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Inseguendo fantasmi di briganti

Sentiero Chiavone

SENTIERO CHIAVONE

(SENTIERO CS1 VARIANTE ASCENSORE)

“Sembra di percepirli dietro il fruscio degli arbusti. Nascondersi dietro vecchi tronchi rugosi, smussati dalla nebbia. Talvolta il sibilo del vento sembra assumere i connotati di un segnale di agguato. È sotto le foglie scricchiolanti che si nascondono i sentieri battuti dal brigante Chiavone.”

BREVE STORIA DEL BRIGANTE CHIAVONE

Era la metà dell’800, nel periodo del Risorgimento, subito dopo l’Unità d’Italia, quando Luigi Alonzi, detto Chiavone, assieme ad un folta schiera di briganti si fece portavoce di un movimento di banditismo armato. Si opponevano alla politica del nuovo governo Italiano e miravano a ripristinare con la forza il governo borbonico. Questi movimenti nacquero spontaneamente in quasi tutta la penisola italica, tuttavia su queste montagne assunsero una cruciale importanza. Infatti questi boschi, situati a ridosso del confine con lo Stato Pontificio, ben si prestavano alle scorribande anche perché i briganti godevano della protezione del clero. A poche centinaia di metri dal punto di partenza del sentiero è situato un piccolo agglomerato di case, conosciuto con il nome di contrada i Cocchi. La toponomastica del luogo deriva dal cognome prevalente degli abitanti. In una modesta abitazione, all’epoca, viveva Olimpia, vedova Cocco, amante di Chiavone. Il brigante era talmente innamorato di questa donna che tornava ogni sera per starle vicino. E fu proprio a colpa di questo eccessivo attaccamento che un giorno fu intercettato su questi sentieri ed arrestato. La sua condanna a morte non tardò ad arrivare e fu trucidato in un bosco nei pressi dell’Abbazia di Trisulti nel 1862.

Il Brigante Chiavone

SULLE ROTTE DELLA TRANSUMANZA

Il sentiero si trova in un posto strategico per la transumanza che avveniva già in epoca precristiana. A testimoniare l’importanza del luogo, caratterizzato dalla presenza di diverse sorgenti di acqua, c’è una capanna in pietra, simile ad un trullo, costruita come rifugio per i pastori.

VEGETAZIONE

Il percorso si sviluppa lungo antiche faggete e conifere di recente impianto. In abbondanza si trovano lungo il sentiero rovi di rosa canina, le cui bacche sono commestibili e ricche di vitamina C. In passato venivano utilizzate per realizzare deliziose confetture. Dal frutto del faggio, detto faggiola, si ricavava mediante spremitura un olio eccellente, dolce e commestibile che veniva usato sia come surrogato dell’olio di oliva che come combustibile per le lampade ad olio. L’olio è ricco di fosfati, può essere conservato a lungo ed invecchiando migliora notevolmente di qualità. Per approfondire leggi l’articolo “Antichi Saperi: l’olio di semi di faggio” oppure puoi consultare l’Enciclopedia di Chimica Scientifica ed Industriale – Volume Sesto edito nel 1873 e disponibile gratuitamente online per la consultazione all’indirizzo: http://goo.gl/6RcBvc

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FAUNA

Non è raro, specie durante i periodi invernali, trovare in mezzo alla neve chiare orme di orso. I boschi dei Monti Ernici sono infatti popolati dall’Orso Marsicano. Ne sono rimasti pochissimi esemplari e sono a rischio di estinzione per via della crescente e sempre più incosciente attività antropica. Per una trattazione più approfondita sull’estinzione dell’Orso Marsicano si consiglia la lettura del piacevole ed interessante romanzo di Ciro Castellucci dal titolo “Il richiamo dell’orso” (vedi Recensione),  in vendita online su www.libreriauniversitaria.it. 532022_4733423267869_1093517609_n

VISITE ACCOMPAGNATE

Gli amici del locale circolo Legambiente denominato Lamasena, sono a disposizione per accompagnarti sulle tracce dei briganti assieme ad esperti di storia, archeologia, agronomia e appassionati di montagna per far diventare la tua visita un’esperienza incredibile, per farti scoprire le bellezze nascoste del nostro territorio ed insegnarti ad apprezzarle e proteggerle.

IL SENTIERO

MAPPA INTERATTIVA

SCHEDA TECNICA

Il sentiero non è segnato nelle carte dell’Istituto Geografico Militare (IGM) nè sulla carta dei sentieri dei Monti Ernici perchè l’ultimo tratto è stato riportato alla luce di recente grazie al lavoro del CAI di Sora (www.caisora.it).

Il percorso è lungo circa 12 km e richiede circa 3H 15m per la salita ed 1H 30m per la discesa.

Il sentiero, in gran parte carrozzabile, oltre ad essere adatto agli amanti del trekking è idoneo, fino al bivio di Valle Scura (a 1344m slm), per escursioni a cavallo ed in mountain bike. Si parte da località Fontana Grande (vedi coordinate INIZIO) nel comune di Monte San Giovanni Campano, lungo la strada pedemontana Sora/Veroli, poco distante del segnale di confine tra Sora e Veroli,  a quota 660m slm e si giunge ad una quota massima di 1739m slm con un dislivello di 1079m.

Dopo circa 1,3Km di cammino, a circa 980m in linea d’aria a 341 gradi azimut, si trova il primo punto di interesse, ovvero la sorgente di Fontana Fusa (vedi coordinate FONTANA FUSA), che si trova a quota 828m slm adagiata alle pendici di Monte Tartaro. A 5 minuti di cammino dalla sorgente, in prossimità di uno steccato,  si raggiunge il cippo di confine numero 177 tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie. Una breve deviazione dal percorso assolutamente consigliata.

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Riprendendo il cammino da Fontana Fusa, muovendosi di 246m in linea d’aria in direzione 308 gradi azimut, si arriva ad una capanna pastorale realizzata in pietra con volta autoportante (vedi coordinate TRULLO), situata a quota 880m slm, poco più a Nord della zona denominata La Vicenna. Ad  attestazione  dell’importanza strategica  del  luogo  la presenza di un cippo di confine, il diciannovesimo, che segna ancora il confine  tra i comuni di Monte San Giovanni Campano e Veroli.  Datato 1779 è distante soltanto qualche decina di metri più avanti. Purtroppo la stele non è molto visibile perché parzialmente interrata. Sulla sua sommità comunque sono riportate in maniera leggibile le lettere M(onte S. G. Campano) e V(eroli), il numero progressivo in cifre romane (XIX) e l’anno 1779.

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Al secondo kilometro di cammino, ovvero a 200m di distanza in linea d’aria in direzione 333 gradi azimut, si giunge nella Valle Innamorata, a quota 961m slm dove si apre un fantastico panorama sulla vallata sottostante (vedi coordinate PANORAMA). Al kilometro 2,75 di cammino si giunge a quota 1115m slm dove c’è un’area di sosta attrezzata con un tavolo e delle panche (vedi coordinate RISTORO). Al kilometro 3,4 di cammino si giunge al Colle dei Lupi, a quota 1195m slm dove si trova una biforcazione (vedi coordinate BIVIO FAITO). Procedendo in direzione Macchia Faito sarà possibile raggiungere il Rifugio Faito e l’incantevole Pozzo Faito, che però non sono inseriti nel Sentiero Chiavone, e pertanto bisogna procedere sulla carrozzabile principale in direzione Nord/Ovest (333 gradi azimut).

Al Kilometro 4,8 di cammino si giunge ad un bivio a quota 1344m slm (vedi coordinate VALLE SCURA) e bisogna lasciare la strada carrozzabile per procedere in direzione 340 gradi per la faggeta seguendo il sentiero che si estende lungo la Valle Scura, sul confine, segnato con filo spinato, tra il comune di Sora e quello di Monte San Giovanni Campano e che un tempo segnava il confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie. Da questo punto in poi il tragitto non è più consigliato per le escursioni a cavallo o in mountain bike.

1492355_488956394550582_661608908_o La sella che connette Monte Pedicino a Monte Pedicinetto (vedi coordinate SELLA) è a quota 1731m slm. Per raggiungerla bisognerà colmare un dislivello di 387m in circa 1,3km di cammino con una pendenza media superiore al 30%. Al quinto km di cammino, in pieno sottobosco è nascosta una croce (vedi coordinate CROCE) . 250m più su si incontrerà il bivio (vedi coordinate SI621) per il Sentiero Italia numero 621, che procede verso Fossa dell’Ortica e che conduce poi a Prato di Campoli, in località Pozzi di Campoli. Al kilometro 6,5 di cammino si giunge alla croce di vetta (vedi coordinate VETTA), che è collocata nel territorio di Monte San Giovanni Campano, sul versante Sud, lì dove la vegetazione improvvisamente si dirada,  ad una quota di 1737m slm, ovvero di poco più in basso rispetto alla sommità.

1536531_10202211565444927_352870139_n Il Sentiero Chiavone prevede che il ritorno venga effettuato ripercorrendo la stessa traccia. Tuttavia esiste una variante del percorso, segnata, che è denominata l’ascensore proprio per l’importante pendenza media del 46,5%. Infatti in 750m lineari si scende di ben 348m di quota. La pendenza è particolarmente pericolosa e sdrucciolevole negli ultimi 10m (pendenza 70% circa) che precedono l’innesto del sentiero sulla strada carrozzabile (vedi coordinate PERICOLO). La discesa per l’ascensore è fortemente sconsigliata a chi abbia difficoltà di equilibrio e agilità o che non disponga di attrezzatura tecnica. L’utilizzo di corde può rendere più sicura la discesa. Porre la massima attenzione anche al non essere colpiti dai massi che i compagni a monte potrebbero involontariamente smuovere con il proprio peso facendoli rotolare a valle. Rientrati sulla carrozzabile, dopo 500m metri di cammino si giunge di nuovo al bivio di Valle Scura. Seguendo da li i propri passi sul sentiero già percorso nel senso inverso, dopo 4,8km di cammino si giungerà al punto di partenza in località Fontana Grande.

COORDINATE E TRACCE GPS

INIZIO: Lat/Lon/Alt: 41,718050 N / 13,504417 E / 660m slm FONTANA FUSA: Lat/Lon/Alt: 41,726267 N / 13,500700 E / 828m slm TRULLO: Lat/Lon/Alt: 41,727659 N  / 13,498338 E / 879m slm PANORAMA: Lat/Lon/Alt: 41,729285 N / 13,497276 E / 961m slm RISTORO: Lat/Lon/Alt: 41,734617 N / 13,496200 E / 1115m slm BIVIO FAITO: Lat/Lon/Alt: 41,737483 N / 13,496567 E / 1195m slm VALLE SCURA: Lat/Lon/Alt: 41,742395 N / 13,498955 E / 1344m slm CROCE: Lat/Lon/Alt: 41,743600 N / 13,498338 E / 1353m slm SI621: Lat/Lon/Alt: 41,745850 N / 13,498450 E / 1426m slm SELLA: Lat/Lon/Alt: 41,751600 N / 13,492033 E / 1731m slm VETTA: Lat/Lon/Alt: 41,748050 E / 13,491333 N  / 1737m slm PERICOLO: Lat/Lon: 41,742165 N / 13,495795 E / 1389m slm

La traccia gps, in formato GPX che include i POI/waypoints su elencati, è stata resa pubblica su OpenStreetmap ed è scaricabile gratuitamente dall’indirizzo http://www.openstreetmap.org/user/gasparrisoft/traces/1636877

La traccia gps, in formato KML per Google Maps o Google Earth è scaricabile gratuitamente dall’indirizzo http://goo.gl/U6h7aU.

CARTOGRAFIA E GPS

La carta dei sentieri del Gruppo dei Monti Ernici, a cura di Edizioni Lupo Srl, è acquistabile online (http://www.edizioniillupo.it/ernici), o presso la libreria Ubic in Via Aldo Moro a Frosinone, presso la cartolibreria Magnante Catia nel centro storico di Veroli oppure presso le sezioni locali del Club Alpino Italiano di Sora (http://www.caisora.it), Frosinone (http://www.caifrosinone.it) o Alatri (http://www.caialatri.it/).

Le mappe militari di riferimento della zona sono:

  1. IGM Serie 25 Foglio 390 IV (Alatri), Anno 2000, Edizione 1, Ripresa Aerofotogrammetrica 1994, Data Ricognizione 1998;
  2. IGM Serie 25V (Tavolette) Foglio 152 III-NO (Balsorano), Anno 1957;
  3.  IGM Serie 50 Foglio 390 (Frosinone), Anno 2000, Edizione 1;

Si tenga presente che le indicazioni riportate in questa pagina fanno riferimento al datum WGS84 ed alle coordinate geografiche espresse in formato gradi decimali (DD) mentre le carte dell‘Istituto Geografico Militare, su cui si basa anche la carta tecnica dei sentieri, generalmente utilizzano il datum Europa 1950 con reticolato UTM. Il Nord utilizzato come riferimento azimutale è il Nord Geografico. Considerare che la declinazione magnetica nel 2014 per questo sentiero è stimata in 2,72 gradi Est e cambia di 0,09 gradi ogni anno.

I corsi di orientamento, cartografia e navigazione terrestre di superficie sono erogati dal 99^ Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Monte San Giovanni Campano, che è reperibile al numero 348.5109120 (https://www.facebook.com/NucleoAncMSGC).

PRIMA DI PARTIRE

Entra in contatto con gli accompagnatori locali, facendo riferimento al circolo Legambiente LAMASENA” (https://lamasena.net/), chiedendo la disponibilità di accompagnatori. Se disponi di radioline PMR446/LPD commerciali, per aumentare la tua sicurezza in montagna informati sul progetto Rete Radio Montana (http://www.radioinmontagna.it/) e compila la modulistica operativa consigliata. Assicurati che le condizioni meteo siano buone e stabili, considerando che il tempo in montagna cambia molto velocemente. Predisponi con cura tutta l’attrezzatura necessaria, considerando anche almeno 1,5 Lt di acqua per persona. In inverno potrebbero essere necessarie le ghette ed è consigliabile vestirsi a strati. Porta con te una busta.

DURANTE IL PERCORSO

Raccogli eventuali resti della presenza umana (ovvero i rifiuti che potresti incontrare lungo il cammino) all’interno della tua busta. Portando la spazzatura a valle avrai contribuito a rendere il mondo migliore

IN CASO DI NECESSITÀ Il versante sud del sentiero, ovvero quello che si estende da Fontana Grande sino alla Sella e dalla vetta sino a tornare giu a valle, ha una buona copertura con diversi operatori di telefonia mobile. La maggior parte del sentiero è sotto buona copertura del ripetitore radioamatoriale R7 Santopadre, alla frequenza 145,775 Mhz con shift -600 Khz. Non sono necessari toni subaudio per transitare sul ripetitore, che copre la zona centro sud della Ciociaria e quella nord della Campania.

Soccorso Alpino e Speleologico348.6131300 Protezione Civile: 348.5109120 (Incursori Quad – AssoCarabinieri)

AL RIENTRO

Informati sull’attività svolta dal Comitato per la protezione dei Monti Ernici (www.comitato-ernici.org) e se lo ritieni opportuno potrai aderire e sostenere la loro attività. Se hai suggerimenti , fotografie o filmati da inviarci saremo lieti di renderli pubblici. Se ti è piaciuto l’itinerario lascia la tua testimonianza e valuta la possibilità di sostenere anche la nostra attività, aiutando il circolo Lamasena a riscoprire e salvaguardare il nostro ambiente ed il nostro patrimonio storico, paesaggistico e naturalistico.

Un vecchio proverbio indiano recita:

“Non abbiano ereditato la terra dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli “

 
 

FONTI

PER ARRICCHIRE LA TUA ESPERIENZA

LICENZA

© Questo lavoro, denominato “Inseguendo fantasmi di briganti” di Giovanni Gasparri  è fornito integralmente sotto licenza internazionale Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0.

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Data di Pubblicazione 22 Gennaio 2014

Ultima Revisione: 27 Agosto 2014

Autori: Giovanni Gasparri

DISCLAIMER (ESONERO DI RESPONSABILITÀ)

Il LETTORE è edotto che le attività qui descritte (quali ad esempio l’escursionismo, l’alpinismo, etc) sono da intendersi ad alto rischio, perchè in sfortunate circostanze possono portare anche alla perdita della vita umana e pertanto andrebbero eseguite solamente con attrezzatura idonea, con adeguato addestramento ed equipaggiamento, utilizzando degli accompagnatori locali, prendendo tutte le precauzioni e mai da soli. Il LETTORE è consapevole ed accetta incondizionatamente che tutte le informazioni qui riportate possono essere soggette ad eventuali errori, imprecisioni, omissioni o altri difetti e che le stesse vengono fornite senza alcuna garanzia, espressa o implicita, relativa a titolo esemplificativo ma non limitativo, all’accuratezza, completezza, affidabilità o fattibilità. 
Benché abbiamo dato il massimo per rappresentare in maniera accurata la realtà, i dispositivi GPS da noi utilizzati nonché quelli utilizzati dalla maggioranza degli escursionisti, non sono accurati e pertanto tutte le informazioni contenute in questa pagina, inclusi i files con le tracce gps ed i waypoints sono indicativi e da utilizzarsi a proprio esclusivo rischio e pericolo.
Il LETTORE solleva da ogni responsabilità gli AUTORI, i loro COLLABORATORI ed il SITO, per qualsiasi danno conseguente, incidentale, indiretto o speciale (senza limitazioni), indipendentemente dalle basi del reclamo e anche se gli AUTORI, i COLLABORATORI o il SITO fossero stati avvisati delle possibilità di tali danni.  Il LETTORE recepisce tutte le informazioni qui fornite a proprio eclusivo rischio e pericolo.
 
Prima di stampare questa pagina considera l’impatto che avrà sull’ambiente 

Il richiamo dell’orso

20140111 Orso Marsicanodi Ciro Castellucci

Recensione a cura di Giovanni Gasparri
Il romanzo racconta la storia di Vincent, un giovane naturalista italo-canadese di successo che torna nella sua terra natia, scoprendola molto diversa e più interessante di quanto si aspettasse. Si imbatte in un diario smarrito da uno misterioso personaggio su un treno e che scoprirà poi contenere preziose ed uniche descrizioni dell’Orso Marsicano, delle sue abitudini e dei suoi segreti spazi vitali.
Grazie alla sua brillante formazione si rende immediatamente conto del valore del manoscritto, e, sorpreso, decide di mettersi sulle tracce dell’orso.
Così facendo trascorrerà dei mesi girovagando ed appostandosi sui Monti Ernici, Le  Mainarde e le montagne di Sora, ed avrà la possibilità di vedere paesaggi mozzafiato, imbattersi in specie botaniche rarissime ed esemplari di fauna autoctona in via di estinzione. In questa sua ricerca trova anche, inaspettatamente, l’amore.
Il testo, gradevole e scorrevole, è ricco di rimandi e citazioni di personaggi illustri, poeti e pittori che hanno testimoniato nella storia la grandezza e le peculiarità  di questa terra. Questi riferimenti sono brevi e graditi perché non appesantiscono il testo e stimolano la curiosità del lettore, offrendo spunti per l’approfondimento.
L’intreccio è molto semplice e lineare e una diversa evoluzione della storia d’amore avrebbe reso il testo più intrigante. Tuttavia l’importanza dell’epilogo giustifica la scelta dell’autore di dare meno importanza alle divagazioni amorose.
Il testo pone l’accento sul fatto che l’Orso Marsicano si sta estinguendo sotto i nostri occhi distratti e di fronte alla nostra insensibilità e mancanza di volontà per porvi rimedio. L’orso è solo un esempio delle tante cose che stiamo deturpando, inquinando, uccidendo.
Il richiamo dell’orso, quindi, assume proprio i connotati di un richiamo al lettore, perché diventi parte attiva nella salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.
L’autore utilizza in maniera innovativa il linguaggio onirico di un romanzo con lo scopo ultimo di  trasformare i lettori in custodi della biodiversità, facendo loro riscoprire da dove veniamo, quali cose straordinarie abbiamo ereditato e sottolineando l’importanza di dover passare integro il testimone alle generazioni future.
Devo ammettere che fa un certo effetto arrivare all’ultima pagina del libro proprio mentre sto sorvolando in aereo l’oceano atlantico diretto verso il Canada. La storia di Vincent, infatti, è una storia che conosco bene perché è la storia di tutti gli emigranti, che dopo aver trovato il successo non desiderano altro che riscoprire la propria terra, cosa la rende indimenticabile e diversa dal resto del mondo. E sono proprio quelle cose meravigliose, di cui l’Orso Marsicano ne è solo una testimonianza, che né noi, né le istituzioni sono maledettamente in grado di apprezzare e salvaguardare. È attraverso gli occhi di un forestiero che queste cose si riscoprono.
Un libro assolutamente consigliato a tutti, nella speranza che il richiamo funzioni davvero per risvegliare le coscienze.

Città bella e sicura

20140109 Mettiamoci al sicuro! BN

Il circolo Lamasena è tra le associazioni firmatarie dell’iniziativa che porterà, geologici  e professori universitari, a parlare dei rischi idrogeologici e sismici a cui sono esposte le nostre città.

Il convegno, che si terrà a M.S.G.C.  il prossimo  22 febbraio, sarà l’occasione per riflettere collettivamente sullo stato di salute degli edifici in  cui abitiamo e sulla loro capacità di resistere a eventi naturali potenzialmente distruttivi.   E’ indubbio che,  in questi ultimi decenni,  il territorio ciociaro abbia subito  violenze,  anche dal punto  paesaggistico,  per l’abuso di edificare case brutte e pericolose.

Ciò che è mancato in questi anni è un governo autorevole per la nuova urbanizzazione che potesse imprimere linee guida rigorose al fine di edificare in modo razionale e sicuro per godere di tutti i vantaggi che ciò avrebbe prodotto,  in termini di migliore gestione dei servizi e maggiore economicità sulle spese energetiche. Rimane anche il rammarico che, sebbene fosse noto da decenni l’elevato rischio sismico della nostra terra, poco o nulla si  è fatto  per costruire secondo i migliori requisiti  antisismici.

Purtroppo, in questi anni bui per la custodia del paesaggio e del patrimonio culturale,  si è dissolta quella sapienza plurisecolare che permise all’Italia di conservare quanto di bello era stato creato e di  pianificare lo sviluppo delle città in modo armonioso con la natura e con il suo contesto storico.  Basterebbe ricordare che, sebbene l’Italia sia stata sempre divisa,  gli italiani hanno avuto in comune una stessa radice, uno stesso amore per il bello, che ha permesso di costruire le proprie città con l’obiettivo di renderle ammirevoli,  tanto da istituire – per primi in Europa – gli uffici per l’Ornamento (Piacenza, 1580), le commissioni per l’Ornato (Milano, 1784), l’autorità per l’Ornato e l’Acconcio della città (Siena, 1403), l’Assunteria dell’Ornato (Bologna, 1576), il Commissario alle Antichità (Roma, 1534), le Prammatiche dei Re Aragonesi per la Bellezza della Città (Catania, 1406 – Palermo, 1421 –  Siracusa, 1437), ecc.

Gli italiani avevano capito, per primi, che gli oggetti e le case di proprietà privata avevano un impatto pubblico determinato dalla loro valenza estetica, storica,  culturale nonché di sicurezza collettiva e, per questo, agirono di riserva con leggi e norme che garantissero la salubrità dell’aria, l’altezza degli edifici e i loro affacci sulle strade.

Purtroppo, in questi ultimi decenni – che possono collocarsi dalla fine degli anni 60 ai giorni nostri – i cittadini e gli amministratori hanno ritenuto che gli interessi e i profitti privati avessero priorità sul bene comune e sul decoro pubblico, ciò ha causato i danni ambientali che ricadono oggi  sull’intera collettività.

Il convegno è, quindi, anche una opportunità per stimolare pensieri e ragionamenti a favore di una cultura del rispetto per il territorio e per la sicurezza dei cittadini.

Remo Cinelli

Il circolo Lamsena sostiene il comitato per la protezione dei Monti Ernici

20131125 ERNICI-nuova-cartinaIl 23/11/13 si è tenuto a Frosinone un incontro tra i  sostenitori del  Comitato per la Protezione dei Monti Ernici   che, da 30 anni,  si spende  per  istituire il Parco dei Monti Ernici.

Il Circolo Lamasena, attraverso la presenza di suoi rappresentanti,  ha voluto dare testimonianza della propria adesione al comitato lanciando anche una proposta per il coinvolgimento degli istituti scolastici nel progetto. Infatti, il Parco potrebbe diventare un ambito privilegiato in cui sviluppare attività di educazione ambientale per attivare laboratori tematici per avvicinare i ragazzi alla natura e guidarli alla scoperta del territorio in cui vivono.

Durante l’incontro,  sono state rappresentate anche le motivazioni di chi sostiene che l’istituzione di un nuovo  Parco possa essere uno spreco di denaro pubblico.  Nell’animata discussione, è stato  anche espresso il concetto che l’area – su cui dovrebbe insistere il Parco –  sia già tutelata dagli istituti del  ZPS (Zone di Protezione Speciale) e SIC (Sito di Importanza Comunitaria).
Tuttavia, tali osservazioni sono state confutate con l’ipotesi di poter inglobare i Monti Ernici con l’area del già esistente Parco Regionale  dei Monti Simbruini (di cui si allega una cartografia),  in tal modo verrebbe meno l’esigenza dell’ulteriore spesa. Per quanto riguarda, invece, le tutele già attive, l’istituzione del Parco è sovrapponibile agli istituti  (ZPS e SIC) esistenti e ne rafforzano il valore.

È, comunque, chiaro – come ha espresso il prof Franco Tassi durante il convegno –  che il Parco è sempre un’opportunità economica per le popolazioni che lo vivono. Secondo un’indagine Nomisma, nelle aree protette il valore degli immobili si decuplica rispetto alle aree limitrofe. Infatti, un euro investito nei parchi produce un incremento di valore pari a cento. Infine, il prof. Tassi ha lanciato l’invito a realizzare esempi pilota, attraverso fondi comunitari o regionali,  per implementare piccoli progetti che possano stimolare le istituzioni e la politica ad affrontare un più ampio ed organico progetto di sviluppo  sostenibile.

Infine, nel convegno sono state indicate le risorse  web per gli approfondimenti personali e per poter partecipare, da protagonisti, nella  partita del riscatto ambientale di tutto  il territorio ciociaro:

  • www.comitato-ernici.org  Sito web del Comitato per la Protezione dei Monti Ernici:   Attraverso il sito,  è possibile aderire al comitato  per unirsi alle centinaia di voci che già richiedono l’istituzione del Parco.
  • www.comitatoparchi.it – Sito web curato dal prof. Franco Tassi
  • www.gaetanodepersiis.it – Sito web di uno dei principali promotori del Comitato di Protezione

Remo Cinelli

20131124 Riunione

Raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti

Il Circolo Lamasena plaude all’iniziativa per la raccolta straordinaria dei rifiuti ingombranti –  programmata per sabato 16/11/13 dalle ore 8,45 presso la Piazza Padre Pio – La Lucca, Monte S. G. C.
Ben venga, quindi, ogni proposta che miri alla salvaguardia del paesaggio  e che si ponga l’obiettivo di difendere gli ambienti naturali dal degrado a cui, spesso, si assiste per l’incivile abbandono dei rifiuti.

Articolo dal quotidiano “La Provincia”  del 15/11/13

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Festa dell’Impegno Civile ……Mettersi in discussione e confrontarsi….

20130826 MARIA SS DEL PIANTO FESTA PER LIl primo principio fondante della carta dei valori del volontariato recita:” Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni.”
L’Associazione Volontariato di Protezione Civile “Maria SS. Del Pianto” con sede legale in Monte San Giovanni Campano (FR), fraz. Chiaiamari, partecipa alla manifestazione “ Festa dell’Impegno Civile” in programma nel primo fine settimana del mese di settembre con la convinzione che applicare il principio fondante sia l’unico obiettivo dei propri iscritti.
I volontari di cui io sono onorato di essere il presidente hanno una funzione culturale ponendosi come coscienza critica e punto di diffusione dei valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza e facendosi promotori, innanzitutto con le proprie testimonianze, di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della solidarietà e della giustizia sociale.
Si impegnano perché tali valori diventino patrimonio comune di tutti e delle istituzioni, partecipano attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto con l’organizzazione volontaria di appartenenza sollecitano la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rilevano i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propongono idee e progetti, individuano e sperimentano soluzioni e servizi, concorrono a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone.
Questo è l’impegno dei volontari dell’ Associazione che presiedo e queste sono le finalità di partecipazione all’evento in programma il 6.7.8. settembre in località La Lucca di Monte San Giovanni Campano(FR) perché il volontariato è esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà: opera per la crescita della
comunità locale, nazionale e internazionale, per il sostegno dei suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado.

Solidale è ogni azione che consente la fruizione dei diritti, la qualità della vita per tutti, il superamento di comportamenti discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del territorio.
Tommaso Perna , presidente e rappresentante legale dell’associazione

Presentazione progetto dell’Ecomuseo

20130809 convegnoVenerdì 9/agosto scorso si è svolta, nella suggestiva cornice del convento dei Cappuccini di Monte San Giovanni Campano,  la  presentazione del progetto: “Ecomuseo del Bacino Idrografico del torrente Amaseno”  da parte del circolo “Lamasena”.  Come spiegato dai relatori del convegno, il punto di forza dell’ecomuseo è la sua capacità di riconoscere e valorizzare le risorse storico-culturali ed ambientali dei luoghi, le loro tradizioni ed i saperi antichi. Infatti, il progetto dell’ecomuseo offre la possibilità di promuovere le risorse locali del territorio mediante nuove forme organizzative e contribuisce a sviluppare le economie locali. Nel progetto di Ecomuseo  si mira, quindi,  a  valorizzare i tradizionali musei già presenti nel territorio, integrandoli con una nuova museologia, avvalendosi del volontariato culturale ed ambientale necessario per la tutela e la valorizzazione delle risorse del territorio Ciociaro.

In questi primi mesi di vita,  il circolo  ha organizzato eventi che ben si collocano all’interno dell’idea di ecomuseo. Infatti, le principali attività svolte sono state:

  1. le escursioni a tema come la  passeggiata ecologica attraverso i sentieri che collegano il fontanile Ruirate con Fontana Canale, l’escursione sui Monti Ernici lungo il Rio Amaseno  alla ricerca della misticità degli «eremi» e la visita di numerosi ruderi di epoca medioevale. Per altre esperienze simili, è già pianificato di completare il tracciamento del sentiero dei vecchi mulini che insistono lungo il torrente a partire dalla località Pozzillo, in territorio monticiano, fino ad arrivare nella località  Santa Maria Amaseno, nel comune di Veroli. Tali percorsi diventeranno riconoscibili su mappe virtuali e reali al fine di una loro più facile fruibilità da parte di tutti;
  2. la giornata d’osservazione faunistica sull’ alveo  del torrente,  con l’aiuto di biologi e ornitologi,  alla ricerca della biodiversità presente;
  3. la visita ai musei di Veroli (Museo storico, delle erbe e della civiltà contadina) attraverso la guida esperta degli amici dell’associazione culturale “La Vetta”
  4. la raccolta di testimonianze degli attori locali che conservano la conoscenza sulle tradizioni  e costumi della nostra terra.

Negli scopi dell’Ecomseo c’è,  quindi,  la volontà di far conoscere il paesaggio racchiuso nel bacino idrografico del torrente Amaseno, quale bene  collettivo, che rappresenta un patrimonio culturale e naturale comune.

Come spiegato dai relatori, per il successo del progetto sarà fondamentale il coinvolgimento della comunità locale attraverso scambi di idee, convegni e l’organizzazione di momenti ludici o di convivialità. Per tale ragione il circolo ha aderito con convinzione alla Festa dell’Impegno Civile, banco di prova  di circa venti associazioni partecipanti, che si terrà il 6, 7 e 8   settembre a La Lucca frazione di Monte San Giovanni Campano.

Nella Festa, il circolo ripone la speranza che si creino le condizioni per lo sviluppo di una consulta tra le associazioni che sia in grado di gestire eventi e progetti specifici e, quindi,  evitare quelle dispersioni d’interesse che non giovano al mondo del volontariato. Durante la manifestazione,  saranno rappresentate le realtà della protezione civile, dell’ambientalismo, del primo soccorso, della cultura e dell’associazionismo sportivo. Una tre giorni di musica, gastronomia e,  soprattutto, di dimostrazioni di primo soccorso o di simulazione d’interventi in caso di calamità naturali.

Il convegno è stato anche l’occasione per definire le cariche sociali del circolo. Nell’associazione Lamasena hanno aderito, nei ruoli di consiglieri,  i volontari per Strangolagalli,  gli amici di Veroli  (con le ass. La Vetta e della Compagnia dei Viandanti)  e gli ideatori di Ecologicando di  Boville Ernica. La responsabilità del circolo è stata confermata  all’ing. Remo Cinelli che guiderà l’associazione nelle fasi iniziali della vita associativa, la carica di vice presidente è stata assegnata a Silvano Veronesi e il ruolo di sindaco revisore  sarà ricoperta dal dott. Giorgio Pisani.

Rapporto Ecomafie 2013 di Legambiente

Roma, 17 giugno 2013 
Rapporto Ecomafie 2013 di Legambiente: nel Lazio 2.800 infrazioni, 
7,7 illegalità al giorno, l’8,2% del totale nazionale 
Calano lievemente i reati legati al ciclo dei rifiuti e del cemento, ma impennano di ben 355 unità le illegalità commesse contro la fauna e continuano a salire gli illeciti legati agli incendi e quelli per l’arte rubata. 
Nel Lazio sono stati inflitti dalla Suprema Corte di Cassazione ben 131 procedimenti relativi a reati ambientali. 
Nel corso del 2012, nel Lazio sono state accertate 2.800 infrazioni, che rappresentano l’8,2% del totale nazionale, ossia 7,7 illegalità al giorno, con un aumento di 463 infrazioni accertate rispetto al 2011 (quando erano 2.463), ossia una infrazione in più al giorno…continua a leggere 

Note storiche su FONTANA CANALE

FONTANA CANALENel costone sottostante la Chiesa di San Pietro de Arenula, lungo il vecchio sentiero che collegava Monte San Giovanni Campano con Colli, sorge la monumentale fontana “Canale” e presso di essa scorre il “Riuccio”, ruscello che dalla sovrastante sorgente “Mendrella” scarica le acque nel torrente Amaseno.
Per i visitatori che si attendono una semplice fonte la sorpresa è grande, la struttura del canale appare maestosa, realizzata in pietra locale, con tre archetti nella larga facciata in corrispondenza degli ex tre serbatoi ed alla cui base sgorgano tre cannelle che versano le limpide acque in grandi fontanili di pietra.
Già nel 1274 in un atto di vendita venne citata la località “Collis de Canale” e nel 1553 nell’atto matrimoniale di tale Cintia di Cicco Dante viene citata nell’atto della dote anche da un terreno con quattro ulivi in “ contrada que dicitur lo collo dello canale”.
In una delibera comunale del 1725 risulta che furono eletti due delegati per “astringere i paesani a condurvi la puzzolana e altro”, materiali occorrenti per il completamento di lavori di manutenzione. Si presume che tali lavori si resero necessari per l’aumento demografico della popolazione che fino allora avevano privilegiato per comodità la Fontana Magna, soprattutto per la maggior vicinanza con il centro abitato, ma con l’aumento della popolazione si rese necessaria una migliore e maggiore fruizione della Fontana Canale ed al termine dei lavori il Governatore Andrea Bonifazi presenziò all’inaugurazione della “noua Fontana del Canale, così ben fatta”.
Dopo cinquant’anni, nel 1765 la municipalità decise un nuovo intervento ma soltanto nel 1797 si trovano documenti che riguardano una “selciata avanti i Fontanili. …”all’acquedotto”…e a tre cannelle”. Anche nel 1801 il Consiglio comunale si interessò dello stato di Fontana Canale e dell’urgente necessità di riparazioni. Nel 1835 il Gonfaloniere Mobilj dichiarò che al termine dei lavori nella Fontana Canale un solo “bottino” alimentava 2 le tre vasche utilizzate come abbeveratoio e lavatoio presentando comunque l’inconveniente dell’abuso delle lavandaie che “lordavano indistintamente le vasche con degli escrementi che non risparmiavano quelle riservate alle bevande degli animali” e consigliando di stabilire pene pecuniarie e corporali per fermare gli abusi delle lavandaie.

Note geologiche sul sito:
Fontana Canale insiste in un contesto geologico che è stato oggetto di ricerca da parte dell’Università di Tor Vergata (RM) [ Fonte http://hdl.handle.net/11590/147480 ] e dell’Università La Sapienza (RM) [ documento dell’istituto di Geologia e Paleontologia  del 1964 20130513 RAVA CORNACCHIONI]

Bibliografia:
Articolo redatto da Vincenzo Viola
D.Atanasio Taglienti : Monte San Giovanni Campano – Canneto – Strangolagalli alla luce delle pergamene 1995 Casamari;
Fulgido Velocci :Glie Canale , storia di una fontana.
Archivio di Stato di FrosinoneD.Atanasio Taglienti : Monte San Giovanni Campano – Canneto – Strangolagalli alla luce delle pergamene 1995 Casamari;
Fulgido Velocci :Glie Canale , storia di una fontana.
Archivio di Stato di Frosinone

Visita a Fontana canale in  occasione della passeggiata ecologia del 18/5/13

Visita a Fontana canale in occasione della passeggiata ecologia del 18/5/13