Archivio dell'autore: Remo Cinelli

Alla Riscoperta del Cibo

Ugo Iannazzi e Sara LeoDomenica, 25 ottobre, all’interno della prima festa della consulta delle associazioni di Veroli, il circolo Legambiente Lamasena ha organizzato il convegno “Alla riscoperta del cibo” .  Attraverso il convegno l’associazione ha voluto affrontare i molti temi che sono alla base dei paradossi che girano intorno all’alimentazione umana cercando di far emergere anche le energie positive di uomini e istituzioni che tentano di lavorare per salvaguardare le specie vegetali autoctone ciociare.

La Biologa Sara Leo ha parlato dei rischi legati alla perdita di biodiversità riportando dati e contesti che descrivono il profondo pericolo che l’umanità sta correndo per la perdita di migliaia di specie vegetali ed animali. Alcuni di questi dati sono dirompenti come quelli che raccontano che il 75% del fabbisogno alimentare umano è assicurato da sole 7 specie vegetali, notizia che si unisce all’evidenza che la metà di tutte le specie esistenti potrebbe estinguersi durante questo secolo. L’intervento della dott.ssa Leo è stato orientato anche a fornire  le nozioni scientifiche che sono alla base della domesticazione delle specie vegetali che hanno portato al paradosso che molti semi utilizzati in agricoltura sono ormai ibridi (sterili o F1) e sintetizzati nei laboratori di potenti industrie chimiche sementiere che hanno totalmente mercificato il cibo facendolo diventare un mero titolo finanziario.

La nutrizionista Ilaria Parravano ha aperto il suo intervento con la citazione di Ludwig Feuerbach “Siamo ciò che mangiamo” per introdurre gli aspetti quantitativi e qualitativi sulla dieta mediterranea che, tuttavia, ha perso molto delle sue suggestioni per i cambiamenti introdotti dalla globalizzazione. In primis, gli alimenti che mangiamo non provengono più dal territorio di appartenenza. Per caratterizzare tale aspetto, oggi si dice che gli alimenti incorporano migliaia di chilometri prima che essi giungano sulla nostra tavola. A ciò si aggiunge il fatto che le nuove specie di frumento hanno abbassato la qualità di vitamine, fibre ed antiossidanti rispetto alle specie coltivate in passato. Pertanto, il consiglio della dott.ssa Parravano è stato quello che i consumatori devono assumere maggiore consapevolezza per effettuare scelte alimentari in grado di rispettare pienamente il principio suggerito dalla piramide alimentare dei cibi assunti, fornendo riferimenti puntuali per orientarli verso una alimentazione più sana.

L’architetto Ugo Iannazzi, in veste di attento antropologo delle tradizioni culturali ciociare, ha riportato aneddoti e racconti della civiltà contadina che ruotava intorno alla semina e raccolta del grano. Tutte le attività connesse alla cura del grano erano, in quelle civiltà, uno straordinario aggregante culturale in cui le generazioni più anziane trasmettevano, naturalmente, conoscenze e saperi a quelle più giovani. Inoltre attraverso il rito della falciatura si rinsaldavano i rapporti sociali di vicinanza e di reciproco aiuto.

Accanto alla storia e alla cultura  legata al cibo, ci sono stati gli autorevoli interventi del prof. agronomo Lorenzo Rea, del sociologo Arduino Fratarcangeli e dell’agronomo Roberto Rea che hanno riportato esempi concreti su cosa stanno facendo piccole comunità ed enti regionali  per riportare il cibo all’interno di una dimensione etica, di sostenibilità ambientale e della conservazione di specie arboree, erbacee ed animali.

Il prof. Rea ha riportato l’esempio che si sta sviluppando all’interno dell’azienda agricola dell’Istituto Agrario di Frosinone in cui si sperimenta la coltivazione di antiche specie autoctone di uve e mele. Tale sperimentazione è, essenzialmente un impegno etico, che il prof. Rea ha reso con le sue suggestive parole: “Salvare il patrimonio genetico naturale e agrario quale impegno morale verso le future generazioni”.

Il dott. Arduino Fratarcangeli, in rappresentanza della cooperativa Res Ciociaria, ha permesso di far conoscere al pubblico presente un esempio di Agricoltura Eroica che ha riportato a produzione campi abbandonati e che ha rimesso in azione mezzi agricoli impolverati e dimenticati all’interno di vecchi capanni agricoli. Tutto ciò è stato ottenuto attraverso una straordinaria riappropriazione di fiducia tra i piccoli proprietari terrieri che hanno collettivizzato macchine e campi. Attraverso quest’esperimento di agricoltura eroica, oggi si producono e si commercializzano paste create con antichi grani che vengono macinati nell’antico mulino del 700 di Maria Donata Caldaroni, in territorio di Monte San G. C.

In conclusione, l’intervento del dott. Roberto Rea dell’ente regionale ARSIAL ha dato riferimenti sull’importante azione dell’ente per la catalogazione delle specie botaniche all’interno del Registro Volontario Regionale, ossia il repertorio in cui vengono iscritte gratuitamente le risorse genetiche sottoposte a tutela.

I dovuti ringraziamenti vanno alla cooperativa L’Airone che ha realizzato il video trasmesso durante l’intera giornata di domenica che ha raccontato, attraverso le parole di Francesca Zeppieri e le scene di Antonio Grella, la gastronomia contadina e le tradizioni ciociare. Si ringraziano: l’associazione La Vetta per l’allestimento – della galleria La Catena – con utensili e foto, Marcello Ceci che ha messo a disposizione le sue macchine in miniatura (trebbia e sgranatrice), Ercole Coccia di Civita per l’esposizione di sementi e l’amministrazione comunale di Veroli per il costante supporto e disponibilità che ha fornito per la realizzazione e l’ambientazione dell’evento. Un plauso va agli studenti del Liceo Sulpicio di Veroli che hanno raccolto l’invito a partecipare alla sessione formativa offerta dai relatori.

Remo Cinelli

 

Passeggiata ecologica alla Sagra dell’Uva

20150920 01404/10/2015.  Nella giornata in cui si festeggia San Francesco, patrono  degli ecologisti, il circolo Lamasena ha aderito alla giornata ecologica organizzata dal comitato dei festeggiamenti della 34’ Sagra dell’Uva che si è svolta a Panicelli , contrada a cavallo tra Boville Ernica e Monte san G. C.

L’evento ha visto la partecipazione di tanti bambini  e ragazzi  che hanno aderito con entusiasmo alla inusuale giornata di pulizia e passeggiate  attraverso le vie della loro contrada.

I  volontari si sono occupati della pulizia delle banchine di due principali strade che fiancheggiano siti storici di millenaria importanza.  Un gruppo di volontari si si è diretto verso Boville Ernica, tra Vettuno e Panicelli, camminando sulla via a mezza costa del Monte di Fico alla cui sommità ci sono i resti delle mura pelasgiche dell’età pre – romana.   Più in basso, invece, gli stessi volontari hanno attraversato la località Sasso in cui , nel 1947, fu ritrovato l’antico sarcofago paleocristiano – databile alla metà del sec. IV d.C.,  oggi conservato nella chiesa di San Pietro Ispano di Boville E.

Un altro gruppo di volontari si è, invece, diretto verso Monte S. G. C. per occuparsi della pulizia della strada che conduce verso La Lucca, passando di fianco alle suggestive Grotte Lorenzo, antri usati come rifugio dai briganti che vi dimoravano durante i primi anni dell’occupazione piemontese  post unità.  Anche oggi, come spesso succede in Italia, si percorrono strade  che raccontano storie  che si perdono nei secoli   e che, tuttavia,   continuano a fornire testimonianze  di pietra che possiamo ancora osservare.

Alle inciviltà che si sono manifestate ai volontari, attraverso le micro discariche  incontrate lungo il percorso, i ragazzi hanno contrapposto un forte segno di responsabilità assumendosi l’onere di raccogliere i rifiuti e, quindi,  restituire il giusto decoro al loro paese.

Sicuramente, la giornata rimarrà indelebile nella memoria di quei ragazzi che attraverso un approccio giocoso hanno, tuttavia,  assunto la consapevolezza della bellezza delle colline di ulivi che sono intorno a loro che, forse,  il veloce  passaggio in macchina non ha mai permesso di apprezzare pienamente.

Un plauso sincero va alla sensibilità degli organizzatori della festa che hanno voluto dare una connotazione ecologica alla giornata con la speranza che tale evento entri stabilmente, negli anni futuri,  nel programma della festa.

Remo Cinelli

Puliamo il Mondo

Gruppo a CasamariSabato,  26/09/2015, in occasione della giornata internazionale Puliamo il Mondo, si è avuta una straordinaria mobilitazione di persone che hanno dato vita a un’azione tangibile a favore dell’ambiente effettuando la pulizia di molti tratti della via Benedicti e della via Francigena del Sud. Antiche vie che si snodano nei comuni di Veroli, Boville Ernica, Monte San Giovanni C. e Strangolagalli.

La manifestazione, di cui Legambiente è il promotore in Italia da oltre 30 anni, è stata denominata “Puliamo le vie dei Cammini” per la connotazione che ha assunto ed è stata inserita nell’ambito del Clean Up The World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale al mondo. Evento che coinvolge, solo in Italia, più di 1000 gruppi di volontariato per l’ambiente.

Il circolo Lamasena ha profuso, in tale occasione, un notevole sforzo organizzativo per permettere a quattro gruppi di sviluppare la giornata ecologica che era indirizzata sia alla pulizia che alla conoscenza dei suddetti cammini della religiosità.

Il programma ha previsto che ciascun gruppo – in partenza rispettivamente dalle piazze dei comuni di Veroli, Boville, Monte San G.C. e Strangolagalli – confluisse a Casamari percorrendo i tratti della via Benedicti e della via Francigenza del Sud.

In ogni comune si sono, inoltre, organizzati momenti di confronto e relazione con gli studenti dei rispettivi Istituti scolatici.

A Veroli, i docenti del Liceo G. Sulpicio, insieme agli  studenti hanno incontrato, nell’aula magna, i volontari legambientini. Il responsabile dell’associazione Lamasena e il sindaco Simone Cretaro hanno spiegato ai ragazzi il senso della giornata ecologica e l’impellente necessità di essere tutti più responsabili e consapevoli nel sentirsi custodi nei confronti dei beni comuni. Nell’occasione, il sindaco ha lanciato agli studenti l’idea di adottare una loro area verde da custodire e valorizzare.

A Boville Ernica, gli studenti dell’istituto G. Armellini, indossando le magliette riportanti i colori e loghi della manifestazione, hanno partecipato fattivamente alla giornata ecologica contribuendo alla pulizia delle vie intorno alle mura della città.

Presso il primo Istituto comprensivo di Monte San Giovanni C., i volontari Lamasena hanno rappresentato le tappe dell’iniziativa e hanno descritto il percorso della via Benedicti che passa davanti lo stesso istituto Angelicum, si inerpica fino a Colle San Marco per discendere verso Casamari. Nell’occasione, gli studenti dell’Angelicum hanno esposto i loro lavori sul tema ambientale che, nelle settimane precedenti, avevano preparato insieme ai docenti per riflettere sull’importanza di avere un mondo più pulito e salutare.

Le amministrazioni comunali di Boville Ernica, Veroli e Strangolagalli hanno aderito all’iniziativa attraverso un coinvolgimento diretto dei sindaci Piero Fabrizi e Simone Cretaro.  Inoltre, gli stessi amministratori hanno partecipato direttamente alla raccolta dei rifiuti contribuendo a fornire i supporti per la logistica della manifestazione.

Al termine dell’evento, ambientalisti, escursionisti e  cittadini si sono ritrovati presso l’abbazia di Casamari per un confronto sulle potenzialità offerte dalle vie della religiosità ai fini della promozione territoriale e turistica. Al confronto ha partecipato anche il consigliere Daniela Bianchi che in Regione Lazio è promotrice della L.R. del Sistema dei Cammini del Lazio, progetto che punta alla costituzione della Rete Escursionistica del Lazio.

La manifestazione ha visto l’adesione e il supporto dei CAI di Alatri e Sora, degli escursionisti della Compagnia dei Viandanti,  delle Pro Loco di Veroli, Boville Ernica e Monte San G. C., delle Protezioni Civili: Civilmonte, ANC di Veroli e Strangolagalli, EC Volontari d’Italia e della Misericordia di Monte S. G. C. A tutti questi enti e volontari che hanno contribuito al successo della manifestazione va la più profonda gratitudine da parte di tutto il circolo Lamasena.

Puliamo le vie dei Cammini

veroli_casamari_1_pim2015All’interno della manifestazione  Clean Up The World 2015, il circolo Lamasena ha organizzato, per sabato 26 settembre, la pulizia di tre Cammini facenti parte delle vie della religiosità e dei pellegrinaggi.

L’evento ha l’obiettivo di far conoscere alcuni antichi sentieri che costituiscono tratti della via Benedicti e della via Francigena del Sud che insistono nei territori che si snodano attraverso le città di Veroli, Monte San G. C., Boville Ernica e Strangolagalli. Inoltre, nello spirito della manifestazione  Clean Up The World 2015, si vuole cogliere l’opportunità di pulire tali Cammini per restituire loro il giusto decoro e, contestualmente, cercare di valorizzarne le suggestioni e l’importanza.  L’evento intende anche costruire una opportunità di vicinanza tra cittadini, ambientalisti ed escursionisti che condividono la comune speranza di salvaguardare e valorizzare il territorio in cui  vivono.

Il programma della giornata prevede la formazione di tre gruppi che provvederanno ad affrontare altrettanti cammini. Ogni gruppo partirà alle ore 8.00 presso uno dei tre possibili raduni che sono localizzati in piazza Mazzoli di Veroli , piazza Sant’Angelo di Boville Ernica e piazza Corte di Monte S. G. C.. Ogni gruppo convergerà, quindi, presso l’Abbazia di Casamari.

Un quarto gruppo di volontari stanzierà presso Casamari per la pulizia del piazzale e delle aree di golena che degradano verso il torrente Amaseno.

Alla giornata Puliamo il Mondo parteciperanno anche i volontari di Strangolagalli, coordinati da Enzo Cinelli – custode del punto accoglienza 113 della via Francigena del Sud. Essi si dedicheranno alla pulizia della confluenza del Rio Argento nel torrente Amaseno in località Castelnuovo.

Presso il giardino dell’acquedotto dell’abbazia di Casamari sarà allestito il gazebo IMG-4di accoglienza e ristoro per tutti i viandanti ai quali sarà donato il libro “Torna il Torrente”, edito dall’associazione Lamasena, recante un timbro ricordo del percorso effettuato (il libro è una raccolta di poesie dell’autrice Franca Battista ispirate dai contesti naturalistici dell’alveo del torrente Amaseno che attraversa i paesi che ricadono nel progetto associativo del circolo Lamasena).

La manifestazione coinvolgerà diversi enti ed associazioni quali le Pro Loco di Veroli, MSGC  e Boville Ernica, i CAI di Alatri-Frosinone-Sora, il GAL, le Protezioni Civili: Civilmonte, ANC di MSGC e Veroli, EC Volontari d’Italia, la Misericordia di MSGC e le amministrazioni dei comuni di Veroli, Boville, Strangolagalli e Monte San G. C. che si sono rese disponibili a patrocinare l’evento e a fornire il necessario supporto logistico.

Il giardino Aromari

PONTE-ROMANO

Acquedotto medioevale con i resti del ponte romano

Aromari è un giardino degli aromi che il circolo Lamasena cura a Casamari1 di Veroli2. Esso si trova nel suggestivo spazio verde attraversato dall’acquedotto medioevale e in prossimità dei resti dell’antico ponte romano3.

Lo spazio verde è un luogo che l’associazione Lamasena ha in affido per costruirvi una dimensione naturalistica e culturale su cui cerca di far convergere l’antica sapienza sulle erbe tramandata dai monaci cistercensi dell’abbazia4 i quali hanno, tuttora, una vivida tradizione erboristica. Sarà bene ricordare che all’interno della farmacia dell’abbazia c’è un erbarium botanicum o hortus botanicus risalente al 1760.

Il giardino Aromari5 (Aro-mi a Casa-mari), evoca nel suo nome il presagio di cui esso si farà portatore. Gli aromi stimolano l’attività psichica e soprattutto risvegliano i ricordi, alleviano lo stress e producono benessere. Perciò è bene creare a Casamari, ri-pensando all’orto dei semplici, un luogo “magico” ove si organizzano percorsi di erbe aromatiche recuperando, innanzitutto, le aromatiche presenti nel territorio: elicriso, ruta, serpillo, timo, nepetella, menta, santolina ecc. Inoltre, qui trovano dimora le piante autoctone come: il ginepro ossicedro, il maggiociondolo comune, la ginestra dei carbonai, la rosa selvatica comune, il sorbo degli uccellatori, il biancospino comune, il pruno selvatico, il corbezzolo, ecc..

QRCODEPer ogni specie botanica, che sarà piantumata nel giardino, c’è una pagina web sulle sue proprietà. Su ogni etichetta, recante il nome della pianta e posizionata al suo fianco, apporremo il QR Code (Quick Response Code) della sua pagina web in modo che il generico visitatore, collegandosi alla pagina, possa leggerne le sue caratteristiche.

Con tale progetto si da la possibilità ai giovani di individuare il benefico effetto delle erbe, di conoscerle ed utilizzarle in modo adeguato. Successivamente, all’interno dell’Aromari ed in relazione ai percorsi aromatici, potranno essere organizzate visite guidate ed esposizioni.

Riferimenti
[1] Casamari deriva da – Casa Marii casa di Caio Mario. Casamari trae il suo nome dall’antico “Cereatae“. Plutarco, nelle Vite, riporta che “[Caio Mario] trascorreva il tempo nel villaggio di Cereate, nel territorio di Arpino…”; Strabone, geografo greco, nomina il villaggio di Cereate nella descrizione del territorio adiacente al fiume Liri; infine Frontino, storico latino del I secolo d.C., riferisce che “…la famiglia di Caio Mario risiedeva nel municipio di Cereate…”. Ulteriori informazioni sono reperibili su: http://www.abbaziadicasamari.it/
[2] Veroli è una città piena di storia e tradizioni. Tra le tante bellezze ivi esistenti è particolarmente significativo ricordare che a Veroli c’è la prima biblioteca ad uso pubblico in tutto il Lazio meridionale dedicata a Vittorio Giovardi (nato a Veroli nel 1699), il quale donò la sua personale raccolta di libri alla sua città natale.
[3] Il ponte romano risale al I sec. a.C. fu distrutto dai tedeschi in ritirata nel 1944. Del ponte, restano le due spalle laterali
[4] L’edificazione dell’abbazia di Casamari si attesta tra il 1005 e il 1036.
[5] Nello sviluppo dell’idea del giardino Aromari hanno collaborato la poetessa Franca Battista e il botanico Bruno Pedriglia

Con irruenza o indugio

DSC_0111Il 4 luglio scorso, nella cornice della sala teatro Cimello di Monte S. G. C., è stato presentato il libro di poesie di Franca Battista. Libro ispirato dai luoghi e dalle specie botaniche presenti lungo tutto l’alveo del torrente Amaseno.

Il convegno è stato un momento di confronto in cui è stata raccontata la genesi del libro che scaturisce dalla impellente necessità di dare una testimonianza di un luogo che, pur potendo esprimere tante bellezze naturalistiche e storiche, è caduto nell’oblio per molti decenni della nostra vita recente.

Il libro, Torna il Torrente – con irruenza o indugio, è quindi un tentativo di celebrare la bellezza attraverso la poesia che si ritrova nel vorticoso impeto delle acque torrentizie, nelle “scansioni ritmiche” delle folate d’acqua , nel “muschio”, nelle foglie del “farfaraccio” , nei “ canti e in-canti” e melodie della fauna locale.

All’interno del lavoro,  di Franca Battista,  si può trovare il forte desiderio dell’associazione Lamasena di riportare una centralità del torrente nella vita sociale della nostra comunità come lo è stato per la vita dei nostri avi.

Se in passato il torrente era una via di scambio commerciale e di relazione tra le persone di Collepardo, Veroli,  Boville Ernica,  Monte San G. C. e Strangolagalli,  oggi il torrente può ancora aspirare a diventare un luogo simbolo, un’idea di rete virtuale e reale insieme,  che potrebbe mettere in relazione le persone dei cinque  comuni e concretizzare una nuova rete di prossimità per aspirare a costruire nuovi progetti comuni.

Il libro non è, per l’associazione Lamasena, un epilogo auto-celebrativo,  esso vuole essere – essenzialmente – un riferimento di appartenenza intorno al quale potrà coagularsi una forma di aggregazione culturale per ispirare i soci e gli amici, che amano questa terra, nelle future azioni a favore del territorio e dell’ambiente.

È doveroso ricordare con riconoscenza chi ha reso possibile la realizzazione dell’evento di presentazione. Quindi, la nostra gratitudine va ad Amedeo Di Sora per le sue letture, al maestro Maurizio Lucchetti per le originali interpretazioni musicali, a Rosella Bucossi per il coordinamento, a Nadia Sorge per la fotografia, a Carolina Alfieri di F.I.D.A.P.A.

Grazie al sindaco di Strangolagalli, al delegato alla cultura del comune di Arpino Teresa Branca  e all’assessore alla cultura di Monte S. G. C per la sentita partecipazione.

La videoregistrazione dell’evento è visibile sul sito web:  ciociariawebtv.it

Remo Cinelli

Strategia Rifiuti Zero

DSC_000519/06/15 – Veroli. Nel convegno dal titolo Rifiuti: Un problema o un’opportunità? Il circolo Lamasena ha presentato alcuni buoni esempi che potrebbero essere adottati per intraprendere la via dei Rifiuti Zero.

L’intervento ha descritto, principalmente, le buone azioni che sono alla base delle strategie dei rifiuti zero. Ossia, fornire alcuni esempi che passano attraverso le 4 R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare , Recuperare.

Il comune italiano che ha fatto da modello per tale strategia è la città di Capannori in provincia di Lucca. Tutto nasce dalla determinazione del maestro Rossano Ercolini che , quando venne a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla sua scuola, per il bene del territorio e la salute dei suoi giovani alunni decise di intervenire. Fondò così l’associazione «Ambiente e Futuro», con l’obiettivo di informare la comunità dei rischi ambientali dell’incenerimento e di proporre strategie alternative per la gestione dei rifiuti. La battaglia di Ercolini fu vinta nel 2007 quando il suo comune decise di aderire alle buone pratiche dei rifiuti zero.

Ercolini è oggi il simbolo di un ambientalismo capace di incidere in maniera efficace nello sviluppo di un territorio, andando oltre le ideologie e gli schieramenti. E’ significativo ricordare una sua frase per dare la piena misura sul senso delle sue azioni: “Perché è solo con l’impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore

Sul piano della normativa, sono state ricordate le due leve che dovrebbero agire sinergicamente nell’ambito della riduzione dei rifiuti indifferenziati:

  • Il Decreto Matteoli ha fissato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro il 31.12.2012
  • Il PAN GPPPiano di Azione Nazionale italiano del Green Public Procurement. Tale atto regola l’acquisto sostenibile/verde nella pubblica amministrazione (criteri ambientali minimi). Nel 2003 l’unione europea ha invitato tutti i paesi membri ad elaborare, entro il 2006, piani d’azione per “l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici”. Il piano italiano della suddetta direttiva è stato approvato solo nell’aprile del 2008, ma mancano ancora i decreti attuativi che definiranno i requisiti per definire “verde” un bene o servizio oggetto del bando. Nell’estate 2009 una comunicazione della commissione europea ha posto ai paesi membri l’obiettivo di inserire i criteri del Gpp nel 50% delle gare d’appalto della pubblica amministrazione entro il 2010.

Tra i fattori abilitanti verso la strategia dei rifiuti zero ci sono la riduzione del packaging delle merci (che, tra l’altro, incide mediamente per il 5,5 % sul costo del prodotto finale) e l’adozione del compostaggio domestico. Tenuto conto che il 30%dei rifiuti solidi urbani è formato dalla frazione umida, si comprende quale peso potrebbe avere se le famiglie, che vivono in contesti agricoli, adottassero il compostaggio. L’azione delle amministrazioni dovrebbe, quindi, indirizzarsi verso un sistema incentivante basato sull’applicazione della tariffazione puntuale. Ossia, la tassazione sui rifiuti dovrebbe essere commisurata all’effettiva produzione di rifiuti attraverso l’incentivazione di comportamenti sempre più responsabili da parte dei cittadini.

In Italia c’è già un bacino di 4.500.000 di abitanti circa che segue le buone pratiche della strategia di rifiuti zero con più di 65 comuni coinvolti tra nord e sud. Tale metodologia permetterebbe la risoluzione del problema rifiuti con vantaggi economici per la collettività e per l’ambiente. Infatti tali tecniche lasciano in discarica indifferenziata meno del 20% dei rifiuti e permettono di ricavare risorse economiche attraverso la vendita dei materiali differenziati come: carta, alluminio, vetro, plastica .

A chiusura dell’intervento, il circolo Lamasena ha lanciato due proposte nei confronti dell’amministrazione:

  • Prevedere nel regolamento delle feste e sagre dei comuni l’istituzione della figura del responsabile dei rifiuti con i compiti di gestire le fasi per il recupero e riciclo dei rifiuti prodotti durante le manifestazioni
  • Definire un’area e un calendario per un mercatino dello scambio e riuso in cui i cittadini possono vendere, scambiare e barattare i loro oggetti con quelli degli altri

Remo Cinelli

Dibattito sull’inquinamento ambientale presso il liceo di Veroli

GSulpicioIl 22 maggio 2015, l’associazione Lamasena è stata invitata,  dai docenti del Liceo G. Sulpicio di Veroli,  per illustrare le principali tematiche sull’inquinamento nella provincia di Frosinone.

L’opportunità ha permesso di raccogliere le esperienze e conoscenze acquisite in questi anni e, quindi, condividerle con gli studenti del Liceo che presentavano, nell’occasione, i risultati del loro progetto sull’inquinamento della Terra.

Il dibattito è partito dall’illustrazione del quadro generale sulle criticità ambientali  con riferimento a quanto sta avvenendo sul cogente tema dell’immigrazione.  Gli ingressi di migliaia di profughi che premono alle nostre frontiere nasce dal disperato bisogno di allontanarsi dalle loro terre colpite da guerre e desertificazione. Al di là degli luoghi comuni e delle strumentalizzazioni, il fenomeno ha le sembianze di una vera migrazione biblica. Tali migranti possono essere definiti, senza troppi margini d’errore, profughi ambientali che fuggono da terre divenute inospitali in cui, proprio per tale ragione, sono oggetto di contese territoriali per l’accaparramento dell’acqua e delle poche aree ancora fertili.

Ciò che sta accadendo oggi sull’ecosistema della terra fu predetto dagli scienziati del club di Roma nel 1972. Quegli studiosi misero insieme le loro simulazioni sul clima ed ipotizzarono cosa sarebbe successo alla nostra biosfera se avessimo continuato ad immettere CO2 nell’ambiente o incrementato la nostra impronta ecologica. In quegli anni ci fu la prima grande crisi petrolifera e si cominciò a riflettere seriamente sui limiti dello sviluppo, ossia, essi osservarono che il modello economico basato sulla crescita infinita era intrinsecamente sbagliato ed asserirono una ovvietà che gli uomini non comprendono appieno, ossia non si può crescere in modo infinito in un mondo finito.

L’allora presidente Jimmy Carter prese molto in considerazione il lavoro svolto dal club di Roma e cominciò ad adottare misure legislative per salvaguardare l’ambiente. Fu lui che installo le prime celle fotovoltaiche sul tetto del Casa Bianca.

Quelle raccomandazioni, purtroppo, sono state riposte nel cassetto per 40 anni dai successivi presidenti ed oggi ci troviamo ad un passo dal punto di non ritorno. I livelli di CO2 nell’atmosfera stanno innescando fenomeni  irreversibili  legati al riscaldamento globale.

Gli scienziati stimano che l’equilibrio climatico è di 350 ppm  (parti per milione) di CO2 nell’atmosfera. Dall’ultima rilevazione di marzo 2015, il livello di CO2 è arrivato a 400 ppm e, nonostante ciò, non ci sono segnali da parte degli stati per invertire la rotta di collisione in cui stiamo conducendo il nostro pianeta.

Sull’inquinamento in Ciociaria si hanno due criticità importanti. La prima riguarda il primato negativo sul livello di PM10 presente a Frosinone. Nel 2014 la nostra città capoluogo si è rivelata la città più inquinata d’Italia con 57 giorni di superamento del limite di 50 µg di PM10 per metro cubo.

L’altra criticità ambientale è l’inquinamento della Valle del Sacco. Tale problema è dovuto a una stratificazione di inquinanti che indusse le autorità sanitarie a classificare, nel 2005, la valle come   SIN (Sito d’Interesse Nazionale). Tale classificazione avrebbe garantito adeguati finanziamenti per la bonifica se non fosse intervenuto, nel 2013, l’ex ministro Corrado Clini che, per ragioni legate a tagli sulla finanza pubblica, ha declassato la valle nonostante essa resti un’area ad alta criticità privandola – quindi – di quelle risorse finanziare necessarie per la sua bonifica.

Il principale inquinante della valle è la molecola denominata betaesaclorocicloesano o BETA-HCH. La molecola è un residuo tossico nella preparazione dei diserbanti prodotti per anni dalle industrie chimiche del distretto industriale di Colleferro.

L’effetto della molecola Beta-Hch sul corpo umano è molteplice. Sicuramente interferisce nelle funzioni di neurotrasmissione ed attacca il sistema nervoso, il fegato e i reni. Purtroppo, circa il 50% della popolazione che abita in adiacenza al fiume è stata contaminata dalla molecola.

Il problema dell’inquinamento della valle esplose, nella sua deflagrazione mediatica, il 19 luglio 2005, data in cui le cronache riportano la notizie di 25 mucche morte dopo essersi abbeverate nel rio Mola Santa Maria, un affluente del fiume Sacco. Da quella fatidica data, iniziarono febbrili campionamenti delle acque e dei terreni che portarono alla scoperta della contaminazione di tutta la catena alimentare da parte del Beta-HCH.

A scopo precauzionale, furono abbattuti circa 7000 capi di bestiame. Tale decisione, al di là della sua dubbia validità in termini di profilassi sanitaria, si è rivelata un boomerang economico per tutte le aziende agricole dell’intera valle del Sacco.

La giornata di dibattito ha fatto prendere coscienza del dramma dell’inquinamento che viviamo. Alcuni dati, riportati nel convegno, ne certificano la cifra: l’acciaieria ILVA di Taranto, dal 2005 al 2010, ha causato la morte di circa 90 persone l’anno; a Brescia è in atto un aumento del 20% dei tumori infantili (da 0 a 14 anni) rispetto agli anni cinquanta per la presenza di diossina e PCB nel sangue; a Casal Monferrato si muore per Mesotelioma Pleurico con l’inalazione di fibre di amianto. Complessivamente, tale tumore provoca 4000 morti l’anno in tutta Italia.

Solo in lontananza, si intravede qualche flebile segnale di speranza rispetto allo scenario descritto. Tra questi si annovera l’approvazione della nuova legge degli ecoreati, votata in senato il 19 maggio scorso. Una legge attesa da 21 anni e sollecitata da associazioni e cittadini. Una vittoria storica che permetterà di far condannare chi attenta alla vita delle persone con l’abbandono di rifiuti tossici nelle acque e nei terreni. E’ questo un lieto  evento che ricade nei giorni del 35° compleanno di Legambiente che, in tutti questi anni, è stata sempre in prima linea nel chiedere norme a difesa dell’ambiente

Remo Cinelli

20150522-VEROLI

Dibattito su cibo e natura con gli alunni di Santa Francesca di Veroli

DSC_0947Sabato, 16 maggio, in occasione della presentazione del progetto scolastico riguardante la frutta, sviluppato dai docenti ed alunni del plesso scolastico di Santa Francesca di Veroli,  il circolo Lamasena ha presentato tre temi riguardanti:  la sana alimentazione, le tradizioni agro-pastorali e le erbe aromatiche selvatiche che si sviluppano sul versante verolano dei Monti Ernici.

La biologa nutrizionista Ilaria Parravano ha focalizzato l’interesse degli alunni, DSC_0931portando esempi e aneddoti legati al cibo, suscitando le domande dei ragazzi che sono stati indotti a ragionare sul contenuto dei grassi presenti nei panini dei fast food o nei cibi veloci somministrati dall’industria alimentare.

Durante la mattinata, il cibo e le conseguenze di una cattiva alimentazione sono stati l’oggetto di una centralità che ha colto l’interesse anche dei tanti genitori presenti all’evento.

Il dott. Achille Lamesi, ha sviluppato il tema delle tradizioni agro-pastorali della civiltà contadina verolana di fine 800–inizio 900.   Lamesi ha esposto una sintesi sulle tecniche agrarie che venivano adottate dagli avi per sviluppare la difficile agricoltura di montagna. Egli ha spiegato come venivano realizzati i terrazzamenti (le “cese”) e i pozzi d’acqua , chiamati “purgatori”. Queste tecniche erano fondamentali per quel tipo di coltivazione povera ma, tuttavia, fondamentale e che ha garantito per secoli una autonomia alimentare che ora non esiste più. Il dott. Lamesi è, di fatto, il più autorevole testimone di quelle tradizioni e tecniche contadine che, qualche anno fa, ha raccolto nel bellissimo libro “Veroli in Agro” in cui sono riportati notevoli esempi di quella civiltà rurale.

Il botanico Aurelio Renzi ha mostrato le erbe aromatiche e officinali selvatiche, raccolte nella parte pedemontana di Veroli. Di ogni erba ne ha rappresentato un rametto per meglio fornire indicazioni utili sia al loro riconoscimento che all’uso che se ne può fare nella preparazione di piatti culinari o nelle terapie sanitarie nella medicina popolare.
DSC_0956Ad ogni alunno, l’associazione Lamasena ha donato un cappellino di Legambiente, a ricordo e testimonianza della giornata. Un piccolo segno per stimolare i genitori e alunni a rivolgere il loro interesse verso il proprio territorio per l’impellente necessità di conservarlo e valorizzarlo.

Il merito dell’iniziativa va ai docenti del plesso di Santa Francesca che hanno creduto nell’iniziativa e hanno offerto tutta la disponibilità possibile. Un grazie va, inoltre, ai genitori degli alunni che sono intervenuti in tanti ed hanno dato dimostrazione tangibile di sensibilità verso i principi della sana alimentazione  preparando piatti e dolci a base di frutta che sono stati offerti a fine manifestazione.

Remo Cinelli

Biodiversità

ConvegnoIl 1 maggio abbiamo partecipato, con il nostro gazebo di Lamasena, al primo career day svolto a Monte San Giovani Campano.
In questo contesto, abbiamo parlato di biodiversità, focalizzando l’attenzione sul lento cammino scientifico che ha portato alla comprensione dell’evoluzione delle specie. Ancora agli inizi del 1800 era opinione diffusa che le specie nascessero spontaneamente per abiogenesi.
Ancora oggi si ha una mappatura parziale delle specie animali e vegetali esistenti. Gli studiosi ipotizzano che le specie presenti sulla Terra possano essere tra 1,5 e 1,8 milioni.
Purtroppo, ovunque nel mondo le specie vegetali e animali sono a forte rischio estinzione.
Si calcola che sono a rischio il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli. In Europa abbiamo il poco invidiabile primato che sono a rischio il 42% dei mammiferi autoctoni.
L’Italia è il paese europeo che, in assoluto,  ospita il più alto numero di specie presenti nel vecchio continente, e tale eredità ci investe della forte responsabilità di difendere la ricchezza dei territori qui presenti.  In particolare, in Italia vi risiede circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa

Abbiano, inoltre,  fatto cenno al ruolo fondamentale svolto dalle api sia a vantaggio della conservazione della biodiversità che a favore dell’alimentazione umana.  Esse, attraverso l’impollinazione, sono responsabili della sopravvivenza di oltre 130.000 piante e contribuiscono al 30% dell’alimentazione umana attraverso la loro azione impollinatrice.
La moria delle api che si registra in tutto il mondo – per gli effetti dell’uso degli antiparassitari, erbicidi e delle onde elettromagnetiche –  pone un ulteriore motivo di preoccupazione per la conservazione della biodiversità.

Purtroppo, l’azione dell’uomo è quanto mai deleteria per la conservazione  degli habitat naturali, comprensivi delle zone umide della terra. Quest’ultime, i veri incubatori della biodiversità.  Le azioni antropiche più invasive si chiamano   CONSUMO DEL SUOLO e DEFORESTAZIONE.
Negli ultimi decenni si è consumato lo 0,7% del suolo terrestre ogni anno e sono state abbattute 13.000.000 kmq di foreste all’anno. In Italia, negli ultimi 3 anni sono stati ricoperti di cemento 720 kmq. E’ stato stimato che, fino al 2030, potranno andare persi altri 170.000.000 kmq di ettari di foreste nel globo, una superficie pari a quella di Germania, Francia, Spagna e Portogallo messi insieme.
In questo scenario, che ha già dell’apocalittico, abbiamo richiamato l’attenzioneGazebo sul riscaldamento globale che implica un incremento di 4/5 gradi di aumento medio della temperatura terrestre nell’arco di un secolo. Gli scienziati hanno già da tempo individuato la causa di tale riscaldamento che è dovuto all’incremento di CO2 (anidride carbonica) nell’atmosfera. Oggi ci sono circa 390 ppm (parti per milione) di CO2 nell’atmosfera contro un valore – di equilibrio climatico – che è stimato essere di 350 ppm.
Quali RIMEDI possiamo mettere in campo nel microcosmo territoriale in cui viviamo per fare la nostra parte a favore della madre terra?
Al riguardo, abbiamo tracciato, insieme all’amico Roberto Dalia, un piccolo vademecum:
1) Conservare i nostri boschi attraverso la nostra azione persuasiva nei confronti delle amministrazioni che tendono a fare cassa vendendo boschi demaniali di pregio.
2) Evitare altro consumo del suolo cercando, invece, di recuperare e valorizzare quanto è stato già edificato
3) Evitare l’acquisto di oggetti in avorio
4) Evitare l’acquisto di diamanti che sono la causa di violenze e devastazioni ambientali nei paesi del terzo mondo
5) Effettuare il compostaggio domestico dei rifiuti organici facendoci aiutare, possibilmente, da formidabili bio-trituratori naturali quali papere o galline che hanno anche il pregio di esserci riconoscenti fornendoci uova di giornata.

Il più accorato ringraziamento va agli agli amici di FARE Insieme che hanno organizzato l’evento.

Remo Cinelli