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Passeggiata per la marcia sul clima e l’ambiente

10409538_10203855657884204_3234984627556322871_nIl 21/09/14 si è svolta la passeggiata ecologia che è partita da Piazza Aldo Moro –  Colli  ed è arrivata a Pozzillo e ritorno.
L’evento è stato inserito all’interno della manifestazione “La Marcia per il Clima e l’ambiente” che si è svolta contestualmente in miglia di luoghi in tutto il mondo. Tale marcia è stata promossa da AVAAZ, la più grande comunità transazionale al mondo in occasione del summit all’ONU sul problema dei cambiamenti climatici.
La passeggiata ecologica ha toccato luoghi suggestivi appartenenti alla civiltà contadina colligiana,   si è percorso l’antico sentiero che permetteva di raggiungere l’antico  mulino Crecco, un opificio alimentato dalla forza dell’acqua del torrente Amaseno,  le cui tracce storiche risalgono al 1820. Il dott. Fabio Crecco, uno degli eredi del mulino, ha raccontato,  ai tanti partecipanti alla passeggiata, i meccanismi idraulici che permettevano il  movimento delle macine per granaglie o delle grandi ruote a pietra dedicate alla spremitura delle olive. Fabio,  ha anche fatto notare che tale antico metodo di macinatura ha la caratteristica di conservare la proteina del glutine contenuta nel frumento che, invece, è eliminata nella moderna macinazione che fa uso dei rulli a cilindri.
Al rientro, il gruppo ha potuto visitare la vecchia fontana di Colli in cui, nei terreni circostanti, sta nascendo un interessante esperimento di azienda agricola di prodotti biologici.

L’acqua e le sue mille sfaccettature

ELAB-BASE festa icIl Circolo Legambiente Lamasena ha aderito con grande entusiasmo alla seconda edizione della Festa dell’Impegno Civile che si terrà il 19-20 e 21 settembre nella frazione di Colli.

Quest’anno,  la festa è stata organizzata dal direttivo dell’Ass. CONSULTA DELL’IMPEGNO CIVILE che è nata a seguito della positiva esperienza di collaborazione tra le tante Onlus che operano all’interno del territorio monticiano.

Il Circolo Lamasena non  poteva mancare tale appuntamento che  mette in scena il mondo del volontariato nelle sue varie espressioni che vanno dall’assistenza sanitaria  al sostegno ai diversamente abili, per arrivare alla salvaguardia dell’Ambiente e dei Beni Comuni.

All’interno della manifestazione,  il circolo curerà alcuni eventi di contenuto culturale e si occuperà di organizzare una passeggiata ecologica sulle antiche vie rurali della tradizione contadina.

Si inizia alle ore 8.00 di domenica 21 settembre con la passeggiata ecologica che condurrà nei pressi  del torrente Amaseno, luogo in cui si potrà ammirare un esempio di archeologia industriale costituito dal vecchio mulino Crecco del 1820.  Nel pomeriggio,  dalle 16,30,  si terrà  il convegno dal titolo “L’acqua e le sue mille sfaccettature” che vedrà gli interventi di insigni Convegno - PAG 1Convegno - PAG 2relatori (le cui biografie sono riportate nella locandina a lato) che presenteranno i loro studi sugli impatti sociali ed economici che l’acqua ha avuto per le antiche popolazioni che hanno abitato la Valle del Liri e il contesto territoriale del torrente Amaseno.  Il convegno sarà coordinato dall’archeologo Eugenio M. Beranger e vedrà gli interventi  dell’arch. Ugo Iannazzi, del dott. Achille Lamesi, del dott. Marcello Ottaviani e del dott. Fabio Bianchi.

Nella serata  del 21,  il presidente del Circolo Lamasena presenterà, insieme ad altre associazioni ambientaliste,  il  “Progetto PAESE PIU’ VERDE, per una città più bella ed ecosostenibile”. Il progetto è un obiettivo condiviso da tutta la Consulta  e si svilupperà attraverso varie iniziative per tutto il prossimo anno,  fino alla prossima festa dell’impegno civile che si terrà nel 2015. Tra l’altro, il progetto si pone lo scopo di aumentare la sensibilità ecologista a partire dai bambini e portare l’attenzione dei cittadini su temi fondamentali per la salvaguardia del paesaggio,  tra cui il consumo del suolo e la corretta gestione dei rifiuti.

 

Programma II edizione Festa dell’Impegno Civile

Il programma della Festa dell’Impegno Civile – 19/20/21 Settembre in Piazza Aldo Moro a Colli – Monte San Giovanni C.  Tre giorni di eventi per rappresentare il mondo del volontariato nelle sue tante declinazioni,  nell’ambientalismo, nell’assistenza ai più deboli, nella protezione civile e nel primo soccorso.   Si terranno convegni sull’acqua quale motore di sviluppo delle attività umane nel bacino idrografico della Valle del Liri e nell’alveo del torrente Amaseno. Inoltre, si dibatterà, con l’aiuto di professionisti,  di ecologia, consumo del suolo, isola ecologica e energie rinnovabili.

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Nuove proposte, vecchie dimenticanze

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L’Italia detiene il primato mondiale per avere il maggior numero di siti riconosciuti dall’Unesco quali Patrimonio Mondiale dell’Umanità (50 su 779). Tuttavia nella classifica mondiale del turismo  (UNWTO) il bel paese si piazza solo al quinto posto nel 2013 con quasi 48 milioni di turisti internazionali ed è il terzo paese più visitato d’Europa dopo Francia e Spagna. I turisti che hanno visitato il nostro paese sono aumentati del 3% circa rispetto all’anno precedente ma potremmo fare molto di più.
Le aree come la Ciociaria, pur essendo ricche di attrazioni e ben collegate alla capitale, non hanno mai sfruttato in maniera significativa e sistematica il potenziale turistico.
Da uno studio della Camera di Commercio di Frosinone sulla “capacità attrattiva turistica della Provincia”, emerge infatti che il 68% delle attività ricettive dell’intera provincia di Frosinone si limitano ad operare nel campo della ristorazione e che circa il 75% delle presenze del territorio interessano la sola area di Fiuggi.
Quindi nelle altre zone le amministrazioni, con notevoli sforzi, cercano in qualche modo di inventare nuove attrattive che siano in grado di portare linfa vitale alle attività produttive e commerciali. C’è una inspiegabile tendenza a fare necessariamente cose sempre nuove, ma che nella maggior parte dei casi si rivelano iniziative che difficilmente avranno un seguito. Ben vengano nuove idee, purché però non siano effimere e non vadano a peggiorare lo stato delle cose.
Un episodio esemplare si è verificato recentemente nel comune di Monte San Giovanni Campano, che ha ospitato una ben riuscita manifestazione motoristica. Il percorso del Rally ha interessato diverse zone del comune e molti appassionati, anche venuti da fuori regione, si sono appostati in località Malanome per assistere all’evento.
Ma nessuno di loro sapeva che nel 1927 in quel posto (proprietà Bulgarini per l’esattezza)  furono rinvenute delle tombe preistoriche risalenti all’età del rame (III millennio a.c.). Probabilmente qualcuno sarebbe stato interessato a vivere il territorio come se fosse in una trasmissione di Discovery Channel, sapendo che in una di queste tombe fu rinvenuto un cranio davvero singolare (conosciuto con il nome di “Cranio di Casamari”). Esso infatti presenta dei segni di trapanazione ossea ed in alcuni punti del cranio sono ravvisabili inequivocabili segni di cicatrizzazione ossea, il che fa supporre che la trapanazione cranica venisse effettuata su paziente vivo, sicuramente per scopi medicali. Si tratta del primo cranio rinvenuto in Italia che presenta segni di trapanazione ossea, ovvero di neurochirurgia preistorica. Anche in diverse aree del mondo sono stati ritrovati crani simili, tra i quali l’esemplare più antico fu scoperto a Taforalt, remota località montana nel Marocco, risalente a 10.000 anni prima di Cristo.

Il cosiddetto cranio di Casamari è adesso in esposizione a Roma, presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, mentre altri resti delle sepolture di Malanome (vasi in terracotta, punte di freccia in selce ed accette levigate in pietra verde)
sono conservati presso il Museo Preistorico di Pofi.
Insomma tanti sforzi per inventare qualcosa in grado di attrarre turisti con manifestazioni effimere e poi non siamo in grado di far apprezzare le cose davvero straordinarie che abbiamo. Quanto meno se i visitatori venuti da fuori regione perché attratti dal rally lo avessero saputo, non avrebbero probabilmente lasciato l’immondizia tutta intorno al sito del ritrovamento preistorico (vedi foto).
 
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PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  27 Agosto 2014
Ultima Revisione: 27 Agosto 2014

Prima di stampare questa pagina considera l’impatto che avrà sull’ambiente

 

Da soli non si può

Volontario in azione presso Casamari

Volontario in azione presso Casamari

Le problematiche ambientali che sono presenti sui nostri territori ci sono note.
La pretesa di qualcuno di chiedere che l’associazione Lamasena possa affrontare l’intero scenario delle emergenze è inopportuna per molte ragioni.
Con tale pretesa si chiede, in sostanza, al circolo di occuparsi dei problemi sperando – così – di aver esaurito il proprio compito di cittadino e, quindi, auto assolversi dalla responsabilità morale verso la collettività e l’ambiente. A questi ricordo che ognuno può entrare a far parte dell’associazione assumendo un ruolo da cui potrebbe dare un contributo fattivo.

I temi in gioco sono tanti e richiedono impegni cospicui per costruire proposte e azioni concrete. Alcuni esempi:

  • Censimento delle discariche disseminate sul territorio per sviluppare azioni di bonifica a cura del volontariato o delle istituzioni
  • Inquinamento elettromagnetico e luminoso
  • Raccolta differenziata, RAEE, Isola ecologica ….
  • Progetti di valorizzazione delle aree verdi concesse in adozione
  • Educazione ambientale. Ciò richiede la preparazione di temi da sottoporre, soprattutto, ai giovani.
  • Valorizzazione delle bellezze naturali e storiche per migliorare l’attrattività turistica dei nostri comuni
  • Consumo dissennato del suolo e studio delle possibili azioni di contrasto
  • Creare/rafforzare percorsi di collaborazione con altre associazioni locali per essere più determinanti nelle nostre proposte
  • Lavorare all’interno dei comitati istituzionali regionali in cui si scrivono le leggi di salvaguardia dell’ambiente, come – ad esempio – le nuove proposte legislative sullo smaltimento dell’amianto e sull’istituzione dei nuovi parchi.

Tale elenco non esaurisce affatto l’insieme delle attività su cui il circolo potrà misurarsi. Tuttavia, sappiamo con certezza che da soli non potremmo affrontare il tutto!

Colle Cipullo, sono terminati i lavori estivi di giardinaggio

IMG-20140809-WA0014 09/08/14 – Con gli interventi di oggi, sono stati conclusi i lavori per il ripristino della piena fruibilità dell’area verde attrezzata di Colle Cipullo, in adozione a Lamasena

Nella giornata corrente,  i volontari del circolo Lamasnea hanno eseguito lavori di giardinaggio e di pulizia dell’area, il cui dettaglio è riassunto nel riepilogo:

  1. Eliminazione  dei rovi lungo tutto lo steccato perimetrale dell’area
  2. Pulizia dalle cartacce
  3. Alcune potature dei rami secchi
  4. Pulizia dall’erba infestanti nelle pertinenze delle panchine ed intorno gli alberi
  5. Eliminazione erbacce  lungo i varchi d’ingresso all’area verde

L’azione odierna completa le attività di pulizia che sono state eseguite sia dai volontari del circolo Lamasena,  domenica 3/08/14, sia dall’amministrazione comunale attraverso lo sfalcio meccanico sulla parte di terreno residuale,  non ancora pulita   dopo l’intervento del 3 agosto scorso.

Le attività eseguite hanno restituito l’area alla piena fruibilità del parco da parte dei cittadini che potranno godere di uno spazio ludico e di ristoro.

Nella galleria fotografica seguente , alcuni momenti della giornata e i luoghi dell’intervento.

Alcune problematiche emerse nella manutenzione di Colle Cipullo

20140804 IMG-20140803-WA0002Il 3 agosto scorso, alcuni volontari del circolo Lamasena hanno effettuato un intervento manutentivo nell’area verde di Colle Cipullo.

L’obiettivo previsto era di sfalciare l’erba infestante sui circa 10.000 mq dell’area.

Alla prova dei riscontri sulla specifica attività,  il parco verde presenta un terreno accidentato, irto di speroni di roccia. Tale conformazione implica che l’attività di sfalcio richiederebbe risorse,  perizie e mezzi ben al di sopra delle disponibilità di cui dispongono  i volontari.   Per la suddetta ragione il circolo ha evidenziato alle istituzioni preposte che l’attività di sfalcio dell’erba deve, più giustamente,  poter essere classificata di tipo straordinaria e, quindi, di competenza dell’ente comunale che, con le sue maggiori risorse, ha la facoltà di disporre di mezzi meccanici professionali più idonei.  Ai volontari potrebbero  essere, invece, riservate le attività di completamento.

Naturalmente, i volontari non intendono sottrarsi allo spirito di sussidiarietà che ha ispirato  il loro agire. Anzi, essi chiedono alle istituzioni un rinnovato patto di reciproco aiuto per la corretta manutenzione dell’area al fine della libera fruibilità da parte di tutti i cittadini.

Infatti, è solo attraverso l’unione delle risorse del volontariato e delle istituzioni si potrà curare tutta l’area in maniera più efficiente.

Per i prossimi giorni è programmata un’altra giornata di sflacio dell’erba mediante i decespugliatori dei volontari del circolo Lamasena.  Con tale seconda giornata di lavoro si ha la speranza di completare l’opera

Il ruolo dei Geologi e sinergie con il circolo Legambiente Lamasena

20140711 Geologia-SismologiaPer attivare su scala regionale quanto stabilito sull’impiego dei geologi in emergenza sismica e idrogeologica, l’Ordine Geologi Lazio ha istituito al suo interno una Commissione di Protezione Civile formata da Geologi professionisti appositamente formati.

L’iniziativa rientra nel piano di prevenzione nazionale, promosso dal Consiglio Nazionale dei Geologi in accordo con il Dipartimento di  Protezione Civile. I geologi così formati potranno adesso esser chiamati a supporto nelle emergenze sismiche e idrogeologiche, nelle strutture di protezione civile, nella redazione dei piani di emergenza e nella messa in atto di adeguate misure: per un’efficace azione nel campo della previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi geologici. Si tratta di un rilevante appuntamento, che vuole far sì che anche i geologi professionisti possano portare la loro esperienza nel complesso sistema di protezione civile, sia in prevenzione che in emergenza. L’auspicio è che si possa giungere all’istituzione di Presidi territoriali idrogeologici, intesi quale supporto tecnico alle autorità di protezione civile, in relazione all’assunzione delle decisioni dirette ad assicurare la tutela della popolazione esposta al rischio”. Un maggior coinvolgimento dei geologi, infatti, consentirebbe una più attenta ed efficace pianificazione territoriale e, quindi, una possibile riduzione degli effetti degli episodi calamitosi che affliggono il nostro Paese.

Alcune delle principali iniziative:

  • valorizzare la funzione del geologo nell’ambito delle attività di protezione civile;
  • promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione su temi afferenti la previsione e prevenzione dei rischi geologici e ambientali presenti nel territorio;
  • contribuire alla formazione, addestramento e aggiornamento dei volontari della protezione civile fornendo le conoscenze tecnico- scientifiche proprie dei geologi;
  • programmare ricerche, studi e analisi orientative per individuare le criticità geologico-ambientali in ambito locale;
  • mettere a disposizione delle Autorità locali le proprie competenze per la prevenzione dei rischi e protezione civile nell’intero territorio regionale;
  • offrire disponibilità operativa sul territorio in caso di eventi calamitosi fornendo le necessarie competenze tecniche e scientifiche.

All’interno di tale ambito, il circolo Lamasena intende giocare un ruolo nell’informazione e nella diffusione della cultura sulla sicurezza e sulla protezione civile. Per tale ragione,  il circolo sosterrà le iniziative dei geologi in materia di formazione e aggiornamento.

Tale ruolo si rappresenterà attraverso l’organizzazione di future sessioni di formazione interdisciplinare in cui geologi, ingegneri e sismologici potranno affrontare temi di carattere rilevante per la conoscenza e la prevenzione degli eventi legati al disseto idrogeologico o agli effetti tellurici sulle costruzioni.

Classificazione sismica

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Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato si è concentrata sulla classificazione del territorio, in base all’intensità e frequenza dei terremoti del passato, e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche. La legislazione antisismica italiana, allineata alle più moderne normative a livello internazionale prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare i terremoti più forti, salvaguardando prima di tutto le vite umane. Sino al 2003 il territorio nazionale era classificato in tre categorie sismiche a diversa severità. I Decreti Ministeriali emanati dal Ministero dei Lavori Pubblici tra il 1981 ed il 1984 avevano classificato complessivamente 2.965 comuni italiani su di un totale di 8.102, che corrispondono al 45% della superficie del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione. Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e le elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ossia sull’analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo. A tal fine è stata pubblicata l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003. Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (Decreto Legislativo n. 112 del 1998 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 – “Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale.

Zona 1 – E’ la zona più pericolosa. Possono verificarsi fortissimi terremoti
Zona 2 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti
Zona 3 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari
Zona 4 – E’ la zona meno pericolosa. I terremoti sono rari

Di fatto, sparisce il territorio “non classificato”, che diviene zona 4, nel quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. A ciascuna zona, inoltre, viene attribuito un valore dell’azione sismica utile per la progettazione, espresso in termini di accelerazione massima su roccia (zona 1=0.35 g, zona 2=0.25 g. zona 3=0.15 g, zona 4=0.05 g).   L’attuazione dell’ordinanza n.3274 del 2003 ha permesso di ridurre notevolmente la distanza fra la conoscenza scientifica consolidata e la sua traduzione in strumenti normativi e ha portato a progettare e realizzare costruzioni nuove, più sicure ed aperte all’uso di tecnologie innovative.

Le novità introdotte con l’ordinanza sono state pienamente recepite e ulteriormente affinate, grazie anche agli studi svolti dai centri di competenza (Ingv, Reluis, Eucentre). Un aggiornamento dello studio di pericolosità di riferimento nazionale (Gruppo di Lavoro, 2004), previsto dall’opcm 3274/03, è stato adottato con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006. Il nuovo studio di pericolosità, allegato all’Opcm n. 3519, ha fornito alle Regioni uno strumento aggiornato per la classificazione del proprio territorio, introducendo degli intervalli di accelerazione (ag), con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni, da attribuire alle 4 zone sismiche. Suddivisione delle zone sismiche in relazione all’accelerazione di picco su terreno rigido (OPCM 3519/06)

Zona sismica Accelerazione con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (ag)
1 ag >0.25
2 0.15 <ag≤ 0.25
3 0.05 <ag≤ 0.15
4 ag ≤ 0.05

Nel rispetto degli indirizzi e criteri stabiliti a livello nazionale, alcune Regioni hanno classificato il territorio nelle quattro zone proposte, altre Regioni hanno classificato diversamente il proprio territorio, ad esempio adottando solo tre zone (zona 1, 2 e 3) e introducendo, in alcuni casi, delle sottozone per meglio adattare le norme alle caratteristiche di sismicità. Per il dettaglio e significato delle zonazioni di ciascuna Regione, si rimanda alle disposizioni normative regionali (24 Kb). Qualunque sia stata la scelta regionale, a ciascuna zona o sottozone è attribuito un valore di pericolosità di base, espressa in termini di accelerazione massima su suolo rigido (ag). Tale valore di pericolosità di base non ha però influenza sulla progettazione. Le attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008), infatti, hanno modificato il ruolo che la classificazione sismica aveva ai fini progettuali: per ciascuna zona – e quindi territorio comunale – precedentemente veniva fornito un valore di accelerazione di picco e quindi di spettro di risposta elastico da utilizzare per il calcolo delle azioni sismiche. Dal 1 luglio 2009 con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, per ogni costruzione ci si deve riferire ad una accelerazione di riferimento “propria” individuata sulla base delle coordinate geografiche dell’area di progetto e in funzione della vita nominale dell’opera. Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto del territorio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato, indipendentemente dai confini amministrativi comunali. La classificazione sismica (zona sismica di appartenenza del comune) rimane utile solo per la gestione della pianificazione e per il controllo del territorio da parte degli enti preposti (Regione, Genio civile, ecc.).

Classificazione sismica e climatica provincia di FR

Comune Rischio Sismico Zona Climatica Gradi Giorno
Acquafondata 1 E 2.839
Acuto 2B E 2.519
Alatri 2B E 2.102
Alvito 1 D 1.938
Amaseno 3A C 1.330
Anagni 2B D 1.911
Aquino 2A C 1.286
Arce 2A D 1.602
Arnara 2B D 1.860
Arpino 1 E 2.123
Atina 1 E 2.127
Ausonia 2B D 1.469
Belmonte Castello 1 D 1.804
Boville Ernica 2B D 1.942
Broccostella 1 E 2.138
Campoli Appennino 1 E 2.374
Casalattico 1 D 1.851
Casalvieri 1 D 1.757
Cassino 2A C 1.164
Castelliri 2A D 2.080
Castelnuovo Parano 2B D 1.698
Castro dei Volsci 2B D 1.831
Castrocielo 2A D 1.585
Ceccano 2B D 1.775
Ceprano 2B C 1.324
Cervaro 1 D 1.527
Colfelice 2A/2B D 1.425
Colle San Magno 1 E 2.103
Collepardo 2B E 2.266
Coreno Ausonio 2B D 1.717
Esperia 2B D 1.811
Falvaterra 2B D 1.904
Ferentino 2B D 1.913
Filettino 2B F 3.088
Fiuggi 2B E 2.496
Fontana Liri 2A D 1.523
Fontechiari 1 D 1.759
FROSINONE 2B E 2.196
Fumone 2B E 2.533
Gallinaro 1 E 2.131
Giuliano di Roma 2B D 1.822
Guarcino 2B E 2.272
Isola del Liri 1 D 1.614
Monte San Giovanni C. 2A D 2.028
Morolo 2B D 2.044
Paliano 2B D 1.984
Comune Rischio Sismico Zona Climatica Gradi Giorno
Pastena 2B D 1.878
Patrica 2B E 2.133
Pescosolido 1 E 2.346
Picinisco 1 E 2.407
Pico 2B D 1.478
Piedimonte San Germano 2A C 1.284
Piglio 2B E 2.330
Pignataro Interamna 2A C 1.211
Pofi 2B E 2.158
Pontecorvo 2B C 1.200
Posta Fibreno 1 D 1.859
Ripi 2B E 2.150
Rocca d’Arce 1 E 2.107
Roccasecca 2A D 1.589
San Biagio Saracinisco 1 E 2.658
San Donato Val di C. 1 E 2.333
San Giorgio a Liri 2B C 1.099
San Giovanni Incarico 2B D 1.499
San Vittore del Lazio 1 D 1.507
Sant’Ambrogio sul G. 2B C 1.347
Sant’Andrea del G. 2B D 1.636
Sant’Apollinare 2B C 1.184
Sant’Elia Fiumerapido 1 C 1.311
Santopadre 1 E 2.414
Serrone 2B E 2.566
Settefrati 1 E 2.477
Sgurgola 2B D 1.962
Sora 1 E 2.150
Strangolagalli 2B D 1.830
Supino 2B D 1.906
Terelle 1 E 2.715
Torre Cajetani 2B E 2.595
Torrice 2B D 1.981
Trevi nel Lazio 2B E 2.604
Trivigliano 2B E 2.527
Vallecorsa 3A D 1.786
Vallemaio 2B D 1.713
Vallerotonda 1 E 2.272
Veroli 2B D 2.014
Vicalvi 1 E 2.148
Vico nel Lazio 2B E 2.418
Villa Latina 1 E 2.107
Villa Santa Lucia 2A D 1.726
Villa Santo Stefano 2B D 1.517
Viticuso 1 E 2.661

Sismicità storica della Provincia di Frosinone

20140623-1Il Lazio meridionale è caratterizzato da una notevole attività sismica lungo la catena appenninica e da una modesta sismicità – o assenza di sismicità – lungo la fascia litorale tirrenica. L’area del frusinate, in particolare, è stata interessata nel passato da uno dei più grandi eventi sismici appenninici conosciuti – il terremoto del 9 settembre 1349, con epicentro a nordest di Cassino. Inoltre, quest’area ha risentito degli effetti di forti terremoti con epicentro nelle Regioni limitrofe, come l’evento del 5 dicembre 1456 (Molise, M=7.2) e il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915 (M=7.0), che produsse gli effetti più gravi soprattutto lungo la Valle del Liri e nel sorano. Il massimo sismico locale per il sorano (IX-X grado Mercalli) è stato prodotto dal terremoto del 14 luglio 1654. La parte nord-orientale della provincia di Frosinone (Ciociaria e Cassinate) presenta una sismicità frequente, con numerosi eventi di magnitudo superiore a 5.0, riportati nel catalogo dei terremoti storici.

Principali terremoti storici Nella tabella vengono elencati i terremoti storici con epicentro nel territorio del frusinate che hanno prodotto effetti pari o superiori al VI-VII grado nella scala proposta da Mercalli, Cancani e Sieberg (MCS).

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Per quanto riguarda la classificazione sismica, la quasi totalità dei comuni dell’area è stata classificata fin dal 1915, a causa delle gravi conseguenze causate dal terremoto del Fucino (es. 255 vittime a Sora, 75 a Isola Liri). Altri comuni importanti sono Alvito, Fontechiari, Gallinaro, Posta Fibreno, Arpino, Atina, Pescosolido, Rocca d’Arce, San Donato Val Comino, Terelle, tutti oggi classificati in zona1.

Un cenno meritano infine gli studi di microzonazione, di particolare importanza ai fini della pianificazione urbanistica e di emergenza. A questo proposito si ricorda che i comuni dell’area interessata dal terremoto di magnitudo 4.8 del 16 febbraio 2013 (Alvito, Sora, Posta Fibreno, Isola Liri) sono stati oggetto degli studi di MS realizzati con i fondi dell’art.11, legge n. 77 del 24 giugno 2009, e già validati dalla Commissione tecnica relativa all’Opcm n. 3907.

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TERREMOTO  COSA FARE…

20140623-7I terremoti non si possono evitare. Nella nostra provincia sfortunatamente un forte terremoto distruttivo è molto probabile. E’ comunque bene conoscere alcune misure da adottare nel caso in cui si verifichi una scossa sismica. L’unica arma per la riduzione del rischio sismico è la prevenzione. Questa comprende la classificazione sismica dei Comuni, la costruzione di edifici importanti secondo le normative tecniche antisismiche, la realizzazione di piani di emergenza.

prima del terremoto:

  • Informarsi sulla classificazione sismica del Comune in cui risiedi.
  • Informarsi dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori elettrici.
  • Fissare al muro gli arredi più pesanti.
  • Tenere in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, batterie di scorta.

durante il terremoto:

  • Se ci si trova in un luogo chiuso riparasi sotto una porta in un muro portante, sotto un tavolo, in un angolo.
  • Evitare scale ed ascensori.
  • Staccare subito la corrente e chiudere il gas, in modo da prevenire il rischio di incendio.
  • Accendere la radio a pile! Le principali emittenti locali trasmettono informazioni aggiornate sulla situazione.

dopo il terremoto:

  • Uscire con prudenza, indossando le scarpe.
  • Se ci si trova all’aperto allontanarsi da costruzioni e linee elettriche, potrebbero crollare.
  • Raggiungere uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti.

Evitare di usare il telefono per non sovraccaricare le linee e l’automobile, per non intralciare i soccorsi. 

Assicurarsi dello stato di salute delle persone attorno a se.

20140623-8

Walter Vona

Digressione

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