate avanti anche negli altri comuni del territorio

Riccardo Viselli

disegni

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GUIDA AL RILEVAMENTO DELL’INQUINAMENTO LUMINOSO

Dopo il convegno organizzato lo scorso mese di gennaio a Boville Ernica in collaborazione con l’Osservatorio astronomico di Campocatino, continua l’impegno del Circolo Legambiente Lamasena sul fronte del contrasto all’inquinamento luminoso.

Come noto, questa forma di inquinamento, sensibilmente diffuso anche nei nostri centri urbani, ha effetti rilevanti su diverse matrici ambientali:

  • impedisce la fruizione della bellezza offerta dal firmamento;
  • ostacola la ricerca astronomica;
  • comporta danni per fauna e flora;
  • ha rilevanti impatti sulla salute umana.

Recentemente è stato condotto un censimento delle sorgenti luminose inquinanti nel comune di Ceprano che sarà il documento di discussione, con le Autorità locali, per pianificare eventuali interventi di risanamento.

Il censimento è una operazione sicuramente lunga, ma di agevole conduzione che ognuno potrebbe realizzare nel proprio comune. Ed è a tale proposito che pubblichiamo questa breve guida al rilevamento delle sorgenti inquinanti: chiunque fosse interessato ad operare in tale senso può mettersi in contatto con il circolo, agli indirizzi riportati su questo sito, al fine di concordare le modalità operative.

Le fonti luminose inquinanti possono essere schematicamente raggruppate in 5 categorie.

 1 – LANTERNE DECORATIVE

Queste lanterne (foto 1) sono solitamente installate nei centri storici: sono caratterizzate dal fatto di avere la fonte luminosa posta in basso con fascio luminoso pertanto diretto verso l’alto e spesso non presentano alcuna schermatura. Una valida alternativa, con stessa valenza estetica, potrebbe essere offerta dalle lanterne con schermo posizionato nella parte superiore in cui è installata la lampadina che quindi dirige il fascio luminoso verso il piano stradale con notevoli incrementi dell’efficienza, risparmi energetici ed annullamenti dell’inquinamento (foto 2).

Foto 1 – Lanterna inquinante

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Foto 2 – Lanterna non inquinante

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2 – SFERE

Sono tra le sorgenti maggiormente inquinanti e possono essere divise in 3 sotto categorie:

  • sfere trasparenti non usurate
  • sfere trasparenti usurate (foto 3)
  • sfere bianche (foto 4)

In questi casi l’inquinamento può essere contrastato dotando le sfere di schermatura nella parte superiore: questo intervento è pero praticabile solo per le sfere trasparenti non usurate. Negli altri due casi, infatti, l’usura della sfera o il suo colore bianco comportano l’insorgere di fenomeni di rifrazione con deviazione della luce verso l’alto anche a seguito della installazione della schermatura. Pertanto l’unica soluzione consiste nella sostituzione dell’apparato.

Foto 3 – Sfere trasparenti usurate

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Foto 4 – Sfere bianche

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3 – LAMPADE A VETRO PIANO MA CON ECCESSIVA INCLINAZIONE RISPETTO AL PIANO STRADALE

La presenza del vetro piano è una garanzia in termini di riduzione dell’inquinamento luminoso a patto però che la sorgente luminosa non sia troppo inclinata rispetto al piano stradale (le sorgenti luminose dovrebbero essere parallele alla strada): in questo caso, infatti, una parte del fascio luminoso sarà inevitabilmente diretto verso l’alto con annullamento degli effetti positivi dovuti alla presenza del vetro piano. Questa tipologia di sorgente può essere suddivisa in 2 sotto – categorie:

  • apparato che necessita di sostituzione (foto 5)
  • apparato erroneamente montato (foto 6)

Nel primo caso, non essendo possibile intervenire sulla inclinazione, il blocco lampada va sostituito mentre nel secondo caso è sufficiente intervenire sull’inclinazione

Foto 5 – Vetro piano, ma gruppo lampada eccessivamente inclinata e da sostituire

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Foto 6 – Vetro piano, ma gruppo lampada eccessivamente inclinata per errato montaggio

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4 – LAMPADE A VETRO CURVO

Il vetro curvo è fonte di inquinamento luminoso in quanto produce fenomeni di rifrazione con invio del fascio luminoso anche verso l’alto. Possono essere suddivise in 2 sotto – categorie:

  • Lampade a vetro curvo ma orizzontali al piano stradale (foto 7)
  • Lampade a vetro curvo ed inclinate rispetto al piano stradale (foto 8)

Nel primo caso la sostituzione del vetro curvo con un vetro piano annulla l’inquinamento luminoso mentre nel secondo caso è necessario sostituire tutto il blocco lampada analogamente al caso riportato in foto 5.

Foto 7 – Vetro curvo, ma gruppo lampada orizzontale (basta sostituire il vetro)

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Foto 8 – Vetro curvo e gruppo lampada eccessivamente inclinata e da sostituire

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5 – FARI

Solitamente queste sorgenti vengono utilizzate per illuminare chiese e monumenti e spesso sono erroneamente installate in quanto, oltre all’oggetto che dovrebbe essere illuminato, una porzione del fascio, piuttosto potente, è diretto verso l’alto. L’inquinamento potrebbe essere agevolmente annullato correggendo l’inclinazione del faro ed altresì riducendone la potenza o addirittura programmandone lo spegnimento negli orari in cui l’illuminazione del monumento è sostanzialmente inutile (foto 9).

Foto 9 – Fari monumentali

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Riccardo Viselli

 

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-SETTEMBRE 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di settembre in alcuna stazione, confermando l’ottima performance del mese di agosto: questo parametro appare quindi al momento sotto controllo. Stesso discorso per quanto riguarda le particelle sottilissime (PM2.5) ed il biossido di azoto, mentre continuano ad essere registrati superamenti dei valori di ozono nelle stazioni di Fontechiari e Frosinone, anche se in numero minore rispetto ai mesi precedenti.

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 47 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 3 nel mese di settembre (in luglio erano stati registrati 26 superamenti ed in agosto 5) e nella seconda 20 superamenti, di cui 3 nel mese di settembre (nel mese di agosto ne erano stati registrati 4). Nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso non è stato registrato alcun ulteriore superamento (dopo quello di agosto) della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili (i superamenti annuali finora pertanto sono in numero di 2).

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno registrato ulteriori superamenti. Si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in agosto: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. In queste stazioni, è bene evidenziare, non sono più stati registrati superamenti dal mese di aprile.

Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10-superamenti

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico e, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in agosto. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in agosto). Si evidenzia che in 7 delle 8 stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/agosto, con cali più sensibili a Ceccano (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione nove mesi PM10

pm10-concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

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Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/agosto ed in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in due delle tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2-5-concentrazione

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2-5-variazione-concentrazione

 

 

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti otto mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), sia per quanto concerne la concentrazione media dei nove mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in 2 delle 8 stazioni (figura 8) e stabilità nelle altre sei.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto-concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto-superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto-variazione-concentrazione

 

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è abbondantemente entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nei sette mesi gennaio/agosto (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene-concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene-variazione-concentrazione

 

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in agosto.

Conclusioni

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Le medie di periodo degli altri inquinanti sono diminuite in gran parte delle stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo (ma nessun superamento viene più registrato dal mese di aprile), ma in nessuna stazione la media nei nove mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile (confermando quanto rilevato nel precedente periodo).

Anche la concentrazione negli otto mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) non risulta superiore al consentito in alcuna stazione (come nel precedente periodo).

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo non è superiore al valore massimo in nessuna stazione confermando quanto rilevato nel precedente periodo.

Riccardo Viselli

 

 

Terremoti: scienza e tecnologia per la difesa dei centri storici

Lo scorso 17 settembre, nella Sala Consiliare del Comune di Boville Ernica, si è svolto un incontro organizzato dal Circolo Legambiente Lamasena, nell’ambito della giornata “Boville per Amatrice”, coordinata dalla Proloco, dal titolo “Terremoti: scienza e tecnologia per la difesa dei centri storici”.

Al convegno, che ha visto una nutrita partecipazione, hanno preso parte il geologo Emiliano Cinelli, esperto di microzonazione sismica, l’ingegnere Morgan Reali, esperto di edilizia antisimica ed il geologo Riccardo Viselli, del circolo Lamasena nonché curatore di un sito internet di informazione sul tema dei terremoti e del rischio sismico.

Gli interventi, accurati ed animati dallo spirito di fornire una informazione scientifica, nello stile che contraddistingue l’associazione ambientalista, hanno innanzitutto evidenziato che l’unica difesa possibile dal rischio terremoto è rappresentata dalle attività di prevenzione, essendo al momento rivelatosi infruttuoso ogni tentativo, condotto perlopiù negli Stati Uniti d’America ed in Cina, di prevedere con la necessaria accuratezza, un evento sismico.

Viselli ha evidenziato che, nel cosiddetto triangolo della previsione di un determinato evento, due importanti temi sono comunque stati risolti: grazie a decenni di ricerche, siamo in grado di definire dove avverrà un terremoto (ed infatti il nostro territorio è stato suddiviso in zone sismiche e zone asismiche) e come questo si manifesterà in termini di accelerazioni cui sottoporrà il terreno (grazie alle tecniche di microzonazione sismica e di risposta sismica locale). Rimane, come detto, irrisolto il terzo tema: appare infatti impossibile prevedere il momento esatto di un terremoto (figura 1).

Figura 1 – Il triangolo della previsione

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Viselli ha altresì evidenziato che, d’altronde, le conoscenze legate al dove si verificherà un terremoto e con quali modalità sono più che sufficienti per pianificare le opportune misure di prevenzione.

Si è poi soffermato sulla descrizione degli eventi sismici con i quali il nostro territorio si dovrà confrontare: in un’area piuttosto ristretta intorno alla Ciociaria, infatti, nel passato si sono verificati diversi terremoti caratterizzati da magnitudo importante, dal più antico registrato a Poggio Mirteto (RI) nel 174 A.C. al più recente e notissimo evento de L’Aquila del 2009 (figura 2).

Figura 2 – Elenco dei terremoti più energetici

che hanno interessato storicamente il nostro territorio

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Cinelli ha approfondito il tema della microzonazione sismica: il primo passo da compiere per attuare efficaci strategie di prevenzione è conoscere a fondo il nostro territorio, alla scala adatta per poter essere utili ai fini della pianificazione urbanistica e della ingegneria antisismica.

Ha innanzitutto chiarito alcuni termini utili per inquadrare il problema: il “rischio sismico” consiste nella misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, espressa tramite la “Pericolosità Sismica”, di resistenza delle costruzioni, espressa tramite la “Vulnerabilità” e di antropizzazione, espressa tramite l’Esposizione. In altre parole, un territorio ad elevata pericolosità sismica (perché in esso sono attesi terremoti importanti), ma con bassa o nulla vulnerabilità (edifici perfettamente costruiti) o esposizione (assenza di edifici) avrà un rischio sismico bassissimo o pari a zero (figura 3)

Figura 3 – In un deserto, anche se sono attesi terremoti importanti, il rischio sismico è pari a zero

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Quindi si è soffermato sull’utilità della microzonazione sismica evidenziando che i danni prodotti da un terremoto potranno essere notevolmente diversi anche a distanza di poche decine di metri, per effetto di situazioni locali (figura 4) che modificano in ampiezza o in frequenza il moto sismico. Ha ben chiarito come la microzonazione sismica sia l’insieme di una serie di attività che studiano questi fenomeni locali con l’obiettivo finale di realizzare la carta della microzonazione sismica in cui un determinato territorio comunale verrà suddiviso in aree omogenee dal punto di vista della risposta sismica: a ciascuna area verrà quindi assegnato un fattore amplificativo del moto (figura 5).

Figura 4 – Effetti locali che possono amplificare il segnale sismico

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Figura 5 – Stralcio della carta della microzonazione sismica del comune di Monte San Giovanni C.

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Generalmente, il territorio verrà suddiviso in tre tipologie di aree:

  1. Zone Stabili nelle quali non si ipotizzano effetti locali di rilievo di alcuna natura ed in cui il moto sismico non è modificato rispetto a quello atteso in condizioni ideali di roccia rigida e pianeggiante;
  2. Zone Stabili suscettibili di amplificazione sismica, in cui il moto sismico è modificato rispetto a quello atteso in condizioni ideali di suolo, a causa delle caratteristiche litostratigrafiche del terreno e/o geomorfologiche del territorio;
  3. Zone suscettibili di Instabilità, in cui i terreni sono suscettibili di attivazione di fenomeni di deformazione permanente del territorio a seguito di un evento sismico (instabilità di versante, cedimenti, liquefazioni, faglie attive e/o capaci).

 

La carta della microzonazione sismica dovrà essere utilizzata per la pianificazione territoriale ed urbanistica, per la progettazione del piano di protezione civile e per la programmazione delle attività di prevenzione

E’ quindi passato alla descrizione del secondo step della conoscenza geologica, ai fini della prevenzione sismica: quello della definizione della Risposta Simica Locale (RSL), applicabile alle progettazioni esecutive.

L’ingenere Morgan Reali ha dettagliatamente chiarito che volendo ridurre il rischio solo nelle zone a pericolosità sismica più elevata (Zone 1 e 2), ci si dovrebbe occupare del 36% dei Comuni (2908 Comuni) e del 41% della popolazione (circa 25 milioni di persone). Volendo ulteriormente contenere l’entità dell’intervento (pur restando nei limiti già precisati) ci si potrebbe limitare ad intervenire alle sole unità abitative effettivamente utilizzate ossia 5.903.342 (5.253.543 destinate ad uso residenziale e 649.799 destinate ad altri usi) 2.940.737 delle quali costruite prima del 1970 (2.856.816 di unità sono in muratura, 1.777.196 sono in c.a., 619.531 sono in altri materiali).

E’ poi passato ad illustrare che il rischio sismico si valuta (prescindendo dall’esposizione) incrociando la pericolosità sismica del sito in cui sorge la costruzione con la vulnerabilità sismica della costruzione stessa. Ha evidenziato che, a meno di delocalizzare gli abitanti, la pericolosità sismica non è suscettibile di interventi da parte nostra; ridurre il rischio sismico, dunque, significa ridurre la vulnerabilità sismica delle costruzioni. Ha fatto poi rilevare come su quale sia la reale entità delle cifre da mobilizzare non esiste chiarezza ma, operando nei limiti sopra prefigurati e per un ventennio, si potrebbe ragionevolmente ipotizzare che si dovranno mobilizzare tra i cinque e i 10 miliardi di euro l’anno.

Si è poi giustamente soffermato sul fatto, però, che non esista una soluzione unica applicabile a tutti gli edifici sopra richiamati: ogni struttura andrebbe accuratamente studiata al fine di diagnosticare la situazione e programmare i necessari ed adeguati interventi in funzione della risposta sismica determinata in base alle attività di conoscenza del territorio descritte dal geologo Cinelli. Pensare di intervenire con una sorta di “lista degli interventi da attuare” potrebbe risultare inutile ed altresì dannoso in termini economici.

In conclusione è emerso come i rischi naturali possono essere mitigati attraverso azioni preventive da parte delle Amministrazioni. Attendere un evento sismico per intervenire in fase di emergenza aumenta esponenzialmente il costo di gestione degli interventi e delle successive ricostruzioni. Al contrario, agire in modo preventivo riduce i costi di gestione in fase di emergenza, poiché molte delle azioni di mitigazione del rischio riducono alla fonte il loro “peso” economico e sociale sull’ambiente e sulla popolazione

 

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-AGOSTO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di agosto in alcuna stazione, confermando l’ottima performance del mese di giugno: questo parametro appare quindi al momento sotto controllo. Stesso discorso per quanto riguarda le particelle sottilissime (PM2.5) ed il biossido di azoto, mentre continuano ad essere registrati superamenti dei valori di ozono nelle stazioni di Fontechiari e Frosinone.

Inquinanti che passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 44 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 5 nel mese di agosto (in luglio erano stati registrati 26 superamenti) e nella seconda 17 superamenti, di cui 4 nel mese di agosto. Inoltre, nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso è stato registrato anche un ulteriore superamento (dopo quello di luglio, portando così il numero di superamenti annuali per questo parametro a 2) della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili.

Inquinanti che passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

 Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno registrato ulteriori superamenti. Si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in luglio: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10 superamenti

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico e, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in luglio. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in luglio). Si evidenzia che in 7 delle 8 stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/giugno, con cali più sensibili a Frosinone Scalo (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione otto mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/luglio ed in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in una delle tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5 concentrazione

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

 

Inquinanti che passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti sette mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), sia per quanto concerne la concentrazione media degli otto mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in 5 delle 8 stazioni (figura 8), con variazione maggiormente sensibile ancora a Cassino.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

 

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nei sette mesi gennaio/luglio (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

 

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in luglio.

Conclusioni

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Le medie di periodo degli altri inquinanti sono diminuite in gran parte delle stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo, ma in nessuna stazione la media negli otto mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile (confermando quanto rilevato nel precedente periodo).

Anche la concentrazione negli otto mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) non risulta superiore al consentito in alcuna stazione (come nel precedente periodo).

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo non è superiore al valore massimo in nessuna stazione confermando quanto rilevato nel precedente periodo.

Riccardo Viselli

Strangolagalli: ambiente, salute, bellezza dei borghi ciociari

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L’amministrazione del Comune di Strangolagalli continua a distinguersi per iniziative in grado di assicurare una migliore vivibilità dei borghi ciociari congiuntamente all’impegno della protezione ambientale e della salute umana. È di questi giorni una importante decisione mirata a contrastare il danno del fumo di sigaretta: nel dare attuazione ad una legge nazionale, infatti, è stato reso noto che verrà sanzionato fermamente l’abbandono delle cicche sul suolo pubblico. Questi residui, oltre a deturpare le strade, sono fonte altresì di notevoli problemi ambientali visti i lunghissimi tempi di degradazione accumulandosi su marciapiedi ed asfalto. Evidenziamo poi che la stessa norma cui il comune ha dato piena attuazione prevede anche pesanti sanzioni per l’abbandono di altri piccoli rifiuti come i fazzoletti di carta e gli scontrini che troppo spesso incontriamo nelle nostre passeggiate per borghi, campagne e boschi.

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Nello stesso comune poi, rileviamo con favore, è presente una diffusa area pedonale che interessa il bel centro storico: i paesini liberati dalle auto, spesso condotte e parcheggiate in modo selvaggio, recuperano in questo modo la loro naturale bellezza e tranquillità essendo state restituite ai loro legittimi proprietari, i pedoni. Tutte le aree pregiate del nostro Paese sono state inibite al traffico veicolare dalle Amministrazioni più lungimiranti senza tra l’altro arrecare alcun danno alle attività economiche che anzi hanno trovato giovamento da questa ritrovata bellezza.

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Il circolo Lamasena pertanto plaude a queste recenti iniziative di uno dei cinque comuni del suo ambito di azione auspicando che presto sia imitato dagli altri.

 

 

Riccardo Viselli