Archivi categoria: Territorio

Bilancio 2014

Locandina del Circolo

Locandina del Circolo

Il 14 marzo scorso, presso la suggestiva sede della biblioteca comunale di Boville Ernica, si è svolta l’assemblea annuale del circolo Lamasena.

All’ordine del giorno c’era l’approvazione del rendiconto finanziario del 2014, che è possibile scaricare qui: BILANCIO 2014 del circolo LAMASENA, e la ricognizione sulle attività svolte nell’anno appena trascorso.

C’eravamo dati l’obiettivo di realizzare eventi tangibili da tutti,  che avessero – quindi –  la caratteristica di essere partecipati sia da soci che da coloro che avessero voluto spendersi a favore dei beni comuni e dell’ambiente.

Non sappiamo se stiamo stati all’altezza delle aspettative di quanti ci hanno osservato, siamo però consapevoli di esserci adoperati con tutto l’impegno possibile, raccogliendo – sovente – un successo di partecipazione superiore alle attese.

Nel 2014 sono stati organizzati eventi che abbiamo organizzato in autonomia o, più virtuosamente, in collaborazione con altre associazioni ed enti.

Tuttavia, non sono mancate critiche sulle iniziative svolte a cui – per quanto possibile – abbiamo preferito non rispondere per evitare di scendere nell’arena delle discussioni pretestuose che, purtroppo, hanno la spiacevole dote di sottrarre risorse alla costruzione dei progetti. Comunque, tali critiche non sono state del tutto ignorate, esse ci hanno anche permesso di effettuare profonde riflessioni sul senso di quanto stavamo facendo per migliorare sia la nostra comunicazione che l’indirizzo di alcune scelte.

Quindi, un elenco – seppur sintetico – delle principali attività svolte nel 2014 è il seguente:

  1. Mappatura del sentiero Chiavone, descritto con dovizia di riferimenti cartografici e geolocalizzazioni sulle pagine web del sito Lamasena
  2. Organizzazione, in collaborazione con la Consulta dell’Impegno Civile, del convegno di protezione civile Mettiamoci Al Sicuro a cui hanno partecipati i responsabili nazionali dell’ordine dei geologi, giornalisti e professori che hanno vissuto il drammatico terremoto de L’Aquila del 2009
  3. Partecipazione con un Gazebo espositivo alla Sagra della Crespella a S. Francesca, Veroli
  4. Progetto di Educazione Ambientale presso l’istituto Armellini di Boville Ernica
  5. Raccolta di centinaia di firme a favore della petizione popolare contro il declassamento del bacino della valle del Sacco da SIN a SIR
  6. Passeggiata ecologica su sentiero della memoria a Boville Ernica
  7. Organizzazione della visita guidata denominata “Alla scoperta dei musei Verolani
  8. Giornata Ecologica nel sito carsico Pozzillo. L’evento ha impegnato per diversi giorni i volontari del circolo per il consistente lavoro di rimozioni di rifiuti ingombranti e per lo sfoltimento della vegetazione infestante che aveva invaso tutta l’area.
  9. Manutenzione delle aree verdi di Antera e Colle Cipullo.   L’affidamento delle aree si è concluso con il recesso unilaterale richiesto dall’associazione per le tante difficoltà che si sono palesate durante il periodo di affidamento. Queste difficoltà sono state raccontate con nostri articoli che abbiamo pubblicato qui e qui.
  10. Organizzazione, insieme alla consulta, della II edizione della Festa dell’Impegno Civile
  11. Visita guidata al museo archeologico di Pofi
  12. Escursione Camminare per Conoscere a Boville Ernica. La passeggiata, organizzata con altri gruppi ed associazioni , ha fatto conoscere a centinaia di partecipanti il sito archeologico di Vettuno/Monte Di Fico con le sue mura megalitiche, i resti di un importante mulino ad acqua in località La  Miniera e la chiesetta della Madonna del Latte
  13. Puliamo il Mondo – edizione 2014, organizzata in collaborazione con l’assessorato all’ambiente del comune di Veroli.
  14. Convegno su preistoria e archeologia con il prof. Italo Biddittu

Commemorazione storica della distruzione di Monte San G. da parte di Carlo VIII

relatori_5Il 10 febbraio 2015 a Monte San G. C.  si è tenuto il convegno di commemorazione dei 520 anni dalla distruzione della città da parte delle truppe di Carlo VIII, re di Francia.
L’evento è stato fortemente voluto e organizzato dai soci del circolo Legambiente Lamasena e si è tenuto presso la sala teatro T. Cimello, messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Monte San G. C.
Il convegno ha avuto lo scopo di rievocare il fatto storico che ha inciso sulle vicende geopolitiche che riguardarono l’Italia del 500 e che ha riverberato i suoi effetti sulla cultura e sui costumi dei monticiani.
Si sono avvicendati nel convegno i relatori prof. Luigi Ricciardi, l’archeologo e ricercatore universitario dott. Sergio Del Ferro e l’arch. Diego Mammone che hanno tracciato la cronologia storica degli eventi che sconvolsero la vita del castrum monticiano, il quale venne bombardato dall’artiglieria del re francese che fece uso dell’importante innovazione tecnologica costituita dalla polvere pirica.
Il breve assedio – che comportò la distruzione di parte della cinta muraria – ebbe effetti sul successivo assetto urbanistico della città che ancora oggi riporta testimonianze di quanto accadde in quel lontano 10 febbraio del 1495.
Durante il convegno sono stati premiati gli elaborati degli alunni del primo circolo comprensivo di Monte San Giovanni Campano che hanno sviluppato una ricerca tematica su Carlo VIII e sulla sua discesa in Italia alla conquista dello stato borbonico, retto da Ferdinando II d’Aragona.
Al riguardo, merita una menzione speciale la riflessione, scritta in uno di questi elaborati, da cui il mondo degli adulti dovrebbe trarre i giusti insegnamenti:

Se immaginassimo di essere noi all’interno del castello e di vedere arrivare un esercito così fornito e scenograficamente maestoso, certo già questo ci farebbe fuggire lontano. Il popolo invece è rimasto fermo lì e pronto a morire per difendere la sua terra. Abbiamo capito che quando prevale l’interesse di uno solo, come nel caso di Ludovico il Moro, la storia si complica. Quando invece si uniscono le forze per combattere o fronteggiare il nemico comune, in nome della libertà e della difesa della propria identità, la storia è più semplice e giusta.

A conclusione del convegno sono state consegnate targhe ricordo, libri e pergamene agli studenti e ai relatori che hanno contribuito a diffondere una parte così significativa di tale storia.
Il convegno ha rappresentato l’opportunità per approntare un’azione incisiva di divulgazione di un episodio rilevante della storia locale che, purtroppo, non trova spazio nei programmi ministeriali. È particolarmente significativa l’idea lanciata dalla prof. Loredana Campea che ha esortato le associazioni e l’amministrazione a rievocare periodicamente tale vicenda storica con un evento più strutturato, sulla stregua di quanto avviene a Sermoneta con la rievocazione della battaglia di Lepanto o ad Ascoli Piceno con i Templaria, allo scopo di promuovere le suggestioni e le originalità di un territorio che ne amplificherebbe le sue attrazioni con effetti sicuramente positivi sul turismo e sull’appetibilità dell’intera città.

L’evento ha annoverato la partecipazione di una platea estremamente vasta e rappresentativa. Essa ha visto la presenza dei sindaci: Giovanni Vincenzi di Strangolagalli e il dott Piero Fabrizi di Boville Ernica; del presidente provinciale della Proloco dott. Luciano Trulli; del cons. provinciale avv. Antonio Cinelli; degli storici:  Valentino Visca,   Marcello Ottaviani e Oreste Marchionni;  dello scrittore ed editore Ciro Castellucci; dell’ass. alla cultura di Monte S. G. C. Alfredo Mastrantoni; dei presidenti di molte associazioni monticiane e guide turistiche verolane; delle professoresse: Beatrice Cretaro, Loredana Campea, Franca Battista e Franca Compagnone;  della pittrice Agnes Preszler che per l’occasione ha dipinto un quadro commemorativo;  dei tanti amici del compianto archeologo Eugenio M. Beranger studioso dell’alta terra di lavoro.

Remo Cinelli

Rifiuti Zero – l’esempio di Capannori

20150116 CapannoriL’obiettivo dei  rifiuti zero deve essere un motivo ricorrente su  cui impegnare le nostre risorse e il nostro attivismo sui temi dell’ecologia e dell’ambientalismo.

Sui nostri territori assistiamo a fenomeni che, purtroppo,  hanno forti similitudini con  certe bidonville in cui i rifiuti sono abbandonati o bruciati in modo scellerato e criminoso.

L’obiettivo del rifiuto zero  può essere la leva in grado di cambiare il  paradigma culturale  per cui,  il problema immondizia,  può diventare una opportunità economica, ad iniziare dal riuso – come materia prima – di tutto ciò che viene buttato via.

Il processo  si può innescare  cercando una contaminazione culturale con chi ha già dato prova di riuscire a vincere la sfida dei rifiuti zero.   Ossia, agli attuali amministratori,  e  a quelli che hanno ambizioni ad esserlo,  è richiesto di far visita alla vicina  Capannori  (in prov. di Lucca) per chiedere spiegazioni sul tema ad un mite maestro elementare: Rossano Ercolini, premiato da Obama con il Goldman Environmental Prize 2013, l’equivalente del premio Nobel per l’ambiente.

Durante la visita si scoprirebbe che i miracoli sono ancora possibili constatando che i cittadini di Capannori riescono a riciclare l’85% dei rifiuti pagando una tariffa più bassa di tutta la regione di appartenenza, la Toscana.

Non bisogna sottovalutare che il fenomeno delle micro discariche, disseminate ovunque sui nostri territori, trovano una loro amplificazione proprio laddove è praticata la raccolta differenziata. Tale incremento è, probabilmente, legato al fatto che i cittadini (tra i meno virtuosi) non avendo più a disposizione il cassonetto di prossimità eleggono a discarica qualunque posto, più o meno protetto da sguardi indiscreti.

Quindi, sembra evidente che l’attuazione della raccolta differenziata debba sempre essere accompagnata da fattori di supporto quali l’avvio dell’isola ecologica e un monitoraggio puntuale del territorio che dia luogo ad azioni sanzionatorie verso coloro che effettuano conferimenti illeciti dei rifiuti.

Purtroppo, nei nostri comuni si differenzia pochissimo e siamo tra gli ultimi nel riciclo e non abbiamo nemmeno forti ambizioni di riscatto. Tuttavia, abbiamo una notevole forza che parte dal basso, dai singoli cittadini e dalle tante associazioni ambientaliste che devono trovare una sintesi comune per aiutare o innescare quel cambiamento culturale nelle istituzioni, qualora quest’ultime rimanessero indifferenti rispetto all’indifferibile necessità d’intraprendere una vera battaglia a difesa dell’ambiente.

Recesso dalla convenzione di affidamento delle aree verdi Colle Cipullo e Antera

DSC_1605In data 12/10/2014, il circolo Lamasena ha presentato istanza di recesso dalla convenzione di affidamento delle due aree verdi attrezzate di Colle Cipullo e Antera, in località Bagnara di Monte San Giovani Campano.

La cronistoria della convenzione di affidamento e le problematiche che sono emerse sono descritte di seguito. Il circolo Lamasena presentò a novembre 2013 una richiesta di adozione di una o più aree verdi per curarne la manutenzione e la pulizia secondo il principio ispiratore della sussidiarietà tra cittadini e istituzioni. Dopo incontri con l’amministrazione comunale e successive riletture del contratto di convenzione, che si stava redigendo, si giunse alla firma del documento  tecnico di affidamento in data 31/05/2014.   Purtroppo, già dai primi interventi manutentivi, il circolo Lamasena ha subito evidenziato, agli organi competenti, la difficile situazione morfologica e il cattivo stato manutentivo degli arredi urbani presenti nelle aree che penalizzava l’operatività e la sicurezza dei volontari del circolo.  Pertanto, la cura delle stesse avrebbe richiesto risorse finanziarie che non erano e non sono nella disponibilità dell’associazione.

A fronte di tale constatazione, abbiamo cercato di sollevare il problema e di comunicare all’amministrazione, in modo chiaro, che le attività che l’associazione avrebbe potuto esprimere a favore delle due aree verdi potevano essere solo nella fornitura di lavoro manuale di tipo volontario. Ossia, curare la pulizia delle aree, effettuare la piccola potatura degli alberi che non richiedono scale o carrelli elevatori, effettuare la piccola manutenzione degli arredi e sfalciare l’erba nelle aree adiacenti agli arredi urbani. Abbiamo, altresì, chiesto che le attività che comportavano impegni economici rilevanti dovevano essere accollati dall’amministrazione.

Tale spirito di sussidiarietà è, tra l’altro, la traccia che ci ha guidato nel DSC_1593chiedere l’adozione di un luogo. Purtroppo, tale spirito non è stato recepito in modo intelligibile nella convenzione per ragioni che possono essere ascritte alla mancanza di una giurisprudenza non ancora lungimirante e matura rispetto alle forme di collaborazione tra cittadini e istituzioni per la salvaguardia dei beni comuni.

Il problema è stato, inoltre, amplificato anche dal divieto – imposto al circolo – di potersi avvalere di eventuali facilitazioni per la ricerca di risorse finanziarie suppletive per far fronte agli impegni economici che richiedeva la manutenzione di quelle aree verdi (del tipo: sviluppare attività commerciale marginale, prevedere una convenzione pluriennale per almeno 5 anni per ottenere le titolarità formali delle aree, ecc..).

Le difficoltà che abbiamo riscontrato nella fase di manutenzione le abbiamo rese pubbliche ( https://lamasena.net/2014/08/04/alcune-problematiche-emerse-nella-manutenzione-di-colle-cipullo/ ) e sono state oggetto di una fitta corrispondenza con le istituzioni.

Alle condizioni date, e di fronte all’impossibilità di poterle modificare, abbiamo ritenuto necessario formalizzare, il 12/10/2014, la nostra revoca unilaterale della convenzione di affidamento avvalendosi dell’art. 8 della convenzione suddetta.

Partecipazione e interesse per il convegno preistoria e protostoria nei nostri territori

20141210-ConvegnoSabato scorso, 6 dicembre, si è svolto un interessante convegno presso la sala teatro del comune di Monte San Giovanni C.  L’evento è stato organizzato dal circolo Legambiente  Lamasena che ha avuto l’idea di creare una sessione di divulgazione scientifica  sulla preistoria e la paleontologia.

Tale iniziativa si inserisce negli obiettivi dell’associazione Lamasena che,  attraverso la diffusione della conoscenza dei luoghi,   ha la speranza di trasmettere la cultura del rispetto e  dell’amore per il nostro habitat naturale.

Il prof. Italo Biddittu, relatore del convegno,   ha ripercorso le vicende geologiche di milioni di anni per fa conoscere la orogenesi dei territori della Ciociaria e delle prime apparizioni di ominidi che qui vi stanziarono.

Nella sua relazione,  il professore si è avvalso di materiale multimediale con cui 20141128-Preistoria e Protostoria-Biddittuha illustrato  – in maniera suggestiva – la preistoria di un territorio che conserva, nella sua stratificazione geologica, molte testimonianze ancora tutte da scoprire.  Non si può, al riguardo, non ricordare che la valle dell’Amaseno  faceva parte della depressione campano-laziale in cui si trovava la linea di costa di un braccio di mare ormai scomparso.

Il convegno è stato animato anche da un effervescente dibattito con il pubblico presente. Infatti, in tanti hanno posto domande a cui il professore  ha  risposto con delucidazioni e  suggerimenti come quella di stimolare le scuole all’acquisto della “valigia archeologica”, strumento didattico per avvicinare i ragazzi alla conoscenza dei fossili.  Particolare interesse ha suscitato l’avere appreso che esiste un terreno,  in cui sono presenti molte tracce affioranti di reperti fossili,  che ne fanno un luogo ideale per sviluppare attività didattiche – sul campo – a favore dei ragazzi.

L’incontro ha visto la partecipazione di appassionati del tema come l’archeologo Sergio Del Ferro, il prof. Luigi Ricciardi, il dott. Achille Lamesi,  l’arch. Paola D’Arpino e lo scrittore Valentino Visca.  Molto gradita è stata la partecipazione del direttore scolastico del II circolo comprensivo di MSGC il prof. Mario Luciani.

Molto nutrita è stata anche l’adesione di rappresentanti istituzionali come l’assessore alla cultura di MSGC Alfredo Mastrantoni, il sindaco di Strangolagalli  Giovanni Vincenzi con due suoi  assessori  e  il consigliere provinciale Avv. Antonio Cinelli.

Il convegno è stato moderato da Goffredo Todini  che insieme a Silvano Veronesi, vice presidente dell’associazione Lamasena,  hanno curato l’organizzazione dell’evento.

Remo Cinelli

20141210-Convegno-1

Preistoria e Protostoria nel nostro territorio

MUSEO DI POFI DSC_0700 (1)Oggi, 6 dicembre alle ore 16, si tiene un interessante convegno presso la sala teatro del comune di Monte San Giovanni C.

L’evento è stato organizzato dal circolo Legambiente  Lamasena che ha avuto l’idea di creare una sessione di divulgazione scientifica,  sulla preistoria e paleontologia,  dopo l’interesse suscitato dalla visita guidata al museo archeologico di Pofi che il circolo Lamasena ha organizzato – nei mesi scorsi –  a favore dei propri soci.

Tale ulteriore iniziativa si inserisce negli obiettivi dell’associazione che,  attraverso la divulgazione della conoscenza dei luoghi,   ha la speranza di trasmettere la cultura del rispetto e  dell’amore per il nostro habitat naturale.

Nel  convegno di sabato si ripercorreranno le dinamiche delle radici preistoriche dell’avvento dell’uomo sulla terra e le sue prime apparizioni nei nostri territori.

Il prof. BIDDITTU, che sarà l’insigne relatore del convegno, traccerà le vicende 20141128-Preistoria e Protostoria-Biddittugeologiche che hanno interessato tutta la depressione campano-laziale in cui la valle dell’Amaseno ne rappresenta un interessante valore geologico. Qui si trovava, infatti,  la linea di costa di un braccio di mare ormai scomparso.

Vale la pena ricordare che la zona della valle dell’Amaseno è stata oggetto di importanti studi geologici da parte del CNR. Tali studi  hanno dimostrato il rilevante interesse  paleontologico che ricopre l’intera area.

Il prof.  Italo Biddittu è tra gli studiosi più titolati della comunità scientifica italiana per affrontare un argomento così suggestivo che ci riporta alle origini della nostra specie. Va ricordato che egli ha il merito di aver scoperto i resti fossili dell’ominide “Argil”,  ritrovato tra Pofi e Ceprano nel 1994,  rappresentante adulto e sufficientemente completo dei primi uomini che popolarono il nostro continente.

Remo Cinelli

Cenni storici sull’alveo del torrente Amaseno

Certosa Di TrisultiLa piana di Campolarino forniva ai Certosini grano, granone, legumi, lino. Da Trisulti veniva olio, frutta secca, carne di cinghiale, liquori, medicinali. I certosini, a piedi o con i muli, raggiungevano Campolarino passando per Prato di Campoli, S. Maria Amaseno, Casamari e Monte San Giovanni Campano.  A Campolarino si fermavano solo di giorno a lavorare (…)”. Questo estratto del libro “Colli”, edito nel 1999 a cura di Antonio Palleschi, in cui sono raccolte varie memorie degli abitanti del paese, mostra tutta la quotidianità della vita limitrofa al torrente Amaseno; non solo come luogo di approvvigionamento di acqua per tutti i tipi di usi possibili ma soprattutto come via per il commercio di oggetti e di beni alimentari, per lo spostamento di uomini e di idee. Una via che si estende per 20 km e che abbraccia ben tre monasteri lungo il suo cammino,donandogli quell’alone di fascino storico unito al sacro rispetto che esige questo luogo, quasi a far trapelare nell’aria tutta la devozione nutrita dagli abitanti che nel tempo si sono succeduti lungo le sue rive. Santa Maria Amaseno, come rappresentanza di tutto ciò e della sua relativa protezione. La vita che ha dispensato il Torrente con le sue acque scorre per secoli di rinfrescate per le “bestie”, e continue attinte per gli orti e per i mulini. Il suo solco cosi cavato nel suo alveo dimostra a tutti noi la sua longevità, la sua forza vitale e gioiosa in cui molti “vecchi bambini” si sono divertiti con i loro tuffi e dispiaciuti per i suoi capricci. Un alveo che raccoglie testimonianze di vita arcaica come del giorno prima, le quali donano voce ad un torrente che ha visto scorrere su di sé la storia intera della nostra umanità. Oggi quasi abbandonato a sé è l’ Amaseno a richiamare noi suoi abitanti come se volesse ridestar la mai doma vita corsa nel suo corso   –

Ricerca a cura di G. M. Cianchetti

Camminare per conoscere Boville Ernica

10647212_10205122720178789_1487853398923139996_nIn occasione della VI edizione della festa PANE OLIO E .. FANTASIA,  che si terrà a Boville Ernica il prossimo 9 novembre 2014,  gli amici del circolo Lamasena – insieme agli escursionisti della    Compagnia dei Viandanti, della  Pro Loco di Boville e dell’ass. Xenia –  percorreranno sentieri del territorio di Boville.

La passeggiata ha la  finalità di far conoscere luoghi suggestivi del comune di Boville che hanno una valenza ambientale e storica.

Con le stesse finalità,  la passeggiata è già stata promossa  – nei mesi scorsi – in diversi altri comuni dall’associazione:   Compagnia dei Viandanti con il logo “Camminare per Conoscere“.

Il percorso bovillense toccherà un  sito  storico,   in  località Monte di Fico,  in cui  si potranno ammirare i resti di un  santuario monumentale di cui rimangono le tracce di due possenti muri di costruzione in opera poligonale. Tutta l’area  è stata oggetto – in passato – di  rinvenimenti  di frammenti di terra cotta risalenti all’VIII sec. a.C. che documenta una frequentazione della zona anche in epoca preromana.  Tra l’altro, la zona è intrisa di storia, infatti,  appena più a valle del colle, fu ritrovato il sarcofago paleocristiano del IV sec.  d.C. che è conservato nella chiesa di San Pietro Ispano di Boville.  La passeggiata  prevede, inoltre, il passaggio sul torrente Amaseno – presso la località Miniera –  in cui sarà possibile ammirare le opere di ingegneria idraulica a servizio di un antico mulino ad acqua. La presenza dei mulini lungo il torrente  Amaseno si ritrova lungo tutto il suo tragitto, da Santa Maria Amaseno (Veroli) fino alla sua confluenza nel fiume Liri.  Solo nel  territorio di Veroli rimangono le tracce murarie di almeno  5 mulini ad acqua e di altri 4 se ne ritrova la presenza nel tratto di torrente che insiste  nei comuni di Boville Ernica e   Monte San G. C. La passeggiata terminerà con la risalita verso Boville  con la visita dell’antica chiesa della Madonna del Latte, recentemente restaurata.

Il percorso è lungo circa 9 km,  con un dislivello di circa 450 m,  e sarà effettuato,  quasi completamente, su sterrato o  prato e  all’interno del greto del torrente Amaseno. Per affrontare al meglio l’intero percorso, ci si dovrà munire di robuste  scarpe da trekking, bastoni in alluminio, zainetto con acqua e snack. Il ritrovo è fissato in piazza Sant’Angelo a Boville alle ore 8.30.

I dettagli sul programma e le condizioni per la partecipazione all’escursione sono visibili su   www.ciociariadavivere.com.

Paese più Verde. Quali proposte?

A  conclusione della II edizione della Festa dell’Impegno Civile,  è  stato avanzato il tema su cui la Consulta dell’Impegno Civile si spenderà nel prossimo anno attraverso iniziative di sensibilizzazione e  proposte all’amministrazione comunale.

Il tema di quest’anno sarà  “Progetto PAESE PIU’ VERDE, per una città più bella ed ecosostenibile”.  Davanti al pubblico della festa, il responsabile del circolo Lamasena, ha parlato di consumo del suolo e dei fenomeni di degrado sociale che sono correlati alla distruzione dell’ambiente. Gli argomenti si è cui parlato sono riportati nella videoregistrazione collegata e sono sviluppati di seguito.20141012 Conclusioni della II Festa Impegno Civile

Prima di avanzare proposte a favore di un paese migliore si deve quantificare il costo sociale del degrado ambientale:

  • È dimostrato, da studi statistici e sociologici, che in un paese bello e pulito, si riducono tantissimo  i fenomeni di violenza e disagio sociale. Il bello permette di rendere migliori le persone che abitano città ordinate e piene di verde  e servizi.  Al contrario, dove esiste sporco e noncuranza aumentano i fenomeni di violenza urbana e fatti criminosi.
  • Esiste un fenomeno conosciuto come la “sindrome del vetro rotto” per cui accade che se un vetro in un palazzo non viene riparato si inducono comportamenti di emulazione, per cui altri cominceranno a rompere altri vetri adiacenti al primo finché tutto il palazzo andrà in rovina completa. Pertanto, la sindrome del vetro rotto si può sintetizzare
    con la legge empirica,  codificata dal sociologo Wilson Kelling :  “ogni vetro non sostituito invita a tirare un sasso su quello accanto, e presto tutto l’intero fabbricato va in rovina“.
  • Bisogna ricordare che negli ultimi 50 anni abbiamo riempito il nostro mare e la nostra superficie terrestre di plastica. Dobbiamo essere consapevoli di due aspetti legati alla plastica che è diventata il più formidabile e inossidabile inquinante che l’uomo abbia mai prodotto. La plastica non si degrada mai, semplicemente, essa si frantuma in componenti sempre più piccoli a livello delle dimensione del plancton che, ingerito dai pesci, rientra nel ciclo alimentare e torna nelle nostre tavole. Se poi, cerchiamo di bruciare la plastica questa si trasforma in diossina che sappiamo essere uno dei composti più cancerogeni che conosciamo.

Dopo la premessa sul costo sociale del degrado ambientale,  la proposta principale, che il circolo Lamasena fa a favore di un PAESE PIU’ VERDE,   è 20141004_112309quella di sostenere azioni di sensibilizzazione per evitare nuovo consumo del suolo.

Ciò nasce dalla constatazione che negli ultimi 20 anni, è stata cementificata nuova superficie alla velocità di 8 Mq/sec. È come aver cementificato  tutta la Puglia e il Lazio messe insieme.  Mancando in Italia una tutela specifica per contrastare il consumo del suolo si è potuto cementificare in modo indiscriminato e disordinato.

In paesi più attenti all’ambiente,  come ad esempio a Londra, non viene più permesso di consumare altro suolo ma permettono di demolire e ricostruire per salvaguardare il verde rimasto.

Troppo spesso,  anche sul nostro territorio si è costruito in modo disordinato e brutto.  Basta guardarsi intorno per accorgersi che il nostro paesaggio è costellato da una miriade di costruzioni sparpagliate (fenomeno conosciuto come:  Urban sprawl) di cui molte sono incompiute da decenni. Queste case incompiute sono dei veri e propri catafalchi che deturpano in modo irrimediabile il nostro paesaggio.

20141004_111937Nonostante che il principio della tutela del paesaggio sia stato scritto nella nostra costituzione ( all’articolo 9 – è riportato : “la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della  nazione”)  abbiamo ampiamente disatteso e violato questo indirizzo costituzionale costruendo ovunque e in posti in cui non si sarebbe dovuto come in luoghi franosi, sui greti dei fiumi o su faglie sismiche, come è avvenuto nella vicina città de L’Aquila

Evitare il consumo del suolo NON significa danneggiare il settore edile. Infatti,  basterebbe recuperare e restaurare ciò che è già costruito. Abbiamo un patrimonio  immobiliare fatto di case e palazzi storici che attendono il restauro  e che porterebbero vantaggi anche ad altri settori come  quello turistico. Basterebbe, quindi,  impegnare i fondi – già stanziati – per fare opere di costruzioni civili per il risanamento sismico/idrogeologico che avrebbe il vantaggio di portare  un vero e virtuoso rilancio economico dell’Italia.20141004_105548

 

Conclusioni – Festa dell’Impegno Civile – II Edizione

Da Il quotidiano CIOCIARIA del 27/09/2014

20140927-Conclusioni-IC-2014