La piana di Campolarino forniva ai Certosini grano, granone, legumi, lino. Da Trisulti veniva olio, frutta secca, carne di cinghiale, liquori, medicinali. I certosini, a piedi o con i muli, raggiungevano Campolarino passando per Prato di Campoli, S. Maria Amaseno, Casamari e Monte San Giovanni Campano. A Campolarino si fermavano solo di giorno a lavorare (…)”. Questo estratto del libro “Colli”, edito nel 1999 a cura di Antonio Palleschi, in cui sono raccolte varie memorie degli abitanti del paese, mostra tutta la quotidianità della vita limitrofa al torrente Amaseno; non solo come luogo di approvvigionamento di acqua per tutti i tipi di usi possibili ma soprattutto come via per il commercio di oggetti e di beni alimentari, per lo spostamento di uomini e di idee. Una via che si estende per 20 km e che abbraccia ben tre monasteri lungo il suo cammino,donandogli quell’alone di fascino storico unito al sacro rispetto che esige questo luogo, quasi a far trapelare nell’aria tutta la devozione nutrita dagli abitanti che nel tempo si sono succeduti lungo le sue rive. Santa Maria Amaseno, come rappresentanza di tutto ciò e della sua relativa protezione. La vita che ha dispensato il Torrente con le sue acque scorre per secoli di rinfrescate per le “bestie”, e continue attinte per gli orti e per i mulini. Il suo solco cosi cavato nel suo alveo dimostra a tutti noi la sua longevità, la sua forza vitale e gioiosa in cui molti “vecchi bambini” si sono divertiti con i loro tuffi e dispiaciuti per i suoi capricci. Un alveo che raccoglie testimonianze di vita arcaica come del giorno prima, le quali donano voce ad un torrente che ha visto scorrere su di sé la storia intera della nostra umanità. Oggi quasi abbandonato a sé è l’ Amaseno a richiamare noi suoi abitanti come se volesse ridestar la mai doma vita corsa nel suo corso –
In occasione della VI edizione della festa PANE OLIO E .. FANTASIA, che si terrà a Boville Ernica il prossimo 9 novembre 2014, gli amici del circolo Lamasena – insieme agli escursionisti della Compagnia dei Viandanti, della Pro Loco di Boville e dell’ass. Xenia – percorreranno sentieri del territorio di Boville.
La passeggiata ha la finalità di far conoscere luoghi suggestivi del comune di Boville che hanno una valenza ambientale e storica.
Con le stesse finalità, la passeggiata è già stata promossa – nei mesi scorsi – in diversi altri comuni dall’associazione: Compagnia dei Viandanti con il logo “Camminare per Conoscere“.
Il percorso bovillense toccherà un sito storico, in località Monte di Fico, in cui si potranno ammirare i resti di un santuario monumentale di cui rimangono le tracce di due possenti muri di costruzione in opera poligonale. Tutta l’area è stata oggetto – in passato – di rinvenimenti di frammenti di terra cotta risalenti all’VIII sec. a.C. che documenta una frequentazione della zona anche in epoca preromana. Tra l’altro, la zona è intrisa di storia, infatti, appena più a valle del colle, fu ritrovato il sarcofago paleocristiano del IV sec. d.C. che è conservato nella chiesa di San Pietro Ispano di Boville. La passeggiata prevede, inoltre, il passaggio sul torrente Amaseno – presso la località Miniera – in cui sarà possibile ammirare le opere di ingegneria idraulica a servizio di un antico mulino ad acqua. La presenza dei mulini lungo il torrente Amaseno si ritrova lungo tutto il suo tragitto, da Santa Maria Amaseno (Veroli) fino alla sua confluenza nel fiume Liri. Solo nel territorio di Veroli rimangono le tracce murarie di almeno 5 mulini ad acqua e di altri 4 se ne ritrova la presenza nel tratto di torrente che insiste nei comuni di Boville Ernica e Monte San G. C. La passeggiata terminerà con la risalita verso Boville con la visita dell’antica chiesa della Madonna del Latte, recentemente restaurata.
Il percorso è lungo circa 9 km, con un dislivello di circa 450 m, e sarà effettuato, quasi completamente, su sterrato o prato e all’interno del greto del torrente Amaseno. Per affrontare al meglio l’intero percorso, ci si dovrà munire di robuste scarpe da trekking, bastoni in alluminio, zainetto con acqua e snack. Il ritrovo è fissato in piazza Sant’Angelo a Boville alle ore 8.30.
I dettagli sul programma e le condizioni per la partecipazione all’escursione sono visibili su www.ciociariadavivere.com.
NUMERI VINCENTI DELLA LOTTERIA : II EDIZIONE DELLA FESTA DELL’IMPEGNO CIVILE
I premi vanno ritirati entro 30 giorni dal giorno dell’estrazione. Quindi, entro il 21/ottobre/2014
Per i contatti sul ritiro dei premi, scrivere a legambiente.lamasena@gmail.com o telefonare a 349 5986873
A conclusione della II edizione della Festa dell’Impegno Civile, è stato avanzato il tema su cui la Consulta dell’Impegno Civile si spenderà nel prossimo anno attraverso iniziative di sensibilizzazione e proposte all’amministrazione comunale.
Il tema di quest’anno sarà “Progetto PAESE PIU’ VERDE, per una città più bella ed ecosostenibile”. Davanti al pubblico della festa, il responsabile del circolo Lamasena, ha parlato di consumo del suolo e dei fenomeni di degrado sociale che sono correlati alla distruzione dell’ambiente. Gli argomenti si è cui parlato sono riportati nella videoregistrazione collegata e sono sviluppati di seguito.
Prima di avanzare proposte a favore di un paese migliore si deve quantificare il costo sociale del degrado ambientale:
È dimostrato, da studi statistici e sociologici, che in un paese bello e pulito, si riducono tantissimo i fenomeni di violenza e disagio sociale. Il bello permette di rendere migliori le persone che abitano città ordinate e piene di verde e servizi. Al contrario, dove esiste sporco e noncuranza aumentano i fenomeni di violenza urbana e fatti criminosi.
Esiste un fenomeno conosciuto come la “sindrome del vetro rotto” per cui accade che se un vetro in un palazzo non viene riparato si inducono comportamenti di emulazione, per cui altri cominceranno a rompere altri vetri adiacenti al primo finché tutto il palazzo andrà in rovina completa. Pertanto, la sindrome del vetro rotto si può sintetizzare
con la legge empirica, codificata dal sociologo Wilson Kelling : “ogni vetro non sostituito invita a tirare un sasso su quello accanto, e presto tutto l’intero fabbricato va in rovina“.
Bisogna ricordare che negli ultimi 50 anni abbiamo riempito il nostro mare e la nostra superficie terrestre di plastica. Dobbiamo essere consapevoli di due aspetti legati alla plastica che è diventata il più formidabile e inossidabile inquinante che l’uomo abbia mai prodotto. La plastica non si degrada mai, semplicemente, essa si frantuma in componenti sempre più piccoli a livello delle dimensione del plancton che, ingerito dai pesci, rientra nel ciclo alimentare e torna nelle nostre tavole. Se poi, cerchiamo di bruciare la plastica questa si trasforma in diossina che sappiamo essere uno dei composti più cancerogeni che conosciamo.
Dopo la premessa sul costo sociale del degrado ambientale, la proposta principale, che il circolo Lamasena fa a favore di un PAESE PIU’ VERDE, è quella di sostenere azioni di sensibilizzazione per evitare nuovo consumo del suolo.
Ciò nasce dalla constatazione che negli ultimi 20 anni, è stata cementificata nuova superficie alla velocità di 8 Mq/sec. È come aver cementificato tutta la Puglia e il Lazio messe insieme. Mancando in Italia una tutela specifica per contrastare il consumo del suolo si è potuto cementificare in modo indiscriminato e disordinato.
In paesi più attenti all’ambiente, come ad esempio a Londra, non viene più permesso di consumare altro suolo ma permettono di demolire e ricostruire per salvaguardare il verde rimasto.
Troppo spesso, anche sul nostro territorio si è costruito in modo disordinato e brutto. Basta guardarsi intorno per accorgersi che il nostro paesaggio è costellato da una miriade di costruzioni sparpagliate (fenomeno conosciuto come: Urban sprawl) di cui molte sono incompiute da decenni. Queste case incompiute sono dei veri e propri catafalchi che deturpano in modo irrimediabile il nostro paesaggio.
Nonostante che il principio della tutela del paesaggio sia stato scritto nella nostra costituzione ( all’articolo 9 – è riportato : “la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”) abbiamo ampiamente disatteso e violato questo indirizzo costituzionale costruendo ovunque e in posti in cui non si sarebbe dovuto come in luoghi franosi, sui greti dei fiumi o su faglie sismiche, come è avvenuto nella vicina città de L’Aquila
Evitare il consumo del suolo NON significa danneggiare il settore edile. Infatti, basterebbe recuperare e restaurare ciò che è già costruito. Abbiamo un patrimonio immobiliare fatto di case e palazzi storici che attendono il restauro e che porterebbero vantaggi anche ad altri settori come quello turistico. Basterebbe, quindi, impegnare i fondi – già stanziati – per fare opere di costruzioni civili per il risanamento sismico/idrogeologico che avrebbe il vantaggio di portare un vero e virtuoso rilancio economico dell’Italia.
Il 21/09/14 si è svolta la passeggiata ecologia che è partita da Piazza Aldo Moro – Colli ed è arrivata a Pozzillo e ritorno.
L’evento è stato inserito all’interno della manifestazione “La Marcia per il Clima e l’ambiente” che si è svolta contestualmente in miglia di luoghi in tutto il mondo. Tale marcia è stata promossa da AVAAZ, la più grande comunità transazionale al mondo in occasione del summit all’ONU sul problema dei cambiamenti climatici.
La passeggiata ecologica ha toccato luoghi suggestivi appartenenti alla civiltà contadina colligiana, si è percorso l’antico sentiero che permetteva di raggiungere l’antico mulino Crecco, un opificio alimentato dalla forza dell’acqua del torrente Amaseno, le cui tracce storiche risalgono al 1820. Il dott. Fabio Crecco, uno degli eredi del mulino, ha raccontato, ai tanti partecipanti alla passeggiata, i meccanismi idraulici che permettevano il movimento delle macine per granaglie o delle grandi ruote a pietra dedicate alla spremitura delle olive. Fabio, ha anche fatto notare che tale antico metodo di macinatura ha la caratteristica di conservare la proteina del glutine contenuta nel frumento che, invece, è eliminata nella moderna macinazione che fa uso dei rulli a cilindri.
Al rientro, il gruppo ha potuto visitare la vecchia fontana di Colli in cui, nei terreni circostanti, sta nascendo un interessante esperimento di azienda agricola di prodotti biologici.
Il Circolo Legambiente Lamasena ha aderito con grande entusiasmo alla seconda edizione della Festa dell’Impegno Civile che si terrà il 19-20 e 21 settembre nella frazione di Colli.
Quest’anno, la festa è stata organizzata dal direttivo dell’Ass. CONSULTA DELL’IMPEGNO CIVILE che è nata a seguito della positiva esperienza di collaborazione tra le tante Onlus che operano all’interno del territorio monticiano.
Il Circolo Lamasena non poteva mancare tale appuntamento che mette in scena il mondo del volontariato nelle sue varie espressioni che vanno dall’assistenza sanitaria al sostegno ai diversamente abili, per arrivare alla salvaguardia dell’Ambiente e dei Beni Comuni.
All’interno della manifestazione, il circolo curerà alcuni eventi di contenuto culturale e si occuperà di organizzare una passeggiata ecologica sulle antiche vie rurali della tradizione contadina.
Si inizia alle ore 8.00 di domenica 21 settembre con la passeggiata ecologica che condurrà nei pressi del torrente Amaseno, luogo in cui si potrà ammirare un esempio di archeologia industriale costituito dal vecchio mulino Crecco del 1820. Nel pomeriggio, dalle 16,30, si terrà il convegno dal titolo “L’acqua e le sue mille sfaccettature” che vedrà gli interventi di insigni relatori (le cui biografie sono riportate nella locandina a lato) che presenteranno i loro studi sugli impatti sociali ed economici che l’acqua ha avuto per le antiche popolazioni che hanno abitato la Valle del Liri e il contesto territoriale del torrente Amaseno. Il convegno sarà coordinato dall’archeologo Eugenio M. Beranger e vedrà gli interventi dell’arch. Ugo Iannazzi, del dott. Achille Lamesi, del dott. Marcello Ottaviani e del dott. Fabio Bianchi.
Nella serata del 21, il presidente del Circolo Lamasena presenterà, insieme ad altre associazioni ambientaliste, il “Progetto PAESE PIU’ VERDE, per una città più bella ed ecosostenibile”. Il progetto è un obiettivo condiviso da tutta la Consulta e si svilupperà attraverso varie iniziative per tutto il prossimo anno, fino alla prossima festa dell’impegno civile che si terrà nel 2015. Tra l’altro, il progetto si pone lo scopo di aumentare la sensibilità ecologista a partire dai bambini e portare l’attenzione dei cittadini su temi fondamentali per la salvaguardia del paesaggio, tra cui il consumo del suolo e la corretta gestione dei rifiuti.
Il programma della Festa dell’Impegno Civile – 19/20/21 Settembre in Piazza Aldo Moro a Colli – Monte San Giovanni C. Tre giorni di eventi per rappresentare il mondo del volontariato nelle sue tante declinazioni, nell’ambientalismo, nell’assistenza ai più deboli, nella protezione civile e nel primo soccorso. Si terranno convegni sull’acqua quale motore di sviluppo delle attività umane nel bacino idrografico della Valle del Liri e nell’alveo del torrente Amaseno. Inoltre, si dibatterà, con l’aiuto di professionisti, di ecologia, consumo del suolo, isola ecologica e energie rinnovabili.
L’era geologica in cui viviamo è denominata Età del Silicio, anche se la novità piu’ grande che distingue la nostra civiltà da quella dell’Età del Ferro è probabilmente la plastica e non il silicio. Questo perchè mentre il silicio è un elemento chimico presente in natura, le materie plastiche invece sono state interamente sintetizzare dall’uomo attraverso un processo evolutivo che è iniziato nel 1855 con la sintesi del rayon.
L’invenzione della plastica ha indubbiamente rivoluzionato positivamente le abitudini dell’Umanità, introducendo però anche alcune problematiche per la salute.
Ad esempio il Bisfenolo A, conosciuto anche come BPA, è un composto utilizato per sintetizzare alcune materie plastiche, come ad esempio il poliestere, il pvc, le resine epossidiche ed il policarbonato, e sembrerebbe essere coinvolto in numerose patologie della sfera sessuale di bambini ed adulti.
Il policarbonato, di cui il BPA è un componente chiave, è utilizzato per la produzione di tantissimi prodotti, tra i quali giocattoli per bambini, bottiglie, dispositivi medicali, lattine alimentari e tutti quei prodotti plastici in cui sono richieste qualità come trasparenza, durezza e resistenza.
Sono stati pubblicati più di cento studi sulle interazioni del BPA con il sistema endocrino ed alcuni, a partire dal 2008, avrebbero dimostrato la sua tossicità, gli effetti cancerogeni e neurotossici, incluso l’aumento del rischio di obesità. Alcune aziende hanno già eliminato il BPA dai biberon e dai giocattoli per bambini, tuttavia il monomero è largamente impiegato su scala industriale, tanto che è presente praticamente ovunque, anche negli shampoo.
Diversi studi avrebbero evidenziato che esponendo gatti e topi anche a bassi dosaggi di bpa si sarebbero riscontrati effetti come:
cambiamenti permanenti nei genitali;
cambiamenti nel tessuto mammario che predispongono le cellule all’azione degli ormoni e sostanze cancerogene;
effetti avversi sulla riproduzione e cancerogeni a lungo termine;
incremento del peso della prostata del 30%;
perdita di peso, riduzione dell a distanza ano-genitale in entrambi i sessi, segni di pubertà precoce;
diminuzione del testosterone nei testicoli;
cellule del seno predisposte al cancro;
cellule della prostata più sensibili agli ormoni e cancro;
diminuzione dei comportamenti materni;
inversione delle normali differenze sessuali nella struttura del cervello e comportamento (tendenza all’omosessualità);
disturbi nello sviluppo ovarico;
effetti avversi neurologici.
La cosa che dovrebbe farci riflettere è che il Bisfenolo A è in grado di attraversare il rivestimento in plastica di prodotti alimentari in scatola, specialmente se trattati con alte temperature o con sostanze acide (come l’acido citrico delle bevande gassate), è contaminare i cibi.
Secondo delle ricerche il 93% della popolazione mondiale avrebbe tracce di BPA nelle urine. Inoltre bere da bottiglie di policarbonato aumenterebbe del 66% i livelli di BPA nelle urine.
Le associazioni di consumatori raccomandano alle persone che vogliono ridurre l’esposizione al BPA di evitare gli alimenti in scatole di plastica o policarbonato. Invece il National Toxicology Panel raccomanda anche di evitare di mettere contenitori di plastica nei forni a microonde o di lavarli nelle lavastoviglie o utilizzando detergenti aggressivi.
Aveva ragione il filosofo hegeliano Feuerbach quando affermava che l’uomo è ciò che mangia.
Facciamo attenzione a cosa compriamo, a cosa mangiamo e ricordiamo sempre che quando gettiamo via rifiuti di plastica nell’ambiente in qualche modo tornano sul nostro piatto.
L’Italia detiene il primato mondiale per avere il maggior numero di siti riconosciuti dall’Unesco quali Patrimonio Mondiale dell’Umanità (50 su 779). Tuttavia nella classifica mondiale del turismo (UNWTO) il bel paese si piazza solo al quinto posto nel 2013 con quasi 48 milioni di turisti internazionali ed è il terzo paese più visitato d’Europa dopo Francia e Spagna. I turisti che hanno visitato il nostro paese sono aumentati del 3% circa rispetto all’anno precedente ma potremmo fare molto di più.
Le aree come la Ciociaria, pur essendo ricche di attrazioni e ben collegate alla capitale, non hanno mai sfruttato in maniera significativa e sistematica il potenziale turistico.
Da uno studio della Camera di Commercio di Frosinone sulla “capacità attrattiva turistica della Provincia”, emerge infatti che il 68% delle attività ricettive dell’intera provincia di Frosinone si limitano ad operare nel campo della ristorazione e che circa il 75% delle presenze del territorio interessano la sola area di Fiuggi.
Quindi nelle altre zone le amministrazioni, con notevoli sforzi, cercano in qualche modo di inventare nuove attrattive che siano in grado di portare linfa vitale alle attività produttive e commerciali. C’è una inspiegabile tendenza a fare necessariamente cose sempre nuove, ma che nella maggior parte dei casi si rivelano iniziative che difficilmente avranno un seguito. Ben vengano nuove idee, purché però non siano effimere e non vadano a peggiorare lo stato delle cose.
Un episodio esemplare si è verificato recentemente nel comune di Monte San Giovanni Campano, che ha ospitato una ben riuscita manifestazione motoristica. Il percorso del Rally ha interessato diverse zone del comune e molti appassionati, anche venuti da fuori regione, si sono appostati in località Malanome per assistere all’evento.
Ma nessuno di loro sapeva che nel 1927 in quel posto (proprietà Bulgarini per l’esattezza) furono rinvenute delle tombe preistoriche risalenti all’età del rame (III millennio a.c.). Probabilmente qualcuno sarebbe stato interessato a vivere il territorio come se fosse in una trasmissione di Discovery Channel, sapendo che in una di queste tombe fu rinvenuto un cranio davvero singolare (conosciuto con il nome di “Cranio di Casamari”). Esso infatti presenta dei segni di trapanazione ossea ed in alcuni punti del cranio sono ravvisabili inequivocabili segni di cicatrizzazione ossea, il che fa supporre che la trapanazione cranica venisse effettuata su paziente vivo, sicuramente per scopi medicali. Si tratta del primo cranio rinvenuto in Italia che presenta segni di trapanazione ossea, ovvero di neurochirurgia preistorica. Anche in diverse aree del mondo sono stati ritrovati crani simili, tra i quali l’esemplare più antico fu scoperto a Taforalt, remota località montana nel Marocco, risalente a 10.000 anni prima di Cristo.
Il cosiddetto cranio di Casamari è adesso in esposizione a Roma, presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, mentre altri resti delle sepolture di Malanome (vasi in terracotta, punte di freccia in selce ed accette levigate in pietra verde)
sono conservati presso il Museo Preistorico di Pofi.
Insomma tanti sforzi per inventare qualcosa in grado di attrarre turisti con manifestazioni effimere e poi non siamo in grado di far apprezzare le cose davvero straordinarie che abbiamo. Quanto meno se i visitatori venuti da fuori regione perché attratti dal rally lo avessero saputo, non avrebbero probabilmente lasciato l’immondizia tutta intorno al sito del ritrovamento preistorico (vedi foto).
PENSIAMO GLOBALMENTE, AGIAMO LOCALMENTE!
Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook) Data di Pubblicazione 27 Agosto 2014 Ultima Revisione: 27 Agosto 2014
Prima di stampare questa pagina considera l’impatto che avrà sull’ambiente
Legambiente Lazio
Nata nel 1987, è l’associazione ambientalista più diffusa nel territorio della Regione Lazio
Associazione Ecologica Romana
L’Associazione ha lo scopo di promuovere iniziative per la diffusione di una coscienza ecologica, per la difesa del verde e del patrimonio vegetale
Sagra della Crespella
Associazione della promozione culturale, artistica, paesaggistica e turistica di Veroli
Associazione Culturale Colli
organizza e sostiene numerose iniziative culturali quali mostre, concorsi, conferenze, forum, gare sportive e ricreative. L’ente dispone di una Biblioteca e di un museo. L’anno di costituzione è il 1982