Veroli pulita

2Il 26 aprile, siamo stati partecipi alla giornata ecologica promossa dall’amministrazione comunale di Veroli. Il circolo Lamasena ha portato il proprio contributo attraverso la partecipazione di numerosi volontari che si sono riuniti in località Paradiso di Prato di Campoli, luogo simbolo del territorio ciociaro per la sua bellezza naturalistica.

L’immagine che rappresenta meglio l’evento è stata la cordata di persone che, insieme, tentavano di far risalire grossi pneumatici gettati in una scarpata. Tale immagine, nella sua valenza simbolica,  rileva che il sindaco e i comuni cittadini stanno insieme in cordata per risolvere un problema che altri hanno causato. Tutti insieme, in una sana alleanza, per difendere e risanare un territorio che – per troppo tempo – è stato vissuto come un accessorio da usare e, alle volte, da violentare per accrescere l’effimera ricchezza d’inquinatori senza scrupoli.

cordata con il sindaco

cordata con il sindaco

Vorrei che questa diventasse un’immagine carismatica in cui potersi riconoscere e che, meglio di tante parole, suggellasse il patto di sussidiarietà tra istituzioni e cittadini per la difesa dei beni comuni.

Accanto alle giornate ecologiche, che hanno sicuramente una valenza educativa verso il problema dei rifiuti, deve farsi largo una più incisiva azione sanzionatoria che sia in grado di essere dissuasiva nei confronti di coloro che continuano a depredare il territorio. Pertanto, il suggerimento da portare all’attenzione delle istituzioni è quello di mettere in campo le forze e le tecniche per controllare il territorio per poterlo meglio difendere e preservare l’ambiente nell’interesse di tutti. In questi anni è, purtroppo, prevalso il convincimento collettivo che tutto fosse permesso in ragione di una assenza – quasi totale – di sanzioni nei riguardi di chi sversava illecitamente rifiuti.

Basterebbe, quindi, cominciare ad elevare qualche multa per far capire che la collettività non è più tollerante verso chi sporca ed inquina e che, oggi, si è affermato un più pervasivo senso civico. Analogamente, i cittadini devono diventare anch’essi attenti custodi del territorio facendo la loro parte nel segnalare alle istituzioni i luoghi degradati e i fenomeni di sversamenti illeciti di cui sono testimoni.

Ringraziamenti speciali vanno ad Alessandro Viglianti e Alessandra Trulli, assessore e delegato all’ambiente per il comune di Veroli, che si sono adoperati nell’organizzare la giornata ecologica, riuscendo a far partecipi dell’iniziativa sia l’associazione Lamasena che la consulta delle associazioni verolane.

Remo Cinelli

 

Alla memoria di Eugenio Maria Beranger

ALL’AMICO EUGENIO MARIA BERANGER
di Achille Lamesi

Eugenio ringrazia per le cioce con i bollettoni e per la cittadinanza onoraria.

Eugenio ringrazia per le cioce con i bollettoni e per la cittadinanza onoraria.

Con l’approssimarsi della 51^ edizione della Sagra della Crespella, che si svolge il 19 aprile 2015 nella frazione di Santa Francesca del comune di Veroli, gli amici del Comitato Organizzatore e dell’Associazione “Amici Sagra Della Crespella” hanno ritenuto di dedicare l’evento in ricordo di Eugenio Maria Beranger scomparso lo scorso 9 gennaio 2015. Come ogni anno si realizza l’opuscolo della sagra e gli amici di Santa Francesca mi hanno invitato a scrivere un articolo su Eugenio, dicendo: perché gli eri più vicino e lo conoscevi meglio di tutti noi. Ho accettato volentieri, ma quando mi sono seduto per iniziare a scrivere ho avuto un attimo di esitazione. La mente era pervasa da tanti ricordi ed emozioni ripensando a più di sedici anni di convivenza e poi mai avevo pensato di trovarmi in questa situazione. Inoltre, proprio perché lo conoscevo bene non è stato facile trovare tutte le parole per descrivere Eugenio, in quanto persona dalla profonda umanità e di grande intelletto. Sul profondo e duraturo rapporto con la comunità di Santa Francesca si potrebbe scrivere un libro, ma per ragioni di spazio, devo limitarmi a passaggi, descrivere aneddoti e fatti in maniera coincisa, oltre tutto lasciando fuori decine di testimonianze.
Ebbi modo di conoscerlo, alla fine del cessato secolo, grazie alla cortesia di due amici in comune: Raffaele Peticca, titolare della tipografia La Monastica di Casamari che frequentavo per la stampa dell’opuscolo della sagra e Antonio Alonzi, valente studioso della Selva di Sora, che aveva realizzato con Eugenio il volume sulla Madonna della Figura, in occasione di un incontro sul brigantaggio lealista e sulla opportunità di realizzare una serie di itinerari turistico-culturali legati alla frontiera tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie. Andai alla riunione che si tenne a Sora, per incontrare Eugenio Maria Beranger e chiedergli il supporto di archeologo e di storico delle tradizioni, per sviluppare progetti turistici per Santa Francesca. Dopo avergli illustrato le motivazioni che mi avevano portato ad incontrarlo, mi disse che dovevamo rivederci con calma perché il materiale era tanto. Allora gli chiesi come si doveva fare per un compenso alle prestazioni. In risposta le sue parole furono: “a me basta essere ospitato, un piatto e un posto dove dormire”. Con un sorriso stampato sulla faccia lo ringraziai per la disponibilità, ci stringemmo la mano, ci scambiammo i recapiti e fu così che iniziò a frequentare Santa Francesca e poi Veroli.
In quegli anni a Santa Francesca si era formato un Gruppo di Ricerca Storica, costituito da amici con esperienze nell’associazionismo, che condividevano la passione per lo studio del territorio sotto il profilo storico-paesaggistico. Ogni volta che Eugenio ci veniva a trovare, ci riunivamo a casa mia, ognuno aveva qualcosa da chiedere, la sete di sapere era tanta che le domande erano interminabili e toccavano argomenti di ogni genere. Non lesinava risposte per soddisfate tutti, ci dava riferimenti bibliografici e dove reperirli, ci invitava a partecipare a presentazioni di nuovi volumi e convegni che si tenevano in Ciociaria, ci accompagnava in biblioteche e archivi dove si muoveva con disinvoltura e così anche per i musei. Stare a stretto contatto con Eugenio, per noi che ci siamo, per diletto, cimentati in questa avventura provenendo da esperienze che nulla hanno a che fare con l’archeologia, la storia, le scienze demo-antropologiche, toponomastici e architettonici, ha rappresentato un’opportunità che nel tempo ha arricchito il nostro bagaglio culturale. Il Gruppo di Ricerca Storica, nel 2003 divenne Associazione La Vetta, di cui Eugenio ne fu l’ideatore e socio fondatore. Il riconoscimento giuridico permise di operare e dialogare con enti ed istituzioni. Nei rapporti, con i Comitati Organizzatori della sagra che si sono succeduti negli anni, nulla era cambiato perché i membri della Vetta continuavano a prestare il loro impegno nei diversi ruoli che ricoprivano nella kermesse.
Concretamente Eugenio prese parte agli incontri per la realizzazione della Sagra della Crespella dando suggerimenti per la kermesse, invitando i gruppi dei carri folcloristici a riproporre attrezzi, costumi il più possibile fedeli a quelli dei tempi passati, proporre i quadretti di vita vissuta arricchiti con dettagli provenienti da ricerche e invitava i partecipanti a curare l’espressione dialettale. Ufficialmente entrò a far parte della Commissione Valutatrice dei carri con la 39^ edizione, con il ruolo di coordinatore della giuria e l’incarico di decretare il carro vincitore esprimendo la motivazione. Con la presenza di Eugenio in giuria, non ci furono più contestazioni e le scaramucce degli anni precedenti tra i gruppi dei carri lasciarono il posto alla sana competizione. Coinvolse diversi amici intellettuali, storici e studiosi della Valle del Liri, della Valle di Roveto e della Val Comino, luoghi che ci uniscono geograficamente, per le connivenze e i rapporti culturali.
In occasione della sagra il comitato realizza un opuscolo come strumento di pubblicità per gli sponsor. Inizialmente era formato da poche pagine, poi con i suggerimenti di Eugenio è passato a 40 pagine, suddiviso in spazi dove oltre agli articoli di riflessione storico-religiosa e del folclore, si trovano articoli sulle tradizioni, della storia del territorio e anche quelli di attualità. Eugenio ci teneva tanto a questo opuscolo in quanto memoria storica delle sagre e delle tradizioni, tanto da prendersi l’impegno di conservarli presso la Biblioteca Statale annessa al Monumento Nazionale di Casamari, la Biblioteca del Centro Studi Sorani “Vincenzo Patriarca” e Presso la Biblioteca Diocesana “Cesare Baronio di Sora”. Quello che lui pensava e quale sviluppo vedeva per il futuro della sagra lo ha espresso in due articoli, uno dal titolo “Considerazioni sulla Sagra” presente a pagina 11 dell’opuscolo realizzato per la 40^ edizione e a pagina 21 dal titolo “Aspettando la 50^ Sagra della Crespella” in quello della 47^ edizione. Diversi articoli che parlano del territorio portano la sua firma.
Mi piace ricordarne uno per la straordinaria importanza archeologica, che testimonia la presenza umana nei monti Ernici di Santa Francesca, già nell’età del Bronzo Medio, per il ritrovamento, avvenuto nel novembre del 2010 durante una ricerca di superficie sul Monte Castello (oggi più noto come La Croce), di un’ascia di bronzo con margini fortemente rialzati, una punta di freccia sempre in bronzo, un frammento in ossidiana e numerosi frammenti vascolari. I due reperti in bronzo sono esposti nel Museo Archeologico Comunale. Per questa scoperta, si era attivato nel segnalare il sito a docenti universitari con l’intento di promuovere una ricerca, per aggiungere approfondimenti su chi fossero gli Ernici e sulla loro datazione. Voglio segnalare che Eugenio da giovane archeologo aveva frequentato i monti che circondano Santa Francesca, con i colleghi Marcello Rizzello, Mauro Ferracuti, Patrizia Fortini e Mauro Tomaselli in occasione di ricognizioni di insediamenti dell’età del bronzo. Così pure, era stato molte volte nell’area sacra italico-romana di Pozzo Faito, con l’amico Cocco Quirino e con l’ausilio di un asino raggiungevano a piedi la località, partendo da Case Cocchi. Di questi studi, nel volume I° dal titolo “Tutta Veroli” a pagina 53, il Prof. Giuseppe Trulli cita Eugenio Maria Beranger, per aver interpretato l’iscrizione latina scolpita sulla rupe prospiciente al pozzo votivo.
Eugenio esportò la sagra fuori dal suo territorio d’origine, coinvolgendo amici intellettuali e docenti universitari. In diverse manifestazioni si presentò in compagnia dello studioso Ugo Iannazzi, che rimase affascinato dalla manifestazione e successivamente si adoperò per far conoscere la sagra nell’ambiente universitario. Mi è grato sottolineare che la collaborazione tra Eugenio ed Ugo produsse la realizzazione del Museo Gente di Ciociaria ad Arce e il volume di 500 pagine dal titolo omonimo “Gente di Ciociaria”, in cui non mancano riferimenti alle tradizioni di Veroli. Colgo l’occasione per ricordare e ringraziare Ugo che fu promotore di un convegno di due giorni sulla Sagra della Crespella di Santa Francesca, tenutosi a Veroli nei giorni 12-13 maggio del 2009, con la partecipazione di relatori illustri quali Prof. Pietro Clemente, antropologo, docente di Antropologia culturale all’Università di Firenze, presidente di SIMBDEA (Società Italiana per la Museologia e i Beni Demo-Etno-Antropologici), il Prof. Paolo Vigo, allora Rettore dell’Università degli Studi di Cassino, con la partecipazione del già Sindaco di Veroli, Prof. Giuseppe D’Onorio e degli assessori alla cultura e turismo, infine il Prof Armando Frusone, Preside del Liceo Sulpicio, e naturalmente Eugenio Beranger. Altresì ad Ugo, sono grato per aver partecipato ad una manifestazione storico-paesaggistica sul brigantaggio svoltasi nella cornice di Prato di Campoli.
In diverse manifestazioni, sagra inclusa, furono allestite mostre fotografiche ed oggettistiche sul tema dell’antico confine, il brigantaggio, sulle tradizioni, gli antichi mestieri e sulle prime edizioni della sagra. Si preoccupò di mantenere vivo l’unico sito di cui si disponeva al momento www.sagradellacrespella.it, che ha svolto un ruolo mediatico importante ai fini culturali e dello sviluppo del turismo integrato nel territorio della frazione. A testimonianza, fra i tanti episodi legati al sito, si sottolinea un evento che fu riportato su un articolo, pubblicato da Ciociaria Oggi del 19 febbraio 2008 dal titolo “Una delegazione di Spinea per il culto di S. Francesca”, composta dall’assessore alla Cultura Delia Strano, la dottoressa Barbara Da Piave, responsabile Uos Servizi Informativi e di Supporto, e Alessandro Cuk, presidente dell’Associazione “Amici dei Presepi Spinea” dove in un passaggio del pezzo si dice: “Galeotto fu internet, in quanto proprio le pagine dedicate alla Santa, presenti nel sito www.sagradellacrespella.it, hanno risvegliato l’interesse degli amministratori e il desiderio di conoscere la nostra città”.
Riprendendo con Eugenio, ci fu l’impegno a favore del turismo integrato, partecipando alle iniziative storico-paesaggistiche dal titolo “Sulle Orme dei Briganti” tenutesi nei luoghi interessati dagli avvenimenti del brigantaggio lealista, dove con una breve lezione, esponeva le condizioni sociali, economiche e politiche del tempo che portarono al fenomeno del brigantaggio e al tema a lui caro l’emigrazione, con riferimenti alla questione del mezzogiorno. Grazie alla lodevole disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Veroli, con l’Associazione “La Vetta”, fu realizzato il Museo della Civiltà Rurale, dove Eugenio curò l’allestimento, e ne fu Il Direttore Scientifico con delibera della Giunta. L’inaugurazione del Museo si tenne nella sala consiliare il 29 gennaio del 2008 alle ore 17, ed Eugenio deliziò gli intervenuti con un appassionante e coinvolgente intervento.
Collaborò con la Pro Loco di Veroli dando il supporto per la realizzazione di materiali turistici, e tenne delle lezioni sulla museologia, storia, archeologia e sulla civiltà rurale ai ragazzi del servizio civile e le guide turistiche di Veroli. Prese parte alla realizzazione del periodico di informazione della Parrocchia “S. Maria Assunta” Sale e Luce”. Sempre con la stessa Parrocchia, a seguito della lodevole iniziativa intrapresa, dell’allora parroco Don Giacinto Mancini, curò la realizzazione del testo “La Visione di Santa Francesca Romana” in occasione del recupero dell’affresco collocato alla sinistra dell’altare all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta. In occasione della realizzazione del libro “Veroli in Agro” da me prodotto e stampato dal Comune di Veroli nel 2011, Eugenio si adoperò nella rilettura del testo in fase dattiloscritta, ne curò l’introduzione e la presentazione.
Mi fece partecipe della redazione del mensile “Paese Mio” a tiratura provinciale, edito dall’Associazione La Selva di Sora, dove ricopriva il ruolo di Coordinatore. Inserendomi come corrispondente di Veroli, furono pubblicati articoli che toccavano diversi argomenti, alcuni editi per la prima volta, provenienti da studi e ricerche storico-paesaggistiche, antropologiche e delle tradizioni popolari del territorio pedemontano del comune di Veroli. Come gli articoli dedicati alle origini della Sagra della Crespella pubblicati nel giornale N°2 uscito nel mese di febbraio 2011. Diede il suo supporto al libro “Le Ballarelle di Santa Francesca” con allegato CD, realizzato dall’Associazione Culturale Bifolk, che da anni recupera e promuove canti, balli e musiche della tradizione popolare. Il volume fu presentato il 3 marzo 2013 nel plesso scolastico di Santa Francesca, ed Eugenio fu invitato come relatore insieme allo studioso Bruno Ceroli di Sora. Numerosi convegni lo videro partecipe come relatore, fra gli ultimi quelli sul tema dell’acqua, tenutosi sia a Veroli, organizzato dal Comitato Veroli Alta per il Premio Letterario 2014, e a M.S.G. Campano, organizzato dal Circolo Intercomunale “Lamasena” di Legambiente.
Per quanto riguarda il curriculum professionale di Eugenio, mi avvalgo di segnalare quanto ha scritto lo studioso Ugo Iannazzi, nell’opuscolo edito per il trigesimo, dal titolo Elementi biografici, Dal “reconsòlo” al Convivio, distribuito l’11 febbraio 2015 a Casamari. Quello che posso dire è che in occasione della nomina di Direttore Scientifico del Museo della Civiltà Rurale, dal Comune di Veroli gli fu chiesto il curriculum, me lo inviò per e-mail ed io lo stampai per consegnarlo, erano più di 80 fogli formato A4, mi disse che non era tutto, ed eravamo nel 2008.
Aveva rapporti con tantissime persone di ogni estrazione sociale e con innumerevoli Associazioni, alle quali offriva tutta la sua disponibilità di storico dell’Alta Terra di Lavoro, ma soprattutto si adoperava per metterle in contatto tra loro, promuovendo scambi di esperienze e realizzando sinergie. Aveva un profondo rispetto per gli anziani, che riteneva parte attiva della società, ed era attaccato ai giovani, che sapeva raccogliere attorno a sé, ai quali offriva una grande e profonda disponibilità e si raccomandava a tutti noi di sostenerli.
In tutti gli anni che abbiamo passato insieme, c’è stato anche il tempo per riflettere sui temi dell’esistenza, abbiamo parlato dei momenti difficili della vita strettamente personale e anche di quelli professionali, riferiti alla carriera. Nonostante ci fossero motivi per avere dei risentimenti con qualcuno, non ho mai sentito uscire dalla sua bocca una parola fuori posto che potesse offendere. Non portava rancore, anzi era sempre pronto ad aiutare, solo capendo che qualcuno fosse in difficoltà, ed aveva sempre una parola di sostegno. Con chi stava attraversando momenti difficili si dimostrava solidale, gli telefonava per incoraggiarlo ad andare avanti, diceva: “non abbandonare la mente a se stessa, altrimenti ti porta in un vicolo cieco, tienila occupata, con gli interessi, le passioni, le ricerche e gli impegni, vedrai che il tempo è galantuomo e una soluzione si trova”. Era paziente, sempre disposto all’ascolto dell’altro, ti faceva sentire a proprio agio ed importante. Nelle case dove era invitato sapeva apprezzare l’ospitalità, dimostrandosi gentile, cordiale e di buona compagnia. A Santa Francesca, queste sue qualità umane non sono passate inosservate, ed è per questo che tutta la comunità gli era affezionata.
Ultimamente, con l’Associazione “Amici Sagra Della Crespella”, stava lavorando alla realizzazione del libro della Sagra della Crespella, era stato a casa dei partecipanti delle prime edizioni per raccogliere notizie utili per capire a chi venne l’idea, come nacque, chi propose la sfilata dei carri, come e dove si friggevano e distribuivano le crespelle, e come si è evoluta negli anni. Nonostante l’impegno preso, per la presentazione del volume, non si è potuto rispettare il termine della cinquantesima edizione a causa dell’enorme materiale fotografico e documentale da recuperare, e il lavoro di preparazione dei testi scritti e da assemblare seguendo la sua impostazione, ma anche per la crisi economica che ha condizionato la kermesse della manifestazione, imponendo una priorità nelle decisioni. Ora con la sua prematura scomparsa, che ha toccato profondamente il nostro animo, sentiamo il dovere morale, per l’affetto che nutriva verso la comunità di Santa Francesca, di ricambiarlo portando a termine la realizzazione del volume. Eugenio in tutti questi anni ci ha fatto capire che la cultura unisce, e quando la storia dell’uomo, torna a vivere diventa una risorsa per migliorare la qualità della vita.
Ciao Eugè

Bilancio 2014

Locandina del Circolo

Locandina del Circolo

Il 14 marzo scorso, presso la suggestiva sede della biblioteca comunale di Boville Ernica, si è svolta l’assemblea annuale del circolo Lamasena.

All’ordine del giorno c’era l’approvazione del rendiconto finanziario del 2014, che è possibile scaricare qui: BILANCIO 2014 del circolo LAMASENA, e la ricognizione sulle attività svolte nell’anno appena trascorso.

C’eravamo dati l’obiettivo di realizzare eventi tangibili da tutti,  che avessero – quindi –  la caratteristica di essere partecipati sia da soci che da coloro che avessero voluto spendersi a favore dei beni comuni e dell’ambiente.

Non sappiamo se stiamo stati all’altezza delle aspettative di quanti ci hanno osservato, siamo però consapevoli di esserci adoperati con tutto l’impegno possibile, raccogliendo – sovente – un successo di partecipazione superiore alle attese.

Nel 2014 sono stati organizzati eventi che abbiamo organizzato in autonomia o, più virtuosamente, in collaborazione con altre associazioni ed enti.

Tuttavia, non sono mancate critiche sulle iniziative svolte a cui – per quanto possibile – abbiamo preferito non rispondere per evitare di scendere nell’arena delle discussioni pretestuose che, purtroppo, hanno la spiacevole dote di sottrarre risorse alla costruzione dei progetti. Comunque, tali critiche non sono state del tutto ignorate, esse ci hanno anche permesso di effettuare profonde riflessioni sul senso di quanto stavamo facendo per migliorare sia la nostra comunicazione che l’indirizzo di alcune scelte.

Quindi, un elenco – seppur sintetico – delle principali attività svolte nel 2014 è il seguente:

  1. Mappatura del sentiero Chiavone, descritto con dovizia di riferimenti cartografici e geolocalizzazioni sulle pagine web del sito Lamasena
  2. Organizzazione, in collaborazione con la Consulta dell’Impegno Civile, del convegno di protezione civile Mettiamoci Al Sicuro a cui hanno partecipati i responsabili nazionali dell’ordine dei geologi, giornalisti e professori che hanno vissuto il drammatico terremoto de L’Aquila del 2009
  3. Partecipazione con un Gazebo espositivo alla Sagra della Crespella a S. Francesca, Veroli
  4. Progetto di Educazione Ambientale presso l’istituto Armellini di Boville Ernica
  5. Raccolta di centinaia di firme a favore della petizione popolare contro il declassamento del bacino della valle del Sacco da SIN a SIR
  6. Passeggiata ecologica su sentiero della memoria a Boville Ernica
  7. Organizzazione della visita guidata denominata “Alla scoperta dei musei Verolani
  8. Giornata Ecologica nel sito carsico Pozzillo. L’evento ha impegnato per diversi giorni i volontari del circolo per il consistente lavoro di rimozioni di rifiuti ingombranti e per lo sfoltimento della vegetazione infestante che aveva invaso tutta l’area.
  9. Manutenzione delle aree verdi di Antera e Colle Cipullo.   L’affidamento delle aree si è concluso con il recesso unilaterale richiesto dall’associazione per le tante difficoltà che si sono palesate durante il periodo di affidamento. Queste difficoltà sono state raccontate con nostri articoli che abbiamo pubblicato qui e qui.
  10. Organizzazione, insieme alla consulta, della II edizione della Festa dell’Impegno Civile
  11. Visita guidata al museo archeologico di Pofi
  12. Escursione Camminare per Conoscere a Boville Ernica. La passeggiata, organizzata con altri gruppi ed associazioni , ha fatto conoscere a centinaia di partecipanti il sito archeologico di Vettuno/Monte Di Fico con le sue mura megalitiche, i resti di un importante mulino ad acqua in località La  Miniera e la chiesetta della Madonna del Latte
  13. Puliamo il Mondo – edizione 2014, organizzata in collaborazione con l’assessorato all’ambiente del comune di Veroli.
  14. Convegno su preistoria e archeologia con il prof. Italo Biddittu

Commemorazione storica della distruzione di Monte San G. da parte di Carlo VIII

relatori_5Il 10 febbraio 2015 a Monte San G. C.  si è tenuto il convegno di commemorazione dei 520 anni dalla distruzione della città da parte delle truppe di Carlo VIII, re di Francia.
L’evento è stato fortemente voluto e organizzato dai soci del circolo Legambiente Lamasena e si è tenuto presso la sala teatro T. Cimello, messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Monte San G. C.
Il convegno ha avuto lo scopo di rievocare il fatto storico che ha inciso sulle vicende geopolitiche che riguardarono l’Italia del 500 e che ha riverberato i suoi effetti sulla cultura e sui costumi dei monticiani.
Si sono avvicendati nel convegno i relatori prof. Luigi Ricciardi, l’archeologo e ricercatore universitario dott. Sergio Del Ferro e l’arch. Diego Mammone che hanno tracciato la cronologia storica degli eventi che sconvolsero la vita del castrum monticiano, il quale venne bombardato dall’artiglieria del re francese che fece uso dell’importante innovazione tecnologica costituita dalla polvere pirica.
Il breve assedio – che comportò la distruzione di parte della cinta muraria – ebbe effetti sul successivo assetto urbanistico della città che ancora oggi riporta testimonianze di quanto accadde in quel lontano 10 febbraio del 1495.
Durante il convegno sono stati premiati gli elaborati degli alunni del primo circolo comprensivo di Monte San Giovanni Campano che hanno sviluppato una ricerca tematica su Carlo VIII e sulla sua discesa in Italia alla conquista dello stato borbonico, retto da Ferdinando II d’Aragona.
Al riguardo, merita una menzione speciale la riflessione, scritta in uno di questi elaborati, da cui il mondo degli adulti dovrebbe trarre i giusti insegnamenti:

Se immaginassimo di essere noi all’interno del castello e di vedere arrivare un esercito così fornito e scenograficamente maestoso, certo già questo ci farebbe fuggire lontano. Il popolo invece è rimasto fermo lì e pronto a morire per difendere la sua terra. Abbiamo capito che quando prevale l’interesse di uno solo, come nel caso di Ludovico il Moro, la storia si complica. Quando invece si uniscono le forze per combattere o fronteggiare il nemico comune, in nome della libertà e della difesa della propria identità, la storia è più semplice e giusta.

A conclusione del convegno sono state consegnate targhe ricordo, libri e pergamene agli studenti e ai relatori che hanno contribuito a diffondere una parte così significativa di tale storia.
Il convegno ha rappresentato l’opportunità per approntare un’azione incisiva di divulgazione di un episodio rilevante della storia locale che, purtroppo, non trova spazio nei programmi ministeriali. È particolarmente significativa l’idea lanciata dalla prof. Loredana Campea che ha esortato le associazioni e l’amministrazione a rievocare periodicamente tale vicenda storica con un evento più strutturato, sulla stregua di quanto avviene a Sermoneta con la rievocazione della battaglia di Lepanto o ad Ascoli Piceno con i Templaria, allo scopo di promuovere le suggestioni e le originalità di un territorio che ne amplificherebbe le sue attrazioni con effetti sicuramente positivi sul turismo e sull’appetibilità dell’intera città.

L’evento ha annoverato la partecipazione di una platea estremamente vasta e rappresentativa. Essa ha visto la presenza dei sindaci: Giovanni Vincenzi di Strangolagalli e il dott Piero Fabrizi di Boville Ernica; del presidente provinciale della Proloco dott. Luciano Trulli; del cons. provinciale avv. Antonio Cinelli; degli storici:  Valentino Visca,   Marcello Ottaviani e Oreste Marchionni;  dello scrittore ed editore Ciro Castellucci; dell’ass. alla cultura di Monte S. G. C. Alfredo Mastrantoni; dei presidenti di molte associazioni monticiane e guide turistiche verolane; delle professoresse: Beatrice Cretaro, Loredana Campea, Franca Battista e Franca Compagnone;  della pittrice Agnes Preszler che per l’occasione ha dipinto un quadro commemorativo;  dei tanti amici del compianto archeologo Eugenio M. Beranger studioso dell’alta terra di lavoro.

Remo Cinelli

Rifiuti Zero – l’esempio di Capannori

20150116 CapannoriL’obiettivo dei  rifiuti zero deve essere un motivo ricorrente su  cui impegnare le nostre risorse e il nostro attivismo sui temi dell’ecologia e dell’ambientalismo.

Sui nostri territori assistiamo a fenomeni che, purtroppo,  hanno forti similitudini con  certe bidonville in cui i rifiuti sono abbandonati o bruciati in modo scellerato e criminoso.

L’obiettivo del rifiuto zero  può essere la leva in grado di cambiare il  paradigma culturale  per cui,  il problema immondizia,  può diventare una opportunità economica, ad iniziare dal riuso – come materia prima – di tutto ciò che viene buttato via.

Il processo  si può innescare  cercando una contaminazione culturale con chi ha già dato prova di riuscire a vincere la sfida dei rifiuti zero.   Ossia, agli attuali amministratori,  e  a quelli che hanno ambizioni ad esserlo,  è richiesto di far visita alla vicina  Capannori  (in prov. di Lucca) per chiedere spiegazioni sul tema ad un mite maestro elementare: Rossano Ercolini, premiato da Obama con il Goldman Environmental Prize 2013, l’equivalente del premio Nobel per l’ambiente.

Durante la visita si scoprirebbe che i miracoli sono ancora possibili constatando che i cittadini di Capannori riescono a riciclare l’85% dei rifiuti pagando una tariffa più bassa di tutta la regione di appartenenza, la Toscana.

Non bisogna sottovalutare che il fenomeno delle micro discariche, disseminate ovunque sui nostri territori, trovano una loro amplificazione proprio laddove è praticata la raccolta differenziata. Tale incremento è, probabilmente, legato al fatto che i cittadini (tra i meno virtuosi) non avendo più a disposizione il cassonetto di prossimità eleggono a discarica qualunque posto, più o meno protetto da sguardi indiscreti.

Quindi, sembra evidente che l’attuazione della raccolta differenziata debba sempre essere accompagnata da fattori di supporto quali l’avvio dell’isola ecologica e un monitoraggio puntuale del territorio che dia luogo ad azioni sanzionatorie verso coloro che effettuano conferimenti illeciti dei rifiuti.

Purtroppo, nei nostri comuni si differenzia pochissimo e siamo tra gli ultimi nel riciclo e non abbiamo nemmeno forti ambizioni di riscatto. Tuttavia, abbiamo una notevole forza che parte dal basso, dai singoli cittadini e dalle tante associazioni ambientaliste che devono trovare una sintesi comune per aiutare o innescare quel cambiamento culturale nelle istituzioni, qualora quest’ultime rimanessero indifferenti rispetto all’indifferibile necessità d’intraprendere una vera battaglia a difesa dell’ambiente.

Recesso dalla convenzione di affidamento delle aree verdi Colle Cipullo e Antera

DSC_1605In data 12/10/2014, il circolo Lamasena ha presentato istanza di recesso dalla convenzione di affidamento delle due aree verdi attrezzate di Colle Cipullo e Antera, in località Bagnara di Monte San Giovani Campano.

La cronistoria della convenzione di affidamento e le problematiche che sono emerse sono descritte di seguito. Il circolo Lamasena presentò a novembre 2013 una richiesta di adozione di una o più aree verdi per curarne la manutenzione e la pulizia secondo il principio ispiratore della sussidiarietà tra cittadini e istituzioni. Dopo incontri con l’amministrazione comunale e successive riletture del contratto di convenzione, che si stava redigendo, si giunse alla firma del documento  tecnico di affidamento in data 31/05/2014.   Purtroppo, già dai primi interventi manutentivi, il circolo Lamasena ha subito evidenziato, agli organi competenti, la difficile situazione morfologica e il cattivo stato manutentivo degli arredi urbani presenti nelle aree che penalizzava l’operatività e la sicurezza dei volontari del circolo.  Pertanto, la cura delle stesse avrebbe richiesto risorse finanziarie che non erano e non sono nella disponibilità dell’associazione.

A fronte di tale constatazione, abbiamo cercato di sollevare il problema e di comunicare all’amministrazione, in modo chiaro, che le attività che l’associazione avrebbe potuto esprimere a favore delle due aree verdi potevano essere solo nella fornitura di lavoro manuale di tipo volontario. Ossia, curare la pulizia delle aree, effettuare la piccola potatura degli alberi che non richiedono scale o carrelli elevatori, effettuare la piccola manutenzione degli arredi e sfalciare l’erba nelle aree adiacenti agli arredi urbani. Abbiamo, altresì, chiesto che le attività che comportavano impegni economici rilevanti dovevano essere accollati dall’amministrazione.

Tale spirito di sussidiarietà è, tra l’altro, la traccia che ci ha guidato nel DSC_1593chiedere l’adozione di un luogo. Purtroppo, tale spirito non è stato recepito in modo intelligibile nella convenzione per ragioni che possono essere ascritte alla mancanza di una giurisprudenza non ancora lungimirante e matura rispetto alle forme di collaborazione tra cittadini e istituzioni per la salvaguardia dei beni comuni.

Il problema è stato, inoltre, amplificato anche dal divieto – imposto al circolo – di potersi avvalere di eventuali facilitazioni per la ricerca di risorse finanziarie suppletive per far fronte agli impegni economici che richiedeva la manutenzione di quelle aree verdi (del tipo: sviluppare attività commerciale marginale, prevedere una convenzione pluriennale per almeno 5 anni per ottenere le titolarità formali delle aree, ecc..).

Le difficoltà che abbiamo riscontrato nella fase di manutenzione le abbiamo rese pubbliche ( https://lamasena.net/2014/08/04/alcune-problematiche-emerse-nella-manutenzione-di-colle-cipullo/ ) e sono state oggetto di una fitta corrispondenza con le istituzioni.

Alle condizioni date, e di fronte all’impossibilità di poterle modificare, abbiamo ritenuto necessario formalizzare, il 12/10/2014, la nostra revoca unilaterale della convenzione di affidamento avvalendosi dell’art. 8 della convenzione suddetta.

Partecipazione e interesse per il convegno preistoria e protostoria nei nostri territori

20141210-ConvegnoSabato scorso, 6 dicembre, si è svolto un interessante convegno presso la sala teatro del comune di Monte San Giovanni C.  L’evento è stato organizzato dal circolo Legambiente  Lamasena che ha avuto l’idea di creare una sessione di divulgazione scientifica  sulla preistoria e la paleontologia.

Tale iniziativa si inserisce negli obiettivi dell’associazione Lamasena che,  attraverso la diffusione della conoscenza dei luoghi,   ha la speranza di trasmettere la cultura del rispetto e  dell’amore per il nostro habitat naturale.

Il prof. Italo Biddittu, relatore del convegno,   ha ripercorso le vicende geologiche di milioni di anni per fa conoscere la orogenesi dei territori della Ciociaria e delle prime apparizioni di ominidi che qui vi stanziarono.

Nella sua relazione,  il professore si è avvalso di materiale multimediale con cui 20141128-Preistoria e Protostoria-Biddittuha illustrato  – in maniera suggestiva – la preistoria di un territorio che conserva, nella sua stratificazione geologica, molte testimonianze ancora tutte da scoprire.  Non si può, al riguardo, non ricordare che la valle dell’Amaseno  faceva parte della depressione campano-laziale in cui si trovava la linea di costa di un braccio di mare ormai scomparso.

Il convegno è stato animato anche da un effervescente dibattito con il pubblico presente. Infatti, in tanti hanno posto domande a cui il professore  ha  risposto con delucidazioni e  suggerimenti come quella di stimolare le scuole all’acquisto della “valigia archeologica”, strumento didattico per avvicinare i ragazzi alla conoscenza dei fossili.  Particolare interesse ha suscitato l’avere appreso che esiste un terreno,  in cui sono presenti molte tracce affioranti di reperti fossili,  che ne fanno un luogo ideale per sviluppare attività didattiche – sul campo – a favore dei ragazzi.

L’incontro ha visto la partecipazione di appassionati del tema come l’archeologo Sergio Del Ferro, il prof. Luigi Ricciardi, il dott. Achille Lamesi,  l’arch. Paola D’Arpino e lo scrittore Valentino Visca.  Molto gradita è stata la partecipazione del direttore scolastico del II circolo comprensivo di MSGC il prof. Mario Luciani.

Molto nutrita è stata anche l’adesione di rappresentanti istituzionali come l’assessore alla cultura di MSGC Alfredo Mastrantoni, il sindaco di Strangolagalli  Giovanni Vincenzi con due suoi  assessori  e  il consigliere provinciale Avv. Antonio Cinelli.

Il convegno è stato moderato da Goffredo Todini  che insieme a Silvano Veronesi, vice presidente dell’associazione Lamasena,  hanno curato l’organizzazione dell’evento.

Remo Cinelli

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Preistoria e Protostoria nel nostro territorio

MUSEO DI POFI DSC_0700 (1)Oggi, 6 dicembre alle ore 16, si tiene un interessante convegno presso la sala teatro del comune di Monte San Giovanni C.

L’evento è stato organizzato dal circolo Legambiente  Lamasena che ha avuto l’idea di creare una sessione di divulgazione scientifica,  sulla preistoria e paleontologia,  dopo l’interesse suscitato dalla visita guidata al museo archeologico di Pofi che il circolo Lamasena ha organizzato – nei mesi scorsi –  a favore dei propri soci.

Tale ulteriore iniziativa si inserisce negli obiettivi dell’associazione che,  attraverso la divulgazione della conoscenza dei luoghi,   ha la speranza di trasmettere la cultura del rispetto e  dell’amore per il nostro habitat naturale.

Nel  convegno di sabato si ripercorreranno le dinamiche delle radici preistoriche dell’avvento dell’uomo sulla terra e le sue prime apparizioni nei nostri territori.

Il prof. BIDDITTU, che sarà l’insigne relatore del convegno, traccerà le vicende 20141128-Preistoria e Protostoria-Biddittugeologiche che hanno interessato tutta la depressione campano-laziale in cui la valle dell’Amaseno ne rappresenta un interessante valore geologico. Qui si trovava, infatti,  la linea di costa di un braccio di mare ormai scomparso.

Vale la pena ricordare che la zona della valle dell’Amaseno è stata oggetto di importanti studi geologici da parte del CNR. Tali studi  hanno dimostrato il rilevante interesse  paleontologico che ricopre l’intera area.

Il prof.  Italo Biddittu è tra gli studiosi più titolati della comunità scientifica italiana per affrontare un argomento così suggestivo che ci riporta alle origini della nostra specie. Va ricordato che egli ha il merito di aver scoperto i resti fossili dell’ominide “Argil”,  ritrovato tra Pofi e Ceprano nel 1994,  rappresentante adulto e sufficientemente completo dei primi uomini che popolarono il nostro continente.

Remo Cinelli

Puliamo il torrente

20141116 FOTO DI GRUPPO-CASAMARIDomenica,  16/11/14, si è svolta la giornata di bonifica del torrente Amaseno,  nell’area adiacente l’Abbazia di Casamari.  All’evento ha partecipato l’amministrazione comunale di Veroli con il sindaco Simone Cretaro,   l’assessore Alessandro Viglianti e il consigliere Alessandra Trulli. Ha partecipato all’evento anche il coordinatore provinciale di Legambiente Francesco Raffa.

La giornata ecologica ha rivelato,  nella sua interezza,  il livello di degrado  che c’era sulle sponde del torrente,   proprio nel luogo simbolo  della cultura  e del turismo di tutta la Ciociaria.  Sul posto sono stati rinvenuti  rifiuti stratificati da decenni, nonché tutta la liturgia d’immondizia  con il suo corollario di oggetti mai usati, ancora imballati,  di cui la nostra società consumistica si disfa per noia o  per estrema superficialità.  Non sono mancate batterie esauste, pneumatici, vetro, bottiglie di plastica, ferro e  pannolini,  che mamme frettolose hanno abbandonato non sapendo che ciò sarebbe stato il terribile fardello che stavano lasciando in eredità ai propri pargoli.

È stato stridente osservare i tanti turisti,  in visita all’Abbazia di Casamari, che transitavano inconsapevoli  accanto ad una vera e propria discarica a cielo aperto che i volontari del circolo Lamasena stavano bonificando,  asportando oltre 200 sacchi di rifiuti  che sono stati conferiti nello scarrabile messo a disposizione dalla ditta Sangalli.4 Locandina Evento

Il presidente del circolo Lamasena, Remo Cinelli, ha osservato che “una nuova fase si è aperta a favore dell’ambiente all’interno del comune di Veroli.  La presenza dell’assessore Viglianti rappresenta la speranza di un nuovo riscatto ambientale in quanto è emerso con forza la sua attenzione a favore del paesaggio e della  riqualificazione del territorio.   Insieme a Viglianti il circolo Lamasena intende continuare un cammino condiviso in cui la giornata di domenica  ne è il piacevole prologo  e che lascia presagire nuove virtuose iniziative.  C’è, infatti, la  speranza di riuscire a rendere fruibili e bonificati tutti gli 11 chilometri del torrente che da Casamari arriva fino a Santa Maria Amaseno”.

È chiaro che accanto all’azione di pulizia si rende necessaria e indifferibile una azione decisa di sanzioni che colpiscano in modo categorico i cittadini che inquinano e a cui manca il senso di rispetto verso i beni comuni.  Oggi, la nostra terra non può più permettersi altre violazioni in quanto troppo è stato ormai deturpato in modo irreversibile.   Pertanto, per far in modo che quanto è stato pulito rimanga preservato,  è necessario che le istituzioni facciano rispettare i divieti e  che i cittadini facciano la loro parte nel segnalare le violazioni all’ambiente.  Troppe volte il silenzio dei giusti ha permesso ai pochi di distruggere il nostro ambiente. Non si può non ricordare, in questo contesto,  per la sua sorprendente modernità,  il pensiero di Einstein quando affermava che  “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.

 

Bonifica del torrente Amaseno

20141116-CleanUpTheWorldIl 16 novembre 2014,  il sindaco e l’assessore all’ambiente di Veroli,  in collaborazione con     il circolo Legambiente Lamasena,  promuovono una giornata ecologica nel tratto di torrente Amaseno,  prospiciente il piazzale dell’Abbazia di Casamari.

Purtroppo, il torrente –  come accade in gran parte dei corsi d’acqua –  è diventato lo specchio della cattiva coscienza della nostra civiltà consumistica. In esso vengono sversati  scarichi fognari, rifiuti domestici e subisce violazioni d’ogni tipo ad iniziare dal passaggio di mezzi motorizzati,  che hanno trasformato l’alveo in piste carrabili.

La giornata di pulizia delle sponde e dell’alveo del torrente diventa l’occasione per accendere l’interesse verso un luogo suggestivo  che,  nei secoli scorsi, è stato un punto centrale per l’economia delle nostre comunità contadine.

Con la giornata ecologica del 16 novembre, i volontari del circolo e l’amministrazione comunale di Veroli  vogliono lanciare una nuova sfida, un nuovo progetto per la  fruibilità ecologica del torrente. Infatti, rendere percorribile gli 11 chilometri del  torrente – che da Santa Maria Amaseno scende fino a Casamari –   significherebbe aumentare l’attrattività  del luogo  che  sarebbe, ulteriormente,  amplificata dal possibile recupero dei 5 mulini che insistono sulle sue sponde e lungo il suo affluente: Fosso Sparavigna. Questi mulini sono luoghi quasi fiabeschi che,  fino agli inizi del secolo scorso, erano fondamentali nelle antiche economie rurali.

Tutto ciò può avere inizio con un piccolo passo, una piccola miccia che può innescare il processo virtuoso del  riscatto ambientale con tutto ciò che ne consegue in termini di benefici per l’intera collettività,  ad iniziare dall’aumento della sua fruibilità turistica.

L’appuntamento è,  quindi,  fissato alle ore 9,00 del 16 novembre, presso il parcheggio dell’Abbazia di Casamari. L’organizzazione metterà a disposizioni,  di quanti desidereranno prestare la loro attività volontaria,   guanti, pettorine e sacchi di colore diverso per poter effettuare la differenziazione dei rifiuti i quali potranno essere conferiti in un cassone scarrabile,  messo a disposizione dalla ditta Sangalli.

All’evento parteciperà l’associazione della Compagnia dei Viandanti e il “gruppo di preghiera padre Pio di Casamari”  che cura da anni lo spazio verde a ridosso del ponte romano, ivi presente.

[riferimento: comune di Veroli ]