Il richiamo dell’orso

20140111 Orso Marsicanodi Ciro Castellucci

Recensione a cura di Giovanni Gasparri
Il romanzo racconta la storia di Vincent, un giovane naturalista italo-canadese di successo che torna nella sua terra natia, scoprendola molto diversa e più interessante di quanto si aspettasse. Si imbatte in un diario smarrito da uno misterioso personaggio su un treno e che scoprirà poi contenere preziose ed uniche descrizioni dell’Orso Marsicano, delle sue abitudini e dei suoi segreti spazi vitali.
Grazie alla sua brillante formazione si rende immediatamente conto del valore del manoscritto, e, sorpreso, decide di mettersi sulle tracce dell’orso.
Così facendo trascorrerà dei mesi girovagando ed appostandosi sui Monti Ernici, Le  Mainarde e le montagne di Sora, ed avrà la possibilità di vedere paesaggi mozzafiato, imbattersi in specie botaniche rarissime ed esemplari di fauna autoctona in via di estinzione. In questa sua ricerca trova anche, inaspettatamente, l’amore.
Il testo, gradevole e scorrevole, è ricco di rimandi e citazioni di personaggi illustri, poeti e pittori che hanno testimoniato nella storia la grandezza e le peculiarità  di questa terra. Questi riferimenti sono brevi e graditi perché non appesantiscono il testo e stimolano la curiosità del lettore, offrendo spunti per l’approfondimento.
L’intreccio è molto semplice e lineare e una diversa evoluzione della storia d’amore avrebbe reso il testo più intrigante. Tuttavia l’importanza dell’epilogo giustifica la scelta dell’autore di dare meno importanza alle divagazioni amorose.
Il testo pone l’accento sul fatto che l’Orso Marsicano si sta estinguendo sotto i nostri occhi distratti e di fronte alla nostra insensibilità e mancanza di volontà per porvi rimedio. L’orso è solo un esempio delle tante cose che stiamo deturpando, inquinando, uccidendo.
Il richiamo dell’orso, quindi, assume proprio i connotati di un richiamo al lettore, perché diventi parte attiva nella salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.
L’autore utilizza in maniera innovativa il linguaggio onirico di un romanzo con lo scopo ultimo di  trasformare i lettori in custodi della biodiversità, facendo loro riscoprire da dove veniamo, quali cose straordinarie abbiamo ereditato e sottolineando l’importanza di dover passare integro il testimone alle generazioni future.
Devo ammettere che fa un certo effetto arrivare all’ultima pagina del libro proprio mentre sto sorvolando in aereo l’oceano atlantico diretto verso il Canada. La storia di Vincent, infatti, è una storia che conosco bene perché è la storia di tutti gli emigranti, che dopo aver trovato il successo non desiderano altro che riscoprire la propria terra, cosa la rende indimenticabile e diversa dal resto del mondo. E sono proprio quelle cose meravigliose, di cui l’Orso Marsicano ne è solo una testimonianza, che né noi, né le istituzioni sono maledettamente in grado di apprezzare e salvaguardare. È attraverso gli occhi di un forestiero che queste cose si riscoprono.
Un libro assolutamente consigliato a tutti, nella speranza che il richiamo funzioni davvero per risvegliare le coscienze.
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