Archivi categoria: Tradizioni ed Antichi Saperi

Fontane e luoghi suggestivi

Il bacino idrografico che si snoda lungo tutto il torrente Amaseno è ricco di  fontane e contesti paesaggistici che meritano essere riscoperti e vissuti. Per tale ragione,  il circolo Lamasena ha tentato un lavoro di censimento,  seppur largamente incompleto e parziale,  per localizzare tali testimonianze all’interno di una mappa interattiva che è esplorabile qui.

Oltre le fontane, sono stati censiti alcuni percorsi che raccordano gli antichi sentieri della civiltà contadina,  con i loro tipici muri a secco (macere) che ne delimitavano il tratto.  Tali percorsi diventano un racconto che aiutano a conoscere i contesti paesaggistici, naturalistici e storici  che si trovano nei nei cinque comuni attraversati dal torrente.  Al riguardo, un esempio è il sentiero che raccorda il borgo di Boville Ernica, l’antico lavatoio, le mura pelasgiche di età pre – romana di monte di Fico,   il mulino della Miniera,  La vecchia Fontana, la Chiesetta del Latte e – di nuovo – il borgo di Boville Ernica.

Tale censimento, nonostante  i 50 siti e percorsi già individuati, si arricchirà nel futuro di nuove testimonianze  che sono presenti nel territorio.  Pertanto, chi volesse collaborare al campionamento, potrebbe farlo fornendo una foto del luogo con le sue coordinate GPS  da inviare all’indirizzo email dell’associazione: legambiente.lamasena@gmail.com

Con irruenza o indugio

DSC_0111Il 4 luglio scorso, nella cornice della sala teatro Cimello di Monte S. G. C., è stato presentato il libro di poesie di Franca Battista. Libro ispirato dai luoghi e dalle specie botaniche presenti lungo tutto l’alveo del torrente Amaseno.

Il convegno è stato un momento di confronto in cui è stata raccontata la genesi del libro che scaturisce dalla impellente necessità di dare una testimonianza di un luogo che, pur potendo esprimere tante bellezze naturalistiche e storiche, è caduto nell’oblio per molti decenni della nostra vita recente.

Il libro, Torna il Torrente – con irruenza o indugio, è quindi un tentativo di celebrare la bellezza attraverso la poesia che si ritrova nel vorticoso impeto delle acque torrentizie, nelle “scansioni ritmiche” delle folate d’acqua , nel “muschio”, nelle foglie del “farfaraccio” , nei “ canti e in-canti” e melodie della fauna locale.

All’interno del lavoro,  di Franca Battista,  si può trovare il forte desiderio dell’associazione Lamasena di riportare una centralità del torrente nella vita sociale della nostra comunità come lo è stato per la vita dei nostri avi.

Se in passato il torrente era una via di scambio commerciale e di relazione tra le persone di Collepardo, Veroli,  Boville Ernica,  Monte San G. C. e Strangolagalli,  oggi il torrente può ancora aspirare a diventare un luogo simbolo, un’idea di rete virtuale e reale insieme,  che potrebbe mettere in relazione le persone dei cinque  comuni e concretizzare una nuova rete di prossimità per aspirare a costruire nuovi progetti comuni.

Il libro non è, per l’associazione Lamasena, un epilogo auto-celebrativo,  esso vuole essere – essenzialmente – un riferimento di appartenenza intorno al quale potrà coagularsi una forma di aggregazione culturale per ispirare i soci e gli amici, che amano questa terra, nelle future azioni a favore del territorio e dell’ambiente.

È doveroso ricordare con riconoscenza chi ha reso possibile la realizzazione dell’evento di presentazione. Quindi, la nostra gratitudine va ad Amedeo Di Sora per le sue letture, al maestro Maurizio Lucchetti per le originali interpretazioni musicali, a Rosella Bucossi per il coordinamento, a Nadia Sorge per la fotografia, a Carolina Alfieri di F.I.D.A.P.A.

Grazie al sindaco di Strangolagalli, al delegato alla cultura del comune di Arpino Teresa Branca  e all’assessore alla cultura di Monte S. G. C per la sentita partecipazione.

La videoregistrazione dell’evento è visibile sul sito web:  ciociariawebtv.it

Remo Cinelli

Ci prendiamo cura di un’area verde nei pressi dell’abbazia di Casamari.

DSC_000208/06/2015 – A Casamari, ci stiamo prendendo cura di un giardino,  adiacente  all’abbazia cistercense,  che  costituisce l’area di ristoro per i pellegrini e turisti che visitano la stupenda abbazia.

Casamari é un luogo centrale e suggestivo per tutta la Ciociaria e ne rappresenta l’espressione più significativa. Per capire il valore di questo luogo, bisogna innamorarsi degli archi dell’acquedotto medievale che attraversa tutto il  giardino.  Sostare sotto gli archi e catturarne la bellezza. Riconoscere nei blocchi ammonticchiati,  nella parte frontale del giardino,  ciò che resta dell’antico ponte romano sul torrente Amaseno, risalente al I secolo a. C.  Restare meravigliati dell’hortus botanicus del 1760 visibile nella farmacia dell’abbazia. Soffermarsi all’interno della Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Casamari con i suoi ottantamila volumi. Scoprire il passato della terra ciociara nel museo archeologico con reperti dell’epoca romana provenienti – principalmente – dall’antica Casa Marii, casa di Caio Mario che qui ha avuto i natali.

L’associazione Lamasena nel prendersi cura dell’area verde vuole contribuire concretamente a difendere ed esaltare la bellezza di questo luogo per rilanciarne il racconto e le suggestioni. Ciò diventa un progetto ambientalista e culturale insieme. Esso ha, infatti, tutti gli elementi che concorrono a legare le diverse finalità dell’associazione che si incentrano, principalmente, sul recupero e la cura delle aree in prossimità del torrente Amaseno e, inoltre,  creare eventi intorno alle bellezze archeologiche e naturalistiche che vivono intorno alle aeree di golena del corso d’acqua.

La galleria fotografica sottostante, documenta le attività di giardinaggio, svolte dai volontari dell’associazione,  nell’area verde il giorno 5 giugno scorso.

Dibattito su cibo e natura con gli alunni di Santa Francesca di Veroli

DSC_0947Sabato, 16 maggio, in occasione della presentazione del progetto scolastico riguardante la frutta, sviluppato dai docenti ed alunni del plesso scolastico di Santa Francesca di Veroli,  il circolo Lamasena ha presentato tre temi riguardanti:  la sana alimentazione, le tradizioni agro-pastorali e le erbe aromatiche selvatiche che si sviluppano sul versante verolano dei Monti Ernici.

La biologa nutrizionista Ilaria Parravano ha focalizzato l’interesse degli alunni, DSC_0931portando esempi e aneddoti legati al cibo, suscitando le domande dei ragazzi che sono stati indotti a ragionare sul contenuto dei grassi presenti nei panini dei fast food o nei cibi veloci somministrati dall’industria alimentare.

Durante la mattinata, il cibo e le conseguenze di una cattiva alimentazione sono stati l’oggetto di una centralità che ha colto l’interesse anche dei tanti genitori presenti all’evento.

Il dott. Achille Lamesi, ha sviluppato il tema delle tradizioni agro-pastorali della civiltà contadina verolana di fine 800–inizio 900.   Lamesi ha esposto una sintesi sulle tecniche agrarie che venivano adottate dagli avi per sviluppare la difficile agricoltura di montagna. Egli ha spiegato come venivano realizzati i terrazzamenti (le “cese”) e i pozzi d’acqua , chiamati “purgatori”. Queste tecniche erano fondamentali per quel tipo di coltivazione povera ma, tuttavia, fondamentale e che ha garantito per secoli una autonomia alimentare che ora non esiste più. Il dott. Lamesi è, di fatto, il più autorevole testimone di quelle tradizioni e tecniche contadine che, qualche anno fa, ha raccolto nel bellissimo libro “Veroli in Agro” in cui sono riportati notevoli esempi di quella civiltà rurale.

Il botanico Aurelio Renzi ha mostrato le erbe aromatiche e officinali selvatiche, raccolte nella parte pedemontana di Veroli. Di ogni erba ne ha rappresentato un rametto per meglio fornire indicazioni utili sia al loro riconoscimento che all’uso che se ne può fare nella preparazione di piatti culinari o nelle terapie sanitarie nella medicina popolare.
DSC_0956Ad ogni alunno, l’associazione Lamasena ha donato un cappellino di Legambiente, a ricordo e testimonianza della giornata. Un piccolo segno per stimolare i genitori e alunni a rivolgere il loro interesse verso il proprio territorio per l’impellente necessità di conservarlo e valorizzarlo.

Il merito dell’iniziativa va ai docenti del plesso di Santa Francesca che hanno creduto nell’iniziativa e hanno offerto tutta la disponibilità possibile. Un grazie va, inoltre, ai genitori degli alunni che sono intervenuti in tanti ed hanno dato dimostrazione tangibile di sensibilità verso i principi della sana alimentazione  preparando piatti e dolci a base di frutta che sono stati offerti a fine manifestazione.

Remo Cinelli

Commemorazione storica della distruzione di Monte San G. da parte di Carlo VIII

relatori_5Il 10 febbraio 2015 a Monte San G. C.  si è tenuto il convegno di commemorazione dei 520 anni dalla distruzione della città da parte delle truppe di Carlo VIII, re di Francia.
L’evento è stato fortemente voluto e organizzato dai soci del circolo Legambiente Lamasena e si è tenuto presso la sala teatro T. Cimello, messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Monte San G. C.
Il convegno ha avuto lo scopo di rievocare il fatto storico che ha inciso sulle vicende geopolitiche che riguardarono l’Italia del 500 e che ha riverberato i suoi effetti sulla cultura e sui costumi dei monticiani.
Si sono avvicendati nel convegno i relatori prof. Luigi Ricciardi, l’archeologo e ricercatore universitario dott. Sergio Del Ferro e l’arch. Diego Mammone che hanno tracciato la cronologia storica degli eventi che sconvolsero la vita del castrum monticiano, il quale venne bombardato dall’artiglieria del re francese che fece uso dell’importante innovazione tecnologica costituita dalla polvere pirica.
Il breve assedio – che comportò la distruzione di parte della cinta muraria – ebbe effetti sul successivo assetto urbanistico della città che ancora oggi riporta testimonianze di quanto accadde in quel lontano 10 febbraio del 1495.
Durante il convegno sono stati premiati gli elaborati degli alunni del primo circolo comprensivo di Monte San Giovanni Campano che hanno sviluppato una ricerca tematica su Carlo VIII e sulla sua discesa in Italia alla conquista dello stato borbonico, retto da Ferdinando II d’Aragona.
Al riguardo, merita una menzione speciale la riflessione, scritta in uno di questi elaborati, da cui il mondo degli adulti dovrebbe trarre i giusti insegnamenti:

Se immaginassimo di essere noi all’interno del castello e di vedere arrivare un esercito così fornito e scenograficamente maestoso, certo già questo ci farebbe fuggire lontano. Il popolo invece è rimasto fermo lì e pronto a morire per difendere la sua terra. Abbiamo capito che quando prevale l’interesse di uno solo, come nel caso di Ludovico il Moro, la storia si complica. Quando invece si uniscono le forze per combattere o fronteggiare il nemico comune, in nome della libertà e della difesa della propria identità, la storia è più semplice e giusta.

A conclusione del convegno sono state consegnate targhe ricordo, libri e pergamene agli studenti e ai relatori che hanno contribuito a diffondere una parte così significativa di tale storia.
Il convegno ha rappresentato l’opportunità per approntare un’azione incisiva di divulgazione di un episodio rilevante della storia locale che, purtroppo, non trova spazio nei programmi ministeriali. È particolarmente significativa l’idea lanciata dalla prof. Loredana Campea che ha esortato le associazioni e l’amministrazione a rievocare periodicamente tale vicenda storica con un evento più strutturato, sulla stregua di quanto avviene a Sermoneta con la rievocazione della battaglia di Lepanto o ad Ascoli Piceno con i Templaria, allo scopo di promuovere le suggestioni e le originalità di un territorio che ne amplificherebbe le sue attrazioni con effetti sicuramente positivi sul turismo e sull’appetibilità dell’intera città.

L’evento ha annoverato la partecipazione di una platea estremamente vasta e rappresentativa. Essa ha visto la presenza dei sindaci: Giovanni Vincenzi di Strangolagalli e il dott Piero Fabrizi di Boville Ernica; del presidente provinciale della Proloco dott. Luciano Trulli; del cons. provinciale avv. Antonio Cinelli; degli storici:  Valentino Visca,   Marcello Ottaviani e Oreste Marchionni;  dello scrittore ed editore Ciro Castellucci; dell’ass. alla cultura di Monte S. G. C. Alfredo Mastrantoni; dei presidenti di molte associazioni monticiane e guide turistiche verolane; delle professoresse: Beatrice Cretaro, Loredana Campea, Franca Battista e Franca Compagnone;  della pittrice Agnes Preszler che per l’occasione ha dipinto un quadro commemorativo;  dei tanti amici del compianto archeologo Eugenio M. Beranger studioso dell’alta terra di lavoro.

Remo Cinelli

Partecipazione e interesse per il convegno preistoria e protostoria nei nostri territori

20141210-ConvegnoSabato scorso, 6 dicembre, si è svolto un interessante convegno presso la sala teatro del comune di Monte San Giovanni C.  L’evento è stato organizzato dal circolo Legambiente  Lamasena che ha avuto l’idea di creare una sessione di divulgazione scientifica  sulla preistoria e la paleontologia.

Tale iniziativa si inserisce negli obiettivi dell’associazione Lamasena che,  attraverso la diffusione della conoscenza dei luoghi,   ha la speranza di trasmettere la cultura del rispetto e  dell’amore per il nostro habitat naturale.

Il prof. Italo Biddittu, relatore del convegno,   ha ripercorso le vicende geologiche di milioni di anni per fa conoscere la orogenesi dei territori della Ciociaria e delle prime apparizioni di ominidi che qui vi stanziarono.

Nella sua relazione,  il professore si è avvalso di materiale multimediale con cui 20141128-Preistoria e Protostoria-Biddittuha illustrato  – in maniera suggestiva – la preistoria di un territorio che conserva, nella sua stratificazione geologica, molte testimonianze ancora tutte da scoprire.  Non si può, al riguardo, non ricordare che la valle dell’Amaseno  faceva parte della depressione campano-laziale in cui si trovava la linea di costa di un braccio di mare ormai scomparso.

Il convegno è stato animato anche da un effervescente dibattito con il pubblico presente. Infatti, in tanti hanno posto domande a cui il professore  ha  risposto con delucidazioni e  suggerimenti come quella di stimolare le scuole all’acquisto della “valigia archeologica”, strumento didattico per avvicinare i ragazzi alla conoscenza dei fossili.  Particolare interesse ha suscitato l’avere appreso che esiste un terreno,  in cui sono presenti molte tracce affioranti di reperti fossili,  che ne fanno un luogo ideale per sviluppare attività didattiche – sul campo – a favore dei ragazzi.

L’incontro ha visto la partecipazione di appassionati del tema come l’archeologo Sergio Del Ferro, il prof. Luigi Ricciardi, il dott. Achille Lamesi,  l’arch. Paola D’Arpino e lo scrittore Valentino Visca.  Molto gradita è stata la partecipazione del direttore scolastico del II circolo comprensivo di MSGC il prof. Mario Luciani.

Molto nutrita è stata anche l’adesione di rappresentanti istituzionali come l’assessore alla cultura di MSGC Alfredo Mastrantoni, il sindaco di Strangolagalli  Giovanni Vincenzi con due suoi  assessori  e  il consigliere provinciale Avv. Antonio Cinelli.

Il convegno è stato moderato da Goffredo Todini  che insieme a Silvano Veronesi, vice presidente dell’associazione Lamasena,  hanno curato l’organizzazione dell’evento.

Remo Cinelli

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Preistoria e Protostoria nel nostro territorio

MUSEO DI POFI DSC_0700 (1)Oggi, 6 dicembre alle ore 16, si tiene un interessante convegno presso la sala teatro del comune di Monte San Giovanni C.

L’evento è stato organizzato dal circolo Legambiente  Lamasena che ha avuto l’idea di creare una sessione di divulgazione scientifica,  sulla preistoria e paleontologia,  dopo l’interesse suscitato dalla visita guidata al museo archeologico di Pofi che il circolo Lamasena ha organizzato – nei mesi scorsi –  a favore dei propri soci.

Tale ulteriore iniziativa si inserisce negli obiettivi dell’associazione che,  attraverso la divulgazione della conoscenza dei luoghi,   ha la speranza di trasmettere la cultura del rispetto e  dell’amore per il nostro habitat naturale.

Nel  convegno di sabato si ripercorreranno le dinamiche delle radici preistoriche dell’avvento dell’uomo sulla terra e le sue prime apparizioni nei nostri territori.

Il prof. BIDDITTU, che sarà l’insigne relatore del convegno, traccerà le vicende 20141128-Preistoria e Protostoria-Biddittugeologiche che hanno interessato tutta la depressione campano-laziale in cui la valle dell’Amaseno ne rappresenta un interessante valore geologico. Qui si trovava, infatti,  la linea di costa di un braccio di mare ormai scomparso.

Vale la pena ricordare che la zona della valle dell’Amaseno è stata oggetto di importanti studi geologici da parte del CNR. Tali studi  hanno dimostrato il rilevante interesse  paleontologico che ricopre l’intera area.

Il prof.  Italo Biddittu è tra gli studiosi più titolati della comunità scientifica italiana per affrontare un argomento così suggestivo che ci riporta alle origini della nostra specie. Va ricordato che egli ha il merito di aver scoperto i resti fossili dell’ominide “Argil”,  ritrovato tra Pofi e Ceprano nel 1994,  rappresentante adulto e sufficientemente completo dei primi uomini che popolarono il nostro continente.

Remo Cinelli

Cenni storici sull’alveo del torrente Amaseno

Certosa Di TrisultiLa piana di Campolarino forniva ai Certosini grano, granone, legumi, lino. Da Trisulti veniva olio, frutta secca, carne di cinghiale, liquori, medicinali. I certosini, a piedi o con i muli, raggiungevano Campolarino passando per Prato di Campoli, S. Maria Amaseno, Casamari e Monte San Giovanni Campano.  A Campolarino si fermavano solo di giorno a lavorare (…)”. Questo estratto del libro “Colli”, edito nel 1999 a cura di Antonio Palleschi, in cui sono raccolte varie memorie degli abitanti del paese, mostra tutta la quotidianità della vita limitrofa al torrente Amaseno; non solo come luogo di approvvigionamento di acqua per tutti i tipi di usi possibili ma soprattutto come via per il commercio di oggetti e di beni alimentari, per lo spostamento di uomini e di idee. Una via che si estende per 20 km e che abbraccia ben tre monasteri lungo il suo cammino,donandogli quell’alone di fascino storico unito al sacro rispetto che esige questo luogo, quasi a far trapelare nell’aria tutta la devozione nutrita dagli abitanti che nel tempo si sono succeduti lungo le sue rive. Santa Maria Amaseno, come rappresentanza di tutto ciò e della sua relativa protezione. La vita che ha dispensato il Torrente con le sue acque scorre per secoli di rinfrescate per le “bestie”, e continue attinte per gli orti e per i mulini. Il suo solco cosi cavato nel suo alveo dimostra a tutti noi la sua longevità, la sua forza vitale e gioiosa in cui molti “vecchi bambini” si sono divertiti con i loro tuffi e dispiaciuti per i suoi capricci. Un alveo che raccoglie testimonianze di vita arcaica come del giorno prima, le quali donano voce ad un torrente che ha visto scorrere su di sé la storia intera della nostra umanità. Oggi quasi abbandonato a sé è l’ Amaseno a richiamare noi suoi abitanti come se volesse ridestar la mai doma vita corsa nel suo corso   –

Ricerca a cura di G. M. Cianchetti

Camminare per conoscere Boville Ernica

10647212_10205122720178789_1487853398923139996_nIn occasione della VI edizione della festa PANE OLIO E .. FANTASIA,  che si terrà a Boville Ernica il prossimo 9 novembre 2014,  gli amici del circolo Lamasena – insieme agli escursionisti della    Compagnia dei Viandanti, della  Pro Loco di Boville e dell’ass. Xenia –  percorreranno sentieri del territorio di Boville.

La passeggiata ha la  finalità di far conoscere luoghi suggestivi del comune di Boville che hanno una valenza ambientale e storica.

Con le stesse finalità,  la passeggiata è già stata promossa  – nei mesi scorsi – in diversi altri comuni dall’associazione:   Compagnia dei Viandanti con il logo “Camminare per Conoscere“.

Il percorso bovillense toccherà un  sito  storico,   in  località Monte di Fico,  in cui  si potranno ammirare i resti di un  santuario monumentale di cui rimangono le tracce di due possenti muri di costruzione in opera poligonale. Tutta l’area  è stata oggetto – in passato – di  rinvenimenti  di frammenti di terra cotta risalenti all’VIII sec. a.C. che documenta una frequentazione della zona anche in epoca preromana.  Tra l’altro, la zona è intrisa di storia, infatti,  appena più a valle del colle, fu ritrovato il sarcofago paleocristiano del IV sec.  d.C. che è conservato nella chiesa di San Pietro Ispano di Boville.  La passeggiata  prevede, inoltre, il passaggio sul torrente Amaseno – presso la località Miniera –  in cui sarà possibile ammirare le opere di ingegneria idraulica a servizio di un antico mulino ad acqua. La presenza dei mulini lungo il torrente  Amaseno si ritrova lungo tutto il suo tragitto, da Santa Maria Amaseno (Veroli) fino alla sua confluenza nel fiume Liri.  Solo nel  territorio di Veroli rimangono le tracce murarie di almeno  5 mulini ad acqua e di altri 4 se ne ritrova la presenza nel tratto di torrente che insiste  nei comuni di Boville Ernica e   Monte San G. C. La passeggiata terminerà con la risalita verso Boville  con la visita dell’antica chiesa della Madonna del Latte, recentemente restaurata.

Il percorso è lungo circa 9 km,  con un dislivello di circa 450 m,  e sarà effettuato,  quasi completamente, su sterrato o  prato e  all’interno del greto del torrente Amaseno. Per affrontare al meglio l’intero percorso, ci si dovrà munire di robuste  scarpe da trekking, bastoni in alluminio, zainetto con acqua e snack. Il ritrovo è fissato in piazza Sant’Angelo a Boville alle ore 8.30.

I dettagli sul programma e le condizioni per la partecipazione all’escursione sono visibili su   www.ciociariadavivere.com.

L’acqua e le sue mille sfaccettature

ELAB-BASE festa icIl Circolo Legambiente Lamasena ha aderito con grande entusiasmo alla seconda edizione della Festa dell’Impegno Civile che si terrà il 19-20 e 21 settembre nella frazione di Colli.

Quest’anno,  la festa è stata organizzata dal direttivo dell’Ass. CONSULTA DELL’IMPEGNO CIVILE che è nata a seguito della positiva esperienza di collaborazione tra le tante Onlus che operano all’interno del territorio monticiano.

Il Circolo Lamasena non  poteva mancare tale appuntamento che  mette in scena il mondo del volontariato nelle sue varie espressioni che vanno dall’assistenza sanitaria  al sostegno ai diversamente abili, per arrivare alla salvaguardia dell’Ambiente e dei Beni Comuni.

All’interno della manifestazione,  il circolo curerà alcuni eventi di contenuto culturale e si occuperà di organizzare una passeggiata ecologica sulle antiche vie rurali della tradizione contadina.

Si inizia alle ore 8.00 di domenica 21 settembre con la passeggiata ecologica che condurrà nei pressi  del torrente Amaseno, luogo in cui si potrà ammirare un esempio di archeologia industriale costituito dal vecchio mulino Crecco del 1820.  Nel pomeriggio,  dalle 16,30,  si terrà  il convegno dal titolo “L’acqua e le sue mille sfaccettature” che vedrà gli interventi di insigni Convegno - PAG 1Convegno - PAG 2relatori (le cui biografie sono riportate nella locandina a lato) che presenteranno i loro studi sugli impatti sociali ed economici che l’acqua ha avuto per le antiche popolazioni che hanno abitato la Valle del Liri e il contesto territoriale del torrente Amaseno.  Il convegno sarà coordinato dall’archeologo Eugenio M. Beranger e vedrà gli interventi  dell’arch. Ugo Iannazzi, del dott. Achille Lamesi, del dott. Marcello Ottaviani e del dott. Fabio Bianchi.

Nella serata  del 21,  il presidente del Circolo Lamasena presenterà, insieme ad altre associazioni ambientaliste,  il  “Progetto PAESE PIU’ VERDE, per una città più bella ed ecosostenibile”. Il progetto è un obiettivo condiviso da tutta la Consulta  e si svilupperà attraverso varie iniziative per tutto il prossimo anno,  fino alla prossima festa dell’impegno civile che si terrà nel 2015. Tra l’altro, il progetto si pone lo scopo di aumentare la sensibilità ecologista a partire dai bambini e portare l’attenzione dei cittadini su temi fondamentali per la salvaguardia del paesaggio,  tra cui il consumo del suolo e la corretta gestione dei rifiuti.