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Strategia Rifiuti Zero

DSC_000519/06/15 – Veroli. Nel convegno dal titolo Rifiuti: Un problema o un’opportunità? Il circolo Lamasena ha presentato alcuni buoni esempi che potrebbero essere adottati per intraprendere la via dei Rifiuti Zero.

L’intervento ha descritto, principalmente, le buone azioni che sono alla base delle strategie dei rifiuti zero. Ossia, fornire alcuni esempi che passano attraverso le 4 R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare , Recuperare.

Il comune italiano che ha fatto da modello per tale strategia è la città di Capannori in provincia di Lucca. Tutto nasce dalla determinazione del maestro Rossano Ercolini che , quando venne a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla sua scuola, per il bene del territorio e la salute dei suoi giovani alunni decise di intervenire. Fondò così l’associazione «Ambiente e Futuro», con l’obiettivo di informare la comunità dei rischi ambientali dell’incenerimento e di proporre strategie alternative per la gestione dei rifiuti. La battaglia di Ercolini fu vinta nel 2007 quando il suo comune decise di aderire alle buone pratiche dei rifiuti zero.

Ercolini è oggi il simbolo di un ambientalismo capace di incidere in maniera efficace nello sviluppo di un territorio, andando oltre le ideologie e gli schieramenti. E’ significativo ricordare una sua frase per dare la piena misura sul senso delle sue azioni: “Perché è solo con l’impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore

Sul piano della normativa, sono state ricordate le due leve che dovrebbero agire sinergicamente nell’ambito della riduzione dei rifiuti indifferenziati:

  • Il Decreto Matteoli ha fissato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro il 31.12.2012
  • Il PAN GPPPiano di Azione Nazionale italiano del Green Public Procurement. Tale atto regola l’acquisto sostenibile/verde nella pubblica amministrazione (criteri ambientali minimi). Nel 2003 l’unione europea ha invitato tutti i paesi membri ad elaborare, entro il 2006, piani d’azione per “l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici”. Il piano italiano della suddetta direttiva è stato approvato solo nell’aprile del 2008, ma mancano ancora i decreti attuativi che definiranno i requisiti per definire “verde” un bene o servizio oggetto del bando. Nell’estate 2009 una comunicazione della commissione europea ha posto ai paesi membri l’obiettivo di inserire i criteri del Gpp nel 50% delle gare d’appalto della pubblica amministrazione entro il 2010.

Tra i fattori abilitanti verso la strategia dei rifiuti zero ci sono la riduzione del packaging delle merci (che, tra l’altro, incide mediamente per il 5,5 % sul costo del prodotto finale) e l’adozione del compostaggio domestico. Tenuto conto che il 30%dei rifiuti solidi urbani è formato dalla frazione umida, si comprende quale peso potrebbe avere se le famiglie, che vivono in contesti agricoli, adottassero il compostaggio. L’azione delle amministrazioni dovrebbe, quindi, indirizzarsi verso un sistema incentivante basato sull’applicazione della tariffazione puntuale. Ossia, la tassazione sui rifiuti dovrebbe essere commisurata all’effettiva produzione di rifiuti attraverso l’incentivazione di comportamenti sempre più responsabili da parte dei cittadini.

In Italia c’è già un bacino di 4.500.000 di abitanti circa che segue le buone pratiche della strategia di rifiuti zero con più di 65 comuni coinvolti tra nord e sud. Tale metodologia permetterebbe la risoluzione del problema rifiuti con vantaggi economici per la collettività e per l’ambiente. Infatti tali tecniche lasciano in discarica indifferenziata meno del 20% dei rifiuti e permettono di ricavare risorse economiche attraverso la vendita dei materiali differenziati come: carta, alluminio, vetro, plastica .

A chiusura dell’intervento, il circolo Lamasena ha lanciato due proposte nei confronti dell’amministrazione:

  • Prevedere nel regolamento delle feste e sagre dei comuni l’istituzione della figura del responsabile dei rifiuti con i compiti di gestire le fasi per il recupero e riciclo dei rifiuti prodotti durante le manifestazioni
  • Definire un’area e un calendario per un mercatino dello scambio e riuso in cui i cittadini possono vendere, scambiare e barattare i loro oggetti con quelli degli altri

Remo Cinelli

Dibattito sull’inquinamento ambientale presso il liceo di Veroli

GSulpicioIl 22 maggio 2015, l’associazione Lamasena è stata invitata,  dai docenti del Liceo G. Sulpicio di Veroli,  per illustrare le principali tematiche sull’inquinamento nella provincia di Frosinone.

L’opportunità ha permesso di raccogliere le esperienze e conoscenze acquisite in questi anni e, quindi, condividerle con gli studenti del Liceo che presentavano, nell’occasione, i risultati del loro progetto sull’inquinamento della Terra.

Il dibattito è partito dall’illustrazione del quadro generale sulle criticità ambientali  con riferimento a quanto sta avvenendo sul cogente tema dell’immigrazione.  Gli ingressi di migliaia di profughi che premono alle nostre frontiere nasce dal disperato bisogno di allontanarsi dalle loro terre colpite da guerre e desertificazione. Al di là degli luoghi comuni e delle strumentalizzazioni, il fenomeno ha le sembianze di una vera migrazione biblica. Tali migranti possono essere definiti, senza troppi margini d’errore, profughi ambientali che fuggono da terre divenute inospitali in cui, proprio per tale ragione, sono oggetto di contese territoriali per l’accaparramento dell’acqua e delle poche aree ancora fertili.

Ciò che sta accadendo oggi sull’ecosistema della terra fu predetto dagli scienziati del club di Roma nel 1972. Quegli studiosi misero insieme le loro simulazioni sul clima ed ipotizzarono cosa sarebbe successo alla nostra biosfera se avessimo continuato ad immettere CO2 nell’ambiente o incrementato la nostra impronta ecologica. In quegli anni ci fu la prima grande crisi petrolifera e si cominciò a riflettere seriamente sui limiti dello sviluppo, ossia, essi osservarono che il modello economico basato sulla crescita infinita era intrinsecamente sbagliato ed asserirono una ovvietà che gli uomini non comprendono appieno, ossia non si può crescere in modo infinito in un mondo finito.

L’allora presidente Jimmy Carter prese molto in considerazione il lavoro svolto dal club di Roma e cominciò ad adottare misure legislative per salvaguardare l’ambiente. Fu lui che installo le prime celle fotovoltaiche sul tetto del Casa Bianca.

Quelle raccomandazioni, purtroppo, sono state riposte nel cassetto per 40 anni dai successivi presidenti ed oggi ci troviamo ad un passo dal punto di non ritorno. I livelli di CO2 nell’atmosfera stanno innescando fenomeni  irreversibili  legati al riscaldamento globale.

Gli scienziati stimano che l’equilibrio climatico è di 350 ppm  (parti per milione) di CO2 nell’atmosfera. Dall’ultima rilevazione di marzo 2015, il livello di CO2 è arrivato a 400 ppm e, nonostante ciò, non ci sono segnali da parte degli stati per invertire la rotta di collisione in cui stiamo conducendo il nostro pianeta.

Sull’inquinamento in Ciociaria si hanno due criticità importanti. La prima riguarda il primato negativo sul livello di PM10 presente a Frosinone. Nel 2014 la nostra città capoluogo si è rivelata la città più inquinata d’Italia con 57 giorni di superamento del limite di 50 µg di PM10 per metro cubo.

L’altra criticità ambientale è l’inquinamento della Valle del Sacco. Tale problema è dovuto a una stratificazione di inquinanti che indusse le autorità sanitarie a classificare, nel 2005, la valle come   SIN (Sito d’Interesse Nazionale). Tale classificazione avrebbe garantito adeguati finanziamenti per la bonifica se non fosse intervenuto, nel 2013, l’ex ministro Corrado Clini che, per ragioni legate a tagli sulla finanza pubblica, ha declassato la valle nonostante essa resti un’area ad alta criticità privandola – quindi – di quelle risorse finanziare necessarie per la sua bonifica.

Il principale inquinante della valle è la molecola denominata betaesaclorocicloesano o BETA-HCH. La molecola è un residuo tossico nella preparazione dei diserbanti prodotti per anni dalle industrie chimiche del distretto industriale di Colleferro.

L’effetto della molecola Beta-Hch sul corpo umano è molteplice. Sicuramente interferisce nelle funzioni di neurotrasmissione ed attacca il sistema nervoso, il fegato e i reni. Purtroppo, circa il 50% della popolazione che abita in adiacenza al fiume è stata contaminata dalla molecola.

Il problema dell’inquinamento della valle esplose, nella sua deflagrazione mediatica, il 19 luglio 2005, data in cui le cronache riportano la notizie di 25 mucche morte dopo essersi abbeverate nel rio Mola Santa Maria, un affluente del fiume Sacco. Da quella fatidica data, iniziarono febbrili campionamenti delle acque e dei terreni che portarono alla scoperta della contaminazione di tutta la catena alimentare da parte del Beta-HCH.

A scopo precauzionale, furono abbattuti circa 7000 capi di bestiame. Tale decisione, al di là della sua dubbia validità in termini di profilassi sanitaria, si è rivelata un boomerang economico per tutte le aziende agricole dell’intera valle del Sacco.

La giornata di dibattito ha fatto prendere coscienza del dramma dell’inquinamento che viviamo. Alcuni dati, riportati nel convegno, ne certificano la cifra: l’acciaieria ILVA di Taranto, dal 2005 al 2010, ha causato la morte di circa 90 persone l’anno; a Brescia è in atto un aumento del 20% dei tumori infantili (da 0 a 14 anni) rispetto agli anni cinquanta per la presenza di diossina e PCB nel sangue; a Casal Monferrato si muore per Mesotelioma Pleurico con l’inalazione di fibre di amianto. Complessivamente, tale tumore provoca 4000 morti l’anno in tutta Italia.

Solo in lontananza, si intravede qualche flebile segnale di speranza rispetto allo scenario descritto. Tra questi si annovera l’approvazione della nuova legge degli ecoreati, votata in senato il 19 maggio scorso. Una legge attesa da 21 anni e sollecitata da associazioni e cittadini. Una vittoria storica che permetterà di far condannare chi attenta alla vita delle persone con l’abbandono di rifiuti tossici nelle acque e nei terreni. E’ questo un lieto  evento che ricade nei giorni del 35° compleanno di Legambiente che, in tutti questi anni, è stata sempre in prima linea nel chiedere norme a difesa dell’ambiente

Remo Cinelli

20150522-VEROLI

Veroli pulita

2Il 26 aprile, siamo stati partecipi alla giornata ecologica promossa dall’amministrazione comunale di Veroli. Il circolo Lamasena ha portato il proprio contributo attraverso la partecipazione di numerosi volontari che si sono riuniti in località Paradiso di Prato di Campoli, luogo simbolo del territorio ciociaro per la sua bellezza naturalistica.

L’immagine che rappresenta meglio l’evento è stata la cordata di persone che, insieme, tentavano di far risalire grossi pneumatici gettati in una scarpata. Tale immagine, nella sua valenza simbolica,  rileva che il sindaco e i comuni cittadini stanno insieme in cordata per risolvere un problema che altri hanno causato. Tutti insieme, in una sana alleanza, per difendere e risanare un territorio che – per troppo tempo – è stato vissuto come un accessorio da usare e, alle volte, da violentare per accrescere l’effimera ricchezza d’inquinatori senza scrupoli.

cordata con il sindaco

cordata con il sindaco

Vorrei che questa diventasse un’immagine carismatica in cui potersi riconoscere e che, meglio di tante parole, suggellasse il patto di sussidiarietà tra istituzioni e cittadini per la difesa dei beni comuni.

Accanto alle giornate ecologiche, che hanno sicuramente una valenza educativa verso il problema dei rifiuti, deve farsi largo una più incisiva azione sanzionatoria che sia in grado di essere dissuasiva nei confronti di coloro che continuano a depredare il territorio. Pertanto, il suggerimento da portare all’attenzione delle istituzioni è quello di mettere in campo le forze e le tecniche per controllare il territorio per poterlo meglio difendere e preservare l’ambiente nell’interesse di tutti. In questi anni è, purtroppo, prevalso il convincimento collettivo che tutto fosse permesso in ragione di una assenza – quasi totale – di sanzioni nei riguardi di chi sversava illecitamente rifiuti.

Basterebbe, quindi, cominciare ad elevare qualche multa per far capire che la collettività non è più tollerante verso chi sporca ed inquina e che, oggi, si è affermato un più pervasivo senso civico. Analogamente, i cittadini devono diventare anch’essi attenti custodi del territorio facendo la loro parte nel segnalare alle istituzioni i luoghi degradati e i fenomeni di sversamenti illeciti di cui sono testimoni.

Ringraziamenti speciali vanno ad Alessandro Viglianti e Alessandra Trulli, assessore e delegato all’ambiente per il comune di Veroli, che si sono adoperati nell’organizzare la giornata ecologica, riuscendo a far partecipi dell’iniziativa sia l’associazione Lamasena che la consulta delle associazioni verolane.

Remo Cinelli

 

Rifiuti Zero – l’esempio di Capannori

20150116 CapannoriL’obiettivo dei  rifiuti zero deve essere un motivo ricorrente su  cui impegnare le nostre risorse e il nostro attivismo sui temi dell’ecologia e dell’ambientalismo.

Sui nostri territori assistiamo a fenomeni che, purtroppo,  hanno forti similitudini con  certe bidonville in cui i rifiuti sono abbandonati o bruciati in modo scellerato e criminoso.

L’obiettivo del rifiuto zero  può essere la leva in grado di cambiare il  paradigma culturale  per cui,  il problema immondizia,  può diventare una opportunità economica, ad iniziare dal riuso – come materia prima – di tutto ciò che viene buttato via.

Il processo  si può innescare  cercando una contaminazione culturale con chi ha già dato prova di riuscire a vincere la sfida dei rifiuti zero.   Ossia, agli attuali amministratori,  e  a quelli che hanno ambizioni ad esserlo,  è richiesto di far visita alla vicina  Capannori  (in prov. di Lucca) per chiedere spiegazioni sul tema ad un mite maestro elementare: Rossano Ercolini, premiato da Obama con il Goldman Environmental Prize 2013, l’equivalente del premio Nobel per l’ambiente.

Durante la visita si scoprirebbe che i miracoli sono ancora possibili constatando che i cittadini di Capannori riescono a riciclare l’85% dei rifiuti pagando una tariffa più bassa di tutta la regione di appartenenza, la Toscana.

Non bisogna sottovalutare che il fenomeno delle micro discariche, disseminate ovunque sui nostri territori, trovano una loro amplificazione proprio laddove è praticata la raccolta differenziata. Tale incremento è, probabilmente, legato al fatto che i cittadini (tra i meno virtuosi) non avendo più a disposizione il cassonetto di prossimità eleggono a discarica qualunque posto, più o meno protetto da sguardi indiscreti.

Quindi, sembra evidente che l’attuazione della raccolta differenziata debba sempre essere accompagnata da fattori di supporto quali l’avvio dell’isola ecologica e un monitoraggio puntuale del territorio che dia luogo ad azioni sanzionatorie verso coloro che effettuano conferimenti illeciti dei rifiuti.

Purtroppo, nei nostri comuni si differenzia pochissimo e siamo tra gli ultimi nel riciclo e non abbiamo nemmeno forti ambizioni di riscatto. Tuttavia, abbiamo una notevole forza che parte dal basso, dai singoli cittadini e dalle tante associazioni ambientaliste che devono trovare una sintesi comune per aiutare o innescare quel cambiamento culturale nelle istituzioni, qualora quest’ultime rimanessero indifferenti rispetto all’indifferibile necessità d’intraprendere una vera battaglia a difesa dell’ambiente.

Puliamo il torrente

20141116 FOTO DI GRUPPO-CASAMARIDomenica,  16/11/14, si è svolta la giornata di bonifica del torrente Amaseno,  nell’area adiacente l’Abbazia di Casamari.  All’evento ha partecipato l’amministrazione comunale di Veroli con il sindaco Simone Cretaro,   l’assessore Alessandro Viglianti e il consigliere Alessandra Trulli. Ha partecipato all’evento anche il coordinatore provinciale di Legambiente Francesco Raffa.

La giornata ecologica ha rivelato,  nella sua interezza,  il livello di degrado  che c’era sulle sponde del torrente,   proprio nel luogo simbolo  della cultura  e del turismo di tutta la Ciociaria.  Sul posto sono stati rinvenuti  rifiuti stratificati da decenni, nonché tutta la liturgia d’immondizia  con il suo corollario di oggetti mai usati, ancora imballati,  di cui la nostra società consumistica si disfa per noia o  per estrema superficialità.  Non sono mancate batterie esauste, pneumatici, vetro, bottiglie di plastica, ferro e  pannolini,  che mamme frettolose hanno abbandonato non sapendo che ciò sarebbe stato il terribile fardello che stavano lasciando in eredità ai propri pargoli.

È stato stridente osservare i tanti turisti,  in visita all’Abbazia di Casamari, che transitavano inconsapevoli  accanto ad una vera e propria discarica a cielo aperto che i volontari del circolo Lamasena stavano bonificando,  asportando oltre 200 sacchi di rifiuti  che sono stati conferiti nello scarrabile messo a disposizione dalla ditta Sangalli.4 Locandina Evento

Il presidente del circolo Lamasena, Remo Cinelli, ha osservato che “una nuova fase si è aperta a favore dell’ambiente all’interno del comune di Veroli.  La presenza dell’assessore Viglianti rappresenta la speranza di un nuovo riscatto ambientale in quanto è emerso con forza la sua attenzione a favore del paesaggio e della  riqualificazione del territorio.   Insieme a Viglianti il circolo Lamasena intende continuare un cammino condiviso in cui la giornata di domenica  ne è il piacevole prologo  e che lascia presagire nuove virtuose iniziative.  C’è, infatti, la  speranza di riuscire a rendere fruibili e bonificati tutti gli 11 chilometri del torrente che da Casamari arriva fino a Santa Maria Amaseno”.

È chiaro che accanto all’azione di pulizia si rende necessaria e indifferibile una azione decisa di sanzioni che colpiscano in modo categorico i cittadini che inquinano e a cui manca il senso di rispetto verso i beni comuni.  Oggi, la nostra terra non può più permettersi altre violazioni in quanto troppo è stato ormai deturpato in modo irreversibile.   Pertanto, per far in modo che quanto è stato pulito rimanga preservato,  è necessario che le istituzioni facciano rispettare i divieti e  che i cittadini facciano la loro parte nel segnalare le violazioni all’ambiente.  Troppe volte il silenzio dei giusti ha permesso ai pochi di distruggere il nostro ambiente. Non si può non ricordare, in questo contesto,  per la sua sorprendente modernità,  il pensiero di Einstein quando affermava che  “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.

 

Bonifica del torrente Amaseno

20141116-CleanUpTheWorldIl 16 novembre 2014,  il sindaco e l’assessore all’ambiente di Veroli,  in collaborazione con     il circolo Legambiente Lamasena,  promuovono una giornata ecologica nel tratto di torrente Amaseno,  prospiciente il piazzale dell’Abbazia di Casamari.

Purtroppo, il torrente –  come accade in gran parte dei corsi d’acqua –  è diventato lo specchio della cattiva coscienza della nostra civiltà consumistica. In esso vengono sversati  scarichi fognari, rifiuti domestici e subisce violazioni d’ogni tipo ad iniziare dal passaggio di mezzi motorizzati,  che hanno trasformato l’alveo in piste carrabili.

La giornata di pulizia delle sponde e dell’alveo del torrente diventa l’occasione per accendere l’interesse verso un luogo suggestivo  che,  nei secoli scorsi, è stato un punto centrale per l’economia delle nostre comunità contadine.

Con la giornata ecologica del 16 novembre, i volontari del circolo e l’amministrazione comunale di Veroli  vogliono lanciare una nuova sfida, un nuovo progetto per la  fruibilità ecologica del torrente. Infatti, rendere percorribile gli 11 chilometri del  torrente – che da Santa Maria Amaseno scende fino a Casamari –   significherebbe aumentare l’attrattività  del luogo  che  sarebbe, ulteriormente,  amplificata dal possibile recupero dei 5 mulini che insistono sulle sue sponde e lungo il suo affluente: Fosso Sparavigna. Questi mulini sono luoghi quasi fiabeschi che,  fino agli inizi del secolo scorso, erano fondamentali nelle antiche economie rurali.

Tutto ciò può avere inizio con un piccolo passo, una piccola miccia che può innescare il processo virtuoso del  riscatto ambientale con tutto ciò che ne consegue in termini di benefici per l’intera collettività,  ad iniziare dall’aumento della sua fruibilità turistica.

L’appuntamento è,  quindi,  fissato alle ore 9,00 del 16 novembre, presso il parcheggio dell’Abbazia di Casamari. L’organizzazione metterà a disposizioni,  di quanti desidereranno prestare la loro attività volontaria,   guanti, pettorine e sacchi di colore diverso per poter effettuare la differenziazione dei rifiuti i quali potranno essere conferiti in un cassone scarrabile,  messo a disposizione dalla ditta Sangalli.

All’evento parteciperà l’associazione della Compagnia dei Viandanti e il “gruppo di preghiera padre Pio di Casamari”  che cura da anni lo spazio verde a ridosso del ponte romano, ivi presente.

[riferimento: comune di Veroli ]

Paese più Verde. Quali proposte?

A  conclusione della II edizione della Festa dell’Impegno Civile,  è  stato avanzato il tema su cui la Consulta dell’Impegno Civile si spenderà nel prossimo anno attraverso iniziative di sensibilizzazione e  proposte all’amministrazione comunale.

Il tema di quest’anno sarà  “Progetto PAESE PIU’ VERDE, per una città più bella ed ecosostenibile”.  Davanti al pubblico della festa, il responsabile del circolo Lamasena, ha parlato di consumo del suolo e dei fenomeni di degrado sociale che sono correlati alla distruzione dell’ambiente. Gli argomenti si è cui parlato sono riportati nella videoregistrazione collegata e sono sviluppati di seguito.20141012 Conclusioni della II Festa Impegno Civile

Prima di avanzare proposte a favore di un paese migliore si deve quantificare il costo sociale del degrado ambientale:

  • È dimostrato, da studi statistici e sociologici, che in un paese bello e pulito, si riducono tantissimo  i fenomeni di violenza e disagio sociale. Il bello permette di rendere migliori le persone che abitano città ordinate e piene di verde  e servizi.  Al contrario, dove esiste sporco e noncuranza aumentano i fenomeni di violenza urbana e fatti criminosi.
  • Esiste un fenomeno conosciuto come la “sindrome del vetro rotto” per cui accade che se un vetro in un palazzo non viene riparato si inducono comportamenti di emulazione, per cui altri cominceranno a rompere altri vetri adiacenti al primo finché tutto il palazzo andrà in rovina completa. Pertanto, la sindrome del vetro rotto si può sintetizzare
    con la legge empirica,  codificata dal sociologo Wilson Kelling :  “ogni vetro non sostituito invita a tirare un sasso su quello accanto, e presto tutto l’intero fabbricato va in rovina“.
  • Bisogna ricordare che negli ultimi 50 anni abbiamo riempito il nostro mare e la nostra superficie terrestre di plastica. Dobbiamo essere consapevoli di due aspetti legati alla plastica che è diventata il più formidabile e inossidabile inquinante che l’uomo abbia mai prodotto. La plastica non si degrada mai, semplicemente, essa si frantuma in componenti sempre più piccoli a livello delle dimensione del plancton che, ingerito dai pesci, rientra nel ciclo alimentare e torna nelle nostre tavole. Se poi, cerchiamo di bruciare la plastica questa si trasforma in diossina che sappiamo essere uno dei composti più cancerogeni che conosciamo.

Dopo la premessa sul costo sociale del degrado ambientale,  la proposta principale, che il circolo Lamasena fa a favore di un PAESE PIU’ VERDE,   è 20141004_112309quella di sostenere azioni di sensibilizzazione per evitare nuovo consumo del suolo.

Ciò nasce dalla constatazione che negli ultimi 20 anni, è stata cementificata nuova superficie alla velocità di 8 Mq/sec. È come aver cementificato  tutta la Puglia e il Lazio messe insieme.  Mancando in Italia una tutela specifica per contrastare il consumo del suolo si è potuto cementificare in modo indiscriminato e disordinato.

In paesi più attenti all’ambiente,  come ad esempio a Londra, non viene più permesso di consumare altro suolo ma permettono di demolire e ricostruire per salvaguardare il verde rimasto.

Troppo spesso,  anche sul nostro territorio si è costruito in modo disordinato e brutto.  Basta guardarsi intorno per accorgersi che il nostro paesaggio è costellato da una miriade di costruzioni sparpagliate (fenomeno conosciuto come:  Urban sprawl) di cui molte sono incompiute da decenni. Queste case incompiute sono dei veri e propri catafalchi che deturpano in modo irrimediabile il nostro paesaggio.

20141004_111937Nonostante che il principio della tutela del paesaggio sia stato scritto nella nostra costituzione ( all’articolo 9 – è riportato : “la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della  nazione”)  abbiamo ampiamente disatteso e violato questo indirizzo costituzionale costruendo ovunque e in posti in cui non si sarebbe dovuto come in luoghi franosi, sui greti dei fiumi o su faglie sismiche, come è avvenuto nella vicina città de L’Aquila

Evitare il consumo del suolo NON significa danneggiare il settore edile. Infatti,  basterebbe recuperare e restaurare ciò che è già costruito. Abbiamo un patrimonio  immobiliare fatto di case e palazzi storici che attendono il restauro  e che porterebbero vantaggi anche ad altri settori come  quello turistico. Basterebbe, quindi,  impegnare i fondi – già stanziati – per fare opere di costruzioni civili per il risanamento sismico/idrogeologico che avrebbe il vantaggio di portare  un vero e virtuoso rilancio economico dell’Italia.20141004_105548

 

Programma II edizione Festa dell’Impegno Civile

Il programma della Festa dell’Impegno Civile – 19/20/21 Settembre in Piazza Aldo Moro a Colli – Monte San Giovanni C.  Tre giorni di eventi per rappresentare il mondo del volontariato nelle sue tante declinazioni,  nell’ambientalismo, nell’assistenza ai più deboli, nella protezione civile e nel primo soccorso.   Si terranno convegni sull’acqua quale motore di sviluppo delle attività umane nel bacino idrografico della Valle del Liri e nell’alveo del torrente Amaseno. Inoltre, si dibatterà, con l’aiuto di professionisti,  di ecologia, consumo del suolo, isola ecologica e energie rinnovabili.

20140911-ProgrammaFesta

 

Noi siamo ciò che mangiamo

L’era geologica in cui viviamo è denominata Età del Silicio, anche se la novità piu’ grande che distingue la nostra civiltà da quella dell’Età del Ferro è probabilmente la plastica e non il silicio. Questo perchè mentre il silicio è un elemento chimico presente in natura, le materie plastiche invece sono state interamente sintetizzare dall’uomo attraverso un processo evolutivo che è iniziato nel 1855 con la sintesi del rayon.

L’invenzione della plastica ha indubbiamente rivoluzionato positivamente le abitudini dell’Umanità, introducendo però anche alcune problematiche per la salute.

Ad esempio il Bisfenolo A, conosciuto anche come BPA, è un composto utilizato per sintetizzare alcune materie plastiche, come ad esempio il poliestere, il pvc, le resine epossidiche ed il policarbonato, e sembrerebbe essere coinvolto in numerose patologie della sfera sessuale di bambini ed adulti.

Il policarbonato, di cui il BPA è un componente chiave, è utilizzato per la produzione di tantissimi prodotti, tra i quali giocattoli per bambini, bottiglie, dispositivi medicali, lattine alimentari e tutti quei prodotti plastici in cui sono richieste qualità come trasparenza, durezza e resistenza.

Sono stati pubblicati più di cento studi sulle interazioni del BPA con il sistema endocrino ed alcuni, a partire dal 2008, avrebbero dimostrato la sua tossicità, gli effetti cancerogeni e neurotossici, incluso l’aumento del rischio di obesità. Alcune aziende hanno già eliminato il BPA dai biberon e dai giocattoli per bambini, tuttavia il monomero è largamente impiegato su scala industriale, tanto che è presente praticamente ovunque, anche negli shampoo.

Diversi studi avrebbero evidenziato che esponendo gatti e topi anche a bassi dosaggi di bpa si sarebbero riscontrati effetti come:

  • cambiamenti permanenti nei genitali;
  • cambiamenti nel tessuto mammario che predispongono le cellule all’azione degli ormoni e sostanze cancerogene;
  • effetti avversi sulla riproduzione e cancerogeni a lungo termine;
  • incremento del peso della prostata del 30%;
  • perdita di peso, riduzione dell a distanza ano-genitale in entrambi i sessi, segni di pubertà precoce;
  • diminuzione del testosterone nei testicoli;
  • cellule del seno predisposte al cancro;
  • cellule della prostata più sensibili agli ormoni e cancro;
  • diminuzione dei comportamenti materni;
  • inversione delle normali differenze sessuali nella struttura del cervello e comportamento (tendenza all’omosessualità);
  • disturbi nello sviluppo ovarico;
  • effetti avversi neurologici.

La cosa che dovrebbe farci riflettere è che il Bisfenolo A è in grado di attraversare il rivestimento in plastica di prodotti alimentari in scatola, specialmente se trattati con alte temperature o con sostanze acide (come l’acido citrico delle bevande gassate), è contaminare i cibi.

Secondo delle ricerche il 93% della popolazione mondiale avrebbe tracce di BPA nelle urine. Inoltre bere da bottiglie di policarbonato aumenterebbe del 66% i livelli di BPA nelle urine.

Le associazioni di consumatori raccomandano alle persone che vogliono ridurre l’esposizione al BPA di evitare gli alimenti in scatole di plastica o policarbonato. Invece il National Toxicology Panel raccomanda anche di evitare di mettere contenitori di plastica nei forni a microonde o di lavarli nelle lavastoviglie o utilizzando detergenti aggressivi.

Aveva ragione il filosofo hegeliano Feuerbach quando affermava che l’uomo è ciò che mangia.

Facciamo attenzione a cosa compriamo, a cosa mangiamo e ricordiamo sempre che quando gettiamo via rifiuti di plastica nell’ambiente in qualche modo tornano sul nostro piatto.

Ci torneranno prima o poi, anche se prima di farlo finiscono magari sull’isola di plastica nel Pacifico (leggi articolo di approfondimento dal titolo “Un’isola tra le onde”) e poi nello stomaco di qualche sventurato tonno (leggi articolo di approfondimento dal titolo “Tonno, olio e cesio radioattivo. Cosa c’`e di vero”) ripescato ed inscatolato.

PENSIAMO GLOBALMENTE,
AGIAMO LOCALMENTE!

Autore: Giovanni Gasparri (Linkedin | Facebook)
Data di Pubblicazione  1 Settembre 2014
Ultima Revisione: 1 Settembre 2014

Prima di stampare questa pagina considera l’impatto che avrà sull’ambiente

Da soli non si può

Volontario in azione presso Casamari

Volontario in azione presso Casamari

Le problematiche ambientali che sono presenti sui nostri territori ci sono note.
La pretesa di qualcuno di chiedere che l’associazione Lamasena possa affrontare l’intero scenario delle emergenze è inopportuna per molte ragioni.
Con tale pretesa si chiede, in sostanza, al circolo di occuparsi dei problemi sperando – così – di aver esaurito il proprio compito di cittadino e, quindi, auto assolversi dalla responsabilità morale verso la collettività e l’ambiente. A questi ricordo che ognuno può entrare a far parte dell’associazione assumendo un ruolo da cui potrebbe dare un contributo fattivo.

I temi in gioco sono tanti e richiedono impegni cospicui per costruire proposte e azioni concrete. Alcuni esempi:

  • Censimento delle discariche disseminate sul territorio per sviluppare azioni di bonifica a cura del volontariato o delle istituzioni
  • Inquinamento elettromagnetico e luminoso
  • Raccolta differenziata, RAEE, Isola ecologica ….
  • Progetti di valorizzazione delle aree verdi concesse in adozione
  • Educazione ambientale. Ciò richiede la preparazione di temi da sottoporre, soprattutto, ai giovani.
  • Valorizzazione delle bellezze naturali e storiche per migliorare l’attrattività turistica dei nostri comuni
  • Consumo dissennato del suolo e studio delle possibili azioni di contrasto
  • Creare/rafforzare percorsi di collaborazione con altre associazioni locali per essere più determinanti nelle nostre proposte
  • Lavorare all’interno dei comitati istituzionali regionali in cui si scrivono le leggi di salvaguardia dell’ambiente, come – ad esempio – le nuove proposte legislative sullo smaltimento dell’amianto e sull’istituzione dei nuovi parchi.

Tale elenco non esaurisce affatto l’insieme delle attività su cui il circolo potrà misurarsi. Tuttavia, sappiamo con certezza che da soli non potremmo affrontare il tutto!