Uomini e terremoti: una convivenza è possibile

terremoto del 1915

Prevedere i terremoti significa poter definire dove si verificheranno, che magnitudo avranno e soprattutto quando si verificheranno. Ai primi due quesiti i geologi, in decenni di ricerche e monitoraggi (non sempre con la collaborazione delle istituzioni, spesso distratte e superficiali) hanno saputo dare una risposta: con la zonazione e la microzonazione sismica oggi possiamo definire, con l’accuratezza richiesta dagli scopi di protezione civile, dove ci saranno terremoti e a quali accelerazioni sottoporranno i terreni e le costruzioni umane. Il terzo quesito, invece, è tuttora irrisolto ed a nulla hanno finora condotto gli studi sui fenomeni premonitori, nonostante le chiacchiere che spesso si susseguono, soprattutto sulla rete, a seguito di terremoti di una certa importanza.

Al momento pertanto la migliore protezione dal rischio sismico consiste nella microzonazione sismica accompagnata dalla edilizia anti-sismica: l’Italia è un Paese a rischio elevato e il verificarsi di terremoti anche importanti non è affatto un evento raro. Cento anni fa, il 13 gennaio 1915, un terremoto devastante, cosiddetto di Avezzano (magnitudo 6.9), seminò morte, distruzione ed angoscia in larga parte dell’Italia centrale con particolare riferimento all’Abruzzo ed al Lazio. Non dobbiamo aver imparato molto se in questi ultimi anni, per mancanza di fondi legata ad una politica miope e fatta di annunci, ricercatori indipendenti segnalano che alcune stazioni di monitoraggio sismico hanno smesso di funzionare ed una importante Regione italiana ha soppresso il proprio Servizio geologico.

La ricerca sismica ha bisogno di rilevamenti geologici e strutturali, ma anche di dati strumentali: senza una rete adeguata di sismografi e di geologi al servizio della comunità saremo tutti più a rischio. Un centro di ricerca privato, formato da geologi professionisti ed i cui studi sono scaricabili al link www.sismologia.eu, sta conducendo da diversi anni approfondimenti su una vasta area dell’Italia centrale comprendente il Lazio meridionale, buona parte dell’Abruzzo e del Molise e la Campania settentrionale: utilizzando i dati microsismici pubblicati dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), viene monitorata costantemente l’attività sismica e ne viene data comunicazione attraverso i canali informativi offerti dalla rete internet. Dovrebbe far riflettere che solo in questa area sono presenti almeno undici sistemi tettonici in grado di generare terremoti con magnitudo superiore a 5.5: si citano, a solo titolo di esempio, il già menzionato terremoto di Avezzano del 1915, quello di Venafro (magnitudo 6.62 avvenuto 665 anni fa) e di Sant’Eufemia a Maiella (magnitudo 6.60 del 1706). Ma molti altri sono potenzialmente in grado di fare parecchi danni: un approccio serio al problema richiederebbe che questa potenzialità fosse ridotta ai valori minimi ammissibili attraverso il controllo costante del territorio e l’adeguamento strutturale degli edifici.

E sarebbe doveroso anche un cambio di approccio da parte dei comunicatori: il terremoto, per l’Italia come per molte altre parti della Terra, è un compagno costante della nostra vita, testimonianza della ancora giovane età del nostro pianeta. Convivere con esso è necessario e perseguire le soluzioni utilizzando quello che la scienza e la tecnica oggi ci mettono a disposizione è indifferibile: monitoraggi, rilevamenti del territorio ed adeguamenti edilizi. Se poi, e questo è un auspicio utopico, gli Stati trovassero fondi anche per finanziare la ricerca nel campo della previsione, avremmo fatto tutto quanto nelle nostre possibilità per affrontare il tema con metodo scientifico e scevro dalle comprensibili emozioni che assurgono agli onori delle cronache solo a seguito di eventi di una certa gravità.

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-LUGLIO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di luglio in alcuna stazione, confermando l’ottima performance del mese di giugno.

 Inquinanti che passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “forte preoccupazione”

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 39 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui ben 26 nel mese di luglio e nella seconda 13 superamenti, di cui 7 nel mese di luglio. Inoltre, nella stazione di Fontechiari nel mese appena trascorso è stato registrato anche un superamento della “soglia di informazione” calcolata come media in un’ora ed il cui superamento introduce un rischio per la salute umana anche in caso di esposizioni per brevi periodi in persone particolarmente sensibili.

Inquinanti che passano da uno stato di “forte preoccupazione” ad uno stato di “moderata preoccupazione”

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno registrato ulteriori superamenti. Si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in giugno: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10 superamenti

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico e, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in giugno. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (confermando quanto registrato in giugno). Si evidenzia che in 5 delle 8 stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/giugno, con cali più sensibili ancora una volta a Ceccano (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione sette mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/giugno ed in tutte le stazioni viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in due delle tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5 concentrazione

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

 pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che passano da uno stato di “moderata preoccupazione” ad uno stato di “bassa preoccupazione”

Biossido di azoto

Il risultato si conferma ottimo sia relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti sei mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), sia per quanto concerne la concentrazione media dei sette mesi che passa sotto la norma nella stazione di Cassino e si conferma inferiore al massimo consentito in tutte le altre stazioni (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in 5 delle 8 stazioni (figura 8), con variazione maggiormente sensibile ancora a Cassino e ad Anagni.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nei sei mesi gennaio/giugno (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in giugno.

Conclusioni

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Le medie di periodo degli altri inquinanti sono diminuite in gran parte delle stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo, ma in nessuna stazione la media nei sette mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile (confermando quanto rilevato nel precedente periodo).

Anche la concentrazione nei sette mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) non risulta superiore al consentito in alcuna stazione (come nel precedente periodo).

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo non è superiore al valore massimo in nessuna stazione mentre nel precedente periodo risultava più alta del consentito a Cassino e a Frosinone Scalo.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

Aromari diventa per un giorno laboratorio di botanica.

20160801-college-estivo (1)Oggi, 01 agosto 2016, il giardino Aromari è diventato un laboratorio di botanica per i bambini che frequentano il campus estivo “Giuseppe – il re dei sogni“, organizzato dalla parrocchia di Santa Maria della Valle di Monte San G. C.

Decine di bambini sono stati condotti presso il giardino in cui li attendevano  Bruno Petriglia e Franca Battista.  I due soci del circolo Lamasena, appassionati di botanica al cui attivo ci sono molteplici pubblicazioni di carattere scientifico ed artistico sulla flora locale,  hanno tenuto una lezione teorica- pratica sulle essenze floreali, i licheni e  le piante autoctone tipiche delle aree pedemontane dei Monti Ernici.

I fiori sono stati  individuati e rappresentati ai bambini attraverso i loro colori,  che in molti casi ne caratterizzano la specie di appartenenza,  riscontrando la curiosità di molti di loro che difficilmente avranno  avuto modo  di conoscere – prima d’ora  – il variegato mondo della flora con le sue migliaia di specie e particolarità.

A ciascun bambino, a ricordo della giornata,  è stato affidato in cura un vasetto  con un rametto di rosa canina, la più comune rosa selvatica esistente in Italia.

Il Grano Antico Frassineto

12140863_905833819496152_4635047953312903574_oA fine Ottobre 2015  il circolo Lamasena ha iniziato un esperimento di coltivazione di un di grano antico della qualità Frassineto presso lazienda agricola La Valle di Monte San G. C. Il Frassineto è un frumento tenero,  diffuso fino all’inizio del novecento in molte regioni del centro e del nord Italia che è stato soppiantato da semi ibridi recenti che rispondono più a esigenze mercantili che di qualità.
L’associazione Lamasena ha reperito 50 Kg del seme  presso l’azienda agricola Zanellato di Cuneo che ne ha fatto dono al circolo per permettere d’iniziare, con l’aiuto dell’agriturismo La Valle, una nuova sperimentazione d’agricoltura etica, orientata alla qualità e sostenibilità dei prodotti alimentari.
Nell’occasione fu rievocato il rito contadino – ormai dimenticato – della semina del grano che troppo frettolosamente è stato soppianto dalle liturgie della quotidianità, in perenne rincorsa dei miti dell’apparire ma che ha rinunciato, in primis, alla qualità degli alimenti che arri13615102_10204773733621770_3930774262641323166_nvano sulla tavola.

Il 9 luglio 2016,  si è proceduto con mietitura del grano dopo che se ne è constatato il giusto grado di maturazione.   Nella coltivazione non sono stati utilizzati diserbanti o  concimi, si è lasciato che il grano stesso vincesse la sua sfida contro le erbi infestanti attraverso le sue caratteristiche genetiche che sono la rapida crescita e la sua altezza, quasi doppia rispetto alle qualità di grano più comuni.  Per queste sue caratteristiche  è particolarmente idoneo nelle colture totalmente biologiche.  A fronte di tali aspetti positivi, il frassineto ha altre due peculiarità che ne hanno decretato il suo abbandono commerciale. Esse sono la resa minore ( nel caso sperimentato, 50 kg di grano ne ha prodotto circa 250 Kg)  rispetto ad altre qualità e una tendenza all’allettamento in caso di prolungati periodi di maltempo.  Tuttavia, il Frassineto ha ottime caratteristiche nutrizionali per il suo bassissimo  contenuto di glutine che si traduce in una maggiore lentezza della lievitazione nella panificazione che, a sua volta, implica una maggiore digeribilità  e tollerabilità, soprattutto per chi ha problemi nell’assunzione di glutine.

Remo Cinelli

Relazione sul convegno: A come Amianto … A come Asbestosi

2-amiantoLo scorso 1 luglio, presso la Sala Conferenze dell’Abbazia di Casamari, con nutrita partecipazione ed importante presenza dei vertici provinciali delle forze dell’Ordine, si è svolto il convegno organizzato dal circolo Legambiente Lamasena dal titolo “A come amianto…A come asbestosi”.

Con questo evento ci si è posti l’obiettivo di tracciare lo stato dell’arte sul problema amianto per quanto riguarda la prevenzione sanitaria, la tutela della salute, lo stato delle bonifiche e dello smaltimento, l’informazione, il monitoraggio ed il controllo.

Il Presidente del circolo, Ing. Remo Cinelli, ha introdotto i lavori ricordando l’incredibile numero di morti a causa dell’esposizione a questo minerale e le enormi quantità ancora presenti sul nostro territorio. Ha quindi presentato i relatori spiegando che sarebbe stata illustrata l’attività della regione sul fronte normativo, del servizio sanitario e dell’Asl sul piano della prevenzione e dell’assistenza ai malati, dell’Arma dei Carabinieri in materia di prevenzione dei reati connessi alla gestione dei rifiuti e delle associazioni Legambiente e LILT in materia di comunicazione ai cittadini.

L’onorevole Cristiana Avenali, promotrice della legge 93 del 2013 sul tema, ha innanzitutto evidenziato come sia urgente e necessario approvare una legge regionale sull’amianto, che manca da 24 anni e cioè da quando la legge nazionale stabilì che le regioni sarebbero dovute intervenire e legiferare. La proposta di legge in discussione affronta il tema in modo sinergico e completo: prevede infatti completamento della mappatura e della bonifica, sorveglianza e prevenzione sanitaria per esposti, ex esposti e potenzialmente esposti, norme per lo smaltimento di piccole quantità sotto l’egida comunale ed un piano regionale per le opere complesse, formazione ed informazione per Asl, operatori ed imprese e sportelli amianto per i cittadini.

Il Dott. Fulvio Cavariani, Direttore del Centro Riferimento Amianto della Regione Lazio, ha discusso ed analizzato i primi dati sul censimento della presenza di amianto nella regione, condotto in una prima fase mediante l’invio di un questionario relativo agli edifici pubblici o aperti al pubblico ed in una seconda fase con l’utilizzo delle tecniche di rilevamento aerofotografico o satellitare, in considerazione del fatto che circa l’80-90% dell’amianto è contenuto nelle coperture in cosiddetto cemento/amianto. Nella sola provincia di Frosinone sono stati quindi individuati 76 edifici con presenza di amianto per un totale di oltre 150 tonnellate di materiale compatto e di circa una tonnellata di materiale friabile. Relativamente agli edifici scolastici, nella nostra provincia ne sono stati individuati 3 con presenza di amianto, fortunatamente in aree generalmente non accessibili agli studenti. Con la seconda fase del censimento si è arrivati finora a coprire, essenzialmente per mancanza di fondi, solo il 12% del territorio regionale: nella provincia di Frosinone sono stati analizzati 175 chilometri quadri, con individuazione di 540 coperture in cemento/amianto per un totale di circa 400.000 metri quadrati. Nell’intera regione sono stati individuate circa 80.000 tonnellate di coperture: se si estende questo valore, relativo al solo 12% del territorio, all’intera regione si ottiene un valore di circa 700.000 tonnellate. Considerando poi che la presenza di amianto nelle coperture rappresenta circa l’80-90% del totale si può stimare una presenza di amianto nella nostra regione pari a 1 milione di tonnellate. Nel periodo 2004-2015, per quanto riguarda le attività di bonifica, sono state rimosse mediamente 12.500 tonnellate di amianto/anno nell’intera regione: se questo valore non verrà considerevolmente aumentato, per la completa bonifica occorreranno circa 80 anni.

La dott.ssa Elisa Romeo, del Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma 1, ha reso noti i dati del Centro Operativo Regionale del Lazio sui tumori professionali con particolare riferimento ai mesoteliomi maligni: dal 2001 al 2015 nella nostra regione sono stati segnalati ben 1.122 casi di cui la maggior parte in uomini di età superiore ai 65 anni. Di questi, 63 (pari al 5,6%) sono stati registrati in pazienti residenti nella ASL Frosinone. Più nel dettaglio, è stato illustrato che i comuni di residenza maggiormente interessati sono stati Frosinone con 8 casi, Cassino con 7, Ferentino con 5, Castrocielo, Ceccano e Piedimonte San Germano con 3. Particolare riguardo è riservato ai lavoratori della ditta Cemamit, che operò a Ferentino dal 1965 al 1984 nella produzione di manufatti in cemento/amianto: in una coorte di 141 lavoratori sono stati posti sotto osservazione 29 soggetti ed individuati 21 casi di tumori maligni ricollegabili all’esposizione all’amianto. Il dato sconfortante è che, considerato il tempo di latenza di circa 40 anni, il picco delle manifestazioni non è ancora stato raggiunto.

La dott.ssa Rosa Ferri, responsabile del progetto amianto della Asl di Frosinone, ha illustrato l’impegno dell’Azienda sanitaria per la tutela dei lavoratori e dei cittadini. Sempre con riferimento alla coorte dei 141 lavoratori della Cemamit, la Asl di Frosinone ha attualmente in cura 6 casi di mesoteliomi mentre altri 60 ex dipendenti della ditta sono deceduti. L’attività si concentra essenzialmente su quattro direttrici: ascolto e counseling del cittadino per una corretta comunicazione e gestione del rischio, informazioni al cittadino per le corrette modalità di bonifica, informazione alle aziende e produzione di materiale informativo per cittadini ed aziende. La Asl, inoltre, offre supporto agli Enti in materia di attività di microraccolta, di valutazione dello stato di conservazione dei manufatti in cemento/amianto e per le attività di analisi chimiche, rese gratuitamente se richieste da amministrazioni comunali. Interessante è stata l’illustrazione del caso di studio di Ferentino sulle attività di microbonifica.

Il Dott. Norberto Venturi, Presidente della Lega Italiana Lotta ai Tumori di Frosinone, si è soffermato sulle conseguenze per la salute nei soggetti esposti ad amianto: asbestosi, mesotelioma pleurico – peritoneale, cancro ai polmoni, neoplasie gastrointestinali e della laringe. L’asbestosi consiste in un processo degenerativo polmonare con formazione di cicatrici fibrose che provocano insufficienza respiratoria con scarse possibilità di terapia ed è diffusa tra lavoratori con esposizione medio – alta alla sostanza (tra i 10 ed i 15 anni); il mesotelioma pleurico-peritoneale è causato da esposizioni anche relativamente limitate con scarse possibilità di cura e con tempi di manifestazione piuttosto lunghi che vanno da  25 a 40 anni; il cancro ai polmoni, invece, è dovuto ad una serie di concause che si sommano all’esposizione all’amianto come il fumo di sigaretta e l’inalazione di particelle sottili (PM10 e PM2.5). Ha poi reso noto che il Ministero della Salute ha valutato in circa 1.000 i morti ogni anno per causa connesse all’esposizione all’amianto. Il dato importante è che non è stata ancora definita una soglia minima di esposizione al di sotto della quale può essere considerato basso il rischio di contrarre malattie e che l’attività di ricerca medica è concentrata sullo studio di nuovi biomarcatori in grado di segnalare in tempi molto precoci l’attivazione dei meccanismi in assenza di sintomatologie o segni clinici.

Il Capitano Marco Cavallo, comandante del Nucleo operativo dell’Arma dei Carabinieri di Roma, ha descritto l’attività della sezione specialistica da lui diretta con particolare riferimento ai reati commessi nella gestione dei rifiuti. Ha evidenziato che detenere manufatti in cemento/amianto non costituisce reato e che i problemi insorgono allorquando si decida di disfarsi degli stessi: in quel momento il prodotto diviene infatti un rifiuto e la sua rimozione e gestione va affidata a ditte specializzate iscritte in apposite sezioni dell’Albo nazionale dei gestori ambientali i cui riferimenti è possibile reperire sul sito www.albogestori.it

Infine il Dott. Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, si è soffermato sulla necessità di procedere speditamente all’approvazione della legge regionale illustrata dalla consigliera Avenali e nel contempo redigere un dettagliato e praticabile piano di realizzazione di impianti di smaltimento o di inertizzazione dei rifiuti prodotti nelle operazioni di bonifica: senza queste infrastrutture, infatti, le attività di bonifica non potranno avere quello slancio necessario per procedere alla rimozione delle enormi quantità presenti nella nostra regione e nella provincia di Frosinone. Fino ad oggi i materiali rimossi sono spesso stati spesso inviati all’estero, segnatamente in Germania ed Austria, ma la capacità di ricezione degli impianti di questi due Stati sono al limite e non sarà possibile per loro accogliere nel prossimo futuro ulteriori quantità. Ha illustrato poi le campagne di comunicazione annuale che l’associazione svolge sul tema, con la produzione di materiali informativi scaricabili dal sito www.legambiente.it

Ringraziamenti

I  soci dell’associazione Lamasena di Legambiente  ringraziano la congregazione cistercense dell’abbazia di Casamari che ha gentilmente offerto la sala conferenze per lo svolgimento dell’evento.

A fine convegno è stato offerto ai presenti un buffet aperitivo molto singolare, pensato per proporre agli ospiti e ai relatori i sapori semplici della tradizione ciociara basati sul buon vino, sul pane appena sfornato e sull’olio extra vergine.

Per realizzare tale proposta,  il circolo si è avvalso della disponibilità di aziende che hanno voluto rappresentare il loro amore per i  prodotti di altissima qualità enogastronomica. Qualità che  si manifesta con la loro costante ricerca dell’eccellenza nella produzione come nella trasformazione dei prodotti culinari.

Il ristorante “La Pineta” ha offerto pane e tartine di uova di quaglia9-PINETA provenienti dall’azienda agricola Gallolarino. Panetti di grano antico, macinato a Pietra, della qualità Senatore Cappelli e panetti di mais dai sapori unici  declinati dalla sapiente  re-interpretazione della più raffinata tradizione ciociara.

5-CIERAL’azienda cooperativa La Ciera dei Colli ha offerto l’olio extra vergine della omonima qualità olivicola con cui  è stato condito il pane che un tempo rappresentava l’usuale spuntino dei  contadini i quali arricchivano il tutto con una spolverata di zucchero per realizzare la gustosa merenda: pane zucchero ed olio.

L’azienda Res Ciociaria ha offerto i vini rossi e bianchi prodotti da 13-sponsorvitigni  autoctoni delle campagne Ripane, sapientemente ottenuti da  mescolanze di uve che conferiscono ai vini fragranze  eccellenti tutte da gustare.   A tali aziende va la più sentita gratitudine da parte di tutta l’associazione Lamasena.

Riccardo Viselli

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-GIUGNO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di giugno in alcuna stazione, confermando l’ottima performance del mese di maggio.

Inquinanti che continuano a destare forte preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio non hanno registrato ulteriori superamenti. Si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in maggio: come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare meno critico del periodo precedente: infatti, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in maggio. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente non appare al di sopra del consentito in nessuna stazione (Ceccano e Frosinone Scalo nel mese precedente avevano invece fatto rilevare una media di periodo al di sopra dei limiti di legge). Si evidenzia che in tutte le stazioni sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al periodo gennaio/maggio, con cali più sensibili ancora una volta a Ceccano e a Frosinone Scalo (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione sei mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al periodo gennaio/maggio: a Cassino si passa da una media di periodo superiore al limite massimo ad una valore inferiore ai limiti consentiti, mentre a Frosinone via Mazzini e a Fontechiari viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in tutte e tre le stazioni con variazioni più sensibili a Cassino (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nei precedenti cinque mesi, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), la concentrazione media dei cinque mesi risulta ancora superiore alla norma nella stazione di Cassino mentre a Frosinone scalo si conferma il valore pari al massimo consentito. In tutte le altre stazioni si confermano valori al di sotto del limite (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni (figura 8), con variazione maggiormente sensibile a Cassino.

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 23 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 4 nel mese di giugno e nella seconda 6 superamenti, di cui 3 nel mese di giugno.

 Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nei cinque mesi gennaio/maggio (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in maggio.

Conclusioni

Le medie di periodo sono diminuite in tutte le stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo, ma in nessuna stazione la media nei sei mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile (a differenza del precedente periodo in cui risultava oltre il consentito a Ceccano e Frosinone Scalo).

Anche la concentrazione nei sei mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) non risulta superiore al consentito in alcuna stazione (nel precedente periodo il limite risultava superato a Cassino).

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo è ancora superiore al valore massimo a Cassino e al limite a Frosinone Scalo.

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Riccardo Viselli

 

 

 

 

 

 

 

A come Amianto … A come Asbestosi

Locandina definitiva revisedIl 1° luglio, dalle ore 17.00,  presso la sala conferenze dell’Abbazia di Casamari  di Veroli (FR) si svolgerà un convegno dal titolo “A Come Amianto … A come Asbestosi”.

L’inquinamento da Amianto provoca più di 5.000 decessi l’anno  in Italia e più di 100.000 nel mondo, esso   è anche considerato uno dei maggiori responsabili delle morti sul lavoro e, tuttavia, non è percepita la sua pericolosità per fattori che riguardano – con molta probabilità –  il periodo di latenza delle malattie asbesto correlate che può arrivare ad oltre 40 anni dalla prima esposizione alle sue fibre aerodisperse.

Di fronte a tale grave problema non si può rimanere indifferenti. Quindi, la prima azione necessaria è quella di  focalizzare la giusta attenzione  sui vari aspetti del problema che riguardano:  i rischi sanitari connessi all’esposizione alle fibre di amianto, la prevenzione medica, le cure possibili, lo smaltimento e bonifica dei siti inquinati, gli strumenti legislativi, i reati connessi allo smaltimento illecito,  il problema del giusto riconoscimento dei risarcimenti per le malattie asbesto correlate,  ecc.

Per dare le risposte alle  tante  domande che i cittadini si pongono sul tema, il circolo LAMASENA di Legambiente ha organizzato un convegno pubblico  invitando interlocutori qualificati  che possono ben rappresentare i problemi che riguardano il più insidioso inquinante dei nostri tempi.

Alla conferenza parteciperanno tra i relatori, l’on. Mauro  Buschini  – assessore all’ambiente della regione Lazio, l’on. Cristiana Avenali – promotrice della legge regionale sulla prevenzione e il risanamento dell’ambiente dall’amianto, il Cap. Marco Cavallo – comandante del CC NOE di Roma, il dott. Francesco Forastiere – direttore dell’unità operativa complessa del dipartimento epidemiologia del Serv . Sanitario del Lazio,  il dott. Fulvio Cavariani – direttore UOC regionale amianto,  la dott.ssa Rosa Ferri – coordinatrice del “Progetto Amianto”  della  ASL  di Frosinone,  il dott. Giorgio Zampetti – responsabile scientifico nazionale di Legambiente, il dott. Norberto Venturi – presidente LILT di Frosinone.

Il convegno sarà l’occasione per  fare il punto sulla situazione epidemiologica  delle malattie asbesto correlate nel basso Lazio  che, seppur non interessato da insediamenti industriali fortemente inquinanti ben più noti come quelli della Fibronit di Broni o la Isochimica di Avellino,  presenta un’incidenza elevata delle malattie a carico dell’apparato respiratorio (in primis asbestosi  e mesotelioma della pleura).

I nodi da sciogliere sul problema amianto sono ancora tanti e di difficile definizione. La soluzione potrà arrivare  attraverso il concorso e le energie migliori provenienti dalle istituzioni, dalle associazioni e dai cittadini solo se sapranno mettere insieme le competenze e le risorse per il risanamento del nostro ambiente

QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FROSINONE NEL PERIODO GENNAIO-MAGGIO 2016

Anche il mese appena trascorso ha fatto registrare lievi miglioramenti della qualità dell’aria, ma con alcuni parametri che presentano ancora valori preoccupanti. Si segnala in particolare che, relativamente alle PM10, nella stazione di Ceccano già in marzo era stato superato il valore limite giornaliero e nella stazione di Frosinone Scalo questo limite è stato raggiunto. Nessun ulteriore superamento è stato registrato nel mese di maggio in queste due stazioni, confermando l’ottima performance del mese di aprile.

Inquinanti che continuano a destare preoccupazione

Le particelle sottili – PM10

Nel mese appena trascorso le centraline di rilevamento gestite da Arpa Lazio hanno registrato un solo ulteriore superamento solo nelle stazioni di Alatri, Anagni e Cassino: si conferma quindi il segnale di miglioramento registrato in aprile. Come per i precedenti articoli, nel grafico 1 viene evidenziato con il rettangolo rosso il limite dei superamenti annui ammessi (35) ed in blu quelli registrati nei vari siti. Una volta che il rettangolo rosso sarà colmato, la stazione starà registrando una condizione oltre i limiti imposti dalle norme. Ebbene, si noterà che a Ceccano (che ha già superato nel primo trimestre il limite annuale) mantiene ancora la prima posizione; situazione critica anche a Frosinone Scalo (che ha raggiunto il limite massimo annuale). Situazione da tenere sotto controllo ad Alatri, Cassino e Frosinone via Mazzini. Situazione invece che appare accettabile a Ferentino, Anagni e Fontechiari.

Figura 1 – Superamenti limite PM10

pm10

Relativamente alla media sull’intero periodo il quadro appare ancora critico ma, come accennato sopra, si registra un ulteriore miglioramento rispetto a quanto già di positivo rilevato in aprile. Nel grafico 2 viene rappresentato con lo stesso criterio il limite annuale (rettangolo rosso) e la concentrazione media per i cinque mesi registrata nelle varie stazioni (rettangolo blu). Il limite attualmente appare al di sopra del consentito a Ceccano e a Frosinone Scalo, mentre in tutte le altre stazioni si confermano valori al di sotto del consentito.

In tutte le stazioni, inoltre, sono state registrate diminuzioni delle medie rispetto al quadrimestre gennaio/aprile, con cali più sensibili ancora una volta a Ceccano e a Frosinone Scalo (figura 3).

Figura 2 – Concentrazione cinque mesi PM10

pm10 concentrazione

Figura 3 – Variazione concentrazione PM10

pm10 variazione concentrazione

Le particelle sottilissime – PM2.5

Anche questo inquinante ha fatto registrare nel mese appena trascorso miglioramenti rispetto al quadrimestre gennaio/aprile: Cassino fa ancora registrare una media di periodo superiore al limite massimo, mentre a Frosinone via Mazzini e a Fontechiari viene confermato il valore sotto soglia massima (figura 4). La media è inoltre diminuita in tutte e tre le stazioni (figura 5).

Figura 4 – Concentrazione PM2.5

pm2.5

Figura 5 – Variazione concentrazione PM2.5

pm2.5 variazione concentrazione

Inquinanti che continuano a destare moderata preoccupazione

Biossido di azoto

Mentre il risultato si conferma ottimo relativamente al numero dei superamenti (3 superamenti solo nella stazione di Anagni, come nel precedente quadrimestre, abbondantemente ancora al di sotto del limite, figura 7), la concentrazione media dei cinque mesi risulta ancora superiore alla norma nella stazione di Cassino mentre a Frosinone scalo si passa da un valore sopra norma ad uno pari al massimo consentito. In tutte le altre stazioni si confermano valori al di sotto del limite (figura 6).

Come per il particolato, anche per questo inquinante sono state registrate diminuzioni delle medie per l’intero periodo in tutte le stazioni (figura 8).

Figura 6 – Concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto concentrazione

Figura 7 – Superamenti biossido di azoto

biossidoazoto superamenti

Figura 8 – Variazioni concentrazioni biossido di azoto

biossidoazoto variazione concentrazione

Ozono

Il dato per l’ozono è noto per due stazioni, Fontechiari e Frosinone via Mazzini: nella prima sono stati registrati 19 superamenti per quanto riguarda il cosiddetto “valore obiettivo a lungo termine” calcolato come media su 8 ore ed il cui superamento non è permesso in una pianificazione a lungo termine per una efficace protezione della salute umana, di cui 3 nel mese di maggio e nella seconda 3 superamenti, di cui 2 nel mese di maggio.

Inquinanti che al momento continuano a non destare preoccupazione

Benzene

Il dato è noto per la sola stazione di Frosinone Scalo ed al momento la concentrazione è entro i limiti di legge (figura 9) e con diminuzione rispetto al valore registrato nel quadrimestre gennaio/aprile (figura 10)

Figura 9 – Concentrazione benzene

benzene concentrazione

Figura 10 – Variazione concentrazione benzene

benzene variazione concentrazione

Ossido di carbonio, biossido di zolfo

Il dato sull’ossido di carbonio è noto per 4 stazioni (Alatri, Ferentino, Frosinone scalo e via Mazzini) e quello per il biossido di zolfo per due stazioni (Cassino e Frosinone via Mazzini): in nessun caso sono stati registrati superamenti dei limiti normativi confermando quanto registrato in aprile.

Conclusioni

Le medie di periodo sono diminuite in tutte le stazioni e per tutti gli inquinanti.

Per quanto riguarda il parametro PM10 (particolato sottile) il valore limite annuale dei superamenti giornalieri è stato già raggiunto a Ceccano e Frosinone Scalo e nelle stesse stazioni la media nei cinque mesi risulta superiore al valore massimo raggiungibile.

La concentrazione nei cinque mesi del parametro PM2.5 (particolato sottilissimo) risulta superiore al consentito a Cassino.

Per quanto riguarda il biossido di azoto la media di periodo è superiore al valore massimo a Cassino.

Sono stati registrati ulteriori superamenti dell’ozono nelle stazioni di Fontechiari e di Frosinone via Mazzini.

Riccardo Viselli

I cittadini premiano il progetto Parco Cavallaro

Parco CavallaroVeroli.  Attraverso lo straordinario strumento del Bilancio Partecipativo, domenica 15 maggio,   i cittadini hanno potuto scegliere in modo consapevole e democratico i quattro  progetti  che saranno realizzati dall’amministrazione comunale di Veroli.  In tutta la storia repubblicana,  il bilancio partecipativo è il più originale strumento d’innovazione democratica attraverso il quale i cittadini diventano diretti decisori nelle scelte d’interesse collettivo.  I Verolani hanno risposto a questa sfida in modo attivo e propositivo, presentando dapprima 57 progetti e successivamente andando in 3.256 alle urne per effettuare la loro scelta,  sobbarcandosi ore di fila pur di esprimere la loro preferenza.20160517 Foto epilogo 2

La consultazione ha sancito, con 393 voti favorevoli,  la scelta di premiare il progetto PARCO CAVALLARO nell’ambito del settore “Lavori Pubblici, Mobilità e Viabilità”, il cui soggetto proponente è Dino Quattrociocchi.

Il progetto Parco Cavallaro ha come obiettivo principale la realizzazione di un parco pubblico multifunzionale (gioco,sport e relax), godibile da tutte le fasce d’età, presso la scuola Celestino Frasca di Santa Francesca.  La realizzazione del parco consentirà la riqualificazione dell’area verde che circonda tale complesso scolastico attribuendo allo stesso il valore di polo catalizzatore della vita pubblica dell’intera comunità.

Gli ideatori del progetto hanno ipotizzato di realizzare:  un percorso allenamento lungo il perimetro dell’area verde,  un’area gioco dotata di scivolo, altalena, bilico e giochi a molle.  Inoltre, è stato previsto di realizzare  un percorso salute dove poter eseguire degli esercizi a corpo libero. L’idea del progetto si chiude con la previsione di  costruire un area pic-nic attrezzata con tavoli e panche.

Nell’ambito del progetto,  i promotori hanno anche previsto di diventare parte determinante nelle attività di manutenzione ordinaria di tutta l’area. In  quest’ottica  hanno coinvolto nel progetto l’associazione di volontariato Legambiente Lamasena che ha espresso l’impegno formale di adottare l’intera area del parco attraverso lo strumento e le modalità definite dalla delibera del Comune di Veroli ( num.: 122/2014)  concernente l’adozione di aree verdi pubbliche da parte di associazioni ed enti

A Strangolagalli la prima presentazione pubblica de “Il Lupo di Cartellino”

6-TomassiEVicenzi21/05/2016, a Strangolagalli si è svolta la prima presentazione pubblica del romanzo giallo IL LUPO DI CARTELLINO,  scritto da Riccardo Viselli.  Il romanzo, dopo i successi editoriali di cui è stato oggetto, raggiungendo i primi posti nella classifica di vendite in Italia, è stato presentato  presso la Scuola Viselli alla presenza di tutta l’amministrazione comunale con a capo il sindaco   Giovanni Vincenzi, l’assessore alla cultura Michele Tomassi e tutti i consiglieri.

La presentazione del libro ha stimolato tante curiosità  a cui l’autore ha dato suggestive risposte,  raccontando aneddoti legati alla creazione di quest’opera che è ambientata all’interno di  paesaggi tipicamente ciociari e  ispirata dalle abitudini e dalle consuetudini della sua gente.

L’attività di preparazione dell’evento ha visto la straordinaria  partecipazione di 2-legambienteuno staff organizzativo di prim’ordine che ha saputo ricreare ambientazioni ispirate ai luoghi raccontati nel libro. La presentazione è stata arricchita dalla proiezione di un accattivante booktrailer, curato da Silvio Correale che,   in apertura,  ha generato  la giusta suspence di aspettativa da parte del pubblico.

L’associazione Lamasena ha patrocinato la presentazione del libro in quanto esso dimostra essere uno straordinario strumento culturale che da voce alla celebrazione della bellezza dei tanti luoghi naturalistici e paesi di cui la terra di Ciociaria è piena. A ciò si accompagna  il tentativo di riabilitare la nobile figura di un predatore che è, ormai, in via di estinzione all’interno del nostro ecosistema.

In conclusione dell’evento sono stati premiati i vincitori  del concorso artistico a tema sul “LUPO”   che ha visto la vittoria del disegno dell’alunna Michelle Scarapicchia ed ex-equo, per gli altri due premiati, gli alunni:  Gabriele Biordi  e Alessia Igneo coordinati dalla professoressa Nadia Sorge.

Remo Cinelli