Archivio dell'autore: Riccardo Viselli

Uomini e terremoti: una convivenza è possibile

terremoto del 1915

Prevedere i terremoti significa poter definire dove si verificheranno, che magnitudo avranno e soprattutto quando si verificheranno. Ai primi due quesiti i geologi, in decenni di ricerche e monitoraggi (non sempre con la collaborazione delle istituzioni, spesso distratte e superficiali) hanno saputo dare una risposta: con la zonazione e la microzonazione sismica oggi possiamo definire, con l’accuratezza richiesta dagli scopi di protezione civile, dove ci saranno terremoti e a quali accelerazioni sottoporranno i terreni e le costruzioni umane. Il terzo quesito, invece, è tuttora irrisolto ed a nulla hanno finora condotto gli studi sui fenomeni premonitori, nonostante le chiacchiere che spesso si susseguono, soprattutto sulla rete, a seguito di terremoti di una certa importanza.

Al momento pertanto la migliore protezione dal rischio sismico consiste nella microzonazione sismica accompagnata dalla edilizia anti-sismica: l’Italia è un Paese a rischio elevato e il verificarsi di terremoti anche importanti non è affatto un evento raro. Cento anni fa, il 13 gennaio 1915, un terremoto devastante, cosiddetto di Avezzano (magnitudo 6.9), seminò morte, distruzione ed angoscia in larga parte dell’Italia centrale con particolare riferimento all’Abruzzo ed al Lazio. Non dobbiamo aver imparato molto se in questi ultimi anni, per mancanza di fondi legata ad una politica miope e fatta di annunci, ricercatori indipendenti segnalano che alcune stazioni di monitoraggio sismico hanno smesso di funzionare ed una importante Regione italiana ha soppresso il proprio Servizio geologico.

La ricerca sismica ha bisogno di rilevamenti geologici e strutturali, ma anche di dati strumentali: senza una rete adeguata di sismografi e di geologi al servizio della comunità saremo tutti più a rischio. Un centro di ricerca privato, formato da geologi professionisti ed i cui studi sono scaricabili al link www.sismologia.eu, sta conducendo da diversi anni approfondimenti su una vasta area dell’Italia centrale comprendente il Lazio meridionale, buona parte dell’Abruzzo e del Molise e la Campania settentrionale: utilizzando i dati microsismici pubblicati dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), viene monitorata costantemente l’attività sismica e ne viene data comunicazione attraverso i canali informativi offerti dalla rete internet. Dovrebbe far riflettere che solo in questa area sono presenti almeno undici sistemi tettonici in grado di generare terremoti con magnitudo superiore a 5.5: si citano, a solo titolo di esempio, il già menzionato terremoto di Avezzano del 1915, quello di Venafro (magnitudo 6.62 avvenuto 665 anni fa) e di Sant’Eufemia a Maiella (magnitudo 6.60 del 1706). Ma molti altri sono potenzialmente in grado di fare parecchi danni: un approccio serio al problema richiederebbe che questa potenzialità fosse ridotta ai valori minimi ammissibili attraverso il controllo costante del territorio e l’adeguamento strutturale degli edifici.

E sarebbe doveroso anche un cambio di approccio da parte dei comunicatori: il terremoto, per l’Italia come per molte altre parti della Terra, è un compagno costante della nostra vita, testimonianza della ancora giovane età del nostro pianeta. Convivere con esso è necessario e perseguire le soluzioni utilizzando quello che la scienza e la tecnica oggi ci mettono a disposizione è indifferibile: monitoraggi, rilevamenti del territorio ed adeguamenti edilizi. Se poi, e questo è un auspicio utopico, gli Stati trovassero fondi anche per finanziare la ricerca nel campo della previsione, avremmo fatto tutto quanto nelle nostre possibilità per affrontare il tema con metodo scientifico e scevro dalle comprensibili emozioni che assurgono agli onori delle cronache solo a seguito di eventi di una certa gravità.

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-LUGLIO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di luglio in alcuna stazione, confermando l’ottima performance del mese di giugno.

 Inquinanti che passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 39 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui ben 26 nel mese di luglio e nella seconda 13 superamenti, di cui 7 nel mese di luglio. Inoltre, nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso è stato registrato anche un superamento della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili.

Inquinanti che passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno registrato ulteriori superamenti. Si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in giugno: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10 superamenti

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico e, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in giugno. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in giugno). Si evidenzia che in 5 delle 8 stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/giugno, con cali più sensibili ancora una volta a Ceccano (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione sette mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/giugno ed in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in due delle tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5 concentrazione

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

 pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti sei mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), sia per quanto concerne la concentrazione media dei sette mesi che passa sotto la norma nella stazione di Cassino e si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le altre stazioni (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in 5 delle 8 stazioni (figura 8), con variazione maggiormente sensibile ancora a Cassino e ad Anagni.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nei sei mesi gennaio/giugno (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in giugno.

Conclusioni

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Le medie di periodo degli altri inquinanti sono diminuite in gran parte delle stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo, ma in nessuna stazione la media nei sette mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile (confermando quanto rilevato nel precedente periodo).

Anche la concentrazione nei sette mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) non risulta superiore al consentito in alcuna stazione (come nel precedente periodo).

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo non è superiore al valore massimo in nessuna stazione mentre nel precedente periodo risultava più alta del consentito a Cassino e a Frosinone Scalo.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

Relazione sul convegno: A come Amianto … A come Asbestosi

2-amiantoLo scorso 1 luglio, presso la Sala Conferenze dell’Abbazia di Casamari, con nutrita partecipazione ed importante presenza dei vertici provinciali delle forze dell’Ordine, si è svolto il convegno organizzato dal circolo Legambiente Lamasena dal titolo “A come amianto…A come asbestosi”.

Con questo evento ci si è posti l’obiettivo di tracciare lo stato dell’arte sul problema amianto per quanto riguarda la prevenzione sanitaria, la tutela della salute, lo stato delle bonifiche e dello smaltimento, l’informazione, il monitoraggio ed il controllo.

Il Presidente del circolo, Ing. Remo Cinelli, ha introdotto i lavori ricordando l’incredibile numero di morti a causa dell’esposizione a questo minerale e le enormi quantità ancora presenti sul nostro territorio. Ha quindi presentato i relatori spiegando che sarebbe stata illustrata l’attività della regione sul fronte normativo, del servizio sanitario e dell’Asl sul piano della prevenzione e dell’assistenza ai malati, dell’Arma dei Carabinieri in materia di prevenzione dei reati connessi alla gestione dei rifiuti e delle associazioni Legambiente e LILT in materia di comunicazione ai cittadini.

L’onorevole Cristiana Avenali, promotrice della legge 93 del 2013 sul tema, ha innanzitutto evidenziato come sia urgente e necessario approvare una legge regionale sull’amianto, che manca da 24 anni e cioè da quando la legge nazionale stabilì che le regioni sarebbero dovute intervenire e legiferare. La proposta di legge in discussione affronta il tema in modo sinergico e completo: prevede infatti completamento della mappatura e della bonifica, sorveglianza e prevenzione sanitaria per esposti, ex esposti e potenzialmente esposti, norme per lo smaltimento di piccole quantità sotto l’egida comunale ed un piano regionale per le opere complesse, formazione ed informazione per Asl, operatori ed imprese e sportelli amianto per i cittadini.

Il Dott. Fulvio Cavariani, Direttore del Centro Riferimento Amianto della Regione Lazio, ha discusso ed analizzato i primi dati sul censimento della presenza di amianto nella regione, condotto in una prima fase mediante l’invio di un questionario relativo agli edifici pubblici o aperti al pubblico ed in una seconda fase con l’utilizzo delle tecniche di rilevamento aerofotografico o satellitare, in considerazione del fatto che circa l’80-90% dell’amianto è contenuto nelle coperture in cosiddetto cemento/amianto. Nella sola provincia di Frosinone sono stati quindi individuati 76 edifici con presenza di amianto per un totale di oltre 150 tonnellate di materiale compatto e di circa una tonnellata di materiale friabile. Relativamente agli edifici scolastici, nella nostra provincia ne sono stati individuati 3 con presenza di amianto, fortunatamente in aree generalmente non accessibili agli studenti. Con la seconda fase del censimento si è arrivati finora a coprire, essenzialmente per mancanza di fondi, solo il 12% del territorio regionale: nella provincia di Frosinone sono stati analizzati 175 chilometri quadri, con individuazione di 540 coperture in cemento/amianto per un totale di circa 400.000 metri quadrati. Nell’intera regione sono stati individuate circa 80.000 tonnellate di coperture: se si estende questo valore, relativo al solo 12% del territorio, all’intera regione si ottiene un valore di circa 700.000 tonnellate. Considerando poi che la presenza di amianto nelle coperture rappresenta circa l’80-90% del totale si può stimare una presenza di amianto nella nostra regione pari a 1 milione di tonnellate. Nel periodo 2004-2015, per quanto riguarda le attività di bonifica, sono state rimosse mediamente 12.500 tonnellate di amianto/anno nell’intera regione: se questo valore non verrà considerevolmente aumentato, per la completa bonifica occorreranno circa 80 anni.

La dott.ssa Elisa Romeo, del Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma 1, ha reso noti i dati del Centro Operativo Regionale del Lazio sui tumori professionali con particolare riferimento ai mesoteliomi maligni: dal 2001 al 2015 nella nostra regione sono stati segnalati ben 1.122 casi di cui la maggior parte in uomini di età superiore ai 65 anni. Di questi, 63 (pari al 5,6%) sono stati registrati in pazienti residenti nella ASL Frosinone. Più nel dettaglio, è stato illustrato che i comuni di residenza maggiormente interessati sono stati Frosinone con 8 casi, Cassino con 7, Ferentino con 5, Castrocielo, Ceccano e Piedimonte San Germano con 3. Particolare riguardo è riservato ai lavoratori della ditta Cemamit, che operò a Ferentino dal 1965 al 1984 nella produzione di manufatti in cemento/amianto: in una coorte di 141 lavoratori sono stati posti sotto osservazione 29 soggetti ed individuati 21 casi di tumori maligni ricollegabili all’esposizione all’amianto. Il dato sconfortante è che, considerato il tempo di latenza di circa 40 anni, il picco delle manifestazioni non è ancora stato raggiunto.

La dott.ssa Rosa Ferri, responsabile del progetto amianto della Asl di Frosinone, ha illustrato l’impegno dell’Azienda sanitaria per la tutela dei lavoratori e dei cittadini. Sempre con riferimento alla coorte dei 141 lavoratori della Cemamit, la Asl di Frosinone ha attualmente in cura 6 casi di mesoteliomi mentre altri 60 ex dipendenti della ditta sono deceduti. L’attività si concentra essenzialmente su quattro direttrici: ascolto e counseling del cittadino per una corretta comunicazione e gestione del rischio, informazioni al cittadino per le corrette modalità di bonifica, informazione alle aziende e produzione di materiale informativo per cittadini ed aziende. La Asl, inoltre, offre supporto agli Enti in materia di attività di microraccolta, di valutazione dello stato di conservazione dei manufatti in cemento/amianto e per le attività di analisi chimiche, rese gratuitamente se richieste da amministrazioni comunali. Interessante è stata l’illustrazione del caso di studio di Ferentino sulle attività di microbonifica.

Il Dott. Norberto Venturi, Presidente della Lega Italiana Lotta ai Tumori di Frosinone, si è soffermato sulle conseguenze per la salute nei soggetti esposti ad amianto: asbestosi, mesotelioma pleurico – peritoneale, cancro ai polmoni, neoplasie gastrointestinali e della laringe. L’asbestosi consiste in un processo degenerativo polmonare con formazione di cicatrici fibrose che provocano insufficienza respiratoria con scarse possibilità di terapia ed è diffusa tra lavoratori con esposizione medio – alta alla sostanza (tra i 10 ed i 15 anni); il mesotelioma pleurico-peritoneale è causato da esposizioni anche relativamente limitate con scarse possibilità di cura e con tempi di manifestazione piuttosto lunghi che vanno da  25 a 40 anni; il cancro ai polmoni, invece, è dovuto ad una serie di concause che si sommano all’esposizione all’amianto come il fumo di sigaretta e l’inalazione di particelle sottili (PM10 e PM2.5). Ha poi reso noto che il Ministero della Salute ha valutato in circa 1.000 i morti ogni anno per causa connesse all’esposizione all’amianto. Il dato importante è che non è stata ancora definita una soglia minima di esposizione al di sotto della quale può essere considerato basso il rischio di contrarre malattie e che l’attività di ricerca medica è concentrata sullo studio di nuovi biomarcatori in grado di segnalare in tempi molto precoci l’attivazione dei meccanismi in assenza di sintomatologie o segni clinici.

Il Capitano Marco Cavallo, comandante del Nucleo operativo dell’Arma dei Carabinieri di Roma, ha descritto l’attività della sezione specialistica da lui diretta con particolare riferimento ai reati commessi nella gestione dei rifiuti. Ha evidenziato che detenere manufatti in cemento/amianto non costituisce reato e che i problemi insorgono allorquando si decida di disfarsi degli stessi: in quel momento il prodotto diviene infatti un rifiuto e la sua rimozione e gestione va affidata a ditte specializzate iscritte in apposite sezioni dell’Albo nazionale dei gestori ambientali i cui riferimenti è possibile reperire sul sito www.albogestori.it

Infine il Dott. Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, si è soffermato sulla necessità di procedere speditamente all’approvazione della legge regionale illustrata dalla consigliera Avenali e nel contempo redigere un dettagliato e praticabile piano di realizzazione di impianti di smaltimento o di inertizzazione dei rifiuti prodotti nelle operazioni di bonifica: senza queste infrastrutture, infatti, le attività di bonifica non potranno avere quello slancio necessario per procedere alla rimozione delle enormi quantità presenti nella nostra regione e nella provincia di Frosinone. Fino ad oggi i materiali rimossi sono spesso stati spesso inviati all’estero, segnatamente in Germania ed Austria, ma la capacità di ricezione degli impianti di questi due Stati sono al limite e non sarà possibile per loro accogliere nel prossimo futuro ulteriori quantità. Ha illustrato poi le campagne di comunicazione annuale che l’associazione svolge sul tema, con la produzione di materiali informativi scaricabili dal sito www.legambiente.it

Ringraziamenti

I  soci dell’associazione Lamasena di Legambiente  ringraziano la congregazione cistercense dell’abbazia di Casamari che ha gentilmente offerto la sala conferenze per lo svolgimento dell’evento.

A fine convegno è stato offerto ai presenti un buffet aperitivo molto singolare, pensato per proporre agli ospiti e ai relatori i sapori semplici della tradizione ciociara basati sul buon vino, sul pane appena sfornato e sull’olio extra vergine.

Per realizzare tale proposta,  il circolo si è avvalso della disponibilità di aziende che hanno voluto rappresentare il loro amore per i  prodotti di altissima qualità enogastronomica. Qualità che  si manifesta con la loro costante ricerca dell’eccellenza nella produzione come nella trasformazione dei prodotti culinari.

Il ristorante “La Pineta” ha offerto pane e tartine di uova di quaglia9-PINETA provenienti dall’azienda agricola Gallolarino. Panetti di grano antico, macinato a Pietra, della qualità Senatore Cappelli e panetti di mais dai sapori unici  declinati dalla sapiente  re-interpretazione della più raffinata tradizione ciociara.

5-CIERAL’azienda cooperativa La Ciera dei Colli ha offerto l’olio extra vergine della omonima qualità olivicola con cui  è stato condito il pane che un tempo rappresentava l’usuale spuntino dei  contadini i quali arricchivano il tutto con una spolverata di zucchero per realizzare la gustosa merenda: pane zucchero ed olio.

L’azienda Res Ciociaria ha offerto i vini rossi e bianchi prodotti da 13-sponsorvitigni  autoctoni delle campagne Ripane, sapientemente ottenuti da  mescolanze di uve che conferiscono ai vini fragranze  eccellenti tutte da gustare.   A tali aziende va la più sentita gratitudine da parte di tutta l’associazione Lamasena.

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-GIUGNO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di giugno in alcuna stazione, confermando l’ottima performance del mese di maggio.

Inquinanti che continuano a destare forte preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno registrato ulteriori superamenti. Si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in maggio: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico del periodo precedente: infatti, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in maggio. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (Ceccano e Frosinone Scalo nel mese precedente avevano invece fatto rilevare una media di periodo al di sopra dei limiti di legge). Si evidenzia che in tutte le stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/maggio, con cali più sensibili ancora una volta a Ceccano e a Frosinone Scalo (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione sei mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/maggio: a Cassino si passa da una media di periodo superiore al limite massimo ad una valore inferiore ai limiti consentiti, mentre a Frosinone via Mazzini e a Fontechiari viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in tutte e tre le stazioni con variazioni più sensibili a Cassino (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti cinque mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), la concentrazione media dei cinque mesi risulta ancora superiore alla norma nella stazione di Cassino mentre a Frosinone scalo si conferma il valore pari al massimo consentito. In tutte le altre stazioni si confermano valori al di sotto del limite (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni (figura 8), con variazione maggiormente sensibile a Cassino.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 23 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 4 nel mese di giugno e nella seconda 6 superamenti, di cui 3 nel mese di giugno.

 Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nei cinque mesi gennaio/maggio (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in maggio.

Conclusioni

Le medie di periodo sono diminuite in tutte le stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo, ma in nessuna stazione la media nei sei mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile (a differenza del precedente periodo in cui risultava oltre il consentito a Ceccano e Frosinone Scalo).

Anche la concentrazione nei sei mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) non risulta superiore al consentito in alcuna stazione (nel precedente periodo il limite risultava superato a Cassino).

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo è ancora superiore al valore massimo a Cassino e al limite a Frosinone Scalo.

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

 

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-MAGGIO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di maggio in queste due stazioni, confermando l’ottima performance del mese di aprile.

Inquinanti che continuano a destare preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno registrato un solo ulteriore superamento solo nelle stazioni di Alatri, Anagni e Cassino: si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in aprile. Come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che a Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare ancora critico ma, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in aprile. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente appare al di sopra del consentito a Ceccano e a Frosinone Scalo, mentre in tutte le altre stazioni si confermano valori al di sotto del consentito.

In tutte le stazioni, inoltre, sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al quadrimestre gennaio/aprile, con cali più sensibili ancora una volta a Ceccano e a Frosinone Scalo (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione cinque mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al quadrimestre gennaio/aprile: Cassino fa ancora registrare una media di periodo superiore al limite massimo, mentre a Frosinone via Mazzini e a Fontechiari viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in tutte e tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nel precedente quadrimestre, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), la concentrazione media dei cinque mesi risulta ancora superiore alla norma nella stazione di Cassino mentre a Frosinone scalo si passa da un valore sopra norma ad uno pari al massimo consentito. In tutte le altre stazioni si confermano valori al di sotto del limite (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 19 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 3 nel mese di maggio e nella seconda 3 superamenti, di cui 2 nel mese di maggio.

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nel quadrimestre gennaio/aprile (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in aprile.

Conclusioni

Le medie di periodo sono diminuite in tutte le stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo e nelle stesse stazioni la media nei cinque mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile.

La concentrazione nei cinque mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) risulta superiore al consentito a Cassino.

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo è superiore al valore massimo a Cassino.

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL QUADRIMESTRE GENNAIO-APRILE 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di aprile in queste due stazioni.

Inquinanti che continuano a destare forte preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel quadrimestre appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno ancora una volta registrato dati preoccupanti per la nostra provincia, seppur con non trascurabili segnali di miglioramento: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che a Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale) e ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari. Nel mese appena trascorso sono stati registrati ulteriori superamenti del limite solo nelle stazioni di Alatri (1) e Cassino (1).

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10

 

Relativamente alla media mensile il quadro appare ancora critico ma, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto rilevato a marzo. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per il quadrimestre registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente appare ben al di sopra del consentito a Ceccano e a Frosinone Scalo, mentre a Cassino si passa dal valore sopra limite del trimestre gennaio/marzo al valore sotto limite attuale. Si confermano valori sotto il consentito in tutte le altre stazioni.

In tutte le stazioni, inoltre, sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al trimestre gennaio/marzo, con cali più sensibili ancora a Ceccano e a Frosinone Scalo (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione quadrimestrale PM10

pm10 concentrazione

 

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel quadrimestre appena trascorso concentrazioni allarmanti, ma comunque in miglioramento rispetto al trimestre gennaio/marzo: Frosinone via Mazzini passa da un valore al di sopra della norma del trimestre gennaio/marzo ad un valore inferiore al consentito attuale, Cassino fa ancora registrare una media di periodo superiore al limite massimo mentre Fontechiari ben al di sotto (figura 4). La media è comunque diminuita in tutte e tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

 

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nel precedente trimestre, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), la concentrazione media quadrimestrale risulta ancora superiore alla norma in 2 stazioni (Cassino e Frosinone scalo). Valore prossimo al limite, anche se inferiore, ad Alatri. Si confermano al di sotto del limite i valori registrati nelle altre stazioni (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni (figura 8) con decrementi più sensibili ad Anagni come nel precedente periodo.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 16 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 13 nel mese di aprile e nella seconda un superamento (contro gli 0 del precedente periodo).

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nel trimestre gennaio/marzo (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in marzo.

Conclusioni

Le medie di periodo sono diminuite in tutte le stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo e nelle stesse stazioni la media quadrimestrale risulta superiore al valore massimo raggiungibile.

La concentrazione quadrimestrale del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) risulta superiore al consentito a Cassino.

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo è superiore al valore massimo sempre a Cassino e a Frosinone Scalo

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nella stazione di Fontechiari ed un superamento nella stazione di Frosinone via Mazzini.

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE DI NEL TRIMESTRE GENNAIO-MARZO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano è già stato superato, dopo appena un trimestre, il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Relativamente all’ozono, da evidenziare i superamenti del valore obiettivo a lungo termine registrati nella stazione rurale di Fontechiari

Inquinanti che continuano a destare forte preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel trimestre appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno ancora una volta registrato dati preoccupanti per la nostra provincia, seppur con non trascurabili segnali di miglioramento: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che a Ceccano è già stato superato nel primo trimestre il limite annuale e la situazione appare critica anche a Frosinone Scalo, raggiungendo il limite massimo annuale. Valori decisamente allarmanti anche ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari. Nel mese appena trascorso, pertanto, sono stati registrati ulteriori superamenti del limite nelle stazioni di Ceccano (7), Frosinone Scalo (5), Alatri (2), Frosinone via Mazzini (2), Anagni (1), Cassino (1), mentre nessun superamento è stato registrato a Ferentino e a Fontechiari

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10.png

Relativamente alla media mensile il quadro appare ancora critico ma, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già rilevato a febbraio. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per il trimestre registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente appare ben al di sopra del consentito a Ceccano e a Frosinone Scalo, superiore anche a Cassino mentre per Alatri si passa dal valore sopra limite del bimestre gennaio/febbraio al valore leggermente sotto il consentito per il trimestre gennaio/marzo. Si confermano valori sotto il consentito in tutte le altre stazioni.In tutte le stazioni, inoltre, sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al bimestre gennaio/febbraio, con decrementi più sensibili a Ceccano, Frosinone Scalo e Cassino (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione trimestrale PM10

pm10 concentrazione.png

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione.png

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel trimestre appena trascorso concentrazioni allarmanti, ma comunque in miglioramento rispetto al bimestre gennaio/febbraio: in due delle tre stazioni per le quali è reso noto il dato si è ancora oltre la concentrazione fissata dalla norma mentre per la terza (Fontechiari) che in gennaio aveva fatto registrare un valore appena al di sotto del massimo consentito, al momento non è disponibile il dato aggiornato (figura 4). La media è comunque diminuita sia a Cassino che a Frosinone via Mazzini (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5.png

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione.png

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti, ancorché con la comparsa di 3 superamenti nella stazione di Anagni (figura 7), la concentrazione media trimestrale risulta ancora superiore alla norma in 3 stazioni (Cassino e Frosinone scalo), mentre ad Anagni si passa dal valore oltre il limite del bimestre gennaio/febbraio al valore leggermente sotto nel trimestre gennaio/marzo. Valore prossimo al limite, anche se inferiore, anche ad Alatri e a Ceccano. Si confermano al di sotto del limite anche i valori registrati a Frosinone via Mazzini, Fontechiari e Ferentino (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni (figura 8) con decrementi più sensibili ad Anagni.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione.png

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti.png

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione.png

Inquinanti che passano dallo status “non destano preoccupazione” allo status “destano moderata preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 3 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana.

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nel bimestre gennaio/febbraio (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in gennaio.

Conclusioni

La situazione permane su livelli preoccupanti soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni del particolato e segnatamente per i valori di picco (superamenti giornalieri) il cui numero massimo appare superato a Ceccano e raggiunto Frosinone Scalo dopo appena 3 mesi, mentre le medie del trimestre sono risultate in diminuzione per tutti gli inquinanti e per tutte le stazioni considerate. Destano inoltre preoccupazione anche i superamenti del limite “valore obiettivo a lungo termine” registrati, per quanto concerne l’ozono, nella stazione di Fontechiari.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL BIMESTRE GENNAIO-FEBBRAIO 2016

Dopo le anomali fasi meteorologiche di dicembre e gennaio, il mese appena terminato è stato caratterizzato da una maggiore dinamicità atmosferica e questo ha consentito di avere, almeno per alcuni parametri, un miglioramento della qualità dell’aria nella nostra provincia. E’ bene ricordare, infatti, che mentre le emissioni degli inquinanti monitorati sono da imputare esclusivamente ad attività umane, le concentrazioni, ovverosia l’accumulo di queste sostanze nei bassi strati, ricevono un importante contributo anche da parte del tempo meteorologico.

Inquinanti che continuano a destare forte preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel bimestre appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno ancora una volta registrato dati preoccupanti per la nostra provincia, seppur con non trascurabili segnali di lieve miglioramento: come per il precedente articolo, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha praticamente già esaurito il “bonus” annuale) mantiene ancora la prima posizione aumentando altresì il distacco da Frosinone Scalo. Si conferma inoltre la situazione critica anche a Cassino, Alatri e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile ad Anagni e Fontechiari e da tenere sotto controllo a Ferentino. Tutte le stazioni, in buona sostanza, hanno fatto registrare superamenti anche nel mese di febbraio anche se in numero decisamente minori del “disastroso” gennaio.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10.png

Relativamente alla media bimestrale il quadro appare ancora critico ma, come accennato sopra, in miglioramento rispetto al primo mese dell’anno con diminuzioni della media per tutte le stazioni analizzate. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per il bimestre registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente appare ben al di sopra del consentito a Ceccano e a Frosinone Scalo, superiore anche ad Alatri e Cassino mentre per Frosinone via Mazzini si passa dal valore sopra limite di gennaio al valore leggermente sotto il consentito per il bimestre gennaio/febbraio con analogo discorso per Ferentino che passa da un valore prossimo al consentito ad un valore bimestrale inferiore ai limiti di legge. La diminuzione della media è notevole per Ceccano (da 81 a 64) e Frosinone Scalo (da 79 a 63) come si può apprezzare in figura 3.

 Figura 2 – Concentrazione bimestrale PM10

pm10 concentrazione.png

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel bimestre appena trascorso concentrazioni allarmanti, ma comunque in miglioramento rispetto a gennaio: in due delle tre stazioni per le quali è reso noto il dato si è ancora oltre la concentrazione fissata dalla norma mentre per la terza (Fontechiari), che in gennaio aveva fatto registrare un valore appena al di sotto del massimo consentito, al momento non è disponibile il dato aggiornato. La media è comunque diminuita in modo considerevole sia a Cassino (da 54 a 41) che a Frosinone via Mazzini (da 40 a 29) come si può evincere dalla figura 5

Figura 4 – Concentrazione bimestrale PM2.5

pm2.5

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti, la concentrazione media bimestrale risulta ancora superiore alla norma in 3 stazioni (Anagni, Cassino e Frosinone scalo) ed al limite in 2 (Alatri e Ceccano). A Frosinone via Mazzini si passa invece da un valore prossimo al limite in gennaio ad una media decisamente sotto il valore massimo consentito nel bimestre appena trascorso. Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni

Figura 6 – Concentrazione  bimestrale biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Variazione concentrazione biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Figura 8 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge e con diminuzione rispetto al valore registrato nel mese di gennaio

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ozono, ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni (Fontechiari e Frosinone via Mazzini), quello per l’ossido di carbonio per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in gennaio.

Conclusioni

La situazione permane su livelli preoccupanti soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni del particolato e segnatamente per i valori di picco (superamenti giornalieri) il cui numero massimo annuale appare quasi già raggiunto dopo appena due mesi sia a Ceccano che a Frosinone Scalo, mentre le medie del bimestre sono risultate in diminuzione per tutti gli inquinanti e per tutte le stazioni considerate

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL GENNAIO 2016

Il mese appena terminato è stato caratterizzato, come il precedente dicembre, dal dominio dell’alta pressione: l’assenza delle piogge – che “puliscono” materialmente l’aria trasportando a terra gli inquinanti – e la scarsa ventosità – che rimescola gli strati di aria diminuendo la loro concentrazione – hanno mantenuto alta l’attenzione sulla qualità dell’aria in varie parti del Paese, compresa la provincia di Frosinone. E’ bene precisare, a scanso di equivoci, che la causa dell’inquinamento non è il tempo meteorologicamente stabile: la siccità ha solo messo in evidenza un problema che deriva direttamente dalle attività umane (segnatamente quelle legate ai trasporti, su gomma, delle persone e delle cose).

Inquinanti che destano forte preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno ancora una volta registrato dati preoccupanti per la nostra provincia: nel grafico 1 viene evidenziato, con il rettangolo rosso, il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che a Ceccano e a Frosinone, località Scalo, la situazione dopo appena un mese è già critica e che anche Cassino, Alatri e Frosinone via Mazzini destano preoccupazione. Situazione invece che appare accettabile ad Anagni e Fontechiari e da tenere sotto controllo a Ferentino

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10

Relativamente alla media mensile il quadro appare oltremodo più critico. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio (rettangolo rosso) il limite come media annuale (40 microgrammi per metro cubo) e la concentrazione media mensile registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente appare ben al di sopra del consentito a Ceccano e a Frosinone Scalo, superiore anche ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini ed al limite a Ferentino

Figura 2 – Concentrazione mensile PM10

 pm10 concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso concentrazioni allarmanti: in due delle tre stazioni per le quali è reso noto il dato si è oltre la concentrazione fissata dalla norma e nella terza si è registrato un valore appena al di sotto del massimo consentito. In figura 3 sono riportati i dati (rettangolo blu) ed il limite di legge come media annuale pari a 25 microgrammi per metro cubo (rettangolo rosso)

Figura 3 – Concentrazione PM2.5

 pm2.5

Inquinanti che destano moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato è ottimo relativamente al numero dei superamenti, la concentrazione media mensile è risultata superiore alla norma in 3 stazioni (Anagni, Cassino e Frosinone scalo) ed al limite in altrettante (Alatri, Ceccano e Frosinone via Mazzini). Nelle figura 4 e 5 sono riportati dati e limite di legge con i soliti criteri.

Figura 4 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 5 – Concentrazione biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Inquinanti che al momento non destano preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 6). Visto però il valore (piuttosto vicino al limite) e considerata la pericolosità di questo composto, l’attenzione deve essere mantenuta alta

Figura 6 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Ozono, ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni (Fontechiari e Frosinone via Mazzini), quello per l’ossido di carbonio per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi.

Riccardo Viselli

 

 

Inquinamento luminoso e tutela del cielo notturno

giuntaSabato 16 gennaio, presso la bellissima e gremita Sala Consiliare del comune di Boville Ernica, si è svolto un incontro, organizzato dal Circolo Legambiente Lamasena, con il patrocinio del comune di Boville Ernica e della Pro Loco ed in collaborazione con l’Osservatorio astronomico di Campo Catino, per ragionare sui temi e le criticità dell’inquinamento luminoso. In una cornice di pregio assoluto, si è distinta la partecipazione della giunta comunale del comune ernico che ha riportato la positiva esperienza svolta sul tema della riduzione dell’inquinamento luminoso e sulla conseguente riduzione dei costi di erogazione del servizio.
Il convegno, attraverso le circostanziate ed interessanti relazioni dei tecnici intervenuti – l’avv. Mario Di Sora Direttore dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino e l’ing. Giovanni Di Meo della “Sezione agenti fisici” dell’Arpa Lazio Frosinone, ha guidato l’interessatissimo ed numerosissimo pubblico nell’analisi delle cause del problema, nei problemi che reca alla salute umana, all’ambiente ed alla ricerca scientifica e nella indicazione delle possibili soluzioni.Di Sora
E’ stato infatti evidenziato che l’inquinamento luminoso non è solo un problema per la scienza astronomica: in numerose specie animali e vegetali, ed anche nell’uomo, è stato infatti riscontrata una alterazione del ritmo veglia/sonno ed addirittura un aumento sensibile di casi di tumori della mammella in lavoratrici dei turni di notte. Inoltre, studi condotti negli U.S.A., hanno dimostrato che l’eccesso di illuminazione dei grattacieli causa ogni anno la morte di oltre 100 milioni di uccelli tanto che nella municipalità di New York, nei periodi migratori, è stato imposto lo spegnimento delle luci nei piani più alti degli stessi.
Le relazioni si sono poi soffermate sulle cause dell’inquinamento luminoso: uso di corpi illuminanti disperdenti, con luce cioè indirizzata inutilmente verso il cielo, uso di corpi illuminanti in numero superiore al necessario, utilizzo di potenze decisamente superiori a quelle effettivamente necessarie, mancanza di dispositivi atti a ridurre la luce durante le ore centrali della notte, progettazione spesso assente. Come spesso accade su altri temi, è stato poi illustrato come l’Italia abbia consumi decisamente superiori alle medie europee: ogni anno il nostro Paese spende oltre 1,3 miliardi di euro nel solo comparto pubblico impiegando 104 kWh per ogni abitante, contro una media europea di 51 ed un valore della Germania pari a 42. E’ stato mostrato, ad esempio, il paradossale caso del parcheggio delle Fiere di Roma, completamente deserto nelle ore notturne, in cui l’illuminazione è 3 volte superiore a quella del centro di Berlino!
presidente relatoriNella regione Lazio il tema è stato affrontato nel 2000 con l’emanazione della legge n. 23, una buona normativa alla quale ha dato un importante contributo l’Osservatorio astronomico di Campo Catino. In questo settore la nostra regione, almeno a livello normativo, si distingue positivamente: confrontando infatti in suoi effetti con quelli della norma piemontese emerge come sia decisamente più efficace nella riduzione dell’inquinamento luminoso e nel contenimento dei costi per i comuni.
Sicuramente interessante è stata poi la trattazione e la confutazione di alcuni “luoghi comuni” sulla minore diffusione della criminalità e sulla maggiore sicurezza stradale in presenza di massiccia illuminazione: a titolo di esempio, uno studio americano del 2000 ha dimostrato una correlazione tra potenziamento dell’illuminazione ed aumento dei crimini del 21% nel noto West Garfield Park di Chicago ed in Francia, lo spegnimento per un serio guasto della illuminazione in un lungo tratto autostradale provocò una diminuzione degli incidenti del 15% (si riscontrò che l’assenza della illuminazione causò una sensibile riduzione della velocità media).Pubblico
I relatori si sono anche soffermati su alcuni aspetti che rendono questo tipo di inquinamento decisamente singolare: è infatti una forma di inquinamento reversibile e la cui riduzione comporta vantaggi indiscutibili per tutte le parti interessate. Ridurre l’inquinamento luminoso, infatti, consentirebbe di recuperare la bellezza del firmamento – tema centrale per le attività di una associazione ambientalista come Legambiente che si propone di “costruire bellezza” – comporterebbe un miglioramento in termini di salute umana e di tutela di molte specie vegetali ed animali, consentirebbe una più efficace ricerca astronomica – che nella nostra provincia è svolta egregiamente dall’Osservatorio di Campo Catino – e, non da ultimo, consentirebbe agli enti locali di risparmiare considerevolmente sulle bollette elettriche. Illuminazioni più efficienti ed installate effettivamente solo dove necessario sarebbero più economiche e consentirebbero di contribuire all’abbattimento della emissione di gas climalteranti, stante la ancora massiccia dipendenza energetica dell’Italia dalle fonti fossili.
AlbimontiToccante è stato, infine, l’intervento della professoressa Maria Adelaide Albimonti, docente di lettere, che ha ricordato la figura del grande astronomo Giuseppe Armellini, scienziato che visse per diverso tempo a Boville Ernica e nel cui cimitero è sepolto che diresse per lunghi anni l’osservatorio astronomico di Roma Monte Mario.

Riccardo Viselli

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Mario Di Sora

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Giovanni Di Meo

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Riccardo Viselli

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Maria Adelaide Albimonti