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Presentazione della Consulta dell’Impegno Civile

10339533_10202087161646761_4138709855116706456_oM.S.G.C. – Il prossimo 26 Giugno 2014 alle ore 18.00, a M.S.G.C. (FR), presso Sala Teatro “Cimello”,  11 associazioni presentano la prima Consulta dell’Impegno Civile, una realtà che sta scuotendo positivamente la città di Monte San Giovanni Campano, un laboratorio di civiltà e di riscossa civica con l’obiettivo di costruire una comunità a dimensione di tutti, nessuno escluso.  “Tutto nasce da un’intuizione di alcuni amici – spiega il presidente della Consulta, Sergio Bianchi – di rendere concreti e attuabili i doveri di cittadinanza, prima ancora dei diritti di cittadinanza, per non piegarsi a questa crisi e costruire insieme una città a dimensione di famiglia, valorizzando la logica (oggi desueta) del NOI, mettendo all’angolo quella (predominante) dell’IO”. La logica del noi, del dialogo, della partecipazione, sono convinti i vertici delle associazioni che aderiscono alla Consulta, contribuisce al superamento di questo degrado diffuso, di questo abbandono e questo buio imperante sul territorio.

Tutto comincia a Settembre 2013 con una Festa (dell’Impegno Civile) in cui 13 associazioni portarono in piazza, a La Lucca, le eccellenze del paese, per condividerle, esaltarle e promuoverle. Un’iniziativa che valorizzò tutto quello che era del territorio, percorsi ambientali, libri di autori locali, concerti, rassegne, stand gastronomici, solidarietà, e tanto altro. Fu un successo, dell’iniziativa parlarono anche siti web internazionali tradotti in 7 lingue.

Da quella manifestazione coraggiosa, in tempi di vuoto, crisi e paura, emerse la determinazione di uomini (per lo più volontari) che hanno ammesso pubblicamente di dover dare un contributo per cambiare in modo positivo la città, riscoprendo orizzonti di bellezza e dignità prima trascurati.

“Dopo la Festa dell’Impegno Civile, abbiamo deciso di andare avanti, di partecipare ad una rivoluzione di cambiamento. Decidiamo così di affrontare un argomento scottante per la nostra comunità – prosegue Sergio Bianchi, uno degli artefici di questo ambizioso progetto –  il tema della prevenzione e della sicurezza. A Febbraio portiamo in piazza un convegno su “PIANO di PROTEZIONE CIVILE, METTIAMOCI AL SICURO” (Febbraio 2014), costringendo l’amministrazione a perfezionare quanto prescritto dal ns. ordinamento. Intervenne in quell’occasione tutto l’ordine dei Geologi Italiani, il giornalista Rai Umberto Braccili (che ha seguito inchieste terremoto dell’Aquila) e altre personalità del mondo accademico”.

Quei cittadini, quelli della Festa, del Convegno e di tanto altro, decidono, un mese fa, di ALLEARSI e di costituirsi in CONSULTA dell’Impegno CIVILE. Ad aderire sono state 11 Associazioni, tra queste la Misericordia, Gioventu’ Francescana, Associazione vittime universitarie sisma l’Aquila, Andea onlus, Civilmonte, Associazione Parrocchia Madonna del Pianto, Ass.ne Nazionale Carabinieri (anc), Legambiente circolo Lamasena, Fare insieme onlus, Ass.ne il Girasole, Associazione di promozione Sociale Tiziano Zoffranieri).

“Il prossimo 26 Giugno 2014 ci presentiamo insieme alla città – conclude Sergio Bianchi – per lanciare la sfida dell’unità, della resistenza al degrado morale, alla crisi, per recuperare il valore del dovere civico (di amare la propria città, di sostenerla, valorizzarla, proteggerla, unirla). Con noi una personalità illustre della RAI (Tg3), Gianni Bianco, che della logica del noi ne ha fatto un’opera, un capolavoro. Pagine che raccontano gesta eroiche di cittadini comuni che insieme hanno resistito al raket, alle mafie, al malaffare, storie di riscatto ed emancipazione, di lotta alla violenza, alla sopraffazione, all’omertà.”

Nell’occasione, attendiamo la partecipazione di tutte le associazioni locali che abbiano interesse a presentare domanda di adesione alla Consulta .

Giornata culturale tra i musei di Veroli e l’abbazia di Casamari

DSC_0237Domenica, 18/05/2014 si è svolta la visita a Veroli e Casamari per conoscere le importanti testimonianze culturali e storiche che ci sono pervenute fino ad oggi.

Sono stati 60 i partecipanti a questa iniziativa organizzata dal circolo Lamasena di Legambiente che aveva lo scopo di avvicinare amici e famiglie alla conoscenza più profonda di musei, chiese e abbazie che insistono sul territorio Verolano.  All’evento hanno partecipato anche gli amici della GiFra e una folta comitiva di amici romani che hanno apprezzato le tante bellezze ammirate durante la splendida giornata.

Il programma si è sviluppato con l’iniziale raduno dei partecipanti presso la piazza del municipio di Veroli.

La prima tappa è stata la visita al duomo di Santa Andrea e al suo tesoro. A seguire, c’è stata la visita alla chiesa di Santa Salome con la sua Scala Santa. Quindi, si sono ammirate le vestigia storiche del palazzo comunale, recentemente arricchito con una nuova sala espositiva di paramenti nobiliari e dei paesaggi pittorici della Roma antica.

La visita al museo civico è stato suggestivo ed ha emozionato i più piccoli quando DSC_0246si è scesi sotto il tunnel,  di età romana,  che si snoda sotto la piazza centrale del municipio.

La mattinata si è conclusa con la visita al museo della civiltà rurale in cui sono raccolti centinaia di arnesi della civiltà contadina prima dell’avvento della meccanizzazione.

 

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Nel pomeriggio, attraverso la guida esperta di don Luca,  è avvenuta la visita dell’abbazia cistercense di Casamari al cui interno è stato possibile apprezzare il suo chiostro quadrato, la sala del capitolo, il grande refettorio e il suo museo archeologico. 1

Merita una menzione il racconto di don Luca in cui egli ha ricordato che l’idioma popolare dell’aver voce in capitolo tragga la propria genesi proprio dalla tradizione  monastica che prevedeva dibattiti periodici  tra i monaci all’interno  della sala del capitolo. Infatti, i monaci rappresentavano le proprie problematiche in questa sala deputata alla discussione e al confronto.

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Incontro con la scuola

Un successo tra i ragazzi la manifestazione : “Incontro con la Scuola” avvenuta il 10/04/2014 presso la  scuola media “G. Armellini” di Boville Ernica.  Durante l’evento sono stati esposti  i problemi ambientali della Ciociaria ma anche la sua “Grande Bellezza”.  La novità didattica si proponeva di suscitare una nuova consapevolezza verso i temi ambientali e sulle bellezze storiche che sono in dote alla Ciociaria.

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L’esposizione è avvenuta attraverso materiale mediatico  costituito da filmati e diapositive che rappresentano quanto di bello esiste in Ciociaria sugli ambiti delle tradizioni popolari, dell’arte e della cultura.

L’iniziativa è il frutto di una proficua sinergia tra le associazioni  Legambiente Lamasena,   Circolo Fotografico “A. Cippitelli”  e l’associazione “Libertà è partecipazione”.

Sul contesto delle criticità  ambientali, Remo Cinelli, presidente  del circolo Lamasena,  ha sottolineato la vicinanza alle grandi criticità ambientali che insistono nel fiume Sacco, con i suoi sversamenti inquinanti,  o ai problemi innescati  dagli interramenti di rifiuti tossici presso la vicinissima terra dei fuochi.

Molta enfasi si è posta sul livello di PM10 presente a Frosinone che le conferisce  il triste primato di città più inquinata d’Italia. Infine, i ragazzi sono stati chiamati a riflettere sull’impatto che ha il gettare i rifiuti in ogni dove e sui tempi di decomposizione degli stessi da parte della natura. Tali atteggiamenti diventano, tra l’altro,  la causa prima della presenza di micro discariche diffuse.

Il tutto è stato presentato attraverso il prologo sui  concetti dell’ ”Impronta Ecologica” e il   “Consumo del Suolo”.

Accanto ai  tanti problemi ambientali di cui si è parlato, sono stati lanciati anche segnali ed esempi per una possibile  riscossa che dovrà  fondarsi su una nuova coscienza civica e sulla  nascita di un nuovo orgoglio per la propria terra.

Riallacciandosi ad una frase di Peppino Impastato: “Bisognerebbe ricordare alla gente cosa è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla”, l’architetto Alberto Paglia – del circolo Fotografico “Cippitelli” – ha illustrato le tante bellezze storiche e naturalistiche  presenti nelle nostre città.20140410-2

Al riguardo l’architetto Paglia  si è avvalso di una documentazione video e fotografica, in parte inedita,  che ha permesso di far conoscere le tantissime perle della Ciociaria.

Si è colta l’occasione per presentare  anche la prossima iniziativa, del 26 aprile prossimo, della passeggiata esplorativa ed ecologica  sul “sentiero della memoria “, inaugurato qualche mese fa, che raccorda tutto il centro storico di Boville.

Nel prossimo evento,  gli associati di “Lamasena”, del “Circolo Fotografico”  e di “Partecipazione e Libertà”  si uniranno agli studenti di Boville Ernica per percorrere insieme il sentiero e provvedere, contestualmente, alla raccolta degli eventuali  rifiuti  presenti.

L’appuntamento è, quindi, fissato alle ore 9.00 del 26 Aprile, presso l’area ex mattatoio, sottostante il  nuovo parcheggio di Boville Ernica. Chiunque desiderasse unirsi per effettuare insieme la piacevole passeggiata sarebbe il benvenuto

Visita al Convento dei Frati Minori Cappuccini di M. S. G. C.

“Sulle orme di S. Felice da Cantalice”, iniziativa promossa dal Comitato Festa dell’IMPEGNO CIVILE. “Per non far morire la nostra storia, il nostro paese, abbiamo tutti il dovere di partecipare”, dice Nico Veronesi.

M. S. G. C. – Un incontro per scoprire e valorizzare le prerogative e le specificità di Monte San Giovanni Campano. Sabato 5 Aprile alle ore 10.00, padre Egidio Loi, profondo studioso della figura di San Felice da Cantalice, condurrà cittadini monticiani alla riscoperta della vita del Santo presso il Convento dei Frati Minori Cappuccini di M. S. G. C., luogo che ha suggellato profondamente il percorso spirituale del frate.

L’iniziativa è promossa dal Comitato dell’IMPEGNO CIVILE, già ben noto al paese per le numerose iniziative organizzate finora, con l’intento di riscrivere una pagina importante della nostra terra, fare emergere con parole nuove un modello di società che rimetta al centro la cultura, la bellezza, l’arte, e salvaguardare con passione e ardore gli elementi caratterizzanti la roccaforte monticiana.

L’evento avrà inizio alle ore 10.00 con una breve videoproiezione sulla vita del Santo, una scorsa sulla città in cui nacque e sulla sua professione di fede e di obbedienza avvenuta proprio nel convento monticiano, per poi terminare con la visita nel convento e ai luoghi in cui Fra Felice è vissuto e in cui avvennero fenomeni angelici, come quelli manifestatisi nella Porziuncola di Santa Maria Degli Angeli, in Assisi, a San Francesco, fondatore dell’ordine dei Frati Cappuccini.

“Conoscere e vivere realmente le bellezze del nostro Paese è sinonimo di passione e amore per la propria terra, – spiega Nico Veronesi, collaboratore di Padre Egidio e dell’ Opera degli Amici di San Felice -; vogliamo con questo evento tramandare e testimoniare lo scenario in cui si consumò un evento straordinario per la vita di San Felice, e ciò non solo a livello religioso e spirituale, ma anche a livello culturale”.

Del resto la roccaforte monticiana è caratterizzata da una lunga tradizione religiosa e monastica che l’ha interessata, luogo di profondo attaccamento ai valori cristiani, testimoniato non solo da chiese molto antiche, ma anche da attestazioni di conversione e santità che hanno lasciato un segno nella storia della Chiesa.

“Monte San Giovanni Campano – prosegue Nico Veronesi – è stato luogo di fede, di incontro, di riflessione teologica, non solo per il Santo di Cantalice, ma anche per San Tommaso d’Aquino; corriamo il rischio – conclude – che le peculiarità della nostra città vengano dimenticate e scarsamente valorizzate, così come succede per San Tommaso D’Aquino, nostro Patrono, e per il Castello Ducale a lui intitolato, di proprietà privata, aperto, purtroppo, in rarissime occasioni annuali, senza la giusta valorizzazione!”

Per non far morire la nostra storia, il nostro paese, abbiamo tutti il dovere di partecipare.

NdR: Nico Veronesi è tesserato del Circolo Legambiente Lamasena.

Ingegneria genetica e OGM. Rischi e Opportunità

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Il testo si basa prevalentemente sulla sintesi del controverso documentario dal titolo the Seeds of Death prodotto da Gary Null e va inteso unicamente come una raccolta di spunti di riflessione da cui si possono iniziare approfondimenti personali per valutarne la veridicità o meno, da effettuarsi per mezzo di fonti attendibili. Le eventuali informazioni a carattere sanitario e scientifico o inerenti la salute sono fornite a puro titolo informativo, e non vanno considerate in nessun caso sostitutive del parere o dell’opinione del medico e delle figure professionali del settore. L’articolo non rappresenta necessariamente l’opinione degli autori, di Legambiente, del sito ed i collaboratori che non potranno essere considerati responsabili per danni di qualsiasi natura a terzi o per qualsiasi azione od omissione posta in essere a seguito dell’uso delle informazioni contenute nell’articolo.
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L’ingegneria genetica è quella nuova scienza che si occupa di estrapolare in maniera selettiva geni dal DNA di microrganismi, piante e animali e di iniettarlo forzatamente all’interno del DNA di specie diverse.
Lo scopo degli scienziati è quello di comprendere il funzionamento della vita stessa, per poter individuare nuovi strumenti capaci di curare malattie o aumentare il benessere dell’Uomo. Tutti propositi indubbiamente lodevoli.
Con queste techiche gli scienziati riescono a manipolare le caratteristiche fisiologiche di esseri viventi e piante, facendo un copia e incolla di pezzi di DNA da varie specie, così da creare nuove forme di vita con delle caratteristiche inesistenti in natura, interamente progettate ed ingegnerizzate in laboratorio.
Si lavora ad esempio per rendere i maiali transgenici adatti per fare da donatori di organi all’uomo in caso di bisogno, senza dover ricorrere all’espianto da cadaveri e risolvendo le enormi difficoltà tecniche legate alla compatibilità, alle tempistiche ed alle liste di attesa.
L’ingegneria genetica è dunque una scienza si controversa ma indubbiamente affascinante e capace di aprire al mondo nuove prospettive. Per questo il suo studio andrebbe assolutamente incoraggiato e non ostacolato.Con queste tecniche l’Uomo interviene attivamente nella creazione di nuove forme di vita, prendendo impropriamente il posto di Dio nei processi di creazione ed evoluzione delle specie.Tuttavia, come già successo storicamente con la scoperta della radioattività (leggi l’articolo di approfondimento “Fidarsi della scienza, non fidarsi dell’industria”), alla fase scientifica ha fatto immediatamente seguito la fase industriale che vive di guadagni proprio grazie all’entusiasmo del mercato suscitato dalle nuove tecnologie.
Così anche per gli OGM le aziende hanno fiutato subito le opportunità di guadagno e si sono immediatamente lanciate nella distribuzione al pubblico di prodotti transgenici (es. pesci fluorescenti, semi per l’agricoltura, mangimi per animali) e prodotti derivati da OGM (es. latte).
Le più importanti aziende che a livello mondiale generano profitti dalla commercializzazione di prodotti transgenici o dallo sfruttamento dei brevetti sulle manipolazioni genetiche (altra materia controversa) sarebbero prevalentemente: Bayer, Monsanto, Basf e Dupont.
Bayer produce ad esempio il Riso OGM LL62, modificato per resistere al glufosinato, un erbicida altamente tossico prodotto dalla stessa Bayer e molto venduto in tutto il mondo con un giro di affari stimato in 241 milioni di Euro solo nel 2007.
Lo scopo di questo riso è quello di consentire ai coltivatori di aumentare l’utilizzo degli erbicidi così da distruggere praticamente tutto eccetto il riso.
Monsanto produce ad esempio il Mais MON 810, geneticamente modificato in modo da generare una proteina (Delta-Endotossina) che danneggia gli insetti (lepidotteri) che cercano di nutrirsene. L’uso sarebbe stato approvato dall’Unione Europea dal 1998. Il 90% del volume totale europeo sarebbe coltivato in Spagna. In Italia l’utilizzo di questo Mais sarebbe stato dichiarato illegale solamente pochi mesi fa, ovvero il 12 Luglio 2013, ma il decreto è stato impugnato dall’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ne ha dichiarato l’infondatezza. In Italia pertanto vige uno stato di incertezza che, secondo quanto riportato da Greenpeace Italia sul proprio sito, sarebbe causa di possibili contaminazioni in Friuli Venezia Giulia.
Non si sa ancora quale sarà l’esito della contestazione dell’EFSA, ma sappiamo che alcuni paesi, come la Grecia, sono stati sanzionati dall’Unione Europea (delibera 2006/10/CE del 10 gennaio 2006) poichè “[…] la Grecia non è autorizzata a vietare la commercializzazione delle sementi di mais ibridi derivati all’organismo geneticamente modificato MON 810 […]“.
Basf produrrebbe la patata AMFLORA, modificata geneticamente per renderla adatta per produrre carta e per altri scopi tecnici ed industrali.
In Italia non si pottrebbero coltivare piantagioni OGM, ma i prodotti di consumo conteneti OGM possono essere liberamente venduti  (con l’obbligo di informare i consumatori). In qualche modo i consumatori sarebbeto tutelati, insomma, anche se non sembrerebbe facile tracciare ed informare i consumatori sui prodotti che derivano da animali che si alimentano con mangimi OGM, come ad esempio la carne o il latte.
Per dare un’idea della dimensione del fenomeno dell’agricolura transgenica, nel 2006 (8 anni fa) la superficie totale di campi coltivati con piante transgeniche era di 102 milioni di ettari (ovvero l’equivalente di 239 milioni di campi di calcio) con un incremento del 135% rispetto all’anno precedente.
Nel 2010 è stato stimato che il 10% dell’intera superficie coltivata del mondo sarebbe  stata seminata con prodotti geneticamente modificati. I paesi più interessati sono Stati Uniti, Canada, India, Sud America, Cina.
Le considerazioni da fare, specie sull’agricoltura OGM, sono molte e tutte controverse.
Non sono ancora stati pubblicati studi approfonditi sull’impatto a lungo termine degli OGM sull’uomo,  sull’ambiente e sugli animali. Probabilmente occorreranno anni per farlo. Nel frattempo le aziende brevettano e speculano sulla mancanza di dati scientifici.
Il problema è che per l’agricoltura transgenica il processo sembrerebbe oramai irreversibile ed incontrollabile. Infatti il vento, il polline, gli insetti ed altri fattori farebbero si che questi prodotti geneticamente manipolati vadano a contaminare coltivazioni autoctone e biologiche,  che riproducendosi minano la biodiversità in maniera irreversibile.
Inoltre c’è da considerare che, secondo alcuni studiosi (tra cui Michael Antoniou, PhD genetista presso il King College London School of Medicine) uccidendo gli insetti e non consentendo loro di nutrirsi, si scatena una reazione a catena negativa sull’intero ecosistema naturale che colpisce in maniera particolare i predatori che si cibano di insetti e gli altri predatori della catena alientare.
Sempre secondo Antoniou queste multinazionali promuoverebbero commercialmente i loro prodotti come sicuri da mangiare ed in grado di apportare benefici all’ambiente, aumentare la produzione del raccolto, ridurre l’uso di pesticidi e capaci di risolvere il problema della fame nel mondo.
Secondo altri l’industria genetica produce GMO per la distribuzione su scala mondiale accelerando semplicemente quel processo di selezione naturale Darwiniana che avviene da sempre in natura. Queste aziende avrebbero semplicemente migliorato ed accelerato quegli incroci di specie che gli agricoltori e gli allevatori da millenni effettuano proprio per esaltare alcune caratteristiche genetiche delle specie (colore, forma, resistenza, sapore, etc), scambiandosi semi e facendo accoppiare in maniera selettiva gli animali.
Non avendo a disposizione sufficienti elementi per valutare queste affermazioni, soffermiamoci a capire chi sono queste aziende, quali sono i loro interessi e la loro storia.
Innanzitutto mettiamo in evidenza che le aziende che lavorano sugli OGM (ovvero le aziende biotecnologiche) sono tutte aziente chimiche e farmaceutiche e si sa che l’industria farmaceutica genera profitti quando la popolazione è malata. Quando affermano pertanto che i prodotti da loro commercializzati sono sicuri, ovvero non provocano danni alla salute umana, bisognerebbe sempre considerare il loro evidente conflitto di interessi e pertanto le loro dichiarazioni andrebbero prese con estrema cautela e diffidenza.
Guardando alla storia, secondo quanto riportato da Wikipedia, Bayer Basf sarebbero le stesse aziende che durante il periodo Nazista (dal 1941 al 1944) guadagnavano soldi producendo, come membri del consorzio I.G. FARBEN, il gas killer denominato ZYKLON B che Hitler utilizzò per sterminare più di cinque milioni di Ebrei nei campi di concentramento come Auschwitz.
Sempre stando a quanto riportato da Wikipedia, Monsanto sarebbe la stessa azienda che produceva il DDT nel 1940, sostanza definita come inquinante organico persistente ed altamente resistente nonchè etichettata come possibile cancerogeno. Il suo utilizzo è stato vietato a partire dal 1972 (negli Stati Uniti) e dal 1978 (in Italia).
La stessa Monsanto avrebbe prodotto tra il 1961 e il 1971, un altro ritrovato miracoloso che avrebbe risolto i problemi Americani nel Vietnam, il famigerato Agente Arancio. Si trattava di un defoliante utilizzato nel Vietnam dagli Americani che veniva irrorato dagli aerei per far cadere le foglie degli alberi così da far uscire allo scoperto i Viet Cong. La sostanza chimica avrebbe  provocato e provocherebbe tuttora gravi malformazioni e tumori alle popolazioni locali.
Monsanto sarebbe ancora al centro dell’attenzione anche per altri prodotti controversi come l’ormone per la crescita bovina ed i PCB (policlorobifenili). Per questi ultimi, in commercio dal 1929, solo dopo quasi 84 anni di utilizzo massiccio, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) avrebbe accertato nel 2013 una correlazione tra esposizione ai PCB e cancro.
Secondo quanto riportato da Rima Laibow – Medical Director della Natural Solutions Foundation,  Monsanto e Dupont starebbero lavorando in maniera congiunta per commercializzare il gene Epicyte, che immesso all’intero del cibo OGM indurrebbe l’organismo umano a creare autoanticorpi contro lo sperma, con la conseguenza di rendere irreversibilmente sterili uomini e donne.
Secondo alcuni, se questa tecnologia dovesse andare nelle mani di malintenzionati, potrebbe magari un giorno essere somministrata all’interno di cibo OGM e distribuita in grande scala per scopi terroristici, bellici o per effettuare pulizie etniche.
Considerato che, dal punto di vista imprenditorale, non avrebbe alcun senso per le aziende investire soldi nella ricerca di questa categoria di OGM senza possibilità alcuna di un futuro ritorno economico, è probabileche ci sia già un mercato per il gene Epicyte, ovvero dei potenziali acquirenti.
Con gli OGM stiamo assistendo ad un fenomeno davvero inquietante:
 
anziché cambiare l’industria per adattarla alle esigenze della natura, l’Uomo sta cambiando la natura per adattarla alle esigenze dell’industria.
La cosa interessante da notare e che quasi tutte le applicazioni degli OGM nell’agricoltura vanno a vantaggio economico dei produttori e mai del consumatore finale (no prezzi più bassi o migliori sapori ad esempio).
“I rischi a cui si espone l’agricoltura oggi mi sono troppo elevati e non vale la pena rischiare, bisogna seguire il principio di precauzione” (Michael Antoniou, PhD)
Quello che possiamo fare è sostenere la battaglia contro la contaminazione da OGM che produce inquinamento genetico incontrollato.
Per farlo bisogna spingere i comuni Italiani a far applicare la “clausola di salvaguardia” prevista dalla normativa Europea e già adottata da molti altri paesi.
Si tratta di dichiarare il comune “antitransgenico”, ovvero:
  • impedire, sulla base del principio di precauzione e sulle valutazioni degli aspetti socio-economici del territorio, che vengano coltivati, allevati, sperimentati in campo aperto, trasportati e commercializzati organismi geneticamente manipolati;
  • controllare la qualità degli alimenti agricoli e di allevamento prodotti sul territorio;
  • invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate nelle mense pubbliche e scolastiche a dichiarare formalmente il non utilizzo di alimenti contenenti OGM;
  • pubblicizzare la delibera tramite l’apposizione della denominazione “COMUNE ANTITRANSGENICO” nei cartelli di ingresso e di saluto del Comune e sul sito internet ufficiale.

 

Nella provincia di Frosinone sono stati già dichiarati COMUNI ANTITRANSGENICI i comuni di:

  • AQUINO;
  • SAN DONATO VAL DI COMINO;
  • SAN GIOVANNI INCARICO.
Dobbiamo spingere le amministrazioni locali del bacino dell’Amasena a prendere provvedimenti quanto prima e poi estendere questa forma di tutela ai territori limitrofi fino a comprire l’intero territorio nazionale.
Inoltre la Legge Regionale del Lazio del 01 Marzo 2000 numero 15, prevede la Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Bisogna individuare le nostre risorse, proteggerle e svilupparle, anche commercialmente.
Non dimentichiamo che noi siamo ciò che mangiamo.
Per approfodire è consigliata la visione del filmato seguente, da cui sono state tratte la maggiorparte delle informazioni tradotte e sintetizzate in  questo articolo.
Giovanni Gasparri
Toronto, 30 Marzo 2014

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  30 Marzo 2014
Ultima Revisione: 30 Marzo 2014

Prima di stampare questa pagina considera l’impatto che avrà sull’ambiente

Sosteniamo la petizione popolare a favore della bonifica della valle del fiume Sacco

20140324-CattiveAcque-CarloRuggieroIl circolo Lamasena  sostiene la Petizione Popolare contro il declassamento del bacino della valle del Sacco dalla qualifica di  SIN (Sito d’Interesse Nazionale) a SIR (Sito d’Interesse Regionale).

Non si può tacere contro il provvedimento del ministro Clini che, con il decreto di declassamento del 11 gennaio 2013, impedisce – di fatto – l’accesso a risorse nazionali per bonificare le aree del bacino e le 122 discariche dismesse, presenti in 89 comuni della provincia di Frosinone.

La situazione del degrado ambientale, lungo il fiume Sacco, non lascia margini di ottimismo. Già nel marzo 2005,  è stato accertato lo stato di emergenza per la valle del fiume per la presenza alti  livelli fuori norma del  beta-esaclorocicloesano  nel latte e, quindi, trasferiti anche nell’uomo. Ci sono stati casi di morie di bestiame per il solo fatto di essersi abbeverati o aver respirato esalazioni  venefiche  provenienti dal fiume (il caso delle mucche di Annina che morirono per sversamento occasionale di cianuro).   20140324-CattiveAcque-CarloRuggiero-2A tutt’oggi la situazione  non va nella direzione di un progressivo miglioramento. Nella sola città di Colleferro,  risultano ancora attivi 108 punti di sversamenti inquinanti  provenienti da cementifici , aziende chimiche,  inceneritori  e  poli industriali della difesa.

Questi inquinanti sono entrati nella catena alimentare e, quindi, il fenomeno riguarda tutti e non solo chi abita in prossimità del fiume.

Per tale ragione c’è bisogno di un attivismo che possa portare verso una consapevolezza diffusa sui guasti ambientali in essere e sui possibili rimedi.  Quindi, il  circolo Lamasena, in questo scenario,  raccoglie la sfida dei promotori per una petizione popolare  a favore dei ricorsi,  contro il decreto Clini, presentati  dall’ente Regione Lazio, da Legambiente, da Retuvasa  ed altre associazioni per  la re-istituzione del SIN al “Bacino del Fiume Sacco”.

Fonti

 

Giornate FAI 2014 in Ciociaria

Sabato e Domenica 22 e 23 Marzo 2014 avremo la possibilità di ammirare 750 tesori d’Italia che generalmente non sono accessibili al pubblico. Si tratta della ventiduesima edizione delle Giornate FAI di primavera, organizzate dal Fondo Ambiente Italiano per diffondere la culura del Patrimonio Italiano e la sensibilità a conservarlo.

Per questo motivo gli ingressi sono gratuiti anche se sono graditi liberi contributi per l’accesso a queste risorse.

La provincia di Frosinone offre tre tappe molto interessanti ad ARPINO, SANT’ELIA FIUME RAPIDO e CASSINO.

Tutte e tre le tappe della Ciociaria sono inserite nell’itinerario nazionale dei luoghi Augustei, ovvero dei luoghi correlati alla vita e alle opere dell’imperatore Augusto. Scopriamo perchè…

ARPINO

Arpino, oltre ad essere la patria di Cicerone, ha dato i natali anche a Marco Vipsanio Agrippa, influente personalità della Roma antica e genero dell’Imperatore Ottaviano.

L’imperatore Augusto nacque sotto il consolato dell’arpinate Marco Tullio Cicerone e Caio Antonio.
In quasi 40 anni di regno, Augusto portò grandi modifiche che lasciarono segni nei secoli e si servì di Marco Vipsanio Agrippa come bravissimo architetto per abbellire Roma di edifici e monumenti (come ad esempio il Pantheon).

Le visite guidate saranno disponibili dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 di entrambi i giorni e l’organizzazione sarà a cura degli Apprendisti Ciceroni. Le visite prevedono anche una tappa alla Civitavecchia di Arpino, con le sue Mura Ciclopiche ed il celeberrimo Arco a Sesto Acuto.

SANT’ELIA FIUME RAPIDO

Nel territorio di S. Elia sorgeva l’acquedotto romano di Casinum e seguiva l’alveo del fiume Rapido. Lo splendido Ponte dell’acquedotto, denominato LAGNARO, è caratterizzato da campata ampia 12 metri.

Le visite guidate saranno disponibili dalle 10:00 alle 18:00 di entrambi i giorni e l’organizzazione sarà a cura degli Apprendisti Ciceroni. 

CASSINO

A Cassino sarà aperta l’area archeologica e sarà possibile ammirare il Teatro dell’Età Augustea, l’anfiteatro ed il sagello sepolcrale di Ummidia Quadratilla, i resti della Via Latina, Ninfeo Ponari ed il museo archeologico della città.

Le visite guidate saranno disponibili dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 di entrambi i giorni e l’organizzazione sarà a cura degli Apprendisti Ciceroni. 

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  15 Marzo 2014
Ultima Revisione: 15 Marzo 2014

PER APPROFONDIRE

Una casa è per sempre

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Il settore dell’edilizia è in crisi profonda da alcuni anni in Italia. Una delle zone più colpite è la Ciociaria che da sempre mette al servizio della Capitale le migliori e più qualificate risorse umane per la realizzazione di importanti progetti architettonici pubblici, artistici, industriali e residenziali di Roma.

La depressione del settore edile è un effetto della stagnazione del mercato immobiliare, dovuta prevalentemente alla mancanza di liquidità generalizzata, ma anche alle ridotte opportunità di trasferirsi per lavoro e soprattutto, diciamolo, alla radicata tendenza che gli Italiani hanno a restare in casa.

Il modo in cui siamo legati alla nostra casa, comparato alle altre culture occidentali, è quasi maniacale.

Specie nei paesini, le case vengono tramandate di generazione in generazione come dei testimoni che rappresentano la continuità con la storia genealogica di ciascuno di noi.
Non è raro trovare nuclei familiari che vivono in case secolari che sono appartenute da sempre alla famiglia.

Nella cultura dei Ciociari, poi, i genitori iniziano a preparare la casa per i figli già quando questi sono piccoli, senza considerare che magari un giorno andranno via lontano per soddisfare le proprie ambizioni o inseguire i propri sogni. E se non è possibile rendere più accogliente la casa natìa, magari espandendola, allora ne costruiscono o ne comprano una nelle immediate vicinanze.

L’esempio più eclatante del morboso attaccamento che abbiamo al focolare è rappresentato dal desiderio estremo di tutti gli anziani di tornare a morire nella propria casa, nel proprio letto. Questo rapporto che abbiamo con la casa è ciò che ci distingue maggiormente dalle altre culture ed il nostro modo di considerarla ci offre la possibilità di vivere in maniera più intima il nostro rapporto con la famiglia.

Guardando le case degli Italiani all’estero è da subito evidente che sono le più belle, le più grandi e le più curate. Per noi la casa è sacra e qualsiasi cosa possa succedere lì fuori ci interessa solo fino a quando chiudiamo il portone di casa. Da quel momento in poi si può scatenare anche l’inferno mentre ci godiamo la bellezza del focolare.

In Nord America al contrario c’è la tendenza a considerare la casa come un luogo temporaneo dove si vive e non come parte integrante della vita stessa.

Per questo si comprano e si vendono case molto velocemente ed il mercato immobiliare è più in fermento (nonostante i postumi della crisi dei subprime).

Un aspetto interessante da mettere in evidenza è che consideriamo nostra la casa perchè ci appartiene, ma non consideriamo invece nostro l’ambiente che ci circonda perchè non lo possediamo, non è di nostra proprietà.

Le altre culture invece considerano l’ambiente come un’estensione naturale della propria casa e per questo si prodigano per mantenerlo pulito. Questo non succede da noi, purtroppo, ed i fatti della Terra dei Fuochi o del fiume Sacco ne sono solo piccoli esempi che lo dimostrano tragicamente.

Si dovrà lavorare molto per creare una cultura dell’ambiente inteso come casa. Non dimentichiamo che è da qui che nasce l’ecologia, che in Greco significa proprioamore per la casa.

Impariamo a conoscere l’ambiente, le sue problematiche e come vivere in maniera sostenibile con esso, godendocelo senza consumarlo. Impariamo a considerare il mondo come casa nostra. Non deturpiamolo.

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  6 Marzo 2014
Ultima Revisione: 6 Marzo 2014

LICENZA

© Questo articolo, denominato “Una casa è per sempre” di Giovanni Gasparri  è fornito integralmente sotto licenza internazionale Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0.

Per consultare una copia della licenza d’uso visita il link http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it.

Tu hai il diritto di leggere, copiare, stampare, salvare, modificare, migliorare, distribuire, vendere, fotocopiare o correggere il presente lavoro. Le uniche restrizioni sono che se lo distribuisci, devi citare l’autore ed il titolo del documento, e se prendi spunto da questo lavoro per creare un’opera derivata devi allo stesso modo citarli. Con questa licenza ti diamo praticamente ogni libertà di utilizzare le informazioni, ad eccezione di togliere quella libertà ad altri.

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Un weekend nel passato

Si terrà Domenica 9 marzo 2014 la cinquantesima edizione della sagra della crespella di Santa Francesca (Veroli). Un’occasione da non perdere perchè grazie alla passione degli organizzatori la sagra della crespella è rimasta una delle tradizioni più tipiche, veraci e vive della Ciociaria.

Farina, acqua, sale ed olio d’oliva sono i semplici ingredienti di questo miracolo, che da secoli rappresenta la felicità nei giorni di festa e che conserva intatto il nostro legame con il passato.

In un’atmosfera fiabesca, immersi nella natura pedemontana dei Monti Ernici sarà possibile assistere ad una sfilata di carri allegorici, condotti prevalentemente da personaggi Ciociari in costume d’epoca, che rappresentano degli spaccati di vita della nostra storia. Un modo eccezionale per conservare vivi nella memoria gli usi ed i costumi dei nostri avi e per tramandarli alle nuove generazioni. Le nostre tradizioni e la nostra storia si mescolano in un modo divertente ed esplosivo in una festa di musica, cibo, cultura e divertimento.

A far da cornice alla manifestazione saranno le sfumature dei numerosi organetti che si alterneranno in virtuosismi sulle ballate folkloristiche delle nostre antiche tradizioni (ballarelle). Melodie e ritmi dai connotati unici della Ciociaria centrale che  sono in via di estinzione. Importante e prezioso è il lavoro di ricerca musicale che gli organizzatori da anni stanno facendo per passare il testimone di questo genere musicale autoctono intatto ai nostri figli e nipoti.

Oltre al mercatino in cui sarà possibile acquistare ormai introvabili esemplari di Cioce ed altre suppellettili tipiche della nostra cultura popolare, per la prima volta ci sarà anche lo stand del circolo Legambiente LAMASENA.

La contrada di Santa Francesca, estremo lembo e baluardo dello Stato Pontificio, in una zona di confine battuta dai brignti del passato, è ricca di interesse religioso per via della radicata devozione a Santa Francesca Romana, naturalistico per via del torrente l’Amasena e dei Monti Ernici e pastorale per via delle antiche rotte della transumanza verso il litorale Pontino.  Leggi l’articolo dal titolo “Inseguendo fantasmi di briganti” per approfondire.

Il circolo LAMASENA si sta prodigando, oltre che per la tutela dell’ambiente, per la riscoperta e la salvaguardia degli antichi saperi della nostra terra. Presso lo stand sarà possibile vedere un esemplare di nassa, utilizzata dai nostri avi come trappola per pescare nel torrente l’Amasena,  ed una miniatura di mulino.

Non mancare, questa è un’occasione irrinunciabile per godersi un pò di felicità e per stare insieme.

Inoltre la tua presenza farà sì che le nostre tradizioni non scompaiano ma si rafforzino.

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  5 Marzo 2014
Ultima Revisione: 5 Marzo 2014

LICENZA

© Questo articolo, denominato “Un weekend nel passato” di Giovanni Gasparri  è fornito integralmente sotto licenza internazionale Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0.

Per consultare una copia della licenza d’uso visita il link http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it.

Tu hai il diritto di leggere, copiare, stampare, salvare, modificare, migliorare, distribuire, vendere, fotocopiare o correggere il presente lavoro. Le uniche restrizioni sono che se lo distribuisci, devi citare l’autore ed il titolo del documento, e se prendi spunto da questo lavoro per creare un’opera derivata devi allo stesso modo citarli. Con questa licenza ti diamo praticamente ogni libertà di utilizzare le informazioni, ad eccezione di togliere quella libertà ad altri.

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Italia, da sempre il bel paese!

L’Italia è in crisi, gli italiani sono in crisi. Quante volte ormai sentiamo queste frasi? Viviamo in un periodo storico di recessione, dove però, l’unico settore a non sentire particolarmente gli effetti del disastro politico ed economico, è il mercato del turismo. Questo perché gli stranieri preferiscono ancora oggi, trascorrere le proprie vacanze in Italia. Secondo i dati ENIT infatti, il turismo in Italia cresce grazie ai mercanti extra-UE. Vengono qui per ammirare le opere storiche e naturali, perché in quanto a storia e bellezza, l’Italia continua ad essere un’eccellenza. La nostra amata patria è sinonimo di cultura, gastronomia, prodotti di qualità; da sempre il Paese dell’amore, con città romantiche come Venezia e Firenze. Le coste della Sicilia e della Sardegna sono le mete più ambite dagli amanti del mare.

frafalla italia

Personaggi illustri del cinema come George Clooney o Brad Pitt, hanno scelto e scelgono il Lago di Como per le loro vacanze.

Numerosi turisti, soprattutto russi e cinesi, giungono in ogni periodo dell’anno, a Roma, Milano, Firenze.

Bello è dunque l’aggettivo più indicato per descrivere il nostro Paese: bello per la storia, bello per i paesaggi, bello per le tradizioni popolari, bello per la gastronomia, bello!                                                                                                                 All’estero ci invidiamo per tutto questo, e non vedono l’ora di ridicolizzarci, approfittando di tutti gli aspetti negativi. Già, perché saremo anche il Bel Paese, ma abbiamo purtroppo tanti disastri da migliorare. E non ci vuole molto, solo tanta determinazione, tanta buona volontà. Invece di continuare a distruggere il nostro territorio, la nostra storia, la nostra tradizione, dobbiamo semplicemente correggere tutti quegli aspetti negativi che ci rendono per gli stranieri, sinonimo di mafia e ignoranza. Se siamo stufi di essere barzellette, dobbiamo dimostrare che discendiamo da Galileo, Mazzini, Leonardo, Dante e tanti altri. Dobbiamo dimostrare che nonostante tutto restiamo sempre noi, gli Italiani!

Valorizziamo le risorse che abbiamo, le bellezze che ci circondano; rispettiamo l’ambiente in cui viviamo. In questa prospettiva, ci sarebbe ben poco da fare per gli altri,

VINCIAMO NOI!