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Puliamo del vie dei Cammini 2016

20160924-brochure-2016All’interno della manifestazione nazionale Puliamo il Mondo 2016, il circolo Lamasena ha organizzato, per sabato 24 settembre,  la pulizia dei cammini della religiosità e dei pellegrinaggi.

L’evento ha l’obiettivo di valorizzare alcuni sentieri che costituiscono i tratti della via Benedicti, della via Francigena del Sud e del Cammino di San Bendetto che insistono nei territori che si snodano attraverso  le città di Collepardo,  Veroli, Monte San G. C., Boville Ernica e Strangolagalli.

La manifestazione Puliamo Le Vie Dei Cammini, alla sua seconda edizione, è la declinazione locale di Puliamo il Mondo in cui Legambiente riveste il ruolo di comitato organizzatore per l’Italia. L’evento coinvolge tutte le amministrazioni comunali che sono interessate al progetto del circolo.  I rifiuti che saranno raccolti potranno essere conferiti all’interno di una cassa scarrabile che verrà  collocata presso il campo sportivo di Casamari. La presente cassa è messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Veroli.

Un gruppo di volontari sarà presente presso gli archi dell’antico acquedotto dell’Abbazia di Casamari per l’accoglienza dei viandanti che, dopo aver percorso i vari cammini, convergeranno tutti all’interno del suo giardino Aromari (AROmi a casaMARI).

All’interno dell’area verde, a tutti i partecipanti  saranno offerti assaggi della enogastronomia ciociara e le crespelle preparate dall’associazione degli Amici della Sagra della Crespella di S. Francesca.

Le associazioni partecipanti all’evento sono molte e tutte motivate dal comune obiettivo di sensibilizzare i cittadini ed enti al rispetto del territorio per  rigenerarlo in ottica ecologista.

La sicurezza stradale dei viandanti sarà assicurata dai Nuclei di Protezione Civile di Strangolagalli, Boville Ernica e Veroli a cui si affiancheranno quelle di Monte San G. C.: Cilvilmonte ed EC Volontari d’Italia.  Nel tratto verolano, l’associazione La Compagnia dei Viandanti effettuerà il servizio di guida. Infine, La Misericordia di Monte S. G. C stanzierà presso Casamari con una sua ambulanza per garantire il servizio sanitario.

L’evento prevede il coinvolgimento di diversi istituti d’istruzione, dal Liceo Giovanni Sulpicio di Veroli , all’istituto Viselli di Strangolagalli, all’istituto Armellini di Boville Ernica e all’Istituto Angelicum di Monte S. G. C. In ciascuna scuola si organizzeranno incontri diretti tra rappresentanti legambientini ed istituzionali  con le delegazioni degli studenti per  sensibilizzare quest’ultimi ai grandi temi ambientali ed avvicinarli, quindi, alla conoscenza della manifestazione Puliamo il Mondo nella sua espressione locale.

Di seguito, sono riportati i cammini programmati:

Cammino di San Benedetto, da Civita di Collepardo , Santa Francesca, Casamari   totale percorrenza di KM 14  in 4:30 ore circa  Raduno a  Civita “San Nicola ”  alle ore 7.45 à  S.P. Trisulti-S.M. Amaseno “Lo Stallone” –  Località Tesoro – Case Baghella à  Fosso Taravato à  Case Taravato, Case Vernieri, S.M. Amaseno – Case Cristini à  San Cesareo –  Scattaruggine – Santa Francesca (arrivo previsto alle ore 9.30) – Colle Spagnolo à Ponte Morone Sordillo – Fosso Scalamorone à Ponte Case Cerelli – Case Ciame’ – Case Fisco – Case Le Gaude – Ara delle Monache – Ponte Malanome – Casamari.

Cammino: Piazza Mazzoli di Veroli  – Casamari di Veroli  – totale percorrenza di KM 9.6  in 3:30 ore circa
Raduno in Piazza Mazzoli ore 9.00 à si scende per Liceo G.Sulpicio –  si scende per via Bagno in direzione La Mosca – si prosegue per il bivio per Santa Francesca  per proseguire per la contrada Valle d’Ambra – si sale per Chiarano in direzione Colleberardi con passaggio nel suo centro storico – Si prosegue fino ad incrociare la SP 263 Casamari Scifelli – si prosegue in direzione Casamari fino a raggiungere Casamari.

 Cammino : Piazza Guglielmo Marconi di MSGC – Casamari di Verolitotale percorrenza KM 6,00 in 3 ore circa
Raduno in piazza Guglielmo Marconi ore 9.00,   prendere via Roma e per via colle fiorito arrivare sopra l’orologio,  e salire per piazzale Corte –  si scende per Pozzo San Paolo (in corrispondenza della sede della banca Unicredit) e si sale per Colle San Marco –  Sosta alla Scuola media Angelicum”         – si continua per la cima di San Marco e si segue la strada sterrata che porta fino all’abitato di Colle Pupazzo. –  Si scende fino ad incrociare la provinciale di via Colle Bianco proseguendo in direzione Reggimento. – In prossimità del civico 49, si prende il tratturo a sinistra, verso l’Abbazia di Casamari.

Cammino: Piazza Sant’Angelo – Cologne –  Ripiano – Casamari Veroli- totale percorrenza KM 8,00 in 3 ore circa
Raduno in piazza Sant’Angelo alle ore 9.00 e, con gli studenti della locale scuola Armellini si percorrono  le vie perimetrale del centro storico – si prosegue in direzione Rotabile – si sale verso Cologne e, mantenendo sempre la desta, a metà costa, si va verso via Foreste – Si scende verso il versante che guarda MSGC, si attraversa la via Antica, si passa un ponticello e si va verso Ripiano  – si attraversa il fosso Bauco, e si risale fino ad incrociare la SP – si gira a sinistra e dopo mt 50 mt dall’abitato  si svolta a dx su un tratturo che ti porta su un ponticello che attraversa il Torrente Amaseno – si prosegue a dx, verso l’Abbazia di Casamari.

Cammino piazza Elena a Strangolagalli – Casamari – totale percorrenza KM 12,00 in 4 ore circa
Raduno in piazza Elena a Strangolagalli, ore 08.45 – Si scende peri ponte S.P. Strangolagalli – Arce (ore 09.15) – via Francigena Sud (Castelnuovo – confluenza Rio Argento/Amaseno – punto 113 ore 10.30) Reggimento – Enrica Market (11.15) – abbazia Casamari (11.50).

Aromari diventa per un giorno laboratorio di botanica.

20160801-college-estivo (1)Oggi, 01 agosto 2016, il giardino Aromari è diventato un laboratorio di botanica per i bambini che frequentano il campus estivo “Giuseppe – il re dei sogni“, organizzato dalla parrocchia di Santa Maria della Valle di Monte San G. C.

Decine di bambini sono stati condotti presso il giardino in cui li attendevano  Bruno Petriglia e Franca Battista.  I due soci del circolo Lamasena, appassionati di botanica al cui attivo ci sono molteplici pubblicazioni di carattere scientifico ed artistico sulla flora locale,  hanno tenuto una lezione teorica- pratica sulle essenze floreali, i licheni e  le piante autoctone tipiche delle aree pedemontane dei Monti Ernici.

I fiori sono stati  individuati e rappresentati ai bambini attraverso i loro colori,  che in molti casi ne caratterizzano la specie di appartenenza,  riscontrando la curiosità di molti di loro che difficilmente avranno  avuto modo  di conoscere – prima d’ora  – il variegato mondo della flora con le sue migliaia di specie e particolarità.

A ciascun bambino, a ricordo della giornata,  è stato affidato in cura un vasetto  con un rametto di rosa canina, la più comune rosa selvatica esistente in Italia.

Territori, Scuola e Attori Sociali

GIULIANO20/02/2016.  Aprire strade di conoscenza sul senso dell’alimentazione, del benessere fisico e del rapporto sociale ed economico con le proprie comunità di vita. Su temi così attuali il Liceo Statale “Giovanni Sulpicio” di Veroli e LAMASENA CIRCOLO LEGAMBENTE  hanno avviato un ciclo di incontri interattivi con gli studenti, nell’intento comune di promuovere abilità innovative tra le generazioni del futuro.

Sabato 20 febbraio l’associazione Lamasena ha animato un incontro con gli studenti sul tema: SANA ALIMENTAZIONE ED ESERCIZIO FISICO, BINOMIO PERFETTO. Ci sono stati i contributi della nutrizionista Ilaria Parravano; del sociologo Arduino Fratarcangeli che ha fornito una testimonianza reale di AGRICOLTURA EROICA; ha concluso gli interventi Giuliano Patrizi con una dimostrazione sulle tecniche di camminata posturalmente corretta, quale quella denominata North Walking. I temi catalizzatori esposti sono stati: agricoltura e le opportunità professionali che essa può consentire, non soltanto dal punto di vista produttivo, ma con tutte le diverse espressioni che coniugano, marketing, reti di imprese, turismo rurale, agricoltura sociale etc. Il cibo e la sana alimentazione, la complementarietà degli alimenti ed il recupero delle tradizioni culinarie con i prodotti tipici della Ciociaria. Lo sport come pratica riabilitativa fisica ed il conseguente benessere psichico con le tecniche coordinate di movimento proposte dalla North Walking.

Il Circolo LAMASENA LEGAMBIENTE nell’areale intercomunale che si allunga intorno al torrente Amaseno, da Collepardo a Strangolagalli, si dimostra un valido ed attento “sobillatore” di coscienze assopite verso i temi dell’ecologia, dell’ambiente,dell’uso intelligente del suolo, delle coltivazioni tradizionali e dei saperi antichi. Importante anche l’apertura del Liceo Scientifico “Giovanni Sulpicio”verso temi che rappresentano i veri “beni comuni” da presidiare e valorizzare per una vita buona e attiva. Seguiranno altre iniziative tra cui la prossima sessione sarà incentrata su riciclo dei rifiuti e la raccolta differenziata.

Arduino Fratarcangeli

 

Convegno “Alla Riscoperta del Cibo”

Art-4Il prossimo 25/10/15 alle ore 16.00 presso la Galleria La Catena di Veroli si terrà il convegno “Alla riscoperta del Cibo

Lo scopo del convegno è quello di portare un contributo alla più ampia riflessione sul tema del cibo che ha avuto il suo apice nell’esposizione internazionale Expo 2015. Infatti,  nel tema dell’expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si richiama “”.. a confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame (circa 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012), dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo (circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso)…

Il convegno è l’occasione per ribadire che il cibo non può essere ridotto a pura merce di scambio come lo è diventato nella nostra civiltà industriale e, quindi, mercificato attraverso titoli speculativi di borsa.

I protagonisti positivi che parleranno al convegno tenteranno di trasmettere, con esempi e i progetti concreti in cui si sono cimentati, una nuova consapevolezza che passa attraverso la riscoperta del cibo nella sua accezione di bene primario per la vita, per la stessa salute umana e per riconnettere la città alla campagna riavvicinando agricoltori e consumatori per un consumo più etico e più sostenibile per l’intero pianeta.

Ogni relatore  affronterà un tema specifico che attiene al ciclo di produzione e consumo del cibo. Quindi, si affronteranno i problemi della biodiversità, della buona nutrizione, della produzione/trasformazione dei prodotti agricoli e della buona gastronomia.  Il messaggio che si desidera lasciare a quanti parteciperanno sarà quello che non possiamo più permetterci di produrre cibo sacrificando i cicli naturali delle stagioni, di prevaricare il benessere degli animali da allevamento o, come estremo paradosso, modificare geneticamente i semi per renderli più resistenti a nuovi parassiti senza curarsi degli effetti negativi sulla salute dell’uomo.

All’interno della galleria la Catena si esporranno per l’intera giornata del 25 le sementi e gli utensili di una civiltà contadina remota ma che ha, tuttavia, elementi di profonda attualità ad iniziare dalla proposizione degli alimenti della dieta mediterranea che tanta eco ha ovunque nel mondo.

Il grano antico: quando la tradizione si sposa con la salute

20150806 Alimentazione-Il-GranoNel corso degli ultimi 70 anni, la dieta dell’uomo occidentale ha subito profondi cambiamenti. Si è passati da un alimentazione che preferiva cibi freschi e priva di additivi e conservanti, al consumo preferenziale di prodotti alimentari sempre più trasformati.

Tutto ciò sta cambiando i sistemi biologici degli esseri umani conducendo sempre più a stati patologici tra i quali sindrome metabolica, allergie e intolleranze ecc… A tal riguardo si stima che oggi il 40% degli Italiani soffre di patologie dovute ad un regime alimentare sbagliato.

Il grano rientra in uno di questi prodotti alimentari in quanto ha subito delle profonde modificazioni geniche che sembrano essere implicate nella sensibilizzazione dell’organismo verso questo alimento.

Questo cereale ha rappresentato da sempre un elemento cardine della nostra dieta per la produzione di farine dalle quali elaborare alimenti come pane, pasta, dolci ecc. e, in secondo luogo per la produzione di bevande alcoliche, biocarburanti, cibo per il bestiame ecc…

Tutto ciò ha portato ad una richiesta sempre maggiore di questo cereale costringendo allo sviluppo di nuove varietà di grano con delle caratteristiche totalmente diverse dal grano antico.

Una delle prime modifiche sul grano venne fatta da Strampelli negli anni ‘20 che abbandonò la pratica di selezione massale fatta dall’agricoltore per dedicarsi agli incroci tra varietà e specie diverse. Nella selezione massale l’agricoltore sceglieva le piante con i requisiti migliori in termini agronomici e produttivi, mentre gli incroci venivano condotti fin quando si ottenevano nuove varietà capaci di avere una maggiore resa produttiva in risposta alle concimazioni con nitrati.

In seguito alle modifiche apportate da Strampelli è arrivata l’epoca della mutagenesi in cui il grano venne trattato con diversi agenti, prima quelli chimici e poi con le radiazioni nucleari. In questo modo negli anni ‘70 alcuni genetisti italiani arrivarono a produrre una varietà di grano duro oggi conosciuta sotto il nome di Creso.

Il Creso è stato ottenuto irradiando piante di frumento duro della varietà Cappelli con raggi gamma. Lo scopo dell’irradiamento era quello di indurre mutazioni nel genoma delle piante per produrre nuove varietà. Queste piante incrociate con una varietà di frumento tenero di origine messicana, hanno dato luogo al Creso. Incrociando poi il Creso con altre varietà si sono originate nuove varietà di frumento duro che ancora oggi si coltivano (Sineto,Colosseo, Adamello, ecc…)

Il grano Creso si è diffuso molto rapidamente, tanto che negli anni ‘80 e ’90 rappresentava in Italia oltre il 50% della produzione di frumento duro fino a raggiungere il 90% dei giorni d’oggi.

Ma come mai il grano, che è stato da sempre il cereale di elezione della dieta mediterranea sta diventando così nocivo?

I grani moderni sono stati ingegnerizzati affinché le loro caratteristiche rispondessero al meglio alle richieste del mercato che ricercavano un prodotto con maggiori rese e con delle caratteristiche chimiche che lo rendessero facilmente lavorabile. In particolare, quest’ultima proprietà viene data dalla quantità di glutine, una proteina presente nel grano. L’aumento delle quantità di glutine, infatti, fa si che si formi una forte struttura capace di conferire viscosità ed elasticità all’impasto e permette alla farina di essere trasformata in una vasta gamma di prodotti. Per questo motivo le farine senza glutine presentano delle difficoltà nella loro lavorazione.

Dunque stiamo trasformando il grano in una pianta che deve produrre più di quanto sono le sue capacità fisiologiche e soprattutto che presenti un maggior contenuto di proteine. Quindi da un prodotto contenente prevalentemente amido (quindi carboidrati) il grano si sta evolvendo verso un prodotto con delle caratteristiche nutrizionali più vicine ai legumi piuttosto che ai cereali.

Il grano antico differisce da quello moderno perché ha il fusto più alto pertanto si piega facilmente sotto l’azione del vento e della pioggia. Le radici vanno più in profondità per cui assorbono dei nutrienti non presenti in superficie senza la necessità di aggiungere i concimi. Il grano moderno invece, essendo più basso, necessita di enormi quantità di concimi e di pesticidi. Inoltre le spighe del grano antico sono più grandi ma con un numero inferiore di semi e un contenuto inferiore di glutine. La quantità di vitamine, fibre e antiossidanti è però maggiore nel grano antico rispetto a quello moderno.

In Italia esistono vari specie di grani antichi e tra questi ritroviamo: Cappelli (prodotto in Toscana), Verna (coltivato nella Maremma), Saragolla (coltivato in Abruzzo e in Emilia Romagna) Timilia (coltivato in Sicilia) Etrusco (coltivato in Toscana), ecc… Tuttavia questi produttori non sono molti e per questo rischiano l’estinzione.

Il lavoro esasperato delle industrie oltre ad allontanarci dai gusti più semplici e genuini ci sta facendo dimenticare lo scopo fondamentale dell’alimentazione: nutrire la nostra salute giornalmente!!! Inoltre gli odori ed i sapori che vengono sprigionati dalla cottura dei cibi fatti con la farina dei grani antichi sono del tutto incomparabili a quelli emanati dalla farina di un grano moderno. È anche importante non sottovalutare il loro valore storico e culturale. Le popolazioni antiche si sostentavano prevalentemente con questi cereali che variavano da zona a zona a seconda delle condizioni ambientali. Insomma un bel patrimonio da tutelare per non dimenticare mai l’origine delle nostre tradizioni.

Pertanto per migliorare la qualità della vita è necessario tornare alle pratiche agricole che per 10mila anni hanno costituito le basi della tradizione rurale di tutto il mondo. Il rilancio da parte di alcuni agricoltori dei grani antichi permette il recupero dei materiali genetici delle varietà cerealicole locali sviluppando e ricostituendo la biodiversità.

Acquistare questi prodotti significa aiutare la filiera corta evitando di prendere prodotti che arrivano da chissà dove rivalutando invece quelli tipici del nostro territorio.

Dott.ssa Ilaria Parravano
BIOLOGA NUTRIZIONISTA

Fontane e luoghi suggestivi

Il bacino idrografico che si snoda lungo tutto il torrente Amaseno è ricco di  fontane e contesti paesaggistici che meritano essere riscoperti e vissuti. Per tale ragione,  il circolo Lamasena ha tentato un lavoro di censimento,  seppur largamente incompleto e parziale,  per localizzare tali testimonianze all’interno di una mappa interattiva che è esplorabile qui.

Oltre le fontane, sono stati censiti alcuni percorsi che raccordano gli antichi sentieri della civiltà contadina,  con i loro tipici muri a secco (macere) che ne delimitavano il tratto.  Tali percorsi diventano un racconto che aiutano a conoscere i contesti paesaggistici, naturalistici e storici  che si trovano nei nei cinque comuni attraversati dal torrente.  Al riguardo, un esempio è il sentiero che raccorda il borgo di Boville Ernica, l’antico lavatoio, le mura pelasgiche di età pre – romana di monte di Fico,   il mulino della Miniera,  La vecchia Fontana, la Chiesetta del Latte e – di nuovo – il borgo di Boville Ernica.

Tale censimento, nonostante  i 50 siti e percorsi già individuati, si arricchirà nel futuro di nuove testimonianze  che sono presenti nel territorio.  Pertanto, chi volesse collaborare al campionamento, potrebbe farlo fornendo una foto del luogo con le sue coordinate GPS  da inviare all’indirizzo email dell’associazione: legambiente.lamasena@gmail.com

Replica all’articolo del quotidiano “La Provincia”

20150609 La Provincia 003Il circolo Lamasena si sente in dovere di replicare alla nota, riportata nell’articolo apparso sul quotidiano La Provincia, il 9 giugno 2015, dal titolo: ”Se a gestire il patrimonio storico devono pensarci i cittadini”.

Nell’articolo sono riportate osservazioni vagamente polemiche e imprecisioni da cui il circolo Lamasena prende le distanze.

Il principio ispiratore delle azioni del circolo si basa, esclusivamente, sulla sussidiarietà tra cittadini e istituzioni allo scopo di cooperare a favore dei beni comuni.

Per meglio chiarire il concetto, il principio di sussidiarietà è regolato dall’articolo 118 della Costituzione italiana il quale prevede che Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà.

Quindi, tale principio – riconosciuto a livello costituzionale – prevede anche il dovere da parte delle amministrazioni pubbliche di favorire la partecipazione dei cittadini al fine di migliorare l’interesse generale.

Invero, l’amministrazione del sindaco Cretaro applica proprio tale principio allo scopo di rendere partecipi i cittadini nella valorizzazione dei beni collettivi. Pertanto, riteniamo che l’amministrazione del sindaco Simone Cretaro abbia fatto benissimo a deliberare il regolamento comunale per l’adozione di spazi pubblici da parte di cittadini ed associazioni. In ciò, essa ha mostrato una sensibilità e una aderenza al mandato costituzionale che merita tutto il nostro plauso.

Si precisa, inoltre, che il circolo Lamasena è di natura intercomunale a cui partecipano le città di Collepardo,Veroli, Boville Ernica, Monte San Giovanni C. e Strangolagalli. Inoltre, l’associazione Lamasena fa parte della consulta delle associazioni verolane in osservanza del regolamento del comune di Veroli che ne codifica i criteri di adesione. E’ errato, quindi, affermare – come fatto nel succitato articolo – che il circolo è di Monte San Giovanni C.

Ci prendiamo cura di un’area verde nei pressi dell’abbazia di Casamari.

DSC_000208/06/2015 – A Casamari, ci stiamo prendendo cura di un giardino,  adiacente  all’abbazia cistercense,  che  costituisce l’area di ristoro per i pellegrini e turisti che visitano la stupenda abbazia.

Casamari é un luogo centrale e suggestivo per tutta la Ciociaria e ne rappresenta l’espressione più significativa. Per capire il valore di questo luogo, bisogna innamorarsi degli archi dell’acquedotto medievale che attraversa tutto il  giardino.  Sostare sotto gli archi e catturarne la bellezza. Riconoscere nei blocchi ammonticchiati,  nella parte frontale del giardino,  ciò che resta dell’antico ponte romano sul torrente Amaseno, risalente al I secolo a. C.  Restare meravigliati dell’hortus botanicus del 1760 visibile nella farmacia dell’abbazia. Soffermarsi all’interno della Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Casamari con i suoi ottantamila volumi. Scoprire il passato della terra ciociara nel museo archeologico con reperti dell’epoca romana provenienti – principalmente – dall’antica Casa Marii, casa di Caio Mario che qui ha avuto i natali.

L’associazione Lamasena nel prendersi cura dell’area verde vuole contribuire concretamente a difendere ed esaltare la bellezza di questo luogo per rilanciarne il racconto e le suggestioni. Ciò diventa un progetto ambientalista e culturale insieme. Esso ha, infatti, tutti gli elementi che concorrono a legare le diverse finalità dell’associazione che si incentrano, principalmente, sul recupero e la cura delle aree in prossimità del torrente Amaseno e, inoltre,  creare eventi intorno alle bellezze archeologiche e naturalistiche che vivono intorno alle aeree di golena del corso d’acqua.

La galleria fotografica sottostante, documenta le attività di giardinaggio, svolte dai volontari dell’associazione,  nell’area verde il giorno 5 giugno scorso.

Alla memoria di Eugenio Maria Beranger

ALL’AMICO EUGENIO MARIA BERANGER
di Achille Lamesi

Eugenio ringrazia per le cioce con i bollettoni e per la cittadinanza onoraria.

Eugenio ringrazia per le cioce con i bollettoni e per la cittadinanza onoraria.

Con l’approssimarsi della 51^ edizione della Sagra della Crespella, che si svolge il 19 aprile 2015 nella frazione di Santa Francesca del comune di Veroli, gli amici del Comitato Organizzatore e dell’Associazione “Amici Sagra Della Crespella” hanno ritenuto di dedicare l’evento in ricordo di Eugenio Maria Beranger scomparso lo scorso 9 gennaio 2015. Come ogni anno si realizza l’opuscolo della sagra e gli amici di Santa Francesca mi hanno invitato a scrivere un articolo su Eugenio, dicendo: perché gli eri più vicino e lo conoscevi meglio di tutti noi. Ho accettato volentieri, ma quando mi sono seduto per iniziare a scrivere ho avuto un attimo di esitazione. La mente era pervasa da tanti ricordi ed emozioni ripensando a più di sedici anni di convivenza e poi mai avevo pensato di trovarmi in questa situazione. Inoltre, proprio perché lo conoscevo bene non è stato facile trovare tutte le parole per descrivere Eugenio, in quanto persona dalla profonda umanità e di grande intelletto. Sul profondo e duraturo rapporto con la comunità di Santa Francesca si potrebbe scrivere un libro, ma per ragioni di spazio, devo limitarmi a passaggi, descrivere aneddoti e fatti in maniera coincisa, oltre tutto lasciando fuori decine di testimonianze.
Ebbi modo di conoscerlo, alla fine del cessato secolo, grazie alla cortesia di due amici in comune: Raffaele Peticca, titolare della tipografia La Monastica di Casamari che frequentavo per la stampa dell’opuscolo della sagra e Antonio Alonzi, valente studioso della Selva di Sora, che aveva realizzato con Eugenio il volume sulla Madonna della Figura, in occasione di un incontro sul brigantaggio lealista e sulla opportunità di realizzare una serie di itinerari turistico-culturali legati alla frontiera tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie. Andai alla riunione che si tenne a Sora, per incontrare Eugenio Maria Beranger e chiedergli il supporto di archeologo e di storico delle tradizioni, per sviluppare progetti turistici per Santa Francesca. Dopo avergli illustrato le motivazioni che mi avevano portato ad incontrarlo, mi disse che dovevamo rivederci con calma perché il materiale era tanto. Allora gli chiesi come si doveva fare per un compenso alle prestazioni. In risposta le sue parole furono: “a me basta essere ospitato, un piatto e un posto dove dormire”. Con un sorriso stampato sulla faccia lo ringraziai per la disponibilità, ci stringemmo la mano, ci scambiammo i recapiti e fu così che iniziò a frequentare Santa Francesca e poi Veroli.
In quegli anni a Santa Francesca si era formato un Gruppo di Ricerca Storica, costituito da amici con esperienze nell’associazionismo, che condividevano la passione per lo studio del territorio sotto il profilo storico-paesaggistico. Ogni volta che Eugenio ci veniva a trovare, ci riunivamo a casa mia, ognuno aveva qualcosa da chiedere, la sete di sapere era tanta che le domande erano interminabili e toccavano argomenti di ogni genere. Non lesinava risposte per soddisfate tutti, ci dava riferimenti bibliografici e dove reperirli, ci invitava a partecipare a presentazioni di nuovi volumi e convegni che si tenevano in Ciociaria, ci accompagnava in biblioteche e archivi dove si muoveva con disinvoltura e così anche per i musei. Stare a stretto contatto con Eugenio, per noi che ci siamo, per diletto, cimentati in questa avventura provenendo da esperienze che nulla hanno a che fare con l’archeologia, la storia, le scienze demo-antropologiche, toponomastici e architettonici, ha rappresentato un’opportunità che nel tempo ha arricchito il nostro bagaglio culturale. Il Gruppo di Ricerca Storica, nel 2003 divenne Associazione La Vetta, di cui Eugenio ne fu l’ideatore e socio fondatore. Il riconoscimento giuridico permise di operare e dialogare con enti ed istituzioni. Nei rapporti, con i Comitati Organizzatori della sagra che si sono succeduti negli anni, nulla era cambiato perché i membri della Vetta continuavano a prestare il loro impegno nei diversi ruoli che ricoprivano nella kermesse.
Concretamente Eugenio prese parte agli incontri per la realizzazione della Sagra della Crespella dando suggerimenti per la kermesse, invitando i gruppi dei carri folcloristici a riproporre attrezzi, costumi il più possibile fedeli a quelli dei tempi passati, proporre i quadretti di vita vissuta arricchiti con dettagli provenienti da ricerche e invitava i partecipanti a curare l’espressione dialettale. Ufficialmente entrò a far parte della Commissione Valutatrice dei carri con la 39^ edizione, con il ruolo di coordinatore della giuria e l’incarico di decretare il carro vincitore esprimendo la motivazione. Con la presenza di Eugenio in giuria, non ci furono più contestazioni e le scaramucce degli anni precedenti tra i gruppi dei carri lasciarono il posto alla sana competizione. Coinvolse diversi amici intellettuali, storici e studiosi della Valle del Liri, della Valle di Roveto e della Val Comino, luoghi che ci uniscono geograficamente, per le connivenze e i rapporti culturali.
In occasione della sagra il comitato realizza un opuscolo come strumento di pubblicità per gli sponsor. Inizialmente era formato da poche pagine, poi con i suggerimenti di Eugenio è passato a 40 pagine, suddiviso in spazi dove oltre agli articoli di riflessione storico-religiosa e del folclore, si trovano articoli sulle tradizioni, della storia del territorio e anche quelli di attualità. Eugenio ci teneva tanto a questo opuscolo in quanto memoria storica delle sagre e delle tradizioni, tanto da prendersi l’impegno di conservarli presso la Biblioteca Statale annessa al Monumento Nazionale di Casamari, la Biblioteca del Centro Studi Sorani “Vincenzo Patriarca” e Presso la Biblioteca Diocesana “Cesare Baronio di Sora”. Quello che lui pensava e quale sviluppo vedeva per il futuro della sagra lo ha espresso in due articoli, uno dal titolo “Considerazioni sulla Sagra” presente a pagina 11 dell’opuscolo realizzato per la 40^ edizione e a pagina 21 dal titolo “Aspettando la 50^ Sagra della Crespella” in quello della 47^ edizione. Diversi articoli che parlano del territorio portano la sua firma.
Mi piace ricordarne uno per la straordinaria importanza archeologica, che testimonia la presenza umana nei monti Ernici di Santa Francesca, già nell’età del Bronzo Medio, per il ritrovamento, avvenuto nel novembre del 2010 durante una ricerca di superficie sul Monte Castello (oggi più noto come La Croce), di un’ascia di bronzo con margini fortemente rialzati, una punta di freccia sempre in bronzo, un frammento in ossidiana e numerosi frammenti vascolari. I due reperti in bronzo sono esposti nel Museo Archeologico Comunale. Per questa scoperta, si era attivato nel segnalare il sito a docenti universitari con l’intento di promuovere una ricerca, per aggiungere approfondimenti su chi fossero gli Ernici e sulla loro datazione. Voglio segnalare che Eugenio da giovane archeologo aveva frequentato i monti che circondano Santa Francesca, con i colleghi Marcello Rizzello, Mauro Ferracuti, Patrizia Fortini e Mauro Tomaselli in occasione di ricognizioni di insediamenti dell’età del bronzo. Così pure, era stato molte volte nell’area sacra italico-romana di Pozzo Faito, con l’amico Cocco Quirino e con l’ausilio di un asino raggiungevano a piedi la località, partendo da Case Cocchi. Di questi studi, nel volume I° dal titolo “Tutta Veroli” a pagina 53, il Prof. Giuseppe Trulli cita Eugenio Maria Beranger, per aver interpretato l’iscrizione latina scolpita sulla rupe prospiciente al pozzo votivo.
Eugenio esportò la sagra fuori dal suo territorio d’origine, coinvolgendo amici intellettuali e docenti universitari. In diverse manifestazioni si presentò in compagnia dello studioso Ugo Iannazzi, che rimase affascinato dalla manifestazione e successivamente si adoperò per far conoscere la sagra nell’ambiente universitario. Mi è grato sottolineare che la collaborazione tra Eugenio ed Ugo produsse la realizzazione del Museo Gente di Ciociaria ad Arce e il volume di 500 pagine dal titolo omonimo “Gente di Ciociaria”, in cui non mancano riferimenti alle tradizioni di Veroli. Colgo l’occasione per ricordare e ringraziare Ugo che fu promotore di un convegno di due giorni sulla Sagra della Crespella di Santa Francesca, tenutosi a Veroli nei giorni 12-13 maggio del 2009, con la partecipazione di relatori illustri quali Prof. Pietro Clemente, antropologo, docente di Antropologia culturale all’Università di Firenze, presidente di SIMBDEA (Società Italiana per la Museologia e i Beni Demo-Etno-Antropologici), il Prof. Paolo Vigo, allora Rettore dell’Università degli Studi di Cassino, con la partecipazione del già Sindaco di Veroli, Prof. Giuseppe D’Onorio e degli assessori alla cultura e turismo, infine il Prof Armando Frusone, Preside del Liceo Sulpicio, e naturalmente Eugenio Beranger. Altresì ad Ugo, sono grato per aver partecipato ad una manifestazione storico-paesaggistica sul brigantaggio svoltasi nella cornice di Prato di Campoli.
In diverse manifestazioni, sagra inclusa, furono allestite mostre fotografiche ed oggettistiche sul tema dell’antico confine, il brigantaggio, sulle tradizioni, gli antichi mestieri e sulle prime edizioni della sagra. Si preoccupò di mantenere vivo l’unico sito di cui si disponeva al momento www.sagradellacrespella.it, che ha svolto un ruolo mediatico importante ai fini culturali e dello sviluppo del turismo integrato nel territorio della frazione. A testimonianza, fra i tanti episodi legati al sito, si sottolinea un evento che fu riportato su un articolo, pubblicato da Ciociaria Oggi del 19 febbraio 2008 dal titolo “Una delegazione di Spinea per il culto di S. Francesca”, composta dall’assessore alla Cultura Delia Strano, la dottoressa Barbara Da Piave, responsabile Uos Servizi Informativi e di Supporto, e Alessandro Cuk, presidente dell’Associazione “Amici dei Presepi Spinea” dove in un passaggio del pezzo si dice: “Galeotto fu internet, in quanto proprio le pagine dedicate alla Santa, presenti nel sito www.sagradellacrespella.it, hanno risvegliato l’interesse degli amministratori e il desiderio di conoscere la nostra città”.
Riprendendo con Eugenio, ci fu l’impegno a favore del turismo integrato, partecipando alle iniziative storico-paesaggistiche dal titolo “Sulle Orme dei Briganti” tenutesi nei luoghi interessati dagli avvenimenti del brigantaggio lealista, dove con una breve lezione, esponeva le condizioni sociali, economiche e politiche del tempo che portarono al fenomeno del brigantaggio e al tema a lui caro l’emigrazione, con riferimenti alla questione del mezzogiorno. Grazie alla lodevole disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Veroli, con l’Associazione “La Vetta”, fu realizzato il Museo della Civiltà Rurale, dove Eugenio curò l’allestimento, e ne fu Il Direttore Scientifico con delibera della Giunta. L’inaugurazione del Museo si tenne nella sala consiliare il 29 gennaio del 2008 alle ore 17, ed Eugenio deliziò gli intervenuti con un appassionante e coinvolgente intervento.
Collaborò con la Pro Loco di Veroli dando il supporto per la realizzazione di materiali turistici, e tenne delle lezioni sulla museologia, storia, archeologia e sulla civiltà rurale ai ragazzi del servizio civile e le guide turistiche di Veroli. Prese parte alla realizzazione del periodico di informazione della Parrocchia “S. Maria Assunta” Sale e Luce”. Sempre con la stessa Parrocchia, a seguito della lodevole iniziativa intrapresa, dell’allora parroco Don Giacinto Mancini, curò la realizzazione del testo “La Visione di Santa Francesca Romana” in occasione del recupero dell’affresco collocato alla sinistra dell’altare all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta. In occasione della realizzazione del libro “Veroli in Agro” da me prodotto e stampato dal Comune di Veroli nel 2011, Eugenio si adoperò nella rilettura del testo in fase dattiloscritta, ne curò l’introduzione e la presentazione.
Mi fece partecipe della redazione del mensile “Paese Mio” a tiratura provinciale, edito dall’Associazione La Selva di Sora, dove ricopriva il ruolo di Coordinatore. Inserendomi come corrispondente di Veroli, furono pubblicati articoli che toccavano diversi argomenti, alcuni editi per la prima volta, provenienti da studi e ricerche storico-paesaggistiche, antropologiche e delle tradizioni popolari del territorio pedemontano del comune di Veroli. Come gli articoli dedicati alle origini della Sagra della Crespella pubblicati nel giornale N°2 uscito nel mese di febbraio 2011. Diede il suo supporto al libro “Le Ballarelle di Santa Francesca” con allegato CD, realizzato dall’Associazione Culturale Bifolk, che da anni recupera e promuove canti, balli e musiche della tradizione popolare. Il volume fu presentato il 3 marzo 2013 nel plesso scolastico di Santa Francesca, ed Eugenio fu invitato come relatore insieme allo studioso Bruno Ceroli di Sora. Numerosi convegni lo videro partecipe come relatore, fra gli ultimi quelli sul tema dell’acqua, tenutosi sia a Veroli, organizzato dal Comitato Veroli Alta per il Premio Letterario 2014, e a M.S.G. Campano, organizzato dal Circolo Intercomunale “Lamasena” di Legambiente.
Per quanto riguarda il curriculum professionale di Eugenio, mi avvalgo di segnalare quanto ha scritto lo studioso Ugo Iannazzi, nell’opuscolo edito per il trigesimo, dal titolo Elementi biografici, Dal “reconsòlo” al Convivio, distribuito l’11 febbraio 2015 a Casamari. Quello che posso dire è che in occasione della nomina di Direttore Scientifico del Museo della Civiltà Rurale, dal Comune di Veroli gli fu chiesto il curriculum, me lo inviò per e-mail ed io lo stampai per consegnarlo, erano più di 80 fogli formato A4, mi disse che non era tutto, ed eravamo nel 2008.
Aveva rapporti con tantissime persone di ogni estrazione sociale e con innumerevoli Associazioni, alle quali offriva tutta la sua disponibilità di storico dell’Alta Terra di Lavoro, ma soprattutto si adoperava per metterle in contatto tra loro, promuovendo scambi di esperienze e realizzando sinergie. Aveva un profondo rispetto per gli anziani, che riteneva parte attiva della società, ed era attaccato ai giovani, che sapeva raccogliere attorno a sé, ai quali offriva una grande e profonda disponibilità e si raccomandava a tutti noi di sostenerli.
In tutti gli anni che abbiamo passato insieme, c’è stato anche il tempo per riflettere sui temi dell’esistenza, abbiamo parlato dei momenti difficili della vita strettamente personale e anche di quelli professionali, riferiti alla carriera. Nonostante ci fossero motivi per avere dei risentimenti con qualcuno, non ho mai sentito uscire dalla sua bocca una parola fuori posto che potesse offendere. Non portava rancore, anzi era sempre pronto ad aiutare, solo capendo che qualcuno fosse in difficoltà, ed aveva sempre una parola di sostegno. Con chi stava attraversando momenti difficili si dimostrava solidale, gli telefonava per incoraggiarlo ad andare avanti, diceva: “non abbandonare la mente a se stessa, altrimenti ti porta in un vicolo cieco, tienila occupata, con gli interessi, le passioni, le ricerche e gli impegni, vedrai che il tempo è galantuomo e una soluzione si trova”. Era paziente, sempre disposto all’ascolto dell’altro, ti faceva sentire a proprio agio ed importante. Nelle case dove era invitato sapeva apprezzare l’ospitalità, dimostrandosi gentile, cordiale e di buona compagnia. A Santa Francesca, queste sue qualità umane non sono passate inosservate, ed è per questo che tutta la comunità gli era affezionata.
Ultimamente, con l’Associazione “Amici Sagra Della Crespella”, stava lavorando alla realizzazione del libro della Sagra della Crespella, era stato a casa dei partecipanti delle prime edizioni per raccogliere notizie utili per capire a chi venne l’idea, come nacque, chi propose la sfilata dei carri, come e dove si friggevano e distribuivano le crespelle, e come si è evoluta negli anni. Nonostante l’impegno preso, per la presentazione del volume, non si è potuto rispettare il termine della cinquantesima edizione a causa dell’enorme materiale fotografico e documentale da recuperare, e il lavoro di preparazione dei testi scritti e da assemblare seguendo la sua impostazione, ma anche per la crisi economica che ha condizionato la kermesse della manifestazione, imponendo una priorità nelle decisioni. Ora con la sua prematura scomparsa, che ha toccato profondamente il nostro animo, sentiamo il dovere morale, per l’affetto che nutriva verso la comunità di Santa Francesca, di ricambiarlo portando a termine la realizzazione del volume. Eugenio in tutti questi anni ci ha fatto capire che la cultura unisce, e quando la storia dell’uomo, torna a vivere diventa una risorsa per migliorare la qualità della vita.
Ciao Eugè

Bilancio 2014

Locandina del Circolo

Locandina del Circolo

Il 14 marzo scorso, presso la suggestiva sede della biblioteca comunale di Boville Ernica, si è svolta l’assemblea annuale del circolo Lamasena.

All’ordine del giorno c’era l’approvazione del rendiconto finanziario del 2014, che è possibile scaricare qui: BILANCIO 2014 del circolo LAMASENA, e la ricognizione sulle attività svolte nell’anno appena trascorso.

C’eravamo dati l’obiettivo di realizzare eventi tangibili da tutti,  che avessero – quindi –  la caratteristica di essere partecipati sia da soci che da coloro che avessero voluto spendersi a favore dei beni comuni e dell’ambiente.

Non sappiamo se stiamo stati all’altezza delle aspettative di quanti ci hanno osservato, siamo però consapevoli di esserci adoperati con tutto l’impegno possibile, raccogliendo – sovente – un successo di partecipazione superiore alle attese.

Nel 2014 sono stati organizzati eventi che abbiamo organizzato in autonomia o, più virtuosamente, in collaborazione con altre associazioni ed enti.

Tuttavia, non sono mancate critiche sulle iniziative svolte a cui – per quanto possibile – abbiamo preferito non rispondere per evitare di scendere nell’arena delle discussioni pretestuose che, purtroppo, hanno la spiacevole dote di sottrarre risorse alla costruzione dei progetti. Comunque, tali critiche non sono state del tutto ignorate, esse ci hanno anche permesso di effettuare profonde riflessioni sul senso di quanto stavamo facendo per migliorare sia la nostra comunicazione che l’indirizzo di alcune scelte.

Quindi, un elenco – seppur sintetico – delle principali attività svolte nel 2014 è il seguente:

  1. Mappatura del sentiero Chiavone, descritto con dovizia di riferimenti cartografici e geolocalizzazioni sulle pagine web del sito Lamasena
  2. Organizzazione, in collaborazione con la Consulta dell’Impegno Civile, del convegno di protezione civile Mettiamoci Al Sicuro a cui hanno partecipati i responsabili nazionali dell’ordine dei geologi, giornalisti e professori che hanno vissuto il drammatico terremoto de L’Aquila del 2009
  3. Partecipazione con un Gazebo espositivo alla Sagra della Crespella a S. Francesca, Veroli
  4. Progetto di Educazione Ambientale presso l’istituto Armellini di Boville Ernica
  5. Raccolta di centinaia di firme a favore della petizione popolare contro il declassamento del bacino della valle del Sacco da SIN a SIR
  6. Passeggiata ecologica su sentiero della memoria a Boville Ernica
  7. Organizzazione della visita guidata denominata “Alla scoperta dei musei Verolani
  8. Giornata Ecologica nel sito carsico Pozzillo. L’evento ha impegnato per diversi giorni i volontari del circolo per il consistente lavoro di rimozioni di rifiuti ingombranti e per lo sfoltimento della vegetazione infestante che aveva invaso tutta l’area.
  9. Manutenzione delle aree verdi di Antera e Colle Cipullo.   L’affidamento delle aree si è concluso con il recesso unilaterale richiesto dall’associazione per le tante difficoltà che si sono palesate durante il periodo di affidamento. Queste difficoltà sono state raccontate con nostri articoli che abbiamo pubblicato qui e qui.
  10. Organizzazione, insieme alla consulta, della II edizione della Festa dell’Impegno Civile
  11. Visita guidata al museo archeologico di Pofi
  12. Escursione Camminare per Conoscere a Boville Ernica. La passeggiata, organizzata con altri gruppi ed associazioni , ha fatto conoscere a centinaia di partecipanti il sito archeologico di Vettuno/Monte Di Fico con le sue mura megalitiche, i resti di un importante mulino ad acqua in località La  Miniera e la chiesetta della Madonna del Latte
  13. Puliamo il Mondo – edizione 2014, organizzata in collaborazione con l’assessorato all’ambiente del comune di Veroli.
  14. Convegno su preistoria e archeologia con il prof. Italo Biddittu