La battaglia di Bauco

Articolo di stampa –  pubblicato sul quotidiano  “L’Inchiesta” –   sul convegno tenutosi il 28 gennaio 2017 a Boville Ernica che ha rievocato “LA BATTAGLIA DI BAUCO“.20170128-battaglia-di-bauco

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL GENNAIO 2017 (CONFRONTO CON IL GENNAIO 2016)

Le particelle sottili – PM10

Come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Nel mese di gennaio 2017 le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno fatto registrare un elevato numero di superamenti nelle stazioni di:

  • Frosinone scalo = 26
  • Ceccano = 24
  • Alatri = 17
  • Cassino = 15
  • Frosinone via Mazzini = 9
  • Ferentino = 8

Il numero di superamenti è risultato basso invece nelle stazioni di:

  • Anagni = 4

Nessun superamento nella stazione di Fontechiari.

Rispetto al gennaio del 2016 risultano in peggioramento le seguenti stazioni:

  • Frosinone scalo = +4
  • Anagni = +3
  • Ferentino = +2
  • Alatri e Ceccano = +1

Risultano invece in miglioramento le stazioni di:

  • Frosinone via Mazzini = -4
  • Fontechiari e Cassino = -1

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10-superamenti

Relativamente alla media dell’intero mese come per i precedenti articoli, nel grafico 2 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite annuo ammesso (40) ed in blu i valori registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Il quadro appare critico, con valori oltre il consentito, nelle stazioni di:

  • Ceccano = 97 (+57 rispetto al consentito)
  • Frosinone scalo = 93 (+53 rispetto al consentito)
  • Cassino = 57 (+17 rispetto al consentito)
  • Alatri = 49 (+9 rispetto al consentito)
  • Frosinone via Mazzini = 43 (+3 rispetto al consentito)
  • Ferentino = 41 (+1 rispetto al consentito)

I valori sono entro i limiti consentiti nelle stazioni di:

  • Alatri = 30 (-10 rispetto al consentito)
  • Fontechiari = 19 (-21 rispetto al consentito)

Rispetto al gennaio del 2016 risultano in peggioramento le seguenti stazioni:

  • Ceccano = +16
  • Frosinone scalo = +14
  • Anagni e Ferentino = +1

Risultano invece in miglioramento le stazioni di:

  • Fontechiari = -7
  • Frosinone via Mazzini = -4
  • Cassino = -2

Situazione stazionaria ad Alatri.

Figura 2 – Concentrazione mensile PM10

pm10-concentrazione

 Le particelle sottilissime – PM2.5

Relativamente alla media dell’intero mese come per i precedenti articoli, nel grafico 3 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite annuo ammesso (25) ed in blu i valori registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Il quadro appare critico, con valori oltre il consentito, nelle stazioni di:

  • Cassino = 49 (+24 rispetto al consentito)
  • Frosinone via Mazzini = 35 (+10 rispetto al consentito)

I valori sono entro i limiti consentiti nella stazione di:

  • Fontechiari = 18 (-7 rispetto al consentito)

Rispetto al gennaio del 2016 risultano in miglioramento tutte le stazioni:

  • Fontechiari = -6
  • Cassino e Frosinone via Mazzini = -5

Figura 3 – Concentrazione PM2.5

pm2-5

Biossido di azoto

Come per i precedenti articoli, nel grafico 4 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (18) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Nel mese di gennaio 2017 le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno fatto registrare superamenti in nessuna stazione, situazione identica a quella del gennaio 2016.

Figura 4 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto-superamenti

Relativamente alla media dell’intero mese come per i precedenti articoli, nel grafico 5 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite annuo ammesso (40) ed in blu i valori registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Il quadro appare critico, con valori oltre il consentito, nelle stazioni di:

  • Cassino = 52 (+12 rispetto al consentito)
  • Frosinone scalo = 48 (+8 rispetto al consentito)
  • Alatri = 47 (+7 rispetto al consentito)

I valori sono entro i limiti consentiti nelle stazioni di:

  • Ceccano = 39 (-1 rispetto al consentito)
  • Frosinone via Mazzini = 36 (-4 rispetto al consentito)
  • Anagni = 35 (-5 rispetto al consentito)
  • Ferentino = 28 (-12 rispetto al consentito)
  • Fontechiari = 9 (-31 rispetto al consentito)

Rispetto al gennaio del 2016 risultano in peggioramento le seguenti stazioni:

  • Alatri = +7
  • Ferentino = +1

Risultano invece in miglioramento le stazioni di:

  • Anagni = -13 (nel gennaio 2016 era oltre la norma, ora entro i limiti consentiti)
  • Frosinone scalo = -4
  • Cassino e Ceccano = -1

Situazione stazionaria ad Fontechiari e Frosinone via Mazzini.

Figura 5 – Concentrazioni mensili biossido di azoto

biossidoazoto-concentrazione

Benzene

Relativamente alla media dell’intero mese come per i precedenti articoli, nel grafico 5 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite annuo ammesso (5) ed in blu i valori registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo e la concentrazione media mensile è risultata oltre i limiti di legge (figura 6)

Figura 6 – Concentrazione benzene

benzene-concentrazione

Rispetto al gennaio 2016 la situazione è peggiorata (+2,3) passando da un valore entro i limiti ad uno oltre il consentito.

Ossido di carbonio, biossido di zolfo, ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni (Fontechiari e Frosinone via Mazzini), quello per l’ossido di carbonio per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi, analogamente a quanto rilevato nel gennaio del 2016.

Riccardo Viselli

Un fanciullino a Prato di Campoli

Fiori di ricordi profumano la mente di un fanciullino, avvolta da valli sconosciute e alberi smarriti, nel silenzio che si annida sui solitari pendii dei monti, addossati da nuvole custodite nel tempo, raccolto a Prato di Campoli.
La cornice di una foto scrive quello che gli anni delle persone hanno dimenticato, dimorandola tra i sorrisi e gli abbracci vissuti del proprio giardino. Colori e sapori hanno calpestato la terra di un pezzo di mondo, attanagliato a cavallo tra il sempreverde e le ferite autunnali. Ma i passi degli uomini, dipinti nello spazio di una valle, hanno fatto sicché le compagnie di voci e musiche adornassero un letto consumato e senza spine. Non esiste testimonianza più forte e reale di un pastore che porta il suo gregge a curare le ferite inferte, tra l’erba cresciuta a mezzodì; poiché le attenzioni sorte dalle crepe della vita, compensano una parte di anima privata della sua naturale ricchezza.
Famiglie di alberi colorano generazioni di uomini e donne vaganti, riportando alla luce cuori immobili da un rosso amalgamato alla vita e un verde suggellato dalla propria speranza, di poter nuovamente abbracciare quei monti, nelle parole di un figlio dette ad un sorriso di un padre: di restare lì tra quelle valli per sempre, mantenendo un fanciullino che cancellerà il tempo che dimora Prato di Campoli.

Alessio Silo1585089_m

Qualità dell’aria in provincia di Frosinone nel 2016

Le particelle sottili – PM10

Nel mese di dicembre le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno fatto registrare un elevato numero di superamenti nelle stazioni di Frosinone Scalo e Ceccano (29), Cassino (25), Alatri (20), Ferentino (16), Frosinone via Mazzini (15) ed Anagni (5). Nessun ulteriore superamento è invece stato registrato nella stazione di Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia.

Le stazioni di Ceccano, Frosinone Scalo, Cassino, Alatri e Frosinone via Mazzini, pertanto, hanno fatto registrare nel 2016 un numero di superamenti delle medie giornaliere superiore al limite imposto dalla normativa (35 superamenti massimi annuali). Situazione che appare accettabile soltanto a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Viene confermato quindi il peggioramento registrato in novembre, dopo la lunga striscia positiva rilevata dal mese di aprile a quello di ottobre: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10-superamenti

Relativamente alla media annuale il quadro appare meno critico, ma anche per questo parametro si conferma il peggioramento rilevato in novembre. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media annuale registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu).

Il limite nel 2016 è stato quindi superato nelle stazioni di Ceccano e Frosinone scalo e si evidenzia che in tutte le stazioni sono stati rilevati aumenti delle medie rispetto al periodo gennaio/novembre: Ceccano e Frosinone scalo (+7), Cassino (+5), Alatri (+3), Ferentino e Frosinone via Mazzini (+2), Anagni e Fontechiari (+1) (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione gennaio – 25 dicembre PM10

pm10-concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

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Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese di dicembre un nuovo aumento delle concentrazioni medie in tutte e tre le stazioni considerate rispetto al periodo gennaio/novembre con la conseguenza che la stazione di Cassino fa rilevare nel 2016 un valore superiore alla soglia massima consentita (figura 4). La media rimane su valori molto bassi a Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2-5-concentrazione

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2-5-variazione-concentrazione

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti undici mesi, abbondantemente al di sotto del limite annuale, figura 7), e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media annuale che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6), tranne che a Frosinone Scalo dove viene registrato un valore pari al massimo consentito.

Per questo inquinante sono stati registrati aumenti delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni ad eccezione di Fontechiari, con aumenti maggiori a Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini (+2) (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto-concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto-superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

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Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo e la concentrazione media annuale è risultata entro i limiti di legge (figura 9), anche se in aumento rispetto al periodo gennaio – novembre (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene-concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

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Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato di dicembre non è noto per cui si rinvia a quanto riportato nel precedente articolo.

Ozono

Non sono noti i dati del mese di dicembre pertanto si rinvia a quanto riportato nel precedente articolo.

Conclusioni

PM10: registrati numerosi superamenti in tutte le stazioni, ad eccezione di Fontechiari. Nel 2016 le stazioni di Ceccano, Frosinone Scalo, Cassino, Alatri e Frosinone via Mazzini hanno fatto registrare un numero di superamenti delle medie giornaliere superiori al limite normativo. La media annuale è risultata superiore al consentito nelle stazioni di Ceccano e Frosinone scalo

PM2,5: la stazione di Cassino ha fatto registrare una media annuale superiore al consentito

Biossido di azoto: i dati sono ottimi relativamente al numero dei superamenti (con nessun valore oltre il limite di legge) e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media annuale (inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni ad eccezione di Frosinone scalo che fa rilevare un valore pari al limite di legge).

Benzene: concentrazione media annua entro i limiti di legge.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

Rifiuti urbani: in Ciociaria non servono nuovi impianti

Lo scorso 20 dicembre ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente, ha presentato il nuovo rapporto sui rifiuti urbani in Italia, con dati aggiornati all’anno 2015.

In questo articolo analizzeremo la situazione della nostra provincia e faremo alcune valutazioni e confronti con le medie regionali e nazionali.

Innanzitutto, evidenziamo che dal 2011 la produzione di rifiuti urbani nella regione è diminuita dell’8%, un valore decisamente alto e che rispetto al 2014 la diminuzione è stata pari quasi al 2%: emerge quindi il fatto che i rifiuti sono in diminuzione!

Un altro dato di rilievo è, al contrario, quello dei quantitativi raccolti in modo differenziato: dal 2011 l’aumento è stato notevole e pari a circa il 70%. Rispetto al 2014, l’aumento è stato pari a circa il 12%. Emerge chiaramente, quindi, come sia in aumento la quota dei rifiuti differenziati!

Un primo dato di interesse è quindi che i rifiuti nel complesso diminuiscono ed aumentano quelli differenziati: una prima conclusione, peraltro verosimile, è che c’è sempre meno bisogno e ce ne sarà sempre meno di impianti di smaltimento quali le discariche, inutili e dannose. E questo ci rincuora!

Il quantitativo procapite di rifiuti della provincia di Frosinone è nettamente il più basso di tutta la regione (357 kg/abitante*anno) mentre il record spetta alla provincia di Roma con 544,3 kg/abitante*anno. La media regionale di 513,4 kg/abitante*anno.

Da questo secondo dato emerge che la provincia di Roma, potenzialmente, è quella che può innescare i maggiori problemi rispetto soprattutto alla nostra provincia anche in considerazione della sotto dotazione impiantistica della prima provincia rispetto a quella di Frosinone che, come vedremo, può agevolmente chiudere il ciclo senza esportare i rifiuti in altre zone d’Italia o d’Europa!

Le percentuali di raccolta differenziata delle 5 province del Lazio sono tutto sommato confrontabili: il massimo è stato registrato a Viterbo (44%) ed il minimo di Rieti (26%). Frosinone si attesta sul 34% con un valore confrontabile con la media regionale (37%).

Da questo dato quindi emerge come tutte le province del Lazio siano piuttosto in ritardo rispetto agli obiettivi normativi (65% che doveva essere conseguito nel 2012) ma con livelli tra di loro confrontabili.

Più nel dettaglio, emerge che nella nostra provincia i rifiuti raccolti in modo differenziato siano aumentati del 143%, mentre nella provincia di Roma l’aumento seppur consistente è stato inferiore (circa 67%). Da questo dato emerge quindi un maggior sforzo della nostra provincia rispetto a quello messo in campo nella provincia di Roma.

Da questi primi dati quindi possiamo trarre delle conclusioni:

  • I rifiuti diminuiscono e le raccolte differenziate aumentano pertanto saranno sempre meno necessari gli inutili impianti di smaltimento quali le discariche
  • La provincia di Frosinone è quella che produce meno rifiuti a livello procapite
  • Lo sforzo per aumentare la raccolta differenziata della nostra provincia in questi anni è stato notevole e superiore a quello della provincia di Roma

E passiamo ora alla dotazione impiantistica.

Dai dati del rapporto rifiuti emerge che nella provincia di Frosinone abbiamo i seguenti impianti:

  • Una linea per il trattamento dei rifiuti organici a Colfelice con una quantità autorizzata pari a 35.000 t, che obiettivamente appare troppo modesta. Ipotizzando un grande sviluppo delle raccolte differenziate fino ai livelli previsti dalla normativa e considerando altresì la grande presenza di rifiuti organici necessiterebbe un impianto in grado di trattare circa 60.000 tonnellate di organico l’anno. Quindi emerge che effettivamente la nostra provincia avrebbe bisogno di raddoppiare la capacità di trattamento della frazione organica, nell’ottica della tanto citata economia circolare
  • Un impianto di TMB, trattamento meccanico biologico, sempre a Colfelice con una quantità autorizzata pari a circa 330.000 t. Questo impianto, che nel 2015 ha ricevuto circa 220.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, in futuro sarà sempre meno utilizzato, stante lo sviluppo delle raccolte differenziate e quindi emerge che la nostra provincia non necessita di altri impianti di questo tipo
  • Un impianto di incenerimento con recupero di energia a San Vittore del Lazio che nel 2015 ha trattato circa 240.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento di rifiuti urbani. Anche per questa tipologia di impianti, per quanto detto sopra, la nostra provincia è, come suol dirsi, a posto
  • Una discarica a Roccasecca che nel 2015 ha ricevuto circa 200.000 tonnellate di rifiuti provenienti dal trattamento di rifiuti urbani. Alla fine del 2015 la capacità residua di questa discarica era pari a circa 460.000 metri cubi: vista la diminuzione dei rifiuti, visto l’aumento delle raccolte differenziate, vista la presenza di un impianto TMB a Colfelice e vista la presenza di un inceneritore a San Vittore è plausibile ritenere che, una volta esaurita, non sia assolutamente necessario né utile realizzare altre discariche nel nostro territorio.

Da questa seconda parte dell’articolo emerge quindi che:

  • La nostra provincia avrebbe bisogno di aumentare solo la capacità impiantistica per l’organico, producendo o compost o ancora meglio biometano
  • La nostra provincia non ha bisogno di altri impianti di TMB
  • La nostra provincia non ha bisogno di altri impianti di incenerimento
  • La nostra provincia non ha assolutamente bisogno di un’altra discarica.

Ed ora, cortesemente, tutti a fare, e bene, la raccolta differenziata!

Riccardo Viselli

 

 

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-NOVEMBRE 2016

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno fatto registrare un elevato numero di superamenti nelle stazioni di Frosinone Scalo (19), Ceccano (18), Cassino (9), Alatri e Frosinone via Mazzini (3), Anagni e Ferentino (2). Nessun ulteriore superamento è invece stato registrato nella stazione di Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia. Le stazioni di Ceccano e Frosinone Scalo, pertanto, sono abbondantemente oltre il limite imposto dalla normativa (35 superamenti massimi annuali) e Cassino ed Alatri vi sono piuttosto vicine. Situazione che appare accettabile a Ferentino, Fontechiari ed Anagni e da monitorare attentamente a Frosinone via Mazzini.

Si interrompe pertanto la lunga striscia positiva registrata dal mese di aprile a quello di ottobre: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha superato il limite massimo annuale, anche se continua ancora a mantenersi ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10-superamenti

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico ma anche per questo parametro di registra l’interruzione della lunga serie positiva rilevata da aprile. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per gli undici mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in ottobre). Si evidenzia che in 6 delle 8 stazioni sono state registrati aumenti delle medie rispetto al periodo gennaio/ottobre: Ceccano e Frosinone scalo (+3), Alatri, Ferentino, Cassino e Frosinone via Mazzini (+1). Stabilità invece ad Anagni e Fontechiari (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione undici mesi PM10

pm10-concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10-variazione-concentrazione

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 47 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, ma nessuno nel mese di novembre (analogamente ad ottobre) e nella seconda 20 superamenti, ma nessuno nel mese di novembre (analogamente al mese di ottobre). Nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso non è stato registrato alcun ulteriore superamento, analogamente ad ottobre, della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili (i superamenti annuali finora pertanto sono in numero di 2).

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso un nuovo aumento delle concentrazioni medie in due delle tre stazioni considerate rispetto al periodo gennaio/ottobre. In tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4), anche se molto vicina al consentito a Cassino. La media è rimasta invariata a e su valori molto bassi a Fontechiari, centro lontano dai grandi assi viari che attraversano la provincia (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2-5-concentrazione

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2-5-variazione-concentrazione

 

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti nove mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media degli undici mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6), anche se piuttosto vicina al massimo a Frosinone Scalo, Cassino ed Alatri

Per questo inquinante sono state registrate stabilità delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni ad eccezione di Frosinone via Mazzini (+1) (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto-concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto-superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto-variazione-concentrazione

 

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è abbondantemente entro i limiti di legge (figura 9), anche se il leggerissimo aumento registrato in ottobre viene confermato anche in novembre (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene-concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

 benzene-variazione-concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in settembre.

Conclusioni

PM10: registrati numerosi superamenti nella stazioni di Frosinone Scalo e Ceccano (che sono oltre il limite massimo annuale) e nella stazione di Cassino (che però rimane ancora all’interno della quota annuale permessa). Sia Frosinone che Ceccano si mantengono comunque ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015. La media di periodo è inferiore al valore massimo in tutte le stazioni

Ozono: non sono stati registrati ulteriori superamenti nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini dopo le crisi dei mesi precedenti.

PM2,5: in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima; la media è però aumentata a Cassino e Frosinone via Mazzini

Biossido di azoto: il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti e sufficiente per quanto concerne la concentrazione media degli undici mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni, ma con Frosinone scalo, Cassino ed Alatri molto vicini al massimo di legge.

Benzene: concentrazione abbondantemente entro i limiti di legge.

Ossido di carbonio, biossido di zolfo: in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi.

Riccardo Viselli

RITORNO ALLA TERRA – ORTI DIDATTICI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA – I BIMBI HANNO MESSO A DIMORA LE PIANTINE

Nei giorni scorsi i bambini delle scuole dell’infanzia di Ceprano frequentanti i plessi “Fornaci”, “Fraschetti” e “Colletassetano”, con la sapiente direzione delle insegnanti, hanno messo a dimora i primi ortaggi, quelli invernali, nei loro orti preparati nel mese di novembre dai volontari di Legambiente Lamasena.

Con i fondamentali “p’zzuch”, realizzati a mano, i bimbi hanno posizionato nei solchi degli orti circa 40 piantine di aglio, cipolla, lattuga invernale e cicoria ed hanno provveduto alla iniziale operazione di irrigazione.

Nei prossimi giorni i volontari Legambiente effettueranno dei sopralluoghi nei plessi per verificare che tutto proceda bene.

E’ partita così la fase fondamentale di questo progetto educativo in cui i bambini, in così tenera età, impareranno facendo, sperimentando e divertendosi vedendo crescere, sotto le loro amorevoli cure, gli ortaggi.

Riccardo Viselli

Uno degli orti con le piantine

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L’albero della radunanza

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In tanti sono accorsi sotto l’Albero della radunanza, guidati da un istinto naturale, innato, generato dal ricordo primordiale del legame indissolubile con la natura, ambiente in cui abbiamo trovato rifugio e risorse per il nostro sostentamento fin dall’inizio della nostra storia evolutiva.  Il prescelto è stato un faggio solitario membro di una rara ed estesa faggeta, ai confini del pianoro di Prato di Campoli, abbracciato dalle sormontanti cime dei Monti Ernici. L’Albero è rappresentativo di tutta la comunità a cui appartiene, esso infatti è simbolo di forza, energia, vitalità, appartenenza.

Chiunque lo osserva lo fa proprio, con le sue possenti radici consolida il terreno franoso e sugge da esso ogni sostanza utile, che insieme alla luce solare assorbita, trasforma in linfa vitale senza nulla discriminare, senza chiedere troppo, senza pretendere, egli si nutre di ciò che la natura offre. Con il suo alto e multiplo fusto effonde un senso di stabilità e sicurezza, motivo per cui abbiamo usufruito di questi luoghi come riparo per lungo tempo. Con la sua folta chioma nelle stagioni prosperose divulga vitalità, abbondanza ed rinascita. È in grado di comunicare con noi i suoi stati d’animo, riflesso dei nostri  e di suscitare in noi emozioni uniche che richiamano alla pace interiore, al ritrovamento del nostro essere, alla definizione di prospettive inattese, al miglioramento del rapporto con gli altri. In ambienti come questo a cui appartiene il nostro Albero, siamo indirizzati verso il silenzio e la riflessione, stimolati da una serie di impulsi quali il fruscio delle foglie mosse dal vento o dagli animali che in modo felpato si muovono tra esse, lo scricchiolìo dei rami al vento che dolcemente si insinua lungo le loro sagome, oppure ancora l’ascolto dei canti melodici degli uccelli, che ci meravigliano e che irrompono il nostro senso di solitudine permettondoci di integrarci nel loro mondo come se fossimo parte di essi, membri della comunità naturale, forse anche perché come diceva Charles Darwin in “L’origine delle specie”, «i suoni emessi dagli uccelli offrono, per parecchi aspetti, l’analogia più vicina al linguaggio, perché tutti gli individui della stessa specie emettono grida istintive che esprimono le loro emozioni; e tutte le specie cantano esercitando la loro facoltà istintivamente» .

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In natura il senso di solitudine si contrappone al senso di sentirsi parte di un gruppo, di un progetto naturale in cui ognuno ha il suo compito e ognuno è autosufficiente, e questo ci conforta e ci fa sentire al sicuro “anche se soli”, in quanto nulla potrebbe danneggiarci semplicemente perché contempliamo che anche noi siamo parte integrante di questo ambiente.

 

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La piacevole passeggiata è stata condotta sotto la guida di Silvano Veronesi e Alessio Silo, pionieri nella ricerca del prescelto Albero, beneaugurata in partenza da Cristina Verro e la sua famiglia, e conclusa sotto la chioma autunnale dell’Albero della radunanza, che nonostante spoglia, ha diffuso in noi, quella forza che solo la natura è in grado di emanare; dormiente nelle sue attività ha affievolito i nostri animi, con la sua semplicità siamo stati accolti in modo ospitale, ha conquistato il nostro palato facendoci apprezzare sapori ormai dimenticati come quello dei suoi frutti, le faggiole, di cui ci siamo deliziati. In una stagione come quella dell’autunno, in cui tutto è mutevole, i colori delle foglie imbruniscono e diventano ambrati e le temperature calano, anche la solitudine può integrarsi e diventare collettività. È la stagione più sfavorevole per il nostro Albero, eppure esso è stato in grado di donarci calore, emozioni, riflessioni, senso di appartenenza e armonia sia individuale che collettiva, forse perché anch’esso non si sente solo intorno a lui ci sono migliaia di suoi simili.

Nessuna delle invenzioni umane può competere con un albero o farfalla o fiore image1creati dalla natura, eppure in natura ci sono delle leggi che tutti tendono a rispettare, altrimenti il prezzo da pagare potrebbe rivelarsi troppo alto,  regole che nella società umana non sempre vengono rispettate, esempio preso in considerazione dalle nostre riflessioni. Prezioso è stato il contributo del naturalista Bruno Petriglia, il quale ha saputo delucidare le origini del Regno vegetale, a partire dall’evoluzione dei muschi privi di radici e fusti in felci, Gimnosperme o conifere e infine le più diffuse Angiosperme, o piante a fiore, a più alto potere di diffusione. Un contributo addizionale è stato fornito dalla biologa Sara Leo, per quanto riguarda le simbiosi e i meccanismi di assorbimento e diffusione delle sostanze organiche nutrienti e di protezione dal freddo delle piante e il  concetto di riciclo, e che ha creato, a nome di tutto il Circolo Lamasena, un piccolo dono per l’Albero della radunanza, come simbolo del legame instaurato con lui.

Quale luogo potrebbe rivelarsi migliore di questo, per radunare i singoli individui in eventi culturali comunitari, incentrati sul dialogo interpersonale e quindi non finalizzati più in generale all’interazione univoca tra soggetto relatore e pubblico, su temi riguardanti la filosofia, la letteratura, le scienze naturali e tutto quello che può essere posto all’attenzione della comunità purché di interesse, come oggetto di discussione e di scambio reciproco di informazioni, pareri e riflessioni, proprio come due organismi in simbiosi si comportano in natura.

Un ringraziamento speciale a tutti i partecipanti: Silvano, Bruno, Cristina, Alessio, Daniele, Martina, Maurizio, Nunzia, Marta, Antonio, Pietro e Michelle.

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Sara Leo

Orti nelle scuole dell’infanzia a Ceprano: terminata la fase 1

Si è conclusa la prima fase del progetto “Orti nelle scuole dell’infanzia” nei tre plessi dell’Istituto Comprensivo di Ceprano.

Sono stati realizzati i recinti in paletti di castagno abbelliti con cordoncini di colore diverso a seconda della specie vegetale alla quale è stato dedicato ciascun orto e sono state apposte le tabelle informative.

Le operazioni di vangatura, riportando simbolicamente in vigore una antica tradizione che vedeva gli abitanti dei comuni vicini venire a Ceprano per aiutare gli agricoltori locali in questa dura attività preliminare, sono state svolte con il fondamentale aiuto degli esperti Silvano Veronesi (di Monte San Giovanni Campano, vice presidente del Circolo), Vincenzo Silo (di Monte San Giovanni Campano) e Pietro Sordilli (di Boville Ernica) che hanno operato nei plessi “Fornaci” e “Fraschetti” nella giornata di sabato 5 novembre e Daniele Di Folco (di Ceprano) e Giovanni Manna (di Pico) che hanno predisposto l’orto nel plesso “Colletassetano” nella giornata di sabato 12 novembre.

Ora verrà dato avvio alla fase 2 in cui i bambini diventeranno, sotto la guida delle insegnanti, i protagonisti del progetto. Verranno fornite ad ogni plesso 28 piantine invernali che non temono il gelo (7 per ognuno dei solchi realizzati in ogni orto): aglio, cipolla, lattuga invernale e cicoria. Verranno inoltre forniti i fondamentali p’zzuch’ ed alcuni innaffiatoi che potranno essere agevolmente utilizzati dai bambini per curare il loro orto.

I bambini provvederanno a mettere a dimora le piante e ad effettuare le prime operazioni di innaffiatura e successivamente di reinterro.

Un grazie quindi all’Istituto comprensivo di Ceprano che ha creduto ancora una volta in questo fondamentale progetto educativo, alle insegnanti, ai vangatori e soprattutto ai bambini che, siamo certi, impareranno facendo, sperimentando e divertendosi.

Riccardo Viselli

Orto rosso pomodoro “Fornaci”, giallo peperone “Fraschetti”, verde zucchino “Colletassetano”

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Vincenzo Silo, Pietro Sordilli, Silvano Veronesi, Daniele Di Folco, Nunzio Colella

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I solchi e l’uso degl’ p’zzuch’

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Il messaggio lasciato ai bambini

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QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-OTTOBRE 2016

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 47 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, ma nessuno nel mese di ottobre (in settembre erano stati registrati 3 superamenti ed in settembre 26) e nella seconda 20 superamenti, ma nessuno nel mese di ottobre (nel mese di settembre ne erano stati registrati 3 ed in agosto 4). Nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso non è stato registrato alcun ulteriore superamento (dopo quello di agosto) della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili (i superamenti annuali finora pertanto sono in numero di 2).

Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno registrato ulteriori 2 superamenti nella stazione di Frosinone Scalo (che quindi supera il limite massimo annuale) e nella stazione di Alatri (che però rimane ancora all’interno della quota annuale permessa) ed un ulteriore superamento nella stazione di Ceccano (che già in marzo aveva sforato il limite massimo annuale). Si conferma in buona sostanza il segnale di miglioramento registrato in settembre, ma con situazione da monitorare visto la comparsa di nuovi superamenti dopo un consistente periodo di tempo: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha superato il limite massimo annuale, ma mantenendosi ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. In queste ultime due stazioni, è bene evidenziare, non sono più stati registrati superamenti dal mese di aprile.

Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

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Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico e, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in settembre. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in agosto). Si evidenzia che in 2 delle 8 stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/settembre (Alatri e Frosinone via Mazzini) e nelle altre 6 stabilità (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione dieci mesi PM10

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Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

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Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/settembre ed in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita a Cassino (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

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Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

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Inquinanti che, dall’inizio dell’anno, passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti nove mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), sia per quanto concerne la concentrazione media dei dieci mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni (figura 6).

Per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo a Ceccano e Frosinone Scalo, aumenti leggeri ad Alatri e Frosinone via Mazzini e stabilità in tutte le altre (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

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Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

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Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

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Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

 Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è abbondantemente entro i limiti di legge (figura 9), anche se con leggerissimo aumento rispetto al valore registrato nei nove mesi gennaio/settembre (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

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Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

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Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in settembre.

Conclusioni

Ozono: non sono stati registrati ulteriori superamenti nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini dopo le crisi dei mesi precedenti.

PM10: registrati ulteriori 2 superamenti nella stazione di Frosinone Scalo (che quindi supera il limite massimo annuale) e nella stazione di Alatri (che però rimane ancora all’interno della quota annuale permessa) ed un ulteriore superamento nella stazione di Ceccano (che già in marzo aveva sforato il limite massimo annuale). Sia Frosinone che Ceccano si mantengono comunque ben al di sotto della situazione gravissima registrata nel 2015). A Cassino e Frosinone via Mazzini non sono più stati registrati superamenti dal mese di aprile.

PM2,5: in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima; la media è inoltre diminuita a Cassino.

Biossido di azoto: il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti sia per quanto concerne la concentrazione media dei dieci mesi che si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le stazioni.

Benzene: concentrazione abbondantemente entro i limiti di legge

Ossido di carbonio, biossido di zolfo: in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi.

Riccardo Viselli